Lo strumento di lavoro del Sinodo, in attesa di profezia

Il risultato di un sondaggio non è certo un documento esaltante. Anche perché coloro che seguono la vita dalla Chiesa e della società possono prevedere largamente le risposte a certe questioni. Così lo Strumento di Lavoro per il Sinodo sulla famiglia del prossimo ottobre non riserva particolari sorprese. La casistica è ampia (ma il Papa non aveva detto che non voleva la casistica?), sono enunciate le diverse situazioni in cui la famiglia è in difficoltà. Dalle guerre alle migrazioni alla vita sessuale i temi sono sempre gli stessi. da secoli. Quello che emerge come “contemporaneo” è la voglia di molti “fedeli” di essere giustificati nelle loro scelte anche quando sono chiaramente sbagliate secondo il Vangelo e il Magistero. Così i preti si trovano in difficoltà anche perché, emerge dalle risposte, sono poco preparati ad affrontare le tematiche familiari. E sono proprio i preti ad uscire con le ossa rotte da questo sondaggio. Vengono descritti come poco preparati, troppo lassisti a volte o troppo rigidi, coinvolti in scandali sessuali e pessimi testimoni di vita cristiana. C’è da chiedersi se non ci sia da parte di certo laicato una voglia di rivalsa sul clero, quasi una reazione ad un eccessivo clericalismo di alcune situazioni. Il documento, che non è rivolto ai fedeli, ma viene dalle opinioni dei fedeli, ha una introduzione di genere dottrinale abbastanza generica.

Un punto interessante però è la considerazione della legge naturale come ormai dimenticata e non apprezzata nel mondo. La legge naturale è sempre stata la base dei diritti, che ora sembrano cambiare dai diritti universali dell’uomo ai diritti personali per il singolo. Da qui nascono le difficoltà di dialogo tra Chiesa e Mondo. Altra difficoltà evidente la mancanza in moti casi di una fede profonda che nasca dall’incontro con la persona Gesù. Il cristianesimo diventa solo una ideologia come tante e si può prendere solo in parte. Temi attuali da almeno 50 anni e ampiamente discussi nel post Concilio del resto. Così come per il tema della difesa e apertura alla vita, il documento non fa altro che riferirsi alla Humanae Vitae di Paolo VI (magari riproporre la lettura di “ Amore e responsabilità” di Karol Wojtyla sarebbe più facile che fare un sinodo).

Per il resto il documento è una sintesi sociologica vecchiotta del mondo di oggi, con contrasti, miserie e difficoltà di cui si parla ormai da decenni. Ma è solo un punto di partenza per il Sinodo. Speriamo che i Padri ricevano ad ottobre prossimo un po’ di Spirito Profetico.

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