Sinodo, la prima prova del Pontificato di Francesco

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Ormai è chiaro: al Sinodo ci sarà battaglia. La lista dei partecipanti è assai nutrita per una assemblea  straordinaria, il tempo dei lavori breve e ancora non sappiamo quali saranno le novità procedurali, e se l’ Ordo Synodi sarà formalmente cambiato o no. Ma quello che è certo è che fuori del Sinodo si sta svolgendo un altro tipo di dibattito che forse avrà una eco anche nell’ Assemblea.

E lo fanno i cardinali gli studiosi, attraverso pubblicazioni come Remaining in the Truth of Christ coordinato dal Preside dell’Istituto pontificio di studi patristici Augustinianum, o numeri speciali della rivista Communio,  ma anche i semplici fedeli.

Quello che preoccupa è che nei media specializzati ritorna sempre solo un tema, quello dell’accesso alla comunione dei divorziati risposati. Un tema che sembra sovrastare tutto il resto. Ma che in effetti è largamente sopravvalutato. Il numero di chi deve affrontare questa realtà non è altissimo, (lo ha ricordato perfino il cardinale Kasper parlando ai cardinali nel concistoro di febbraio) e la maggior parte di coloro che si trovano ad affrontarlo lo fanno accompagnati da un prete. Nei media il problema prende spesso il colore di una “rivendicazione di diritti” che non ha nulla a che fare con la questione reale.

E allora perché cardinali ed editorialisti si affannano a ridurre il Sinodo sulla famiglia a questo tema?Semplicemente perché è un modo per discutere sul Pontificato di Papa Francesco.

Il Sinodo sarà infatti la prima vera occasione per capire davvero quale sia la “linea di governo” del Papa argentino. Fino ad ora infatti di reali cambiamenti rispetto ai predecessori non ce ne sono stati molti. Se lasciamo da parte gli aspetti più personalistici dei vestiti e della scelta di un diverso palazzo, della passione per il telefono e per i viaggi decisi in fretta e furia, nella struttura del Papato  non ci sono state rivoluzioni. E nemmeno nella pastorale o nella dottrina, o nella struttura della Curia. La creazione di commissioni e consigli e segretariati non è ancora entrata nella realtà curiale, anche se nella lista dei partecipanti al Sinodo i capi di segretariati e consigli entrano con altri incarichi, come nel caso del cardinale Pell che è membro del Consiglio ordinario del Sinodo.

Il Sinodo sarà il primo vero banco di prova della collegialità. Quella episcopale, da non confondersi con il “lavoro di gruppo “ del C8 ormai C9 con il Segretario di Stato, e di altre commissioni. La collegialità riguarda i vescovi di tutto il mondo e il Papa, è comunione, ed è teologicamente ed ecclesiologicamente fondata.

Come sarà il lavoro di Papa Francesco al Sinodo? Nella lista dei partecipanti le nomine pontificie danno l’idea di una certa voglia di sentire tutte le campane. Alcuni nomi eccellenti ci riportano all’epoca del Concilio, come se negli ultimi 50 anni la Chiesa non fosse esistita.  Il vero problema è che forse del dibattito interno non sapremo molto o solo quello che alcuni vorranno far uscire dai soliti canali ufficiosi.

Non ci sarà la struttura informativa del Sinodo che da anni fornisce bollettini in una decina di lingue e briefing in sei lingue con un informatore specifico. La comunicazione di fatto si riduce e si torna, anche qui, al periodo del Concilio. Quando i media facevano un concilio fuori della basilica e i padri ne facevano un altro. Lo ha raccontato Joseph Ratzinger, che al Concilio c’era e che ha vissuto questo problema, lo ha raccontato anche in uno degli ultimi discorsi come Papa regnante.

Quel problema di comunicazione fece si che ancora oggi i cattolici non hanno bene compreso quale  fosse il messaggio del Concilio, e 50 anni dopo vescovi e preti non lo hanno saputo far entrare nel cuore di ogni credente e nella intelligenza anche dei non credenti, creando moltissimi equivoci.

Coma funzionerà la comunicazione del Sinodo del 2014? Avremo in futuro dei testi di riferimento da studiare? Della documentazione per ricordare cosa è stato detto?  Ci auguriamo di si, anche se in modo diverso, ma soprattutto sarebbe bene sapere quale sarà il dibattito, le proposte, le testimonianze che nell’Aula metteranno al centro un tema che riguarda davvero tutti: la famiglia. Sul quale ci vorrebbe la massima trasparenza. Anzi perché non mandare i lavori in diretta tv ?