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Papa Leone XIV invita a combattere la povertà

“Saluto il Presidente, i Dirigenti e tutti voi, dipendenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, compresi quanti sono collegati via internet dalle sedi locali. Il vostro è un ruolo sociale e istituzionale importante, che vi chiama a farvi carico dei bisogni di molte persone fragili attraverso meccanismi di equa distribuzione della ricchezza, con un’attenzione particolare alle situazioni di criticità. Ciò vi dà la possibilità di agire in modo efficace nella promozione di una responsabilità sociale che coniughi sviluppo economico e coesione comunitaria, orientando le scelte al bene comune”: questa mattina papa Leone XIV ha ricevuto i dirigenti dell’Inps con l’invito agli enti assistenziali di ‘non dimenticare l’uomo’ e ad impegnarsi nella difesa del lavoratore e della dignità umana.

Nel discorso il papa ha evidenziato l’aumento della povertà: “Nel mondo c’è complessivamente molta ricchezza, tuttavia i poveri aumentano. Molte centinaia di milioni di persone in tutto il pianeta sono immerse nella povertà estrema e non dispongono di cibo, alloggio, assistenza medica, scuole, elettricità, acqua potabile e servizi sanitari indispensabili. Eppure ci sono ricchezze sproporzionate che rimangono nelle mani di pochi”.

Per questo il papa ha criticato questo meccanismo: “e’ uno scenario ingiusto, di fronte al quale non possiamo non interrogarci e non impegnarci a cambiare le cose. Non esiste un determinismo che ci condanni alla sperequazione. Alla base delle disparità non c’è una mancanza di risorse, ma la necessità di affrontare problemi risolvibili relativi a una loro più equa distribuzione, da realizzare con senso morale e onestà”.

Quindi ha sottolineato la funzione dell’Inps: “In questo ambito, in Italia, un ruolo di attore principale va senza dubbio riconosciuto al vostro Istituto, che orienta la sua opera in diverse direzioni, attuando politiche previdenziali generative e di effettivo sviluppo sociale, a partire dalla tutela dei più deboli e dall’investimento sui giovani. Per questo, pur di fronte alla necessità di garantire la sostenibilità del sistema, il vostro impegno deve essere sempre volto anche a salvaguardarne il tessuto solidaristico e l’equità, sia a livello pensionistico che di accompagnamento del lavoratore durante il suo percorso professionale”.

In precedenza il papa ha ricevuto i vescovi della Chiesa caldea di Baghdad con le parole di sant’Efrem: “La vostra Chiesa affonda le sue radici nella primitiva Chiesa apostolica, rappresentando una tradizione antichissima e feconda che, intimamente legata ai luoghi sorgivi della salvezza, seppe portare il Vangelo oltre i confini dell’Impero romano, sviluppando una cristianità ricca di fede, di cultura e di spirito missionario, fino all’India e alla Cina. Siete custodi di una memoria viva e nobile, di una fede trasmessa nei secoli con coraggio e fedeltà”.

Per questo ha ricordato anche le sofferenze di questa Chiesa: “La vostra storia è gloriosa, ma segnata anche da prove durissime: guerre, persecuzioni, tribolazioni che hanno colpito le vostre comunità e disperso molti fedeli nel mondo. E proprio in queste ferite risplende la testimonianza luminosa della fede, perché se la vostra Chiesa porta impresse le cicatrici della storia, è proprio il Signore risorto a mostrarci come le ferite più dolorose possono diventare in Lui segni di speranza e di vita nuova”.

Ecco il motivo della vicinanza del papa: “Alla luce degli eventi che, negli ultimi anni, hanno segnato la vostra Chiesa, avverto con particolare intensità la responsabilità del momento che state vivendo. E vorrei dirvi: sono con voi. Le prove che attraversate vi interpellino a offrire una risposta illuminata dalla fede e improntata alla comunione, anche nei riguardi dei cristiani appartenenti ad altre confessioni, veri fratelli e sorelle nella fede con cui è bene instaurare rapporti di autentica condivisione. Così sarete di grande esempio e incoraggiamento anche per il vostro caro e ammirevole popolo, che porto nel cuore e per il quale prego”.

E’ un invito ad essere un segno di speranza: “Fratelli, siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall’avidità e dall’odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell’Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi”.

Quindi di nuovo un monito contro la guerra: “Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie; nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato. Voi, chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù, aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli”.

(Foto: Santa Sede)

La Società di San Vincenzo De Paoli diventa green e sostiene soci e volontari

Prendersi cura delle persone significa anche ripensare il modo in cui si utilizzano le risorse. E’ da questa convinzione che nasce l’accordo quadro siglato dalla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV con Etrurialucegas S.p.A., Società Benefit attiva nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale.

Un’intesa che coniuga sostenibilità ambientale, welfare associativo e solidarietà concreta, offrendo a soci, volontari, dipendenti e alle realtà collettive della Federazione – Opere Speciali, Consigli Centrali, Conferenze e Coordinamenti regionali – la possibilità di accedere a Energia Verde certificata e gas naturale a condizioni agevolate e a tariffa fissa per tre anni. L’accordo avrà validità fino al 31 gennaio 2029.

“Prenderci cura dei nostri soci, dei volontari e di chi ogni giorno è accanto alle persone più fragili è una responsabilità che sentiamo profondamente, afferma Marco Guercio, vicepresidente della Federazione Nazionale. “Da qui nasce un progetto che trasforma un’esigenza quotidiana, come l’energia, in uno strumento concreto di sostegno e valorizzazione della nostra comunità”.

L’iniziativa rientra pienamente nelle politiche di welfare della Federazione: “Questo accordo, sottolinea Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, è un esempio concreto di come attenzione alle persone, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale possano procedere insieme”.

Il progetto, sfruttando il fattore di scala, offre l’opportunità, per chi è in prima linea nell’ascolto, nell’accompagnamento e nel sostegno delle persone più fragili, di accedere a tariffe fisse ed agevolate realizzandosi così un risparmio economico significativo su scala nazionale:

“Questa scelta, sottolinea Marco Guercio, consente, grazie alla fornitura di energia verde riservata a un numero elevato di utenze, un concreto miglioramento dell’impatto ambientale derivante dalle nostre attività, contribuendo alla tutela del pianeta attraverso un consumo energetico più sostenibile.

Gli sconti applicati alle forniture permetteranno inoltre a uffici e sedi della Società di San Vincenzo De Paoli di realizzare un risparmio economico significativo, liberando risorse che potranno essere destinate all’assistenza delle persone più fragili e bisognose di aiuto”.

In questa visione, l’energia diventa uno strumento di giustizia sociale, una leva per ridurre le fragilità e liberare risorse da destinare a chi vive situazioni di bisogno. Una scelta che tiene insieme attenzione ai soci, volontari e dipendenti, sostenibilità ambientale e impegno solidale.

Etrurialucegas è una Società Benefit italiana che opera nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, offrendo soluzioni su misura per privati e aziende. L’azienda promuove modelli di sviluppo sostenibili e trasparenti, coniugando efficienza energetica e responsabilità sociale. Con questo accordo, Etrurialucegas sceglie di mettere l’energia al servizio delle persone e del bene comune.

Presente in tutta Italia da 174 anni (1852), la Società di San Vincenzo De Paoli è impegnata quotidianamente nell’aiuto alle persone più vulnerabili, sostenendo famiglie in difficoltà e promuovendo inclusione sociale. Attraverso l’impegno dei suoi soci e volontari, oltre 12 mila su tutto il territorio nazionale, traduce la solidarietà in azioni concrete, capaci di generare cambiamento reale nelle comunità.

Con questa iniziativa, la Società di San Vincenzo De Paoli conferma che un welfare per soci, volontari e dipendenti, tutela dell’ambiente e aiuto al prossimo possono procedere insieme, trasformando una risorsa essenziale come l’energia in una leva di cura, responsabilità e solidarietà condivisa.

Banca Etica finanzia Kerr SpA per un investimento su due impianti agrivoltaici in Calabria

Banca Etica ha finanziato Kerr SpA per l’avvio di due rilevanti iniziative agrivoltaiche in Calabria, nella provincia di Cosenza, per una potenza complessiva installata pari a circa 8,5 MW. I progetti agrivoltaici si configurano come infrastrutture energetiche evolute, finalizzate all’integrazione efficiente tra produzione di energia rinnovabile e continuità delle attività agricole. Le installazioni prevedono strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici elevate da terra a circa 3 metri, consentendo il mantenimento e il monitoraggio costante della produttività agricola sottostante, in coerenza con il contesto ambientale e territoriale. I siti sono localizzati nei Comuni di Tarsia e Acri, in provincia di Cosenza, aree caratterizzate da una forte vocazione agricola.

Una volta a regime, gli impianti potranno produrre oltre 15 GWh di energia pulita all’anno, l’equivalente per coprire all’incirca il fabbisogno elettrico di 5 mila famiglie per il periodo, evitando al contempo un’emissione in atmosfera di circa 3900 tonnellate di CO2 e favorendo la resilienza climatica dell’agricoltura, la tutela della biodiversità e della qualità del suolo grazie al contestuale uso agricolo.

Lo sviluppo degli impianti è realizzato tramite le Società Veicolo Sine Srl e Sparta Srl, entrambe interamente controllate da Kerr SpA, secondo una struttura societaria consolidata e coerente con operazioni di project financing nel settore delle energie rinnovabili. Il piano di investimento è supportato da un finanziamento pari ad € 10.000.000 erogato da Banca Etica, partner strategico per iniziative ad alto impatto ambientale e sociale.

Banca Etica è l’unica banca italiana interamente dedicata alla finanza etica e opera su tutto il territorio nazionale a supporto di progetti con ricadute positive in termini di sostenibilità. L’operazione beneficia di un quadro incentivante che include un contributo a fondo perduto e un meccanismo di remunerazione dell’energia prodotta basato su un prezzo fisso pari a 0,082 €/MW/h per un periodo di 20 anni, garantendo elevata visibilità dei flussi di cassa e stabilità economico-finanziaria di lungo periodo, come ha spiegato Carlo Nori, CEO di Kerr SpA:

“La partecipazione di Kerr al bando agrivoltaico DM Agro risponde a una strategia industriale orientata al superamento del modello fotovoltaico tradizionale, a favore di soluzioni integrate in cui la componente agricola assume un ruolo centrale. Tale componente, debitamente certificata e sviluppata in coordinamento con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), sarà oggetto di monitoraggio continuo da parte di una ATI per l’intera vita utile degli impianti, stimata in 30 anni.

Questo assetto garantisce una sostenibilità misurabile e duratura, elemento cardine della visione industriale del Gruppo. L’operazione conferma l’approccio di Kerr SpA orientato alla patrimonializzazione responsabile degli asset energetici, rafforzando il posizionamento della Società come operatore di riferimento nel settore delle energie rinnovabili. La collaborazione con un partner come Banca Etica, che condivide i nostri valori, ci consente di sviluppare soluzioni innovative in grado di integrare efficacemente produzione energetica e attività agricola, nel rispetto del territorio e con benefici tangibili per le comunità locali”.

Infine Nazzareno Gabrielli, Direttore Generale di Banca Etica, ha sottolineato la volontà di sostenere la transizione energetica ne territorio: “Banca Etica ha recentemente aperto una filiale in Calabria per rafforzare il presidio territoriale ed è particolarmente lieta di affiancare Kerr SpA nei progetti agrivoltaici Sine Srl e Sparta Srl, che incarnano pienamente l’impegno prioritario della Banca nel sostegno alla transizione energetica e nella finanza di progetto. La nostra partecipazione riflette l’attenzione verso operazioni ad elevato impatto ambientale e sociale positivo e verso il modello innovativo dell’agrivoltaico, capace di integrare produzione energetica sostenibile e attività agricola, valorizzando territori e comunità locali”.

Dormire ‘dalle suore’ a Roma conquista il pubblico anglosassone

Un dettaglio narrativo di due episodi (III e IV della quinta stagione) della serie Netflix ‘Emily in Paris’ sta accendendo i riflettori internazionali su un segmento dell’ospitalità italiana spesso poco conosciuto all’estero: le Case per Ferie e le foresterie di ispirazione religiosa. Il quotidiano inglese The Times ha dedicato un articolo al tema, partendo proprio dal soggiorno romano di uno dei personaggi, Luc, che nella serie alloggia ‘dalle suore’ e commenta con entusiasmo la convenienza e la posizione centrale della struttura.

Secondo quanto riportato dal giornale, l’episodio in cui viene citata esplicitamente l’economicità di queste accoglienze ha suscitato grande curiosità nel pubblico anglosassone, interessato a soluzioni ‘ben posizionate’ ed a budget contenuto, percepite anche come pulite e sicure. L’articolo (firmato da Julia Buckley, inviata a Roma dal The Times per testare le accoglienze) evidenzia che la struttura mostrata nella serie è fittizia e caricaturale, ma rimanda a un’abitudine reale: in Italia esiste una rete molto ampia di ospitalità religiosa.

Vengono citati quasi 3.000 immobili con camere, con una concentrazione significativa nel Lazio (518 strutture), ed oltre 6.000.000 di persone che ogni anno scelgono questa tipologia di soggiorno. Nell’approfondimento viene ricordato anche il ruolo sociale di molte di queste realtà: aprire al pubblico parte degli spazi consente alle congregazioni di sostenere i costi di gestione e, in numerosi casi, di finanziare attività e progetti caritatevoli e assistenziali.

Sul punto, viene riportata la riflessione di Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI), che sottolinea come scegliere queste soluzioni permetta spesso di ‘pagare meno’ contribuendo indirettamente a iniziative solidali. Il pezzo richiama infine alcuni elementi pratici spesso richiesti dai viaggiatori internazionali: regolamenti interni (talvolta un orario di rientro), modalità di accesso, gestione professionale dei servizi e apertura a ospiti di ogni provenienza e credo.

Aspetti che, complice la notorietà della serie Netflix, stanno diventando oggetto di ricerche e conversazioni anche fuori dall’Italia. L’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana accoglie con interesse questa attenzione internazionale, che può contribuire a far conoscere un patrimonio di ospitalità diffuso capillarmente e spesso collocato in aree centrali o di grande pregio storico-artistico. L’Associazione invita media ed operatori a considerare queste strutture non come una curiosità, ma come una componente stabile e organizzata dell’accoglienza italiana, capace di unire sostenibilità economica, sicurezza e valore sociale.

Convegno ‘Primi Passi’: la sfida dell’istruzione fino a 6 anni

‘Primi Passi: la scuola 0-6 motore del sistema educativo’ è il tema del convegno nazionale sullo stato dei servizi educativi e scolastici da zero a sei anni, che si svolgerà nei giorni 28 e 29 ottobre a Roma. Giunto alla quarta edizione, questo convegno è organizzato dalla cooperativa Kairos in collaborazione con il Centro Nazionale di Orientamento (CNO) e la Rete Officine Futuro.

“Il nostro evento intende unire la riflessione sul mondo dei servizi zero-sei e sulla sostenibilità”, ha dichiarato Alessandro Capponi, presidente di Kairos, “nonché, attraverso il coinvolgimento di alcune università, dare la possibilità di un più puntuale approfondimento del mondo educativo, con un’apertura importante alle tematiche dell’orientamento scolastico sin dai primi anni.

Recentemente, infatti, le linee di indirizzo dell’Unione Europea hanno sottolineato l’importanza di costruire le competenze orientative attraverso le soft skills sin dalla prima infanzia. In questa edizione, l’attenzione sarà dunque dedicata alla fascia 0-6 anni come base fondante per uno sviluppo armonico e inclusivo del bambino. Questo appuntamento”, ha concluso Capponi, “rappresenta un’importante occasione di confronto sulle problematiche relative alla sostenibilità economica dei servizi e sulle sfide educative in un contesto di rapidi cambiamenti tecnologici e culturali”.

Il programma del convegno prevede che la prima giornata di martedì 28 ottobre, che si terrà nella Sala Tevere della sede della Regione Lazio a Roma, sarà dedicata al futuro dei servizi per l’infanzia con particolare attenzione alle politiche educative, alla sostenibilità economica e alle nuove opportunità di sviluppo.

La seconda giornata di mercoledì 29 ottobre, che si svolgerà presso la storica sede del CNO di Villa Fassini a Roma, si focalizzerà invece sulla centralità degli ambienti di apprendimento innovativi ed inclusivi per la fascia di età 0-6 anni, sottolineando l’importanza del dialogo con le istituzioni ad essi dedicati. Il convegno vedrà anche la presenza di alcuni esponenti delle autorità locali, come Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio, Marco Marcocci, vicepresidente nazionale e presidente regionale del Lazio di Confcooperative, Goffredo Sepiacci, presidente di Aninsei Lazio, Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio di Roma, Annarita Leobruni, vicepresidente del IV Municipio di Roma e assessore ai Servizi Educativi e Scolastici, e Maura Striano, assessore all’Istruzione di Napoli.

Numerosi gli interventi previsti nelle due giornate di lavori. Saranno affrontati temi come la crisi educativa tra povertà e intervento precoce, l’educazione nei primi 1.000 giorni di vita, la formazione nel sistema 0-6, l’inclusione e la pedagogia speciale, la prima infanzia tra marginalità e devianza e l’outdoor education.

Previste anche due tavole rotonde su ‘Costruiamo il futuro dell’infanzia: politiche, sostenibilità economica ed opportunità nei servizi educativi 0-6’ e ‘Le Istituzioni in dialogo con i servizi educativi’. Tra i relatori, sono attesi Roberto Farnè (Università di Bologna), Guido Benvenuto e Patrizia Sposetti (Università Sapienza di Roma), Paola Aiello e Fausta Sabatano (Università di Salerno), Marco Rossi-Doria (Con i bambini). La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione online qui: https://www.kairoscuola.it/convegni/4-convegno.html.

A Barbara Burioli il premio ‘Madre Maria Teresa Fasce’ per l’imprenditoria sostenibile

Il Premio ‘Madre Maria Teresa Fasce’ è stato ideato nel 2023 dalle monache del Monastero Santa Rita da Cascia per promuovere l’idea di imprenditorialità, ispirata al Vangelo ed a un’economia solidale, sull’esempio concreto di Maria Teresa Fasce, storica Badessa del monastero ritiano oggi beata, che nel 1900 ha permesso la diffusione mondiale del culto e dei valori ritiani, cambiando anche il corso della storia di Cascia, grazie al suo essere ‘Imprenditrice di Dio’.

Racchiuso nella festa liturgica della Beata Madre Maria Teresa Fasce, che ricorre il 12 ottobre data della sua beatificazione, il Premio è dedicato alle imprenditrici donne che scelgono di essere protagoniste della rivoluzione solidale dell’economia facendo impresa non solo per il profitto, ma per generare impatto e valore sociale e umano. In società segnate da crisi, conflitti e disuguaglianze, il modello di imprenditoria ispirato al Vangelo che la Fasce insegna è più attuale che mai e richiama all’etica e alla sostenibilità. Lei è stata una vera ‘imprenditrice di Dio’, che nel 1900 ha costruito a Cascia, e da qui diffuso, un’impresa del bene, fondata sulla carità e sui valori cristiani incarnati da Santa Rita.

Attraverso il Premio, le monache desiderano comunicare anche l’importanza in questo tempo sempre più lacerato dalle guerre, di aprire il cuore agli altri in ogni ambito, sociale, economico e politico, mettendo le persone prima di ogni interesse personale e al centro di ogni azione, perché vuol dire promuovere anche la pace: 2023 – Luciana Delle Donne, imprenditrice sociale di Made in Carcere, al servizio delle donne detenute (Lecce): già Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ha rinunciato a una carriera manageriale di successo, mettendo i suoi talenti al servizio del prossimo in un progetto imprenditoriale sociale, Made in Carcere, che offre una concreta seconda possibilità alle donne detenute, nel segno di un’economia civile rigenerativa. Portando così avanti una scelta illogica per il mondo, ma logica per il Vangelo.

2024 – Paola Veglio, amministratore delegato della Brovind di Cortemilia (Cuneo): Donna, ingegnere e imprenditrice, ha saputo far crescere la sua azienda, che opera nel settore metalmeccanico, mantenendo l’attenzione verso le persone ed ha saputo guardare anche al territorio con progetti ed azioni capaci di migliorare la qualità della vita della comunità.

2025 – Barbara Burioli, fondatrice con il marito Rocco De Lucia della Siropack di Cesenatico (Forlì-Cesena), ha saputo unire innovazione e responsabilità sociale, mettendo sempre la persona al centro. Il suo gesto di solidarietà verso un giovane dipendente malato ha ispirato la Legge n. 106 del 2025, a tutela dei lavoratori oncologici, facendo della sua impresa un modello di etica e umanità.

Il Premio, realizzato da suor Elena Manganelli, artista e monaca agostiniana, è un’opera d’arte unica che rappresenta la concretezza della carità. Fisicamente ha una piramide dalla base esagonale che richiama l’Alveare di Santa Rita, progetto di accoglienza per minori del Monastero ritiano, fondato da Madre Maria Teresa Fasce nel 1938, che oggi continua la sua preziosa opera sociale e umana. La parte superiore è costituita da un fiore i cui petali diventano fiamme e al cui interno è custodito il cuore della Beata. Sulla parte frontale sono visibili delle piccole api che richiamano l’operosità, ma anche le ‘Apette’ dell’Alveare di Santa Rita, così come la stessa Madre Fasce chiamò le prime bambine accolte nella struttura.

Il premio rappresenta tutta la concretezza e la tangibilità della carità, perché la parte inferiore è solida, definita: è la costruzione ‘imprenditoriale’ che nasce dalla carità. E’ quel modello di sviluppo che non si limita a produrre, ma che genera valore e impatto sociale e umano. Il centro, culmine dell’opera, è il cuore infiammato agostiniano, che rappresenta il cuore di Madre Maria Teresa Fasce, custodito all’interno del fiore. Tutta la tensione dell’opera sta lì, nella parte superiore, che unisce evanescenza e forza, dolcezza e determinazione, volontà e Provvidenza.

La cerimonia si terrà sabato 11 ottobre alle ore 16.15 nella Basilica Inferiore di Cascia, nell’ambito delle celebrazioni dedicate alla Beata. Il Premio sarà consegnato dalla Madre Badessa Maria Grazia Cossu, mentre il rettore p. Giustino Casciano offrirà la pergamena commemorativa.

Barbara Burioli rappresenta un esempio di imprenditoria etica e generativa, capace di coniugare la produttività con l’attenzione profonda ai lavoratori e alle loro fragilità. La sua storia si lega a quella di Steven Babbi, giovane dipendente affetto da sarcoma di Ewing. Quando la malattia lo costrinse ad assentarsi per lunghi mesi, Barbara e suo marito decisero di continuare a pagargli lo stipendio di tasca propria, un gesto di solidarietà che ha segnato profondamente la vita dell’azienda e di tutta la comunità. Nel 2017 i coniugi hanno ricevuto l’onorificenza di Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ‘per la straordinaria prova di umana generosità e sensibilità a sostegno di un loro dipendente gravemente malato’.

Da quella vicenda è nata la Legge n. 106 del 18 luglio 2025, che tutela i lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti, garantendo la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per cure e controlli, come ha sottolineato Barbara Burioli: “Il bene porta bene e il vero utile per un’impresa non è economico, ma culturale, sociale e umano. Il bene più importante non è l’azienda in sé, ma ciò che grazie all’azienda possiamo restituire agli altri”.

Mentre Madre Badessa Maria Grazia ha evidenziato che un’impresa può diventare un atto di amore: “Barbara Burioli ha saputo trasformare l’impresa in un atto di amore e di servizio verso gli altri. La sua storia con il giovane Steven è segno concreto di quella carità operosa che non si ferma davanti alle regole ma si muove per giustizia e per amore. Dal loro gesto è nata una legge che oggi tutela tanti lavoratori fragili: un frutto di bene che supera i confini dell’azienda e diventa dono per la società intera”.

Infatti in un’Italia che nei primi 8 mesi del 2025 ha contato oltre 600 infortuni mortali sul lavoro, con un aumento preoccupante dei casi in itinere, l’esperienza di Siropack si distingue come un esempio concreto di responsabilità, sicurezza e cura delle persone. Nel 2024 l’azienda ha superato 1.000.000 di ore lavorative senza infortuni, un primato che testimonia l’impegno costante nella prevenzione, nella formazione e nella tutela della salute, introducendo un bonus sicurezza individuale per ogni dipendente, programmi di welfare aziendale, corsi di aggiornamento e persino sedute di fisioterapia in sede: “Non possiamo essere all’avanguardia nella tecnologia e in ritardo nella sicurezza perché se i nostri ragazzi stanno bene, lavorano con più passione e creatività”.

Il Premio Beata Madre Maria Teresa Fascenasce dal desiderio del Monastero Santa Rita da Cascia dipremiare donne che vivono la propria vocazione professionale come missione di bene, in continuità con l’eredità spirituale della beata Madre Maria Teresa Fasce (1881–1947), monaca agostiniana e badessa del monastero, che fu una figura di straordinaria intelligenza e lungimiranza: a lei si devono la costruzione della Basilica di Santa Rita, la creazione dell’Alveare per l’accoglienza delle bambine, la rivista ‘Dalle Api alle Rose’ e la diffusione del culto della ‘Santa degli Impossibili’.

Nel 2012, per rendere più strutturata e sostenibile la loro carità, le monache hanno creato la Fondazione Santa Rita da Cascia ETS, da poco diventata Ente Filantropico, che oggi opera per sostenere i più fragili non solo in Italia ma in tutto il mondo, tra Filippine, Africa, Perù e Libano.

Per maggiori informazioni santaritadacascia.org

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(Foto: Cesenatico Day)

WTTC Global Summit e WTD: Italia punto di riferimento del turismo religioso globale, tra fede e cultura della sostenibilità

Nella scorsa settimana Roma ha ospitato un evento di portata storica: il Global Leaders Dialogue, primo Global Summit del World Travel & Tourism Council (WTTC) mai organizzato in Italia. Alla cerimonia inaugurale, con la presenza della premier Giorgia Meloni, è stato ribadito il ruolo centrale dell’Italia nel turismo mondiale.

Nel corso della Giornata Mondiale del Turismo (WTD), celebrata il 27 settembre dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il tema del 2025 – ‘Turismo e Trasformazione Sostenibile’ – ha messo in luce il turismo come motore di sviluppo economico, tutela ambientale e promozione della pace.

In questo contesto, Biagio Maimone, neo Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), ha evidenziato il ruolo del turismo religioso come leva di spiritualità, solidarietà e sostenibilità, in vista del suo intervento al Congresso Mondiale del Turismo ‘Turismo porta dell’Evangelizzazione’, inserito nel calendario del Giubileo 2025 (Roma, 16-19 ottobre).

“Il turismo religioso non muove solo corpi, ma coscienze; non consuma risorse, le custodisce; non divide, ma costruisce ponti. Papa Francesco, con la Laudato Si’, ci ricorda che l’incontro con la natura eleva l’anima, mentre Papa Leone XIII ha richiamato all’impegno sociale. Da questa trilogia nasce una nuova economia by solidale e una civiltà di pace”, ha dichiarato Maimone.

Anche Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha inviato un messaggio sottolineando come ‘la bellezza del creato e il patrimonio culturale dell’umanità educano a prendersi cura della casa comune’.

Maimone ha ricordato che il turismo religioso è anche motore di sviluppo economico e sociale: “L’Italia è il cuore pulsante del turismo religioso mondiale. Nessun altro Paese può vantare un intreccio così profondo di fede, arte e bellezza. Non è solo esperienza individuale, ma cammino collettivo di fraternità, pace e speranza”.

Etica Sgr: quasi il 90% dei clienti si dichiara soddisfatto dei fondi e li consiglierebbe

“Mentre molti player finanziari, come asset manager e istituti bancari, rivedono gli impegni sulla sostenibilità, i clienti ci spingono a proseguire sulla strada della finanza etica, dalla quale non si torna indietro”: in un contesto di mercato in cui molti player finanziari, come asset manager e istituti bancari, stanno rivedendo i propri impegni sulla sostenibilità, Etica Sgr rafforza la propria missione nel settore degli investimenti responsabili.

Un impegno che trova conferma nei risultati dell’ultima indagine di mercato condotta con BVA Doxa: quasi il 90% dei clienti si dichiara soddisfatto dei prodotti di investimento di Etica Sgr e li consiglierebbe. Etica Sgr ha condotto, in collaborazione con BVA Doxa, una nuova indagine di mercato sulla finanza etica e sostenibile. L’obiettivo è stato quello di comprendere le percezioni del mercato di prodotti sostenibili e le aspettative future, con un focus sulla riconoscibilità e sulle caratteristiche distintive dei propri prodotti.

La ricerca, svolta nel corso del 2024, ha coinvolto un ampio campione di intervistati, suddivisi tra investitori retail, partner commerciali (banker e consulenti finanziari) e investitori istituzionali. In particolare, sono state svolte interviste raccolte tramite un web mailing (CAWI- Computer Assisted Web Interviewing) ad una rappresentanza di investitori retail, composta da un campione di clienti di Etica Sgr e uno di investitori italiani, mentre gli investitori istituzionali e i partner commerciali sono stati coinvolti con interviste qualitative one to one in profondità. Complessivamente, considerando tutti i target, sono state condotte 2.268 interviste.

La finanza sostenibile è un settore che ha conosciuto negli ultimi anni una crescita importante per volumi e diffusione, tuttavia la ricerca mette in luce il dilagare di un crescente scetticismo, che sembrerebbe aver indebolito la credibilità di questi prodotti e delle Società di gestione che li propongono. Se, da un lato, permangono preoccupazioni legate al rischio di greenwashing e alla trasparenza dei criteri di selezione degli investimenti, dall’altro gli investimenti sostenibili e responsabili sono concepiti come strumenti utili ai fini di diversificazione ed in prospettiva i collocatori e i clienti istituzionali prevedono che questo segmento di mercato continuerà a crescere.

Per quanto riguarda l’interesse nei vari ambiti ESG (ambiente, sociale e governance), gli investitori istituzionali prevedono una crescente attenzione alla governance, vista come garanzia di solidità aziendale, mentre l’ambito ambientale, più visibile e misurabile rispetto alla sfera sociale, continuerà a mantenere un ruolo centrale.

Il segmento retail mostra una conoscenza ancora limitata degli investimenti sostenibili, ma tra i clienti di Etica Sgr emerge una maggiore consapevolezza e un orientamento più convinto verso questa tipologia di investimenti.

I clienti di Etica Sgr riconoscono nella società un player che si distingue per il suo impegno autentico nella sostenibilità, adottando criteri rigorosi nelle scelte di investimento e producendo rendicontazioni di qualità sull’impatto ESG. Nella scelta di un prodotto di investimento, per i clienti di Etica Sgr risultano, infatti, fondamentali la chiarezza delle informazioni, la reputazione della società, il rischio e la sostenibilità.

Nel mercato retail, il marchio Etica Sgr continua a guadagnare riconoscibilità. Un investitore su quattro conosce o ha sentito nominare il brand, dato in aumento rispetto a quanto registrato nella precedente indagine del 2021. Anche la soddisfazione della clientela si conferma elevata: l’88% degli intervistati si dichiara soddisfatto dei fondi sottoscritti, in linea con i risultati della precedente indagine. Inoltre, l’87% dei clienti consiglierebbe Etica Sgr e quasi il 70% si è dichiarato intenzionato ad aumentare la quota dei propri investimenti in Etica Sgr.

Dai collocatori Etica Sgr è riconosciuta come pioniera in questo mercato ed è percepita come autentica, credibile e coerente nella sua mission dalla maggior parte degli intervistati. Il rigore è un elemento distintivo e apprezzato, non solo nella selezione dei titoli, ma anche nel monitoraggio delle aziende e nell’engagement:

“Questi risultati confermano il ruolo di Etica Sgr come punto di riferimento nella finanza etica e come player di mercato serio, autentico e rigoroso” dichiara Luca Mattiazzi, Direttore Generale di Etica Sgr “Questo approccio ci distingue nel panorama italiano e ci ha permesso di costruire una relazione di fiducia con i nostri clienti e con gli operatori del settore. In questa delicata fase storica, segnata dalla corsa al riarmo, anche nucleare, e dall’abbandono degli impegni per il clima e l’ambiente da parte di molte istituzioni, questo alto livello di soddisfazione rappresenta per noi una conferma importante: la strada intrapresa è quella giusta.

Continueremo a percorrerla con determinazione, mettendo al centro la tutela del pianeta, i diritti umani e la promozione della pace, rafforzando al contempo l’offerta di prodotti di finanza etica, in linea con il nuovo piano strategico”.

Mons. Baturi: le ‘energie per la Casa Comune’ per la custodia del Creato

“Nell’ottica dell’ecologia integrale, tutto è in relazione, collegato, connesso: la questione ecologica dunque è anche politica, economica e sociale”: lo ha ricordato mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, intervenendo martedì 18 febbraio alla presentazione dei risultati del progetto ‘Energie per la Casa Comune’, ispirato all’enciclica ‘Laudato sì’, che ha coinvolto 10 Diocesi italiane (Arcidiocesi di Modena-Nonantola, Diocesi di Teramo-Atri, Diocesi di Mantova, Arcidiocesi di Napoli, Diocesi di Lodi, Arcidiocesi di Firenze, Diocesi di Bolzano-Bressanone, Diocesi di Torino, Arcidiocesi di Genova, Diocesi di Bergamo) con l’obiettivo di promuovere una cultura della sostenibilità energetica attraverso interventi di miglioramento edilizio e riduzione dei consumi energetici nelle strutture ecclesiastiche.

Per il segretario generale della Cei l’atteggiamento verso l’ambiente è quello della cura: “L’ambiente non è semplicemente lo scenario, un semplice spazio, ma un luogo affettivo, una casa dove svolgere la propria personalità… La questione non è meramente economica: è in gioco non solo il destino del mondo, ma il senso stesso del nostro passaggio su questa terra”.

Il progetto si inserisce nel contesto della Campagna nazionale di informazione e formazione sull’efficienza energetica ‘Italia in Classe A’, promossa e finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ed attuata da ENEA, sviluppato con il supporto tecnico della Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali (RENAEL) e la collaborazione della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).

Il progetto mira a rafforzare il ruolo delle diocesi italiane come promotrici di buone pratiche in tema di efficienza energetica e prevede lo sviluppo di una piattaforma per identificare consumi e sprechi delle strutture ecclesiastiche, e la realizzazione di un piano di eventuali interventi in grado di produrre risparmi economici, miglioramento del comfort e valorizzazione architettonica.

Infatti nella prima fase sono stati analizzati 34 edifici fra scuole, laboratori, oratori, centri congresso, edifici residenziali, asili e piscine, per una superficie totale di 67.100 mq, mentre la superficie totale riscaldata è di 57.100 mq. L’analisi ha evidenziato che il 79% degli edifici è riscaldato con caldaie a gas naturale.

I consumi energetici complessivi corrispondono a 4.100 MWh l’anno, equivalenti al consumo di energia elettrica di circa 1.520 famiglie. Dalle diagnosi energetiche effettuate sulle strutture è emerso che le principali esigenze di riqualificazione riguardano: isolamento termico dell’involucro edilizio (71%), sostituzione generatore di calore (47%), riqualificazione del sistema di illuminazione (56%), pannelli solari termici per l’acqua calda sanitaria (24%), installazione di impianti fotovoltaici (74%).

Dall’analisi (con interventi che in totale superano € 10.000.000) risalta che la riqualificazione dell’involucro su 28 edifici porterebbe al 43% di riduzione del fabbisogno energetico, la sostituzione di 16 caldaie con pompe di calore al 45% di risparmio di energia primaria e al 47% in meno di emissione di Co2, come pure la riqualificazione dell’illuminazione di 20 edifici produrrebbe il 45% di riduzione dei consumi. In totale, la riduzione di energia primaria sarebbe pari a 2.990 mega kilowatt e il risparmio di Co2 a 510 tonnellate all’anno, per un risparmio di € 336.000.

Grazie al ruolo della CEI, sia come driver strategico che come soggetto in grado di svolgere azioni di osservazione e indirizzo culturale verso tutte le parrocchie italiane, il progetto si propone di coinvolgere nel prossimo futuro centri ecclesiastici dislocati su tutto il territorio nazionale, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin:

“Il progetto ‘Energie per la Casa Comune’ è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni per il perseguimento di un obiettivo di interesse collettivo che guarda ai valori della solidarietà, della coesione e del bene comune… Nella ricerca di equilibrio tra etica e tecnologia, tra progresso e rispetto per la tradizione questo progetto è un esempio di buone pratiche da seguire e diffondere, un messaggio di speranza e una chiamata all’azione per il bene del nostro ambiente che condividiamo e dobbiamo custodire come la nostra Casa Comune”.

Per tale ragione l’economo della CEI, don Claudio Francesconi, ha ribadito la necessità di un processo che punti a realizzare nuovi stili di vita: “Quella dello sviluppo sostenibile, dell’attenzione agli stili di vita e alla conversione ecologica è una strada che la Chiesa in Italia ha intrapreso con decisione e consapevolezza, a partire dalle indicazioni emerse dalla Settimana Sociale di Taranto e con la costituzione del Tavolo Tecnico sulle Comunità Energetiche Rinnovabili della Segreteria Generale.

Rispondendo alle sollecitazioni contenute nell’enciclica ‘Laudato sì’ ed agli appelli di papa Francesco sul debito ecologico abbiamo avviato un processo, a livello nazionale e territoriale, che è ormai irreversibile e indispensabile per le comunità: non ci si può pensare se non insieme e non si può ragionare considerando solo il presente e il contingente.

Il nostro sguardo deve essere rivolto alle prossime generazioni, verso le quali abbiamo un’enorme responsabilità. Questo nuovo progetto è un ulteriore passo nell’orizzonte dell’ecologia integrale, della solidarietà, della cura della Casa comune e di tutte le persone che la abitano, a prescindere dalla latitudine”.

Mons. Angiuli inaugura il campo di calcetto di Specchia

La Parrocchia “Presentazione Beata Vergine Maria” di Specchia comunica che Domenica 22 dicembre alle ore 17.00, presso il Centro Giovanile “San Francesco Saverio”, in Via B. Zaccagnini,10, si svolgerà l’inaugurazione e benedizione del ristrutturato campo di calcetto.

L’iniziativa si svolgerà alla presenza di Mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, di Don Antonio Riva, Parroco di Specchia, di Don Luca Roberto, Viceparroco di Specchia, dell’Avv. Anna Laura Remigi, Sindaco di Specchia e del Dott. Giuseppe Maria Ricchiuto, Presidente della San Demetrio Srl.

Nel campetto di circa 730 metri quadri, prima pieno di strappi, buche e parti mancanti, è stato ristrutturato  dall’azienda Sofisport di Pisa, con erba sintetica di 42 mm con intaso di stabilizzazione in sabbia e intaso prestazionale in organico di sintesi (è un granulo con una componente vegetale all’interno per ridurre la dispersione di microplastiche nell’ambiente), un manto nettamente superiore al precedente che era un 22 mm con solo sabbia.

Il rifacimento è stato realizzato grazie all’impegno economico del Dott. Giuseppe Maria Ricchiuto, Presidente e fondatore della San Demetrio Srl, un imprenditore locale che da 50 anni è un’istituzione nel mondo erboristico.

Con l’Opificio erboristico Sandemetrio, dotato di un laboratorio di analisi all’avanguardia, trasforma le migliori piante officinali in semilavorati e prodotti finiti di alta qualità: infusi, tè, tisane e integratori alimentari e, inoltre, negli ultimi tempi produce la linea cosmetica “Sandemè”.

L’origine del nome Sandemetrio è legata alla vita di “Frate Demetrio” che, secondo una leggenda, visse nelle campagne di Specchia prendendosi cura della terra e dedicandosi completamente alla coltura di erbe officinali. Le materie prime che danno origine ai prodotti della Sandemetrio sono accuratamente coltivate e selezionate nel giardino botanico in prossimità dell’azienda, una garanzia di genuinità e sostenibilità.

La manutenzione degli spazi verdi intorno al Centro Giovanile è stata curata grazie alla collaborazione e all’operoso lavoro del Gruppo Eco – Spo Specchia e delle Aziende Agricole locali: “Colli del Cianci” di Luca Branca, Antonio Marzo, Marco De Icco, “Agriservice” di Giuseppe Scupola, “Pozzelle” di Antonio Rizzo e “San Rocco”, che hanno migliorano la qualità e la fruibilità in sicurezza della zona.

La struttura parrocchiale, ubicata alla periferia della cittadina, fu donata nello scorso decennio dalle sorelle De Giovanni alle suore della “Congregazione delle figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria” della Beata Eugenia Ravasco, presenti a Specchia fino a qualche anno fa e poi divenuta di proprietà diocesana.

Sempre Domenica 22 Dicembre, all’interno del Centro Giovanile sarà inaugurata la III edizione de “Il Villaggio di Babbo Natale”, organizzato dalle Educatrici dell’Azione Cattolica locale e dalle catechiste parrocchiali e con l’ausilio dell’Associazione sportiva-culturale “Lucrezia Amendolara”. Dalle ore 17.00 alle 20.00, un nutrito gruppo di elfi, renne e folletti faranno vivere un pomeriggio indimenticabile a tutti i bambini (e a chi non dimentica di essere stato un bambino).

Con lo spirito natalizio tutti avranno la possibilità di partecipare a “C’era una volta Santa Claus” e ai laboratori artistici e creativi; di scrivere e imbucare la letterina a Babbo Natale, di creare la calza della Befana. Nel villaggio si gusteranno: i biscotti di Natale, le pittule, la cioccolata calda, lo zucchero filato, il vin brulè, inoltre, sarà possibile scattare una foto con Babbo Natale insieme molte altre sorprese.

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