Rimanere, andare e gioire: il mandato di Papa Francesco per l’Azione Cattolica

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Rimanere con Gesù. Andare per le strade delle vostre città e dei vostri Paesi. Gioire ed esultare sempre nel Signore. Ricevendo nell’Aula Paolo VI l’Azione Cattolica nazionale a conclusione dei lavori della 15ma assemblea nazionale, Papa Francesco le dà il suo mandato. Che rispecchia il tema della convocazione nazionale “Persone nuove in Gesù Cristo. Corresponsabili della gioia di vivere”. E il Papa rimarca la scelta missionaria dell’Azione Cattolica. “Tutto in chiave missionaria. Questo il compito della Chiesa Cattolica”. Rinnovare la gioia missionaria, perché la Chiesa deve essere in uscita.

Ai membri dell’Azione Cattolica ha parlato negli scorsi il Segretario di Stato Pietro Parolin, che nell’omelia alla Messa del 2 maggio ha sottolineato come “l’Azione cattolica è fedele a se stessa quando, condividendo la missione della Chiesa, non cessa di vivere la gioia del Vangelo, che continua a motivare l’impegno gratuito di tanti laici”; e il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana Nunzio Galantino, il quale aprendo l’assemblea lo scorso 1° maggio ha sottolineato che “Oggi più che mai, come credenti, veniamo chiamati a dare sempre di più carattere pubblico e testimoniale alla nostra esperienza di fede”.

Papa Francesco vuole dai membri dell’azione cattolica un nuovo impegno missionario. “Anzitutto le parrocchie, specialmente quelle segnate da stanchezza e chiusure, hanno bisogno del vostro entusiasmo apostolico, della vostra piena disponibilità e del vostro servizio creativo. Si tratta di assumere il dinamismo missionario per arrivare a tutti, privilegiando chi si sente lontano e le fasce più deboli e dimenticate della popolazione. Si tratta di aprire le porte e lasciare che Gesù possa andare fuori”, dice il Papa.

E poi consegna loro il mandato, racchiuso in tre verbi.

Il primo è: rimanere. “Vi invito – dice il Papa – a rimanere con Gesù, a godere della sua compagnia. Per essere annunciatori e testimoni di Cristo occorre rimanere anzitutto vicini a Lui. È dall’incontro
con Colui che è la nostra vita e la nostra gioia, che la nostra testimonianza acquista ogni giorno
nuovo significato e nuova forza.”

Secondo verbo: andare.  Dice il Papa a braccio: “Mai una Azione Cattolica ferma, per favore. Non fermarsi. Andare! ” E poi prosegue: “Andare per le strade delle vostre città e dei vostri paesi, e  annunciare che Dio è Padre e che Gesù Cristo ve lo ha fatto conoscere, e per questo la vostra vita è cambiata: si può vivere da fratelli, portando dentro una speranza che non delude”, dice il Papa. Il quale poi esorta i giovani che ci sia in loro “il desiderio di far correre la Parola di Dio fino ai confini, rinnovando così il vostro impegno a incontrare l’uomo dovunque si trovi, lì dove soffre e spera, lì dove ama e crede, lì dove sono i suoi sogni più profondi, le domande più vere, i desideri del suo cuore. Lì vi aspetta Gesù”. “Questo significa andare fuori, questo significa uscire, andare uscendo”, aggiunge il Papa.

E infine, l’appello alla gioia. “Gioire ed esultare sempre nel Signore! Essere persone che cantano la vita, che cantano la fede. E’ importante: recitare il Credo, ma dire la fede con gioia, e questo significa cantare la fede. Questo non lo dico io. Lo ha detto 1600 anni fa Sant’Agostino. Persone che sanno riconoscere i propri talenti e i propri limiti, che sanno vedere nelle proprie giornate, anche in quelle più buie, i segni della presenza del Signore. Gioire perché il Signore vi ha chiamato ad essere corresponsabili della missione della sua Chiesa. Gioire perché in questo cammino non siete soli: c’è il Signore che vi accompagna, ci sono i vostri Vescovi e sacerdoti che vi sostengono, ci sono le vostre comunità parrocchiali e le vostre comunità diocesane con cui condividere il cammino”.

Il Papa chiede infine di “evitare la tentazione della quiete, che non ha niente a che fare con il rimanere in Gesù. Evitate la tentazione della chiusura e dell’intimismo. Se poi andate non cadrete in questa tentazione. E anche evitate la tentazione della serietà formale”.

Conclude il Papa a braccio: “Se voi volete sentire il consiglio, il vostro assistente, il vostro consigliere generale, che è mite, perché è Mansueto (si riferisce al vescovo Mansueto Bianchi, ndr), se voi volete prendere il consiglio” prendetelo, ma “mai statue di Museo, per favore”.

 

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