‘Donna sacra di Sicilia’: tra sacro e profano nell’universo femminile siciliano

‘La Sicilia è donna’: queste parole dell’on. Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, aprono la pubblicazione Donna sacra di Sicilia, curata da Francesco La Rosa e Mariella Cutrona per i tipi Corebook Multimedia & Editoria, con il patrocinio dell’ARS. L’opera è una sintesi di sfaccettature della sicilianità nel rapporto tra universo femminile e sacro.

La sacralità femminile, da un lato, precede il cristianesimo (di essa abbiamo testimonianze nei miti della Magna Grecia), e, dall’altro, è sublimata dal messaggio evangelico. Non a caso, le patrone delle principali città sono Agata, Rosalia e Lucia, le tre Santuzze controcorrente, che hanno sacrificato la vita o donato la propria libertà per realizzare in pienezza i valori in cui credevano.

In un momento di contrasti tra il riconoscimento formale dei diritti delle donne e la sostanziale situazione di dipendenza e sopruso, fino alla drammatica piaga del femminicidio, la tradizione può offrire una lezione di civiltà. Come sottolinea Francesco La Rosa nella presentazione del progetto editoriale, la modernità è stata portata avanti da donne, che hanno saputo leggere i segni dei tempi e incarnare gli ideali della libertà.

I contributi raccolti generano una gradevolissima polifonia letteraria: dall’ ‘Incontro con Sant’Agata’ del prof. Giuseppe Adernò alla breve lectio della prof.ssa Maria Teresa Moscato su ‘Archetipi femminili e donne divinizzate’, dai componimenti poetici di Cristina Adragna alle fiabe scritte a quattro mani dai curatori del libro, che, con tocco letterario, riflettono sugli affascinanti misteri della Sicilia, tutto genera un caleidoscopio di frammenti di vita.

La conclusione del volume è affidata alla narrazione delle storie delle storie contemporanee di siciliane illustri: l’imprenditrice italo-argentina Maria Lucia Borsellino, la missionaria Suor Teresa Margherita Trombatore, la cantastorie messinese Maria Costa, dichiarata dall’UNESCO Tesoro Umano Vivente.

Mito, leggenda e storia si fondono, in un continuo passaggio di consegne tra le figure dell’antichità, spesso avvolte nelle tenebre del tempo, ma rese vive dalla coscienza popolare, e le nuove testimoni delle potenzialità di rinascita. Quasi a costituire la chiave ermeneutica dell’universo femminile sacro – religioso e laico – siciliano, e ad ispirare la fantasia e la riflessione, gli autori hanno scelto la figura di Angelica, il vero ‘motore narrativo’ della Chanson de Roland, trasfusa nel teatro dei Pupi.

E’ lei la vera donna moderna, la musa ispiratrice delle grandi passioni, l’icona dell’intraprendenza, colei che ha incarnato i valori rinascimentali ante litteram; a lei e all’inebriante profumo del gelsomino è dedicato il libro, con l’augurio che quest’ebbrezza possa essere, anche per poco, assaporata dal lettore.

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