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Qualità & Servizi firma la ristorazione a spreco zero e porta la cucina toscana ed etica al Duomo
Coniugare la custodia dei monumenti più celebri del mondo con l’eccellenza della tradizione gastronomica toscana, nel segno del benessere e della sostenibilità. Nasce su queste premesse la nuova collaborazione tra l’Opera di Santa Maria del Fiore e Qualità & Servizi S.p.A., azienda interamente pubblica e Società Benefit leader nella ristorazione collettiva. A seguito dell’aggiudicazione della gara d’appalto per la gestione della mensa interna dedicata ai dipendenti dell’Opera del Duomo, prende il via un servizio che trasforma la pausa pranzo da semplice atto di nutrizione quotidiana a vera e propria estensione della bellezza e della storia di Firenze.
Il progetto si ispira profondamente nella filosofia di Slow Food: Buono: una cucina espressa e stagionale con materie prime lavorate allo stato naturale da uno Chef dedicato. Il pane quotidiano è di da grani antichi macinati a pietra, frutto di una filiera corta interamente toscana; Pulito: oltre l’80% degli ingredienti proverrà da filiera corta e chilometro zero (Piana Fiorentina, Mugello, costa Tirrenica), abbattendo l’impatto dei trasporti e sostenendo i piccoli produttori locali. Il 100% di pasta, cereali, legumi, uova, latte e pomodoro sarà biologico certificato; Giusto: massima equità nutrizionale con menù bilanciati da specialisti e totale tutela della dignità del lavoro del personale impiegato. Per rafforzare il legame unico con l’Istituzione, la proposta prevede l’introduzione dei “Menù dell’Opera”. Due volte all’anno – l’8 settembre (Festa della Natività di Maria e posa della prima pietra della Cattedrale) e il 25 marzo (Capodanno Fiorentino e consacrazione del Duomo) – i dipendenti potranno gustare ricette tipiche toscane, ricostruite da fonti storiche e reinterpretate in chiave nutrizionale moderna.
Tramite un’app dedicata, i dipendenti non solo prenoteranno i pasti riducendo al minimo i tempi di attesa, ma potranno consultare la storia di ogni piatto e l’origine degli ingredienti. Il sistema utilizzerà l’intelligenza artificiale per ottimizzare le produzioni e minimizzare le eccedenze alimentari. Sul fronte dello spreco zero, sarà inoltre attivo un protocollo di recupero: gli utenti potranno portare a casa i prodotti da forno e la frutta non consumati, mentre le eventuali eccedenze occasionali saranno devolute ad associazioni del terzo settore.
L’Amministratore unico di Qualità & Servizi S.p.A., Filippo Fossati, dichiara: “Questa partnership con l’Opera del Duomo dimostra nei fatti come sia possibile coniugare la sana gestione di un’azienda pubblica con la valorizzazione del patrimonio territoriale. Come Società Benefit, non ci limitiamo a offrire un servizio di ristorazione, ma generiamo valore condiviso tutelando al contempo la salute dei lavoratori e l’ambiente. Siamo orgogliosi di portare questo modello di eccellenza etica e trasparenza all’interno di una cornice così prestigiosa e iconica per la cultura mondiale”.
“L’innovazione tecnologica e la sostenibilità viaggiano di pari passo in questo progetto pionieristico di ristorazione collettiva -commentail Direttore generale di Qualità & Servizi S.p.A., Alessio Ciacci- che ridefinisce la pausa pranzo. Attraverso lo sviluppo di un’app dedicata e l’uso mirato dell’intelligenza artificiale per ottimizzare le produzioni, puntiamo dritti all’obiettivo dello spreco zero alimentare. Il connubio tra la maestosità della Fabbriceria e i nostri protocolli di recupero per il terzo settore traccia una nuova via ecologica per il futuro della ristorazione collettiva”.
“La sfida produttiva risiede nel trasformare la tradizione in un presidio quotidiano di salute -aggiungeIl Responsabile della Produzione di Qualità & Servizi S.p.A., Marco Gamannossi-valorizzando al massimo i piccoli produttori locali della Toscana. Oltre l’80% degli ingredienti proverrà da filiera corta tra il Mugello e la costa Tirrenica, mentre i cereali, i legumi e il pomodoro saranno biologici certificati al 100%. Il culmine di questo percorso gastronomico sarà lo sviluppo dei ‘Menù dell’Opera’, dove ricette storiche medievali e rinascimentali torneranno in tavola”.
L’Ibleo nel mirino del turismo religioso mondiale? Una sfida internazionale per la Sicilia
La World Religious Tourism Network – Rete Mondiale del Turismo Religioso – accende i riflettori sul Ragusano e ne intravede il potenziale per diventare una nuova destinazione del turismo spirituale internazionale, capace di coniugare spiritualità, cultura, sostenibilità, territorio e identità in una prospettiva di sempre maggiore apertura internazionale.
La visita a Modica di Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, ospite del compositore modicano di fama internazionale Joseph Lu, noto come il “pianista dei sogni”, ha permesso di conoscere da vicino un territorio di straordinaria ricchezza religiosa, culturale e paesaggistica, nel quale storia, identità locale, patrimonio artistico e spiritualità convivono in un equilibrio di particolare valore.
Da Modica a Scicli, da Ragusa Ibla a Ispica, fino a Chiaramonte Gulfi, Comiso, Monterosso Almo e Vittoria, emerge un patrimonio fatto di chiese, santuari, confraternite, devozioni, pellegrinaggi e tradizioni ancora vive: “E’ un’area di grande interesse per un turismo spirituale di livello internazionale”, questo il giudizio espresso da Maimone al termine della visita.
“Il Ragusano possiede qualcosa di raro: non soltanto un patrimonio straordinario di chiese e santuari, ma una spiritualità ancora viva, capace di parlare al mondo. La nostra volontà è favorire connessioni internazionali affinché questa ricchezza possa incontrare i flussi del turismo proveniente dall’estero e trasformarsi in una nuova opportunità per il territorio”, sottolinea Biagio Maimone.
La World Religious Tourism Network, presente in 18 Paesi e in continua espansione, sta costruendo anche in Italia una rete capace di creare connessioni tra territori e flussi turistici legati alla spiritualità. Tra le adesioni più recenti figura l’Area Sud della Basilicata che comprende 27 comuni.
In questa prospettiva, il Ragusano potrebbe essere rilanciato oltre i confini regionali, costruendo connessioni con il turismo proveniente dall’estero e inserendo il territorio all’interno di circuiti internazionali dedicati al turismo religioso, con una visione capace di valorizzare non soltanto l’attrattività dei luoghi, ma anche la loro identità culturale e la necessità di uno sviluppo turistico sostenibile e rispettoso delle comunità.
Non soltanto le grandi chiese barocche, dunque, ma anche santuari, devozioni mariane, confraternite, feste patronali e pellegrinaggi: un patrimonio vivo che può trasformare la visita in un’esperienza spirituale autentica, culturale e profondamente legata all’identità dei luoghi. La cultura rappresenta, in questo scenario, una componente essenziale dell’esperienza spirituale: la storia delle città, l’arte, le architetture, le tradizioni, i riti e le espressioni della religiosità popolare costituiscono un patrimonio identitario che può essere proposto al pubblico internazionale senza perdere il legame con le comunità che lo custodiscono.
Allo stesso tempo, la sostenibilità può diventare un elemento qualificante di questo nuovo modello di turismo, favorendo una fruizione consapevole del patrimonio, la valorizzazione dei piccoli centri e dei percorsi territoriali e una crescita capace di rispettare l’ambiente, le comunità locali e l’autenticità dei luoghi.
La proposta della World Religious Tourism Network è chiara: valorizzare il Ragusano come possibile grande itinerario spirituale internazionale, mettendo in relazione città, luoghi di fede e comunità e creando un ponte tra identità territoriale e dimensione globale. Un itinerario nel quale la spiritualità possa incontrare la cultura, il patrimonio possa incontrare la sostenibilità e l’identità dei luoghi possa diventare una chiave di dialogo con il mondo.
Dal Ragusano arriva così uno sguardo che va oltre il territorio. Uno sguardo rivolto al mondo. Uno sguardo internazionale, nel quale il Ragusano può presentarsi come territorio di cultura, spiritualità, identità e sostenibilità, capace di entrare a pieno titolo nei nuovi circuiti mondiali del turismo spirituale.
Pubblicato il rapporto di sostenibilità 2025 dello IOR
Nei giorni scorsi l’Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha pubblicato il Rapporto di Sostenibilità 2025, confermando l’impegno a promuovere una gestione finanziaria trasparente, responsabile e pienamente coerente con la Dottrina Sociale della Chiesa. Il documento illustra i risultati conseguiti nel corso dell’anno e i progressi realizzati nell’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nel modello operativo dell’Istituto.
In particolare, il Rapporto evidenzia il contributo dello IOR alla promozione di una finanza sostenibile e di un’economia posta al servizio della persona, della dignità umana e del bene comune. In linea con l’edizione precedente, il Rapporto è stato predisposto attraverso un’analisi di doppia materialità ispirata ai principi della Corporate Sustainability Reporting Directive europea e facendo riferimento agli Standard GRI, tra i principali riferimenti internazionali per la rendicontazione di sostenibilità.
Tale approccio si riflette anche nella politica di investimento dell’Istituto, fondata su una selezione attenta degli strumenti finanziari, orientata a tutelare e valorizzare nel tempo i patrimoni affidati dai clienti. Gli investimenti sono scelti nel rispetto dei principi della fede cattolica, escludendo l’esposizione verso società coinvolte in attività considerate dannose per la vita umana, l’ambiente, la società o la buona governance. Nel 2025 tutte le linee di gestione patrimoniale hanno confermato il pieno allineamento ai principi etico-cattolici e hanno registrato rendimenti lordi positivi.
Sotto il profilo economico, nel 2025 lo IOR ha generato un valore pari ad € 67.600.000, in crescita rispetto ad € 50.000.000 dell’anno precedente, con un utile netto di € 51.000.000. Il valore creato è stato destinato al papa per il 36%, al personale per il 23% e ai fornitori per il 14%; la quota restante ha contribuito al rafforzamento del patrimonio dell’Istituto, a sostegno della sua solidità e sostenibilità nel lungo periodo. La gestione dei patrimoni affidati ha inoltre consentito di generare circa € 142.500.000 di valore, contribuendo alla missione sociale e finanziaria dello IOR a supporto della Chiesa universale.
Inoltre nello scorso anno sono state erogate oltre 2.700 ore di formazione tecnica e specialistica al personale dell’Istituto, incluse 300 ore dedicate a compliance, risk e audit, oltre a sessioni di formazione di carattere religioso. E’ proseguito anche un programma strutturato di formazione economico-finanziaria rivolto a 300 clienti dell’Istituto, con l’obiettivo di favorire una cultura finanziaria coerente con i principi etico-cattolici e con la responsabilità sociale che caratterizza la missione dello IOR. Sul fronte ambientale, lo IOR ha proseguito il percorso di riduzione del proprio impatto attraverso interventi di efficientamento energetico, l’utilizzo di fonti rinnovabili e iniziative volte a contenere il consumo di materie prime.
Infine nel 2025 l’Istituto ha accelerato il processo di digitalizzazione e dematerializzazione, anche grazie allo sviluppo dell’architettura tecnologica del servizio di internet banking ‘IORPortal’ ed alla completa digitalizzazione dei documenti d’archivio. Queste iniziative hanno contribuito ad una riduzione del 37% dell’acquisto di carta. Parallelamente, tutti i rifiuti prodotti sono stati avviati a processi di recupero.
Al Ministro del Turismo Mazzi e al Governo l’appello della World Religious Tourism Network: ‘Necessaria una sede istituzionale per valorizzare e difendere il turismo religioso’
Il turismo religioso si conferma oggi come uno dei fenomeni turistici, culturali e sociali più significativi a livello internazionale, con oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori che ogni anno si mettono in cammino verso luoghi della fede, santuari, monasteri, percorsi spirituali e siti religiosi di rilevanza storica e identitaria. Il comparto genera un impatto economico globale stimato in oltre 18 miliardi di euro e continua a registrare una costante crescita, sostenuta dall’interesse sempre più diffuso verso esperienze di viaggio che coniugano spiritualità, cultura, sostenibilità, conoscenza dei territori e ricerca interiore.
Tuttavia, il turismo religioso non può e non deve essere considerato esclusivamente come un segmento economico del mercato turistico. Esso rappresenta un patrimonio immateriale di straordinario valore umano, culturale, spirituale e sociale, capace di favorire il dialogo tra i popoli, la conoscenza reciproca, la pace, la fratellanza e la diffusione dei valori universali che da secoli costituiscono il fondamento della civiltà europea e mediterranea.
Per queste ragioni, la World Religious Tourism Network rivolge un forte e autorevole appello alle istituzioni italiane affinché il Turismo Religioso venga formalmente riconosciuto quale settore strategico nazionale, dotato di una propria specificità culturale, spirituale, economica e sociale, meritevole di una governance dedicata e di strumenti permanenti di programmazione, tutela e sviluppo.
La proposta, che sarà inoltrata al Governo e al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, è stata presentata nel corso di un incontro istituzionale tenutosi a Milano presso la sede dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi, prevede la costituzione presso il Ministero del Turismo di un Ufficio Nazionale per il Turismo Religioso, ovvero di una specifica struttura istituzionale permanente con funzioni di coordinamento, promozione, valorizzazione, tutela e sostegno del settore a livello nazionale e internazionale.
Tale organismo avrebbe il compito di sviluppare strategie integrate per la crescita del comparto, coordinare le iniziative delle Regioni e degli enti locali, favorire il dialogo tra istituzioni civili e religiose, sostenere i cammini spirituali, valorizzare i luoghi della fede e promuovere politiche di sviluppo sostenibile in grado di generare benefici economici, occupazionali e culturali per l’intero Paese.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della rete internazionale del turismo religioso in Italia, anche a seguito dell’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network, un passaggio che consolida ulteriormente il ruolo del Mezzogiorno quale territorio strategico per la crescita del turismo spirituale, dei cammini religiosi e delle forme di turismo sostenibile legate alle aree interne.
In questo contesto assume particolare rilievo la Basilicata, terra ricca di spiritualità, storia e tradizioni religiose, custode di santuari, percorsi di fede, celebrazioni popolari e patrimoni culturali che attraggono ogni anno migliaia di pellegrini e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. La valorizzazione di tale patrimonio rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo economico e sociale per le comunità locali, contribuendo al contrasto dello spopolamento e alla rigenerazione dei territori.
L’incontro promosso dall’Impresa Sociale MilanoPerCorsi ha riunito imprenditori, operatori turistici, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo, dando vita a un approfondito confronto sulle prospettive di crescita del settore e sul suo ruolo nel rafforzamento dell’economia nazionale. Secondo Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia del Turismo Religioso, il settore rappresenta una leva strategica di primaria importanza per il futuro del Paese:ù
“Il turismo religioso costituisce un modello di sviluppo che integra crescita economica, coesione sociale, valorizzazione culturale e dimensione spirituale. Esso è in grado di generare occupazione, favorire investimenti, sostenere le economie locali, valorizzare i borghi, rilanciare le aree interne e promuovere un’immagine dell’Italia fondata sulla propria identità storica, culturale e religiosa. Per questo motivo è necessario che lo Stato riconosca formalmente il Turismo Religioso come settore autonomo e strategico, dotandolo di una struttura istituzionale stabile che ne assicuri la promozione, la tutela e lo sviluppo nel lungo periodo”.
Durante la conferenza, il Presidente dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi e commercialista Marcello Guadalupi ha sottolineato come il turismo religioso rappresenti una delle più importanti opportunità economiche ancora non pienamente valorizzate dal sistema Paese: “Se inserito all’interno di una visione nazionale strutturata, il turismo religioso può diventare un potente motore di crescita economica diffusa, favorendo investimenti, sostenendo le imprese, creando occupazione stabile e contribuendo alla competitività dei territori. I benefici coinvolgono non solo il comparto turistico, ma l’intero sistema produttivo locale”.
Il turismo religioso in Italia genera ogni anno milioni di presenze e produce un significativo indotto per strutture ricettive, attività commerciali, ristorazione, mobilità sostenibile, artigianato locale e servizi culturali. Rappresenta inoltre uno straordinario strumento di destagionalizzazione dei flussi turistici e di riequilibrio territoriale, capace di distribuire sviluppo e opportunità anche nelle aree meno centrali del Paese.
Accanto alla dimensione economica emerge tuttavia una questione fondamentale che richiede oggi una particolare attenzione da parte delle istituzioni: la necessità di proteggere la fede, la spiritualità e il valore autentico dei luoghi sacri da ogni forma di banalizzazione, sfruttamento commerciale o mercificazione. I santuari, le chiese, i monasteri, i percorsi di pellegrinaggio e i cammini spirituali non possono essere considerati semplicemente attrazioni turistiche. Essi rappresentano luoghi vivi di fede, memoria, raccoglimento e identità collettiva, custodi di patrimoni materiali e immateriali che appartengono alla storia dei popoli e delle comunità.
Per tale ragione, la World Religious Tourism Network ritiene indispensabile l’elaborazione di una politica nazionale volta alla salvaguardia dell’autenticità dei luoghi della fede e alla tutela della loro funzione spirituale, affinché il turismo religioso continui a essere un’esperienza di crescita interiore, di riflessione, di incontro e di elevazione umana.
E’ necessario costruire un nuovo modello di sviluppo che sappia coniugare tutela e valorizzazione, protezione e promozione, spiritualità e sostenibilità, evitando che logiche esclusivamente commerciali possano compromettere il significato profondo dei luoghi sacri e dei percorsi religiosi.
La valorizzazione dei siti religiosi, dei cammini della fede e delle reti di accoglienza spirituale deve diventare una priorità nazionale, poiché genera una crescita economica sostenibile, favorisce la permanenza delle comunità nei territori, sostiene le economie locali, rafforza l’identità culturale delle aree interne e contribuisce alla costruzione di un turismo ad alto valore umano, culturale e spirituale.
Un ruolo centrale è svolto dal sistema dell’ospitalità religiosa italiana, rappresentato dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che riunisce oltre 1.200 strutture tra conventi, case per ferie, istituti religiosi e realtà di accoglienza diffuse sull’intero territorio nazionale. Un modello riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di coniugare accoglienza, inclusione, solidarietà e sostenibilità. La proposta avanzata dalla World Religious Tourism Network mira pertanto alla creazione di una vera e propria cabina di regia nazionale del Turismo Religioso, capace di coordinare politiche pubbliche, promuovere investimenti, sostenere i territori, valorizzare il patrimonio spirituale italiano e garantire la tutela dell’autenticità dei luoghi della fede.
L’obiettivo è quello di riconoscere finalmente il Turismo Religioso come patrimonio strategico della Nazione e come strumento privilegiato per promuovere sviluppo economico sostenibile, crescita culturale, dialogo tra i popoli, cooperazione internazionale e costruzione della pace.
In tale prospettiva, la World Religious Tourism Network rinnova il proprio impegno a favore dello slogan internazionale ‘Religious Tourism for Peace’, una visione che considera il turismo religioso non soltanto un fenomeno economico, ma una forza capace di favorire la comprensione reciproca, il dialogo interculturale e interreligioso, la fraternità tra le nazioni e la costruzione di un futuro fondato sulla dignità della persona, sul rispetto delle identità e sulla pace tra i popoli.
Papa Leone XIV: forgeranno le loro spade in vomeri
Il messaggio di papa Leone XIV per la prossima Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, che si celebra il 1° settembre, sottolinea il legame tra i conflitti armati e il deterioramento dell’ambiente. Un tale deterioramento costituisce, da un lato, una grave violazione del nostro dovere di prenderci cura del creato e, dall’altro, una minaccia a lungo termine per la vita di centinaia di milioni di persone.
La consapevolezza ormai diffusa dei numerosi legami esistenti tra la guerra e le risorse naturali non ha portato alla creazione di istituzioni adeguate né a decisioni responsabili volte a evitare i conflitti e a risolvere pacificamente le controversie. Il titolo, una visione di Isaia che profetizza la trasformazione delle armi in attrezzi agricoli (‘Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci’), invita esplicitamente a privilegiare lo sviluppo e la sostenibilità piuttosto che la violenza e la distruzione.
Inoltre con un chirografo papa Leone XIV ha istituito la Fondazione ‘Fratello Sole’, a seguito al Motu Proprio di papa Francesco del giugno 2024 in cui veniva affidato al presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ed al presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica “l’incarico di realizzare un impianto agrivoltaico ubicato all’interno della zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria che assicuri, non soltanto l’alimentazione elettrica della stazione radio ivi esistente, ma anche il completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano”.
Tale accordo è stato sottoscritto con l’Autorità italiana il 31 luglio 2025 ed entrato in vigore il 27 maggio scorso ed è un segno di speranza: “La Fondazione rappresenta un segno di speranza per il futuro e un esempio di come sia possibile conciliare la produzione energetica e l’agricoltura rispettando e proteggendo l’ambiente, in conformità ai principi della sostenibilità ambientale e della cura della casa comune contenuti nell’enciclica ‘Laudato sì’, nell’esortazione ‘Laudate Deum’, nel Motu Proprio ‘Fratello Sole’ e, più in generale, nel Magistero sociale della Chiesa”.
La Fondazione ha sede legale nello Stato della Città del Vaticano e piena attività operativa nella zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria.
L’Azione Cattolica Italiana presenta il Bilancio di sostenibilità 2026
L’Azione Cattolica Italiana presenta l’ottava edizione del proprio Bilancio di sostenibilità, riferito ai dati del 2025. Una scelta di trasparenza e di responsabilità che si rinnova e si consolida anno dopo anno. Appuntamento a Modena, capitale italiana del volontariato, sabato 16 maggio, ore 17.30, presso il salone del Palazzo Arcivescovile. E’ l’occasione per rendere conto dell’utilizzo delle risorse affidate all’associazione, grazie soprattutto al contributo dei soci e alla generosità di molte persone, ma anche per riflettere sull’impatto pastorale e sociale, economico e ambientale della vita associativa, verificare gli impegni assunti e orientare le scelte future.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, Manuela Rontini, sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia Romagna, mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, Alberto Caldana, presidente del Centro Servizi per il Volontariato Terre Estensi, Piero Fusco, responsabile Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia, e Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.
Seguiranno gli interventi del card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna, e del prof. Giulio Guarini, ordinario di Economia Politica presso l’Università della Tuscia. Il Bilancio verrà presentato dai consulenti di Mediamo Area Sostenibilità e di Mediamo, che ne hanno curato la stesura. L’appuntamento modenese gode del sostegno di Generali e Cattolica Assicurazioni.
L’edizione 2026 del Bilancio di sostenibilità restituisce il volto di un’Azione Cattolica viva, radicata nei territori e capace di generare partecipazione, formazione e impegno sociale. I dati raccontano, infatti, il quarto anno consecutivo di crescita: le aderenti e gli aderenti dell’associazione hanno superato quota 230.000, raggiungendo il numero di 230.438 soci tra ragazzi, giovani e adulti. A questi si aggiungono circa 500.000 simpatizzanti, persone che partecipano a vario titolo alla vita associativa, pur non aderendo formalmente all’associazione.
Sono oltre 17.000.000 le ore donate annualmente all’associazione e alla Chiesa per attività di formazione e progetti solidali. In tutta Italia sono attivi circa 14.000 gruppi, animati da 42.000 educatori e animatori impegnati quotidianamente nell’accompagnamento delle persone e nella costruzione di comunità accoglienti e partecipative. Sono inoltre 26.000 le socie e i soci impegnati sul territorio in attività sociali, tra cui più di 1.500 persone che prestano servizio nelle amministrazioni locali, segno di una presenza che continua a generare cittadinanza attiva e responsabilità civile.
Particolarmente significativa anche la dimensione educativa: nel corso del 2025 sono stati circa 100mila i partecipanti ai 2.200 campi scuola promossi dall’associazione in tutta Italia, esperienze che continuano a rappresentare uno spazio privilegiato di crescita umana, spirituale e relazionale per ragazzi, giovani e adulti.
Questa edizione del Bilancio di sostenibilità racconta, in particolare, un anno di vita associativa anche attraverso la lente della pace. La pace diventa infatti un criterio con cui leggere e valutare ogni scelta compiuta: il modo in cui vengono gestite le risorse, la formazione delle persone, la costruzione delle relazioni, la capacità di rispondere alle ferite dei territori, come ha sottolineato il presidente nazionale dell’Ac, Giuseppe Notarstefano: “L’Azione Cattolica vuole essere una ‘casa della e per la pace’, un luogo in cui accogliere e custodire la pace, impegnandosi a costruire legami fraterni e promuovendo esperienze di dialogo, di partecipazione e di servizio. Dove si impara a disinnescare l’ostilità, a fare della diversità una ricchezza, a trasformare i conflitti in occasioni di crescita. Dove, come ci ha insegnato san Francesco d’Assisi, si testimonia la pace sinceramente a chi incontriamo, prima ancora di aprire bocca”.
Il Bilancio di sostenibilità 2026 è così non soltanto uno strumento di rendicontazione, ma un racconto corale della capacità dell’Azione Cattolica Italiana di generare relazioni, promuovere partecipazione, educare alla corresponsabilità e costruire percorsi concreti di pace e di coesione sociale.
Papa Leone XIV invita a combattere la povertà
“Saluto il Presidente, i Dirigenti e tutti voi, dipendenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, compresi quanti sono collegati via internet dalle sedi locali. Il vostro è un ruolo sociale e istituzionale importante, che vi chiama a farvi carico dei bisogni di molte persone fragili attraverso meccanismi di equa distribuzione della ricchezza, con un’attenzione particolare alle situazioni di criticità. Ciò vi dà la possibilità di agire in modo efficace nella promozione di una responsabilità sociale che coniughi sviluppo economico e coesione comunitaria, orientando le scelte al bene comune”: questa mattina papa Leone XIV ha ricevuto i dirigenti dell’Inps con l’invito agli enti assistenziali di ‘non dimenticare l’uomo’ e ad impegnarsi nella difesa del lavoratore e della dignità umana.
Nel discorso il papa ha evidenziato l’aumento della povertà: “Nel mondo c’è complessivamente molta ricchezza, tuttavia i poveri aumentano. Molte centinaia di milioni di persone in tutto il pianeta sono immerse nella povertà estrema e non dispongono di cibo, alloggio, assistenza medica, scuole, elettricità, acqua potabile e servizi sanitari indispensabili. Eppure ci sono ricchezze sproporzionate che rimangono nelle mani di pochi”.
Per questo il papa ha criticato questo meccanismo: “e’ uno scenario ingiusto, di fronte al quale non possiamo non interrogarci e non impegnarci a cambiare le cose. Non esiste un determinismo che ci condanni alla sperequazione. Alla base delle disparità non c’è una mancanza di risorse, ma la necessità di affrontare problemi risolvibili relativi a una loro più equa distribuzione, da realizzare con senso morale e onestà”.
Quindi ha sottolineato la funzione dell’Inps: “In questo ambito, in Italia, un ruolo di attore principale va senza dubbio riconosciuto al vostro Istituto, che orienta la sua opera in diverse direzioni, attuando politiche previdenziali generative e di effettivo sviluppo sociale, a partire dalla tutela dei più deboli e dall’investimento sui giovani. Per questo, pur di fronte alla necessità di garantire la sostenibilità del sistema, il vostro impegno deve essere sempre volto anche a salvaguardarne il tessuto solidaristico e l’equità, sia a livello pensionistico che di accompagnamento del lavoratore durante il suo percorso professionale”.
In precedenza il papa ha ricevuto i vescovi della Chiesa caldea di Baghdad con le parole di sant’Efrem: “La vostra Chiesa affonda le sue radici nella primitiva Chiesa apostolica, rappresentando una tradizione antichissima e feconda che, intimamente legata ai luoghi sorgivi della salvezza, seppe portare il Vangelo oltre i confini dell’Impero romano, sviluppando una cristianità ricca di fede, di cultura e di spirito missionario, fino all’India e alla Cina. Siete custodi di una memoria viva e nobile, di una fede trasmessa nei secoli con coraggio e fedeltà”.
Per questo ha ricordato anche le sofferenze di questa Chiesa: “La vostra storia è gloriosa, ma segnata anche da prove durissime: guerre, persecuzioni, tribolazioni che hanno colpito le vostre comunità e disperso molti fedeli nel mondo. E proprio in queste ferite risplende la testimonianza luminosa della fede, perché se la vostra Chiesa porta impresse le cicatrici della storia, è proprio il Signore risorto a mostrarci come le ferite più dolorose possono diventare in Lui segni di speranza e di vita nuova”.
Ecco il motivo della vicinanza del papa: “Alla luce degli eventi che, negli ultimi anni, hanno segnato la vostra Chiesa, avverto con particolare intensità la responsabilità del momento che state vivendo. E vorrei dirvi: sono con voi. Le prove che attraversate vi interpellino a offrire una risposta illuminata dalla fede e improntata alla comunione, anche nei riguardi dei cristiani appartenenti ad altre confessioni, veri fratelli e sorelle nella fede con cui è bene instaurare rapporti di autentica condivisione. Così sarete di grande esempio e incoraggiamento anche per il vostro caro e ammirevole popolo, che porto nel cuore e per il quale prego”.
E’ un invito ad essere un segno di speranza: “Fratelli, siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall’avidità e dall’odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell’Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi”.
Quindi di nuovo un monito contro la guerra: “Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie; nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato. Voi, chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù, aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli”.
(Foto: Santa Sede)
La Società di San Vincenzo De Paoli diventa green e sostiene soci e volontari
Prendersi cura delle persone significa anche ripensare il modo in cui si utilizzano le risorse. E’ da questa convinzione che nasce l’accordo quadro siglato dalla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV con Etrurialucegas S.p.A., Società Benefit attiva nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale.
Un’intesa che coniuga sostenibilità ambientale, welfare associativo e solidarietà concreta, offrendo a soci, volontari, dipendenti e alle realtà collettive della Federazione – Opere Speciali, Consigli Centrali, Conferenze e Coordinamenti regionali – la possibilità di accedere a Energia Verde certificata e gas naturale a condizioni agevolate e a tariffa fissa per tre anni. L’accordo avrà validità fino al 31 gennaio 2029.
“Prenderci cura dei nostri soci, dei volontari e di chi ogni giorno è accanto alle persone più fragili è una responsabilità che sentiamo profondamente, afferma Marco Guercio, vicepresidente della Federazione Nazionale. “Da qui nasce un progetto che trasforma un’esigenza quotidiana, come l’energia, in uno strumento concreto di sostegno e valorizzazione della nostra comunità”.
L’iniziativa rientra pienamente nelle politiche di welfare della Federazione: “Questo accordo, sottolinea Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, è un esempio concreto di come attenzione alle persone, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale possano procedere insieme”.
Il progetto, sfruttando il fattore di scala, offre l’opportunità, per chi è in prima linea nell’ascolto, nell’accompagnamento e nel sostegno delle persone più fragili, di accedere a tariffe fisse ed agevolate realizzandosi così un risparmio economico significativo su scala nazionale:
“Questa scelta, sottolinea Marco Guercio, consente, grazie alla fornitura di energia verde riservata a un numero elevato di utenze, un concreto miglioramento dell’impatto ambientale derivante dalle nostre attività, contribuendo alla tutela del pianeta attraverso un consumo energetico più sostenibile.
Gli sconti applicati alle forniture permetteranno inoltre a uffici e sedi della Società di San Vincenzo De Paoli di realizzare un risparmio economico significativo, liberando risorse che potranno essere destinate all’assistenza delle persone più fragili e bisognose di aiuto”.
In questa visione, l’energia diventa uno strumento di giustizia sociale, una leva per ridurre le fragilità e liberare risorse da destinare a chi vive situazioni di bisogno. Una scelta che tiene insieme attenzione ai soci, volontari e dipendenti, sostenibilità ambientale e impegno solidale.
Etrurialucegas è una Società Benefit italiana che opera nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, offrendo soluzioni su misura per privati e aziende. L’azienda promuove modelli di sviluppo sostenibili e trasparenti, coniugando efficienza energetica e responsabilità sociale. Con questo accordo, Etrurialucegas sceglie di mettere l’energia al servizio delle persone e del bene comune.
Presente in tutta Italia da 174 anni (1852), la Società di San Vincenzo De Paoli è impegnata quotidianamente nell’aiuto alle persone più vulnerabili, sostenendo famiglie in difficoltà e promuovendo inclusione sociale. Attraverso l’impegno dei suoi soci e volontari, oltre 12 mila su tutto il territorio nazionale, traduce la solidarietà in azioni concrete, capaci di generare cambiamento reale nelle comunità.
Con questa iniziativa, la Società di San Vincenzo De Paoli conferma che un welfare per soci, volontari e dipendenti, tutela dell’ambiente e aiuto al prossimo possono procedere insieme, trasformando una risorsa essenziale come l’energia in una leva di cura, responsabilità e solidarietà condivisa.
Banca Etica finanzia Kerr SpA per un investimento su due impianti agrivoltaici in Calabria
Banca Etica ha finanziato Kerr SpA per l’avvio di due rilevanti iniziative agrivoltaiche in Calabria, nella provincia di Cosenza, per una potenza complessiva installata pari a circa 8,5 MW. I progetti agrivoltaici si configurano come infrastrutture energetiche evolute, finalizzate all’integrazione efficiente tra produzione di energia rinnovabile e continuità delle attività agricole. Le installazioni prevedono strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici elevate da terra a circa 3 metri, consentendo il mantenimento e il monitoraggio costante della produttività agricola sottostante, in coerenza con il contesto ambientale e territoriale. I siti sono localizzati nei Comuni di Tarsia e Acri, in provincia di Cosenza, aree caratterizzate da una forte vocazione agricola.
Una volta a regime, gli impianti potranno produrre oltre 15 GWh di energia pulita all’anno, l’equivalente per coprire all’incirca il fabbisogno elettrico di 5 mila famiglie per il periodo, evitando al contempo un’emissione in atmosfera di circa 3900 tonnellate di CO2 e favorendo la resilienza climatica dell’agricoltura, la tutela della biodiversità e della qualità del suolo grazie al contestuale uso agricolo.
Lo sviluppo degli impianti è realizzato tramite le Società Veicolo Sine Srl e Sparta Srl, entrambe interamente controllate da Kerr SpA, secondo una struttura societaria consolidata e coerente con operazioni di project financing nel settore delle energie rinnovabili. Il piano di investimento è supportato da un finanziamento pari ad € 10.000.000 erogato da Banca Etica, partner strategico per iniziative ad alto impatto ambientale e sociale.
Banca Etica è l’unica banca italiana interamente dedicata alla finanza etica e opera su tutto il territorio nazionale a supporto di progetti con ricadute positive in termini di sostenibilità. L’operazione beneficia di un quadro incentivante che include un contributo a fondo perduto e un meccanismo di remunerazione dell’energia prodotta basato su un prezzo fisso pari a 0,082 €/MW/h per un periodo di 20 anni, garantendo elevata visibilità dei flussi di cassa e stabilità economico-finanziaria di lungo periodo, come ha spiegato Carlo Nori, CEO di Kerr SpA:
“La partecipazione di Kerr al bando agrivoltaico DM Agro risponde a una strategia industriale orientata al superamento del modello fotovoltaico tradizionale, a favore di soluzioni integrate in cui la componente agricola assume un ruolo centrale. Tale componente, debitamente certificata e sviluppata in coordinamento con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), sarà oggetto di monitoraggio continuo da parte di una ATI per l’intera vita utile degli impianti, stimata in 30 anni.
Questo assetto garantisce una sostenibilità misurabile e duratura, elemento cardine della visione industriale del Gruppo. L’operazione conferma l’approccio di Kerr SpA orientato alla patrimonializzazione responsabile degli asset energetici, rafforzando il posizionamento della Società come operatore di riferimento nel settore delle energie rinnovabili. La collaborazione con un partner come Banca Etica, che condivide i nostri valori, ci consente di sviluppare soluzioni innovative in grado di integrare efficacemente produzione energetica e attività agricola, nel rispetto del territorio e con benefici tangibili per le comunità locali”.
Infine Nazzareno Gabrielli, Direttore Generale di Banca Etica, ha sottolineato la volontà di sostenere la transizione energetica ne territorio: “Banca Etica ha recentemente aperto una filiale in Calabria per rafforzare il presidio territoriale ed è particolarmente lieta di affiancare Kerr SpA nei progetti agrivoltaici Sine Srl e Sparta Srl, che incarnano pienamente l’impegno prioritario della Banca nel sostegno alla transizione energetica e nella finanza di progetto. La nostra partecipazione riflette l’attenzione verso operazioni ad elevato impatto ambientale e sociale positivo e verso il modello innovativo dell’agrivoltaico, capace di integrare produzione energetica sostenibile e attività agricola, valorizzando territori e comunità locali”.





























