Dalle Diocesi: Quaresima, stile di vita nuovo

Con il mercoledì delle Ceneri nella Chiesa cattolica è iniziato il tempo quaresimale ed il papa nel messaggio aveva scritto: “Anche quest’anno, con il presente messaggio, desidero aiutare tutta la Chiesa a vivere con gioia e verità in questo tempo di grazia; e lo faccio lasciandomi ispirare da un’espressione di Gesù nel Vangelo di Matteo: ‘Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà’.

Questa frase si trova nel discorso che riguarda la fine dei tempi e che è ambientato a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, proprio dove avrà inizio la passione del Signore. Rispondendo a una domanda dei discepoli, Gesù annuncia una grande tribolazione e descrive la situazione in cui potrebbe trovarsi la comunità dei credenti: di fronte ad eventi dolorosi, alcuni falsi profeti inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo”.

Dal messaggio papale molte diocesi hanno preso spunto per scrivere ai fedeli alcune riflessioni, che consentano di intraprendere un cammino di conversione, come mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti: “E’ il ‘mistero’ che Gesù, parlando ai suoi discepoli in un discorso davvero drammatico sulla fine dei tempi, definisce come ‘iniquità’ e che il Papa indica nelle tante iniquità di questo nostro tempo, ormai sotto gli occhi di tutti noi…

Iniquità che finiscono per soffocare la carità e rendere gelido il nostro cuore, con tutte le conseguenze negative che si riversano sulla nostra testimonianza di discepoli del Signore, chiamati e inviati da Lui per la buona notizia che soltanto l’amore verso Dio e verso il prossimo ci salva, come ci ricorda ancora papa Francesco, dall’avidità del denaro, dalla violenza verso i più deboli e indifesi, dal raffreddarsi dell’amore anche nelle nostre comunità”.

Ha invitato i fedeli a non ‘lasciarci travolgere dall’iniquità’: “Sarebbe bello se, personalmente e comunitariamente, in questo tempo di Quaresima, ci mettessimo più gioia e più generosità nel ritrovare ogni giorno un breve tempo, per rientrare in noi stessi e ascoltare il Signore, per riacquistare una ‘linea’ di sobrietà, di rinuncia, di digiuno dello stomaco, perché si riempia il cuore, e di una elemosina, che ‘ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio’ (papa Francesco, Messaggio)”.

Anche dalla diocesi di Reggio Calabria mons. Giuseppe Fiorini Morosini invita a recuperare i valori: “Gesù, aiutato dalla preghiera, dal digiuno e dalla meditazione della Parola di Dio, svela l’inganno di Satana e lo respinge. Sceglie così la via messianica della croce; sceglie di salvare l’uomo senza fare forza sulla sua potenza divina, ma basandosi solo sulla sua fragilità di uomo.

Sceglie così di salvare stando accanto all’uomo con compassione, condividendo con amore le sue difficoltà, sino ad accettare anche la morte tra gli insulti di tanti, che ironizzavano sul suo fallimento: ‘Ha salvato gli altri e non può salvare se stesso’; ‘Se sei il Figlio di Dio scendi dalla croce e crederemo’… Così faceva Satana con Gesù nel deserto: cercare di far apparire il male come bene.

Convinciamoci che abbiamo fatto già un lungo percorso verso la laicizzazione della vita, negando i valori cristiani che ci hanno sorretto finora, mentre pretendiamo di mantenere intatte le nostre devozioni tradizionali e le nostre manifestazioni religiose esteriori, che non hanno significato senza il supporto dei valori cristiani. Stiamo distruggendo i valori cristiani e ci irrigidiamo sul mantenimento delle tradizioni religiose”.

Mentre dalla diocesi di Udine mons. Andrea Bruno Mazzoccato ha invitato ad avere ‘un cuore nuovo’: “Il tempo che passa invecchia tutte le cose, anche la pelle del nostro corpo. Il cuore, pure, invecchia; non, però, a causa del passare del tempo. Sono, piuttosto, i compromessi con i vizi e con i peccati che rendono il cuore vecchio, meno sensibile e meno generoso verso Dio e verso le persone…

La Parola di Dio offre, però, una grande speranza. Mentre un vestito e la pelle del corpo non possono tornare nuovi, il nostro cuore può rigenerarsi. Lo ha promesso Dio: ‘Vi darò un cuore nuovo’. Il cuore più bello e più giovane che mai ci sia stato tra gli uomini è il Cuore Immacolato di Maria. Rivolgiamo a lei lo sguardo e il pensiero nella Quaresima di questo anno che a lei abbiamo dedicato. Chiediamo allo Spirito Santo il desiderio e la grazia di assomigliare a Maria, nostra sorella e madre.

Di avere un po’ del suo cuore obbediente alla volontà di Dio, delicato e attento alle necessità dei suoi figli, forte e paziente accanto a Gesù, suo Figlio, fin sotto la croce in comunione con la sua passione di amore”.

Dalla diocesi di Trieste mons. Giampaolo Crepaldi invita a vivere una ‘vita da santi’: “Per darci coraggio nel cammino della santità è anche opportuno soffermarsi a considerare la vita dei Santi. Con grande saggezza pedagogica, infatti, la Chiesa, durante l’Anno Liturgico, ci propone una schiera di Santi, di coloro, cioè, che hanno vissuto pienamente la carità e hanno saputo amare e seguire Cristo nella loro vita quotidiana.

Vogliamo ricordare qui i Santi e le Sante della nostra Chiesa tergestina: san Giusto, san Lazzaro, san Sergio, san Servolo, sante Eufemia e Tecla, santi Ermacora e Fortunato, beata Maria Teresa Ledochowska, beato don Francesco Bonifacio… I Santi non sono solo quelli beatificati o canonizzati, cioè quelli che veneriamo sugli altari. Dobbiamo abituarci a riconoscere la santità anche in tanti cristiani conosciuti nell’ordinarietà e quotidianità della vita.

Essi sono spesso persone molto semplici, ma che vivono la fede in Cristo con intensità, amore e disinteresse; che testimoniano la carità anche in situazioni difficili, e, in unione alle sofferenze di Cristo, affrontano con pazienza le durezze della vita; cristiani capaci di cogliere, nella preghiera quotidiana, la relazione tra il mistero della loro vita e quella del Signore. Sono tanti, anche a Trieste; in genere, sono la parte più nascosta, ma anche la più preziosa della nostra Chiesa”.

Dalla diocesi di Trapani mons. Pietro Maria Fragnelli ha scritto che “tutti gli uomini e le donne hanno bisogno di amore”, un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: “Oggi appaiono come un popolo disperso, che attende la chiamata all’Esodo: il cammino del deserto in cerca di lavoro e di prospettive, di liberazione dallo sfruttamento, di risveglio da ogni forma di parcheggio indefinito, di uscite di sicurezza dal divertimento senza futuro.

Come risponde la comunità cristiana? L’esodo quaresimale interessa tutti, anche gli adulti. Dio chiama a tutte le età e invita la Chiesa a ritrovare la giovinezza dello Spirito, la freschezza dei volti, il servizio coraggioso alla promozione del lavoro e della sua spiritualità. Per tutti i credenti adulti, la parola di Dio è un fuoco che purifica e riaccende l’ardore: mentre ci porta a chiedere perdono, ci spinge a non lasciarci raffreddare dai molti segnali di iniquità e di peccato presenti nel mondo”.

E dalla diocesi di Como mons. Oscar Cantoni invita ad un ascolto frequente della Parola di Dio: “Ecco allora una proposta molto semplice, ma ardita: quella di trovare il tempo per leggere, a tappe, i brani del Vangelo di Marco che raccontano la passione, la morte e la risurrezione di Gesù. Il Vangelo di Marco è quello che viene proposto dalla liturgia in questo anno. I capitoli che ci interessano si snodano dal 14 al 16.

Il papà o la mamma leggeranno a piccoli pezzi i diversi passaggi, in alcune sere della settimana, molto lentamente. E’ un modo semplice, ma efficace, per comprendere il mistero pasquale, ossia quel movimento d’amore che Gesù mette in moto per dare tutto se stesso a Dio padre fino alla morte in croce e così farci diventare figli di Dio, come lui.

La gioia di questo dono la vivremo poi insieme, nella nostra comunità parrocchiale, la sera della veglia pasquale, rinnovando le promesse battesimali. L’ascolto della Parola del Signore può occupare una ventina di sere, leggendo i diversi brani a piccoli pezzi. Sarà un momento di grande unità familiare, una occasione comune per una crescita nella fede. Essa infatti nasce e si sviluppa proprio attraverso l’ascolto della Parola”.

Inoltre la Quaresima è un tempo per scoprire uno stile di vita: “E’ molto importante che i figli scoprano l’elemosina come uno stile di vita, che si traduce anche mediante scelte di condivisione, di tempo regalato gratuitamente, e di qualche sorriso in più, guardando negli occhi, con amore, quanti chiedono aiuto e amicizia…

La Quaresima è pure un tempo favorevole per dare maggiore spazio a Dio mediante la preghiera. Vissuta insieme, in famiglia, la preghiera assume un valore particolare. Una famiglia che prega è una famiglia unita… Dobbiamo persuaderci che non basta la preghiera personale: bisogna abituarsi a pregare senza vergogna, insieme, in famiglia, genitori e figli. Se preghiamo, possiamo essere certi che il Signore ci dona forze nuove per poter ricominciare ad amare ed Egli ci consolerà durante tutte le nostre prove ed afflizioni”.

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