Colombia: attacco contro la Comunità Papa Giovanni XXIII

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn2Email this to someone

Negli ultimi giorni dell’anno scorso un commando di paramilitari hanno compiuto un blitz a San José de Apartadó per cercare di uccidere uno dei suoi leader, Germán Graciano Posso, che è rimasto ferito: “è stato un attacco annunciato” ha commentato subito il presidente della Comunità papa Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda.

Infatti negli ultimi tempi, le minacce nei confronti degli abitanti della Comunità di Pace, protetta dai volontari di Operazione colomba della Papa Giovanni, si erano intensificate. Per questo il presidente dell’Associazione di don Benzi ha chiesto “un deciso intervento da parte dello Stato colombiano e della comunità internazionale per fermare e smantellare i gruppi neo-paramilitari”, subito ripreso dal vice-ministro degli Esteri italiano, Mario Giro, che ha parlato di attentati alla pace: “A nome del governo italiano auspico che il governo colombiano ponga al più presto argine a queste violenze perché sia preservato il processo di pace”.

Si stima che nell’anno appena concluso si sono contati 139 attivisti uccisi in Colombia. La Comunità di pace di San José de Apartadó è una delle oltre 50 Comunità di pace e in resistenza civile colombiane che resistono con gli strumenti della nonviolenza alla guerra e allo sfollamento forzato, reclamando con forza il loro diritto a essere riconosciute come popolazione civile. La Comunità di Pace di San José de Apartadó si trova nella giurisdizione di San José de Apartadó, la più grande per estensione del Comune di Apartadó, nella regione di Urabà, al nord ovest della Colombia.

Difendere i principi e il territorio dove vivono è costato alla Comunità dal 1997 ad oggi più di 200 morti e oltre 650 violazioni ai diritti umani e al diritto umanitario internazionale. Sono presenti molti volontari internazionali, fra cui gli italiani di Operazione Colomba, che stanno mandando continui aggiornamenti sul fatto.

In merito all’accaduto l’Associazione Papa Giovanni XXIII in un comunicato ha chiarito che l’attacco è avvenuto in pieno giorno ed è un segnale pericoloso che mina la pace: “Sono settimane e mesi che notiamo l’escalation di minacce e di movimenti di persone indirizzati contro la Comunità di Pace. Questo, nonostante le molte denunce e comunicati che abbiamo continuato ad inviare sia alle liste internazionali che alle istituzioni dello Stato colombiano.

Questa la cronaca degli avvenimenti: un paramilitare di nome Arcadio è arrivato alla Comunità con il pretesto di vendere un po’ di cacao, un escamotage per controllare se German fosse presente. Alle 10.15, pochi minuti dopo, sono arrivati 4 paramilitari fra cui un capo di zona conosciuto come ‘Felipe’ e un altro nome noto , Ricardo Davis; insieme a loro James Cardona Higuita (cc 1038811594) y Humberto Antonio Londono Usaga (CC 1028025340): armi alla mano i quattro hanno costretto alcune persone ad entrare in una stanza, tenendoli sotto minaccia.

I membri della Comunità hanno comunque reagito e dopo una combutta, sono riusciti ad immobilizzare due dei paramilitari e disarmarne un terzo. Sia lo stesso Germàn che i membri della Comunità coinvolta sono rimasti feriti, così come i due paramilitari resi inermi. Subito dopo è stata chiamata la Defensoria del Pueblo per consegnare i due prigionieri, che al momento dell’invio del comunicato non era ancora arrivata”.

In seguito la Comunità Papa Giovanni XXIII ha contattato il Vicepresidente della Repubblica, gen. Óscar Naranjo, che ha promesso di prendere in esame la chiara complicità della forza pubblica locale che, secondo quanto affermato dalla Comunità, è il fattore chiave della grande libertà di azione dei paramilitari nella zona.

Nonostante queste rappresaglie paramilitari la Colombia ha registrato un drastico declino della criminalità, secondo i dati resi noti dal ministro della difesa, Luis Carlos Villegas: nel 2017 ci sono stati 320 omicidi in meno rispetto al 2016, portando il tasso di morti violente a meno di 24 ogni 100.000 abitanti; inoltre, in almeno 310 dei 1122 comuni della Colombia, nel 2017 non sono stati registrati omicidi e, fatta eccezione per i furti, secondo i dati ufficiali tutte le cifre riguardanti crimini di violenza sono diminuite.

In particolare, è stato sottolineato il calo del 12% degli omicidi commessi nella capitale Bogotá, rilevando che si tratta del dato più basso in 32 anni, pari a 14 persone ogni 100.000 abitanti.

89.31.72.207