Papa Francesco: anche Dio ha sete di noi

Grande festa in Piazza San Pietro questa mattina per i ragazzi di Azione Cattolica che, come tradizione, hanno pregato per la pace e presentato il loro programma di attività per l’anno appena iniziato. Due ragazzi si sono affacciati con i Papa alla finestra del Palazzo apostolico, ma senza far volare le colombe e facendo invece salire una mongolfiera dalla piazza affollata. Pace smpre più assente nel mondo. Il Papa aveva appena ricordato il dramma della violenza in Ucraina. Nella breve riflessione prima della preghiera mariana il Papa ha spiegato le letture di oggi e il senso stesso dell’annucio. “L’annuncio di Gesù è simile a quello di Giovanni, con la differenza sostanziale che Gesù non indica più un altro che deve venire: è Lui stesso il compimento delle promesse; è Lui la “buona notizia” da credere, da accogliere e da comunicare agli uomini e alle donne di tutti i tempi, affinché anch’essi affidino a Lui la loro esistenza. Gesù Cristo in persona è la Parola vivente e operante nella storia: chi lo ascolta e lo segue entra nel Regno di Dio.”

Ricordando la settimana di preghiera per l’ unità dei cristiani che egli stesso conslude oggi con il Vespro ecumenico nella basilica di San Paolo, il Papa ha detto: “Dio, facendosi uomo, ha fatto propria la nostra sete, non solo dell’acqua materiale, ma soprattutto la sete di una vita piena, libera dalla schiavitù del male e della morte. Nello stesso tempo, con la sua incarnazione Dio ha posto la sua sete nel cuore di un uomo: Gesù di Nazaret. Dunque, nel cuore di Cristo si incontrano la sete umana e quella divina. E il desiderio dell’unità dei suoi discepoli appartiene a questa sete.”

Tra i saluti un pensiero particolare per la Giornata mondiale dei malati di lebbra. “Esprimo la mia vicinanza a tutte le persone che soffrono per questa malattia, come pure a quanti si prendono cura di loro, e a chi lotta per rimuovere le cause del contagio, cioè condizioni di vita non degne dell’uomo. Rinnoviamo l’impegno solidale per questi fratelli e sorelle!” Poi il Papa ha salutato la “comunità filippina di Roma. Carissimi, il popolo filippino è meraviglioso, per la sua fede forte e gioiosa. Il Signore sostenga sempre anche voi che vivete lontano dalla patria. Grazie per la vostra testimonianza!”

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