Il Papa a Firenze e Prato per incontrare tutti

Una giornata intere dedicata a Prato e Firenze. Papa Francesco sarà in Toscana il 10 novembre prossimo, L’annuncio è dato in contemporanea a Roma e Firenze e Prato. Il cardinale Betori ha anche rivelato che Bergoglio non conosce la città. A Prato si è tenuto a ricordare che la visita è per tutta la cittadinanza e non solo per i lavoratori cinesi, mettendo a tacere alcuni voci di stampa che avevano creato polemica e difficoltà nella diocesi.

Monsignor  Franco Agostinelli ha spiegato che Francesco arriverà intorno alle  8.00 a Prato in elicottero e poi sarà in cattedrale per incontrare il mondo del lavoro. Poi si sposterà a Firenze in cattedrale per incontrare i partecipanti al V Convegno ecclesiale della Chiesa italiana. mezz’ora dopo sarà nella basilica Santissima Annunciata per un incontro con i malati e alle 13 pranzerà con i poveri alla mensa di San Francesco poverino in piazza Ss. Annunziata. Alle 15.30 circa è prevista la celebrazione della messa nello stadio comunale “Luigi Franchi”, poi il rientro in Vaticano.

A Prato il Papa venererà in cattedrale il Sacro Cingolo mariano – la reliquia simbolo religioso e civile di Prato – e poi incontrerà la comunità diocesana e tutta la cittadinanza, con una particolare attenzione al mondo del lavoro. Prato sarà “Porta d’ingresso” al Convegno ecclesiale nazionale. La visita avviene a 30 anni da quella di Giovanni Paolo II, che il 19 marzo 1986 incontrò tutta la popolazione e in particolare il mondo del lavoro. Da parte sul l’arcivescovo di Firenze il cardinale Giuseppe Betori ha spiegato che il programma non è definitivo. Il Papa incontrerà i 2.300 delegati del Convegno ecclesiale nazionale, ma anche la realtà fiorentina in tutto il suo territorio.

Spiega Betori: “ incontrerà l’identità propria di Firenze, entrerà nel luogo sorgivo dell’identità civile e religiosa di Firenze, il suo Battistero e la sua Cattedrale. Incontrerà la sua storia, il suo volto religioso che è la radice mariana, nella cappella della Santissima Annunziata, dove reciterà l’Angelus con i disabili dell’Opera Diocesana Assistenza. Incontrerà anche l’anima caritativa di Firenze, che per lungo tempo è stata capace di farsi carico della povertà di tutti. Incontrerà anche l’arte: che il Papa ami l’arte lo ha dimostrato portando i poveri a visitare l’opera di un fiorentino, Michelangelo, nella Cappella Sistina. Il Papa non divide cultura e carità: in questo lo sentiamo molto vicino alla nostra identità fiorentina. Donare cultura significa fare carità”.

89.31.72.207