Il MLAC chiede un lavoro dignitoso per i giovani

In occasione della Giornata Mondiale del Lavoro dignitoso, celebrata lo scorso 7 ottobre, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (Mlac) e la Gioventù Operaia Cristiana (Gioc) hanno organizzato un seminario di approfondimento a Roma, in preparazione alla Settimana Sociale dei Cattolici italiani che si apre giovedì 26 ottobre a Cagliari, mettendo al centro del dibattito il tema ‘Per un futuro dignitoso in Europa’.

Dall’incontro è emerso che il lavoro ha cambiato volto e consistenza, perché la sfida ha assunto dimensioni globali e sicuramente meno tangibili; dal focus è emerso che la dignità e i diritti del lavoro sono legati a doppio filo con la caduta di consenso delle grandi organizzazioni sindacali nazionali e internazionali.

Secondo Tommaso Marino, neo segretario nazionale del MLAC, ‘La sfida è generare speranza in un contesto complesso e globalizzato’, con l’invito a partecipare attivamente sui vari fronti da cittadini, lavoratori e associati in Azione Cattolica o altre organizzazioni laicali.

Il tweet lanciato da papa Francesco è stato illuminante: ‘Quanto vorrei vedere tutti con un lavoro decente! E’ una cosa essenziale per la dignità umana’. Infatti nell’Instrumentum Laboris’ delle Settimane Sociali è scritto: “Sulla realtà del lavoro si gioca il futuro di una società ed anche la responsabilità dei cattolici nella costruzione del bene comune… Il lavoro e la custodia del creato costituiscono delle frontiere avanzate della nuova evangelizzazione e aprono il dialogo con le diverse tradizioni culturali del nostro Paese.

Questo è il terreno dove occorre dare risposte a problemi reali della nostra società come nel passato hanno fatto le Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fondate 110 anni fa dal Beato Giuseppe Toniolo. Questo, riprendendo il dettato della Costituzione e della Dottrina Sociale della Chiesa, è uno dei punti più decisivi attorno a cui si può sviluppare una rinnovata rilevanza pubblica dei cattolici in Italia”.

Partendo da questi spunti abbiamo chiesto al segretario nazionale del MLAC, Tommaso Marino, di raccontarci quale lavoro vogliono i giovani: “La realtà giovanile è sempre in costante evoluzione. Negli ultimi anni la situazione di crisi ha cambiato profondamente la situazione occupazionale e le opportunità di lavoro.

I giovani sono stati, in questi anni, coloro che forse hanno pagato di più lo scotto della crisi economica, non meno dei lavoratori che il lavoro lo avevano e lo hanno perso o che sono stati costretti a cambiare o a modificare le proprie condizioni di vita. I giovani sono maggiormente aperti al cambiamento, a situazioni di lavoro solidale, creativo.

L’uso della rete, la disponibilità di informazioni e di opportunità è certamente una grande occasione per chi intende mettere in pratica una idea. La nascita di startup, con la condizione di poter crescere con elementi di solidarietà e non solo a discapito dei concorrenti, consente di creare sviluppo senza dover sottostare ai meccanismi tradizionali di creazione d’impresa, spesso complicati e problematici.

In questa direzione le nuove tecnologie della rete offrono parecchi spunti per un lavoro che può essere libero e creativo, ma che anche può contenere elementi di sfruttamento e di tempi e di modalità di lavoro che possono diventare opprimenti e non liberi”.

I giovani sono preparati per affrontare la sfida lavoro 4.0?
“La sfida del lavoro 4.0 contiene elementi di complessità. Per le generazioni degli adulti il lavoro ha presentato caratteristiche di continuità, di sicurezza e di stabilità. Per le nuove generazioni la situazione è cambiata: è aumentata la precarietà, la flessibilità e la continuità dello stesso impiego per tutta la vita. Questi elementi, in larga parte diventati di sistema, richiedono una capacità di adattamento e di flessibilità che i giovani hanno e riescono a gestire.

Certamente il processo deve essere guidato, la politica deve impegnarsi affinché la flessibilità non diventi precarietà e che la dinamica del cambio di lavoro e di mansioni diventi occasione di crescita e non di impedimento alla pianificazione di un progetto di vita che tiene conto della famiglia e della gestione di rapporti amicali e di qualità della vita. In altre parole, i giovani hanno una grande opportunità: trasformare un processo inevitabile in occasione di crescita e di miglioramento delle condizioni lavorative complessive”.

Cosa è un lavoro dignitoso?
“Non è facile dare in poche righe una definizione. Sicuramente il lavoro, visto come implementazione dell’opera di Dio sulla terra da parte dell’uomo, ha una sua dignità intrinseca. Tuttavia, l’intervento e la categorizzazione del lavoro da parte dell’uomo introduce elementi di giudizio sulla dignità dello stesso.

Sicuramente un lavoro risulta dignitoso se è rispettoso dei tempi e della situazione di vita dei lavoratori, se viene pagato con una paga che permette lo svolgersi di una vita dignitosa e se contribuisce al miglioramento della qualità della vita e delle relazioni tra gli uomini e tra gli uomini e la natura”.

Quale è l’impegno del MLAC per il prossimo triennio nel mondo del lavoro?
“Il MLAC è costantemente impegnato nell’approfondimento della Dottrina Sociale e nella formazione dei propri soci e non solo su temi sociali e legati al mondo del lavoro. Da più di 10 anni organizza, in collaborazione con il Progetto Policoro, l’Ufficio nazionale di Pastorale Sociale e del Lavoro e Caritas italiana, un concorso di idee sul tema della progettazione sociale.

Questo bando, aperto a tutti i gruppi e associazioni, consente ai territori di approfondire i temi sociali per comprenderli e per provare a dare delle risposte attraverso la costituzione di risposte anche operative da innestare sul territorio scelto per l’animazione e la progettazione sociale. La scadenza del bando è il 30 Novembre. Maggiori info su mlac.azionecattolica.it”.

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