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Manuel Valenzisi: In carne e ossa. Le virtù teologali e i consigli evangelici vissuti da chi ha incontrato Cristo. Meditazioni
Che cosa significa incontrare davvero Cristo? Non un’idea, non un ricordo, non un concetto astratto, ma un’esperienza che tocca la vita ‘in carne e ossa’. È questa la sfida che fra Manuel Valenzisi raccoglie nelle pagine del suo nuovo libretto, nato da un corso di esercizi spirituali e ora consegnato al pubblico come invito concreto a riscoprire il Vangelo come evento vivo.
Il testo parte da una constatazione semplice ma decisiva: le virtù teologali e i consigli evangelici non sono categorie da manuale, ma vie di vita. Per mostrarlo, l’autore ci conduce accanto a personaggi del Vangelo – Maria, Giuseppe, la Cananea, la vedova povera, la peccatrice perdonata, la Samaritana – e lascia che siano loro a insegnarci cosa significa credere, sperare, amare. In loro la fede diventa obbedienza, la speranza si intreccia con la povertà, la carità si illumina nella castità. Non teorie, ma carne viva, come l’Incarnazione di cui sono trasparenza.
Chi legge si accorge presto che qui la Parola non viene semplicemente spiegata, ma quasi “cucinata”, come nota p. Serafino Tognetti nella prefazione: strizzata, impastata, ricomposta, fino a diventare piatto nutriente e profumato. Un testo che non si consuma in fretta: chiede pause, riletture, tempo di assimilazione.
È un libro breve (99 pagine), ma denso. Lo si potrebbe divorare in una sera, eppure invita a gustarlo lentamente, a lasciarsi mettere in questione: ho davvero letto e vissuto il Vangelo? L’impressione finale è quella di trovarsi davanti a una guida discreta che non pretende di insegnare dall’alto, ma di accompagnare dentro un incontro.
‘In carne e ossa’ è, in fondo, una piccola scuola di Vangelo vissuto: non un commento esegetico, non un trattato spirituale, ma una testimonianza che mostra come la Parola, quando la si lascia entrare, diventa vita che cambia la vita.
Un libretto agile, capace di parlare a chi cerca, a chi si interroga, ma anche a chi è già in cammino e vuole riscoprire il sapore sempre nuovo delle ‘cose antiche e sempre nuove’ del Regno. Qui il video di presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=MDqmnw2USKE
Memorie dalla Thailandia: un’estate da visiting professor alla scoperta di una Chiesa giovane, aperta e sorprendente
Don Lorenzo Voltolin, docente della Facoltà teologica del Triveneto, è stato per due mesi visiting professor al Saengtham College University di Bangkok, nell’ambito del protocollo di scambio attivo tra la Facoltà del Triveneto e la realtà accademica thailandese. Il racconto della sua esperienza.
“Dall’Italia a Bangkok sono dodici ore di volo che ti introducono in un mondo nuovo, dove la fede – non solo e non tanto quella cristiana – si fa presenza pubblica, intensa e profondamente intrecciata con le sfide della vita quotidiana. Questa riflessione, che mi sono ritrovato spesso a condividere, sintetizza bene il segno che la Thailandia ha lasciato in me. Sono partito per insegnare, ma quel viaggio si è rivelato molto di più: un’occasione viva di scoperta e di incontro con una ‘chiesa giovane’, aperta e sorprendente”.
Don Lorenzo Voltolin, docente della Facoltà teologica del Triveneto, è stato per due mesi visiting professor al Saengtham College University di Bangkok, nell’ambito del protocollo di scambio attivo tra la Facoltà del Triveneto e la realtà accademica thailandese. Ha vissuto nel seminario ‘Lux mundi’, alle porte di Bangkok, e ha tenuto lezione di Teologia pastorale e di Missiologia nell’attigua Università:
“Ma la vera scuola era fuori dall’aula: tra un pranzo a base di zuppa di pesce e papaya dai mille sapori, una cena conviviale attorno a lunghi tavoli, e i pomeriggi tra studio, sport, lavori nell’orto e attività manuali condivise”. Il racconto della sua esperienza è pubblicato nel sito della Facoltà teologica del Triveneto (link alla pagina: https://www.fttr.it/memorie-dalla-thailandia-unestate-da-visiting-professor/).
Ne riportiamo qui alcuni stralci. “Chiesa di minoranza, ma dal volto aperto e internazionale. In Thailandia, dove la chiesa cattolica rappresenta una piccola minoranza (meno dell’1% della popolazione) si respira la fede nel clima di relazione autentica, nello spirito di dialogo e di accoglienza. Anche il confronto con il buddhismo, pilastro della società, non avviene mai con aggressività, bensì mediante relazioni di stima, ascolto e paziente testimonianza.
Convertirsi al cattolicesimo, per un thailandese, significa spesso recidere antiche radici; ma la presenza dei missionari originari del Triveneto, alcuni in Thailandia da decenni, è un ponte silenzioso e prezioso verso l’incontro tra mondi e tradizioni. Ho avuto la fortuna di ascoltare storie di preti che hanno attraversato le tribù montane o sperimentato la meditazione buddhista, segno di una chiesa in dialogo e in perenne ricerca”.
La formazione teologica vive in un continuo intreccio tra studio e vita vissuta: “Durante le mie lezioni, che adattavo per superare le barriere linguistiche, ho sempre portato anche esempi dalla pastorale italiana: fraternità, gruppi di ascolto, attenzione alle famiglie, evangelizzazione nei luoghi informali, scoutismo..Molte di queste esperienze sono per i cattolici thailandesi quasi un racconto di fantascienza. Loro mi raccontavano, invece, di una pastorale quotidiana fatta di visite agli ammalati e cori animati, piccoli gruppi parrocchiali e servizi caritativi. Ma la vitalità era lì, concreta: a cena, a turno, i seminaristi narravano le esperienze pastorali della settimana, intrecciando episodi e speranze. Vederli protagonisti mi ha restituito lo sguardo fresco di una chiesa in movimento”.
La formazione in seminario ed al college prepara giovani resilienti, capaci di attraversare realtà culturali e tribali tra loro diversissime. Dopo gli anni di formazione (molti più che in Italia) li aspetta il servizio in parrocchia, ma anche l’impegno nella scuola, nel sociale, nelle molteplici iniziative diocesane: “Oggi, a casa, mi porto nel cuore la gratitudine per ogni relazione nata, per l’accoglienza ricevuta, per ciò che ho imparato (e dovuto reinventare) come docente. Ho capito l’importanza di ascoltare, di sospendere il giudizio, di lasciarmi sorprendere ogni giorno dal Vangelo vissuto nella vita di tutti”.
Al via a Milano la prima edizione di SOUL Festival di Spiritualità
Prende il via mercoledì 13 marzo la prima edizione di SOUL Festival di Spiritualità promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Arcidiocesi di Milano con il patrocinio del Comune di Milano. Ad aprire l’ampio e intenso programma della manifestazione sarà – alle ore 18.00 nell’Aula Magna dell’Università Cattolica – la lezione inaugurale di Alessandro Baricco Tutto mi meraviglia. Il suo intervento verrà preceduto dai saluti del Prof. Franco Anelli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale e co-curatore del festival, e dall’introduzione di Aurelio Mottola, co-curatore e ideatore di SOUL Festival di Spiritualità. Tutti gli eventi sono gratuiti previa prenotazione fino ad esaurimento posti al sito www.soulfestival.it.
Saranno cinque giorni di festival diffuso, con cinquanta incontri e appuntamenti in luoghi diversi della città sui temi della spiritualità, declinati attraverso tradizioni e discipline differenti, con protagonisti d’eccezione dalla letteratura alla scienza, dalla filosofia alla musica, fino alla poesia: Alessandro Baricco, Stefano Boeri, Massimo Cacciari, Gabriella Caramore, Alessandro D’Avenia, mons. Mario Delpini, Fabiola Gianotti, Paolo Giordano, Mariangela Gualtieri, Romano Madera, Alberto Mantovani, Melania Mazzucco, Agnese Moro, Tahar Ben Jelloun, Silvano Petrosino, Massimo Popolizio, Massimo Recalcati, Antonio Spadaro, card. José Tolentino de Mendonça, e molti altri.
Dall’alba alla sera, SOUL Festival di Spiritualità si articola in un programma sorprendente di eventi pensati per fare esperienza dello straordinario nell’ordinario – fra lezioni e dialoghi, spettacoli e concerti, performance artistiche, laboratori esperienziali, momenti meditativi, attività per le scuole – sviluppati attorno al tema ‘meraviglia, la vigilia di ogni cosa’ dal comitato curatoriale composto da Luca Bressan, Armando Buonaiuto, Valeria Cantoni Mamiani, Aurelio Mottola, con la partecipazione di un illustre comitato scientifico.
Ad ospitarli saranno luoghi significativi e ricchi di suggestione, grazie alla partecipazione di importanti istituzioni culturali, artistiche, educative, sociali, laiche e religiose della città, a partire dai Partner culturali del festival: Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Memoriale della Shoah di Milano, Philo – Pratiche filosofiche, Piccolo Teatro di Milano, Triennale Milano.
Il festival è reso possibile grazie ai Main Partner Intesa Sanpaolo e Humanitas University, al Partner CFMT – Centro di Formazione Management del Terziario e al contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Rocca. Si ringraziano A2A e Comieco e, per la Media Partnership, Rai Cultura, TGR Rai e Radio Marconi.
Ascoltare, pensare, dialogare, meditare, sperimentare: SOUL Festival di Spiritualità è un progetto che mira a offrire occasioni di riflessione attorno all’“umano che è comune”, colto nelle sue molteplici manifestazioni, in costante dialogo con diverse sensibilità culturali e tradizioni religiose.
Davide Rossi canta il carisma di Federico Ozanam
Da alcune settimane è disponibile nelle piattaforme digitali l’album ‘Ho smesso di esser solo’, un viaggio musicale nella profonda umanità di Federico Ozanam, fondatore della Società di San Vincenzo De Paoli, che il pianista e compositore Davide Rossi ha realizzato con la collaborazione negli arrangiamenti e nella produzione di Fabio Nuzzolese, (Cristiano De André, Rossana Casale, Franco Mussida, Giorgia) e il coinvolgimento della cantautrice Leyla Tommasi, curatrice dei testi che vanta importanti collaborazioni (Enrico Ruggeri, Alexia, Paolo Vallesi), della cantante lirica Carmela Iacono e della cantante soul Annamaria Sotgiu:
‘Così canto’: raccolta di brani per la Messa di Tiziana Manenti
Dal 22 febbraio è disponibile nelle piattaforme digitali ‘Così canto’, raccolta di brani per la Santa Messa nata da un’idea della Diocesi di Bergamo in collaborazione con la cantante Tiziana Manenti, il compositore Valerio Baggio e Elena Moriggia, autrice dei testi. Impegnata come ‘voce guida’ durante i pellegrinaggi in Terra Santa, Lourdes e altri luoghi della fede, ha ricevuto la proposta di interpretare il repertorio in occasione del 50º dell’ordinazione di mons. Roberto Amadei.





























