A Spello l’Azione Cattolica Italiana costruisce ponti di dialogo interreligioso

Sabato 15 settembre si è tenuta alla casa San Girolamo di Spello, dove è vissuto fratel Carlo Carretto, una conferenza sul dialogo interreligioso intitolata ‘I cattolici e l’Islam’ riguardante il reciproco sguardo tra i cattolici e i musulmani, organizzata dall’Azione Cattolica italiana, a cui hanno partecipato la prof.ssa iraniana Shahrzad Houshmand Zadeh, teologa e docente di studi islamici presso la Pontificia Università gregoriana e mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vescovo titolare di Emmaus e Vicario patriarcale di Israele e Palestina, moderati dal giornalista Pietro Pisarra, alla presenza di molti ospiti e del presidente dell’Azione Cattolica Matteo Truffelli, del vescovo di Foligno, mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale dell’AC, e del sindaco di Spello, Moreno Landrini.

L’incontro si è strutturato in tre momenti che hanno scandito gli eventi della giornata con l’accoglienza degli ospiti e la contestuale visita al convento, alla scoperta delle cappelle che lo impreziosiscono e dei suoi numerosi affreschi; è seguita la commemorazione dei 30 anni dalla scomparsa e la visita alla tomba del piccolo fratello Carlo Carretto, la cui figura è stata presentata da don Michele Pace, incaricato dei giovani dell’Azione Cattolica; infine alla presenza di circa 200 persone si è svolta la conferenza nella forma di ‘conversazioni’.

Il presidente Truffelli è intervenuto introducendo il tema dell’incontro, relativo allo sguardo dei cattolici verso i musulmani in Italia e viceversa. Prendendo spunto dalle domande del presentatore e dagli interventi della gente del pubblico, mons. Marcuzzo ha sentito il bisogno di soffermarsi su alcuni punti precisi. In primo luogo sulla necessità, sulla scorta della sua personale esperienza nel vivere con i musulmani, di fare testimonianza, dando al riguardo un tono molto positivo.

A dispetto della molta negatività emersa nello sguardo dei cattolici verso i musulmani infatti, il vicario patriarcale ha inteso insistere sull’opportunità di dare positività a questo sguardo, ricordando le molte cose buone ed edificanti fatte da autorità, enti musulmani e moschee che, seppur molto positive, purtroppo non si conoscono:

“La notizia che fa rumore è la notizia del male. La notizia del bene non fa rumore”, riflettendo sulla percezione che comunemente si ha dell’Islam e, proseguendo, ha ricordato tutto quello che si sta facendo in Egitto per cambiare la relazione e lo sguardo dell’uno verso gli altri. Sul dialogo interreligioso, la Chiesa post-concilio ha prodotto oltre 1.000 documenti ufficiali, del papa o dei dicasteri vaticani.

La Chiesa ha fatto molto per i musulmani e chiede che anche gli altri, specie i musulmani stessi, facciano altrettanto. Solo recentemente per conto di questi ultimi ci sono stati degli enti che hanno prodotto dei documenti di dialogo verso i cattolici. A questo proposito è intervenuto e ha parlato l’altro ospite dell’incontro, la prof.ssa Zadeh, che ha un’esperienza quasi ventennale come consulente scientifico e membro del centro di dialogo interreligioso del movimento dei Focolari, raccontando la bellezza dell’incontro tra le fedi.

Infine mons. Marcuzzo, dopo aver reso ‘testimonianza della storia’ attraverso digressioni sulla letteratura medioevale arabo-cristiana che attesterebbe un dialogo tra musulmani e cristiani pieno di libertà, ha trattato anche della ‘testimonianza dell’attualità’, rappresentata dal Sinodo Diocesano delle chiese cattoliche di Terra Santa, preziosa guida della chiesa orientale nella sua opera pastorale, incentrata e sviluppata sulle parole ‘insieme’ e ‘incontro’:

“Qualsiasi dialogo è sempre costruttivo; questo è stato costruttivo e molto fruttuoso, perché c’è stato uno scambio di esperienze di vita. Spero che il dialogo tra mussulmani e cristiani possa andare avanti nonostante tutte le difficoltà”.

Quali sono i punti di ‘contatto’ tra Bibbia e Corano?
“Innanzitutto ci sono i tre punti iniziali: Dio creatore, Dio uomo e Dio giudice”.
Perché non si conosce la ricchezza della letteratura mediorientale?
“E’ nostro compito conoscere gli aspetti buoni della letteratura, ma soprattutto della realtà mediorientali, perché ci sono molti aspetti positivi. Purtroppo fanno notizia solo gli aspetti negativi; dobbiamo diffondere sempre più le buone notizie del dialogo tra cristiani e mussulmani”.

Come opera la Chiesa per rendere fruttifero questo dialogo?
“Opera nel dialogo della vita, della letteratura, della scienza, del commercio. I cristiani vivono insieme con ebrei e mussulmani, perché c’è sempre più bisogno di questo dialogo trilaterale”.

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