Year Book 2016: l’azzardo non è un gioco

In un’intervista al mensile Vita Non Profit il presidente del Consiglio dei Ministri ha affermato di voler togliere le slot machine dagli esercizi commerciali: “Sul gioco d’azzardo stiamo per mettere a punto una misura per togliere le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali”. La decisione è stata apprezzata da ‘Mettiamoci in gioco’, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, come ha dichiarato il suo portavoce, don Armando Zappolini:

“In primo luogo, resta intatto il mercato delle videolottery (Vlt), che anzi potrebbe allargarsi. Le Vlt, rispetto alle slot, fanno perdere molti più soldi ai giocatori, sono assai più aggressive come modalità di gioco e, per questo, creano più dipendenza. E’, perciò, essenziale che i nuovi software per le ‘macchinette’ a cui i concessionari di gioco d’azzardo stanno lavorando, siano elaborati con la finalità di ridurre al massimo il rischio di dipendenza e, anche, di riciclaggio. Chiediamo al governo di poter essere consultati su questo aspetto cruciale. Ci sono diverse questioni da affrontare…

In secondo luogo, è chiaro che la tendenza a circoscrivere il gioco d’azzardo in ‘gaming hall’ dedicate, produrrà rischi molto alti per i giocatori che le frequentano. Anche in questo caso, sono necessarie regole stringenti affinché il giocatore non finisca intrappolato in luoghi che tendano esclusivamente a fargli consumare più gioco, e soldi, possibili.

Infine, da questi provvedimenti resta del tutto immune il gioco d’azzardo online, la nuova frontiera del settore… A nostro avviso è, altresì, necessario che governo e parlamento si adoperino al più presto per vietare in modo assoluto la pubblicità del gioco d’azzardo. Sarebbe questo, per noi, il segnale di un vero cambiamento di rotta.

Ci chiediamo come mai non si proceda in tal senso quando due proposte di legge che prevedono tale divieto, una al Senato l’altra alla Camera, appoggiate da parlamentari di tutti gli schieramenti, giacciono in parlamento da oltre un anno”. Ed i numeri parlano chiaro: nel 2015 ammontano a 50.654 le videolottery presenti sul territorio italiano, per un ricavo pari a più di € 21.000.000. A queste vanno ad aggiungersi le 377.471 awp (slot machines) che raccolgono oltre € 25.000.000.

La Campania è la regione con il maggior numero di esercizi che violano il vincolo di distanza di 500 metri la luoghi sensibili (scuole, ospedali, luoghi di culto): ben 2.562 dove i punti apparecchi sono 6.916. A seguire la Sicilia 1.586 (4.582), la Lombardia con 1.515 (ma ben 11.803 punti apparecchi), il Lazio con 1.344 punti scommesse (6.450 punti apparecchi) e la Puglia con 1.204 (4.378). In Lombardia l’85% delle sale violano queste distanze, in Toscana l’80%.

E per spiegare come nasce la dipendenza patologica da gioco d’azzardo, è stato di recente pubblicato ‘Year Book 2016’ del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza). Esso nasce dal progetto ‘Rischi da giocare’, finanziato al CNCA nel 2015 dal Ministero del lavoro e politiche sociali con i fondi della legge 383/2000, la cui finalità è il contrasto del gioco d’azzardo con l’obiettivo di diminuire il numero di persone esposte al rischio di sviluppare comportamenti problematici e patologici attraverso un mix di strategie (comunicative e di sensibilizzazione, d’intervento psicosociale e di sviluppo di comunità) articolate su base territoriale nelle Federazioni regionali del CNCA.

Il lavoro rappresenta una prima presa di posizione del CNCA per aprire il confronto e la riflessione su un fenomeno complesso al quale non è semplice avvicinarsi per le diverse articolazioni degli approcci che vanno dalla totale cancellazione di tutti gli strumenti, le opportunità e le possibilità di gioco d’azzardo (No slot e divieto di qualsiasi gioco) alla possibilità di educazione al ‘gioco responsabile’ ed alla regolazione dei tempi, dei luoghi e delle modalità di accesso ai giochi, nonché della presa in carico di chi perde questa capacità.

A ciò si aggiunge la drammaticità dei problemi connessi all’azzardo che la Federazione si trova ad affrontare sui territori e che produce differenti gradi di dipendenza e/o difficoltà di gestione delle crisi familiari, rischi connessi di indebitamento, usura, fino al coinvolgimento della criminalità.

Lo Year Book contiene una serie di materiali elaborati da esperti con la partecipazione del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) frutto di un’indagine nazionale sul gioco d’azzardo. La pubblicazione, proprio per restituire la complessità del fenomeno, declina vari aspetti connessi al gioco d’azzardo e lo fa con un’attenzione speciale alle trasformazioni culturali che hanno interessato il gioco d’azzardo negli ultimi anni, offrendo un utile spaccato dei vari giochi disponibili sul mercato e mettendo in evidenza le differenze, le cifre e i rischi specifici.

Una parte consistente è dedicata alla statistica, con dati nazionali che presentano un quadro generale del fenomeno, della sua diffusione, in particolare tra i giovani, delle differenze a livello regionale, della relazione tra dati epidemiologici e presenza di interventi da parte di associati al CNCA.

Uguale attenzione è rivolta alla letteratura scientifica sul gioco d’azzardo, con l’analisi di studi e ricerche su caratteristiche dei giocatori, fattori di rischio associati allo sviluppo di comportamenti problematici e conseguenze che ne derivano. La legislazione europea, nazionale e regionale italiana e la maniera in cui il fenomeno è normato in diversi Stati della Unione europea è un altro importante contributo presente nello Year Book.

Oltre ai dati di scenario e di contesto generale la pubblicazione getta uno sguardo approfondito sui contesti locali, mediante un’indagine sulle organizzazioni associate al CNCA impegnate nella gestione di servizi e interventi di prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico, descrivendo caratteristiche organizzative e di funzionamento di 97 unità di offerta realizzate da 40 organizzazioni e presentando in modo esemplificativo 8 diverse esperienze di prevenzione realizzate dagli associati al CNCA e distribuite su tutto il territorio nazionale.

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