Presentato il Sinodo dei Vescovi ‘I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale’

Il Sinodo dei vescovi sul tema ‘I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale’ si svolge dal 3 al 28 ottobre in Vaticano ed è il terzo convocato da papa Francesco, a cui partecipano anche due vescovi cinesi, come ha confermato il segretario generale del Sinodo dei vescovi, card. Lorenzo Baldisseri, di cui uno dei sette che sono stati appena riconosciuto da papa Francesco, Guo Jincai, e per cui è stata creata la nuova diocesi di Chengde (l’altro è Yang Xiaoting, di Yan’an).

Anche nei precedenti Sinodi furono invitati vescovi cinesi da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI a quello del 2005, ma non fu dato mai il permesso: “Sono invitati dal papa. Questa è una conseguenza dell’accordo diretto, il Papa ha deciso di invitare, l’invito dall’altra parte è stato accolto. Di per sé essendo molto complessa la situazione, il Papa ha deciso di fare un passo in questo modo e dovrebbero essere già in viaggio per venire a Roma…

Si tratta, dunque di un’Assemblea ampia e composita, un’Assise sinodale a respiro mondiale, corrispondente alla dimensione universale della Chiesa, che agisce cum Petro et sub Petro”.

Durante la presentazione sono stati illustrati i 36 articoli dell’Istruzione sono il regolamento tecnico del Sinodo 2018, come è stato sottolineato nella Costituzione apostolica ‘Episcopalis communio’, che definiscono “l’autorità del Romano Pontefice, i Membri dell’Assemblea Generale Ordinaria, Straordinaria e Speciale, la Segreteria Generale, La Commissione per la redazione del Documento finale e il regolamento per la stesura di quest’ultimo”.

Eppoi ha sottolineato il numero dei partecipanti: “Così, complessivamente, prendono parte a quest’Assemblea 266 Padri sinodali: 31 ex officio (15 Patriarchi, Arcivescovi Maggiori e Metropoliti delle Chiese metropolitane sui iuris delle Chiese Orientali Cattoliche; 16 Capi dei Dicasteri della Curia Romana; il Segretario Generale e il Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi, 15 Membri del XIV Consiglio Ordinario), 181 eletti dalle Conferenze Episcopali (ex electione) e 41 Membri ex nominatione pontificia. Tra i Membri si contano 50 Cardinali (tra cui due Patriarchi e 3 Arcivescovi Maggiori), 6 Patriarchi, 1 Arcivescovo Maggiore, 44 Arcivescovi, 101 Vescovi residenziali, 37 Ausiliari, 6 Vicari Apostolici e 1 Vescovo Prelato), 10 Religiosi in rappresentanza dell’Unione dei Superiori Generali e 10 Membri non insigniti dell’ordine episcopale tra Presbiteri e religiosi.

Tra gli altri partecipanti, si contano 23 Esperti, designati in virtù delle loro competenze per contribuire ai lavori sinodali in qualità di collaboratori dei Segretari Speciali, così come 49 Uditori e Uditrici, provenienti anch’essi da ogni parte del mondo. Fra costoro figurano non solo molti specialisti ed operatori della pastorale giovanile ma anche ben 34 giovani tra 18 e 29 anni, che contribuiranno con la loro vivace presenza a far sentire la voce di tanti loro coetanei”.

Il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, ha elencato i numeri dei partecipanti: “Secondo la normativa sinodale, partecipano all’Assemblea Generale Ordinaria i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, i Vescovi eletti dai Sinodi dei Vescovi e dai Consigli dei Gerarchi delle Chiese Orientali Cattoliche, i Vescovi eletti dalle Conferenze Episcopali, dieci Religiosi eletti dall’Unione dei Superiori Generali, alcuni Capi dei Dicasteri della Curia Romana, e un congruo numero di Membri nominati dal Santo Padre.

Così, complessivamente, prendono parte a quest’Assemblea 267 Padri sinodali: 31 ex officio (15 Patriarchi, Arcivescovi Maggiori e Metropoliti delle Chiese metropolitane sui iuris delle Chiese Orientali Cattoliche; 16 Capi dei Dicasteri della Curia Romana; il Segretario Generale e il Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi, 15 Membri del XIV Consiglio Ordinario), 181 eletti dalle Conferenze Episcopali (ex electione) e 41 Membri ex nominatione pontificia.

Significativa sarà poi la presenza di 8 Delegati Fraterni, rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali, manifestazione della volontà di lavorare insieme per conseguire la piena unità visibile della Chiesa di Cristo, nella consapevolezza che anche sul tema tanto rilevante dei giovani tutti i cristiani sono chiamati a trovare e a percorrere una strada comune, perché la loro testimonianza concorde risulti credibile agli occhi del mondo”.

Ed ha spiegato anche gli obiettivi che il Sinodo si propone: “Il prezioso patrimonio di idee e riflessioni fin qui emerso permetterà di raggiungere gli obiettivi di questa Assemblea sinodale, tra i quali i seguenti: rendere consapevole tutta la Chiesa del suo compito missionario di accompagnare ogni giovane, nessuno escluso, verso la gioia dell’amore, che Gesù Cristo offre alle nuove generazioni; prendere coscienza della portata universale del concetto di vocazione e, di conseguenza, del collegamento tra pastorale giovanile e pastorale vocazionale, che si esprime nella formula, più volte impiegata dal Documento Preparatorio e ripresa nell’Instrumentum laboris, di ‘pastorale giovanile vocazionale’.

Si porrà in questo ampio contesto un’attenzione, un accento tutto particolare alla vocazione ministeriale al sacerdozio e alla vita consacrata; il rinnovamento ecclesiale auspicato da Papa Francesco in Evangelii gaudium, secondo il quale la ‘conversione pastorale’ è finalizzata a ‘fare in modo che [le strutture ecclesiali] diventino tutte più missionarie… in costante atteggiamento di ‘uscita’’.

Si tratta, dunque, di un’Assemblea ampia e composita, un’Assise sinodale a respiro mondiale, corrispondente alla dimensione universale della Chiesa, che agisce cum Petro et sub Petro”.

Il relatore generale del Sinodo, card. Sérgio da Rocha, ha sottolineato alcuni requisiti richiesti ai ‘padri sinodali’: “Il primo è tenere aperti occhi e orecchie, ma anche mente e cuore, come una sentinella che non si lascia sfuggire nessun segnale dei cambiamenti in atto; il secondo requisito di un buon percorso di discernimento è saper valutare alla luce della fede ciò che si muove nella vita del mondo e della Chiesa, e nell’interiorità di ciascuno di noi; infine è necessaria la disponibilità a sostare nelle ferite della storia con un cuore pieno di misericordia, mantenendo le porte spalancate al Dio della tenerezza che agisce continuamente nel suo popolo e si fa vivo tramite la voce dei piccoli e dei poveri.

Entrare con umiltà in questo modo di procedere, in questo stile ecclesiale, è già la prima risposta pastorale di una Chiesa che desidera essere credibile per le giovani generazioni”.

Ha descritto anche il compito a cui sono chiamati i componenti sinodali: “Lo stile del discernimento con cui intendiamo affrontarlo darà concretezza alle nostre riflessioni e preghiere e ci aprirà all’ascolto della voce dello Spirito. Solo così questo tempo sinodale potrà portare un frutto di conversione del cuore e della mente e di rinnovamento delle pratiche pastorali”.

Infine mons. Fabio Fabene, sotto-segretario del Sinodo dei Vescovi, ha presentato l’Istruzione sulla celebrazione delle Assemblee Sinodali e sull’attività della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, presentando alcune novità:

“Tra di esse desidero segnalarne in particolare una: l’ampliamento della Segreteria Generale del Sinodo, dovuto al fatto che il Consiglio Ordinario sarà d’ora in poi costituito da ventuno Vescovi, di cui sedici eletti dall’Assemblea Generale Ordinaria. Tra questi ultimi un Vescovo proverrà dalle Chiese Orientali Cattoliche e gli altri quindici dalle Chiese di rito latino distinte su base geografica: due Vescovi rappresenteranno l’America Settentrionale, tre l’America Latina, tre l’Europa, tre l’Africa, tre l’Asia e uno l’Oceania…

In conclusione, al di là dei singoli aspetti, ciò che occorre evidenziare è l’orientamento complessivo che, in linea con l’Episcopalis communio, anima l’Istruzione: tutte le funzioni e tutte le procedure sono regolamentate allo scopo di facilitare il più possibile il dibattito e lo scambio di opinioni tra i Padri Sinodali, così da far emergere la ricchezza delle voci delle Chiese sparse su tutta la terra.

In questo modo, il Sinodo si configura a tutti gli effetti come una peculiare espressione del legame inscindibile che unisce i Vescovi tra loro e con il Papa nel servizio al Popolo di Dio”.

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