Commento al Vangelo Festivo della XVI domenica del T.O.

Gesu_Buon_Pastore
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Due cose ci piace sottolineare di questo passo. Il “Venite in disparte” ed “erano pecore che non hanno pastore”. Si tratta di un’esigenza e di una realtà. La prima: ci invita a fermarci un po’, a stare tranquilli e sereni soli in un luogo capace di accogliere le nostre povertà e le nostre miserie, le nostre sofferenze e le nostre gioie. Abbiamo bisogno di riposarci, di fermare il ritmo forsennato nel quale le nostre esistenze trascorrono i giorni, abbiamo necessità di ridare serenità ai cuori e alle menti per dare ai nostri gesti un’anima. Rallentare la corsa è fondamentale per rendere più umani i nostri gesti e le nostre parole, per guardare con gli occhi di Dio questo mondo e per decidere bene le nostre azioni.

La seconda: è una realtà. Basta guardarsi intorno, basta ascoltare il lamento del popolo, basta osservare le nostre comunità per comprendere la verità profonda del tempo che viviamo fatto di assenza, di vuoto, di formalismi senza sostanza, di gesti che non parlano, di testimonianze prive di coerenza e di segni diventati consuetudini senza senso. Queste parole, purtroppo, non sono mancanza di rispetto o presunzione verso una situazione generale che si coglie nell’aria. Il servizio, infatti, è spesso inteso come un potere; la guida è stata trasformata in un comandare. All’Autorevolezza si è sostituita l’autorità. Ogni osservazione viene intesa come ribellione all’Autorità costituita. Ed è così che il popolo stanco sta abbandonando l’ovile volontariamente e il male se ne impossessa rendendolo sempre meno consapevole.

Eppure siamo sicuri che l’amore di Dio non ci abbandonerà, la compassione di Gesù ci insegnerà vie nuove, strade e sentieri di libertà nella verità e la sua misericordia ci ricondurrà all’ovile dove ci saranno pastori “rinnovati” che ci accoglieranno e che insieme a noi costruiranno il Regno di Dio sulla parola del Vangelo.

Una parola che è per tutti e che non ha padroni; una parola che è cibo per il nostro Spirito di sacerdoti, re e profeti chiamati con il battesimo ad evangelizzare il mondo. Forse, oggi, molto più che in passato c’è bisogno di evangelizzatori nuovi che nell’ordinario della vita mostrino di aver incontrato Gesù e di essere suoi collaboratori vivi e autentici. Che Dio ci benedica e ci custodisca nel suo Amore.