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Vittorio, intercedi per noi (piccoli) apologeti cattolici
Vittorio Messori, morto Venerdì Santo 3 aprile, all’età di 84 anni nella sua casa di Desenzano sul Garda, è stato l’unico giornalista al mondo ad aver intervistato due Pontefici scrivendone altrettanti straordinari libri: Varcare la soglia della speranza (1994), con Karol Wojtyla, e Rapporto sulla fede (1985) con il Papa che gli sarebbe succeduto, Joseph Ratzinger.
Rimanendo sui record, ricordiamo che la sua opera prima, Ipotesi su Gesù, uscita nel 1976, ha riscosso un successo da oltre un milione e mezzo di copie, tradotta persino in arabo, cinese e coreano e, tuttora, viene richiesta ogni anno da 20.000 lettori.
Ha pubblicato una trentina di libri, di grande successo quelli dedicati alla Cristologia, come Patì sotto Ponzio Pilato? e Dicono che è risorto e, numericamente, molti sulla Mariologia come Ipotesi su Maria, Gli occhi di Maria (con Rino Cammilleri) e, fra i più recenti, Bernadette non ci ha ingannati. Un’indagine storica sulla verità di Lourdes (Mondadori, 2013).
Modenese di Sassuolo, la cui famiglia d’origine era composta da anticlericali di antica tradizione, Messori si converte a 24 anni, per quella che definisce «un’evidenza del cuore» seguita alla lettura dei Vangeli. È stato la delusione dei suoi maestri, che negli anni Sessanta erano i punti di riferimento indiscussi del pensiero laico e liberalsocialista e l’avevano allevato per farne l’autore di riferimento della casa editrice Einaudi. S’era laureato infatti con una tesi sulla storia del Risorgimento con relatore Alessandro Galante Garrone, il quale l’avrebbe voluto come suo assistente, e due sottotesi discusse con Norberto Bobbio e Luigi Firpo.
Dal 1996 sposato con Rosanna Brichetti (1940-2022), appassionata mariologa ed apologeta come lui, hanno condiviso insieme la vera e propria missione di contribuire ad arginare e combattere nel post-Concilio Vaticano II non solo la crisi della Chiesa, ma quella che appariva ad entrambi come la crisi stessa della fede cattolica.
Per questo Messori ha sempre ripetuto che, soprattutto in Italia, ci sarebbe bisogno di maggiore (e ben fatta) apologetica cattolica. Con l’aiuto anche della Chiesa, dei media e delle università, quindi, occorrerebbe rilanciarla proprio perché i tempi, le modalità di lettura e gli argomenti dominanti sono diventati ben altri. Ma il problema, come riconosciuto dal suo grande amico ed “allievo” Rino Cammilleri, è che non si vedono purtroppo «effettivi e significativi ricambi generazionali all’orizzonte» (Michele M. Ippolito, “Il cattolicesimo spiegato a mio nipote che fa il liceo”, il nuovo libro di Rino Cammilleri, La Fede Quotidiana.it, 17 luglio 2017).
Vittorio, intercedi ora per noi (piccoli) apologeti cattolici. Il Signore ci doni la tua stessa fede granitica, il tuo ardore apologetico, la tua capacità di scrittura che ci ha sempre attratti coniugando l’approfondimento storico-scientifico, la chiarezza divulgativa e, quando necessario, il taglio (sanamente) polemico.
Messori continuerà a vendere i suoi libri anche a distanza di anni, ma quando qualcuno di noi si deciderà a scrivere la storia della sua vita, sarà un altro best seller. Un libro che ci aiuterà ad attraversare con coraggio e fortezza l’alba del post-umano ma, allo stesso tempo, ci chiarirà molti degli inganni ma anche alle speranze del XX secolo.
I funerali del grande giornalista e scrittore si terranno sabato 11 aprile, alle 9.30, nell’Abbazia di Maguzzano, nel comune di Lonato del Garda, in provincia di Brescia, che è stata un punto di riferimento per il suo lavoro e la sua riflessione. Le esequie saranno celebrate dal vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili.
La camera ardente di Messori sarà allestita venerdì 10 aprile, dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, nella Sala del Commiato di Desenzano sul Garda, il paese dove Messori viveva da tempo. Sempre venerdì prossimo, alle 18.30, all’Abbazia di Maguzzano sarà celebrato il Santo Rosario in sua memoria. Dopo il funerale, la salma di Messori sarà tumulata nel cimitero di Treviglio (Bergamo), nella tomba della famiglia della moglie, Rosanna Brichetti, scomparsa quattro anni fa nel giorno del Sabato Santo.
“Maria Mediatrice”: ripubblicato il libro del teologo José María Bover accessibile anche al lettore non specialista
Il titolo mariano di Maria Mediatrice accompagna la storia della Chiesa da secoli e affonda le sue radici nella riflessione dei Padri, dei dottori e dei santi. Nel corso dell’età moderna e contemporanea, tale titolo ha ricevuto autorevoli conferme dal Magistero pontificio, da Pio IX a Pio XI, fino all’istituzione, da parte di Benedetto XV, della festa liturgica della Beata Vergine Maria Mediatrice di tutte le Grazie (31 maggio).
Sebbene il Concilio Vaticano II non si sia espresso esplicitamente su questa verità, pur richiesta da circa cinquecento Vescovi, nel capitolo VIII della Costituzione dogmatica Lumen gentium (21 novembre 1964), dedicato alla Beata Maria Vergine Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa, fra i titoli con i quali Maria è invocata si richiama anche quello di «Mediatrice [il maiuscolo è nel testo originario]», precisando come tale attributo sia da intendersi «in modo che nulla sia detratto o aggiunto alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico Mediatore» (n. 62).
Nello stesso periodo in cui Leone XIV sta conducendo nelle Udienze generali del mercoledì delle importanti catechesi per spiegare e interpretare nel solco della Tradizione i documenti conciliari, merita di essere segnalata la ripubblicazione di un breve ma significativo saggio del gesuita spagnolo José María Bover Oliver (1877-1954), intitolato appunto Maria Mediatrice (Edizioni Fiducia, Roma 2025, pp. 123, € 12). Tra i teologi che nel XX secolo hanno sostenuto con maggiore profondità il titolo di Maria Mediatrice, infatti, figura questo autorevole mariologo, cofondatore nel 1940 sia dell’Asociación para el fomento de los estudios bíblicos en España (AFEBE) sia della Sociedad Mariológica Española.
Nelle pagine del libro, arricchite da una Prefazione dello storico Roberto de Mattei (pp. 5-8), padre Bover dimostra come la Mediazione universale di Maria sia conseguenza necessaria della sua dignità e del suo ufficio di Madre di Dio, del Redentore e dell’intera Famiglia del Padre Celeste.
Dopo essersi formato alla Pontificia Università Gregoriana, il gesuita ha insegnato Sacra Scrittura per oltre quarant’anni – dal 1912 al 1953 – nella Facoltà teologica del Collegio Máximo di Barcellona e, anche per questo, Pio XII lo nomina nel 1941 membro della Commissione scientifica incaricata di preparare la definizione dogmatica dell’Assunzione della Vergine Maria oltre che consultore della Pontificia Commissione Biblica.
Dopo una vita religiosa esemplare, padre Bover muore santamente a Sant Cugat del Vallès, in Catalogna, lasciando una corposa mole di studi e meditazioni sulla Mediazione e sulla Corredenzione di Maria, approfonditi nello studio dei Padri della Chiesa, nella Sacra Scrittura e nella liturgia. Il piccolo ma denso volume riproposto dalle Edizioni Fiducia costituisce una sintesi esemplare del pensiero del «patriarca dei mariologi spagnoli», il quale dimostra che la Mediazione universale di Maria non sia un’aggiunta accessoria alla fede cattolica, ma una conseguenza necessaria della sua maternità divina. Maria è Mediatrice perché è Madre di Dio, del Redentore e, in Lui, di tutta l’umanità redenta. La cooperazione della Vergine all’opera della redenzione umana e, di conseguenza, la sua mediazione universale comprende tre momenti principali: l’Incarnazione, la Passione del Calvario, la gloria nel cielo. Si tratta di tre fasi che integrano una sola cooperazione, la quale forma, per così dire, nel pensiero di Dio un blocco unico o un’indivisibile unità. Questa, dunque, la tesi di fondo di padre Bover: «Maria cooperò efficacemente e liberamente all’opera della redenzione umana; questa cooperazione nell’economia della grazia contiene in sé la mediazione universale: quindi Maria è Mediatrice universale».
“Le glorie di Maria. Tra XIX e XX secolo”: convegno a Roma sulla Madre di Dio e sul grande Papa che proclamò il dogma della Sua Assunzione in cielo
In occasione del 75° Anniversario della proclamazione da parte di Pio XII del dogma dell’Assunzione di Maria al cielo (1950), nonché nel 100° Anniversario dell’apparizione della Vergine alla Venerabile suor Lucia di Fatima a Pontevedra, in Spagna (1925), il “Comitato Papa Pacelli-Associazione Pio XII” e la Fondazione Lepanto hanno organizzato martedì 9 dicembre a Roma, alle ore 17:30 (Sala Conferenze dell’Istituto di Maria SS. Bambina, via Paolo VI, 21), il convegno dal titolo: “Le glorie di Maria. Tra XIX e XX secolo”.
Presieduto dal card. Dominique Mamberti, Cardinale Protodiacono e Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, l’importante iniziativa di studi storici e mariologici vedrà come relatori mons. Edoardo Cerrato (San John Henry Newman, Dottore della Chiesa e la Beata Vergine Maria), il prof. Roberto de Mattei (Pontevedra 10 dicembre 1925: il messaggio della Vergine a Suor Lucia), l’Avv. Emilio Artiglieri, presidente del “Comitato Papa Pacelli-Associazione Pio XII” (Perché il dogma dell’Assunzione?) e Fr. Mario Paolo Maria Padovano O.P. (La Madonna e la nostra vita interiore).
Nell’occasione sarà presentato, alla presenza del curatore dell’ultima edizione italiana (Prefazione di p. Serafino Tognetti, Ed. Fede e Cultura, Verona 2023, pp. 408) Alessandro Gaudino, il libro del teologo domenicano francese Réginald Marie Garrigou-Lagrange (1877-1964), La Madre del Salvatore e la nostra vita interiore (La Mére du Sauveur et notre vie intérieure). In tale volume, pubblicato originariamente in Francia nel 1948 (in prima edizione italiana nel 1954 per le Edizioni Libreria Fiorentina), sono presentati, fra i vari temi, quelli del fondamento teologico e biblico della “mediazione universale di Maria durante la sua vita terrena” e delle “sofferenze di Maria corredentrice” (Parte II – Capitolo secondo).
L’Autore dimostra come la Vergine Maria, subordinatamente al Figlio di Dio, esercita una regalità universale in qualità di madre del Redentore e, in Lui, madre di tutti gli uomini. Il libro spiega quindi le ragioni dell’eminente venerazione che ogni cristiano deve alla Madre Celeste mediante l’esposizione delle grandi dottrine della mariologia nel loro rapporto con la vita interiore: la predestinazione della Vergine Maria alla maternità divina, il tocco unico che la grazia opera in lei, fino allo sviluppo teologico del suo ruolo di corredentrice e mediatrice di tutte le grazie. La sottomissione di Maria alla volontà di Dio è infatti una fonte inesauribile di virtù quali la fede, la speranza e l’umiltà.
Padre Réginald Marie Garrigou-Lagrange è considerato uno dei principali neotomisti del XX secolo. Ha insegnato a Roma presso la Pontificia Università Domenicana di San Tommaso d’Aquino, l’Angelicum, dal 1909 al 1960. Qui scrisse la sua opera magnum, Le tre età della vita interiore (Les Trois Ages de la Vie Interieure) nel 1938.
Per ulteriori informazioni sul convegno ecco i recapiti del sodalizio promotore: via Luigi Settembrini 30/4, 00195 Roma – comitatopapapacelli@gmail.com.




























