“Maria Mediatrice”: ripubblicato il libro del teologo José María Bover accessibile anche al lettore non specialista
Il titolo mariano di Maria Mediatrice accompagna la storia della Chiesa da secoli e affonda le sue radici nella riflessione dei Padri, dei dottori e dei santi. Nel corso dell’età moderna e contemporanea, tale titolo ha ricevuto autorevoli conferme dal Magistero pontificio, da Pio IX a Pio XI, fino all’istituzione, da parte di Benedetto XV, della festa liturgica della Beata Vergine Maria Mediatrice di tutte le Grazie (31 maggio).
Sebbene il Concilio Vaticano II non si sia espresso esplicitamente su questa verità, pur richiesta da circa cinquecento Vescovi, nel capitolo VIII della Costituzione dogmatica Lumen gentium (21 novembre 1964), dedicato alla Beata Maria Vergine Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa, fra i titoli con i quali Maria è invocata si richiama anche quello di «Mediatrice [il maiuscolo è nel testo originario]», precisando come tale attributo sia da intendersi «in modo che nulla sia detratto o aggiunto alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico Mediatore» (n. 62).
Nello stesso periodo in cui Leone XIV sta conducendo nelle Udienze generali del mercoledì delle importanti catechesi per spiegare e interpretare nel solco della Tradizione i documenti conciliari, merita di essere segnalata la ripubblicazione di un breve ma significativo saggio del gesuita spagnolo José María Bover Oliver (1877-1954), intitolato appunto Maria Mediatrice (Edizioni Fiducia, Roma 2025, pp. 123, € 12). Tra i teologi che nel XX secolo hanno sostenuto con maggiore profondità il titolo di Maria Mediatrice, infatti, figura questo autorevole mariologo, cofondatore nel 1940 sia dell’Asociación para el fomento de los estudios bíblicos en España (AFEBE) sia della Sociedad Mariológica Española.
Nelle pagine del libro, arricchite da una Prefazione dello storico Roberto de Mattei (pp. 5-8), padre Bover dimostra come la Mediazione universale di Maria sia conseguenza necessaria della sua dignità e del suo ufficio di Madre di Dio, del Redentore e dell’intera Famiglia del Padre Celeste.
Dopo essersi formato alla Pontificia Università Gregoriana, il gesuita ha insegnato Sacra Scrittura per oltre quarant’anni – dal 1912 al 1953 – nella Facoltà teologica del Collegio Máximo di Barcellona e, anche per questo, Pio XII lo nomina nel 1941 membro della Commissione scientifica incaricata di preparare la definizione dogmatica dell’Assunzione della Vergine Maria oltre che consultore della Pontificia Commissione Biblica.
Dopo una vita religiosa esemplare, padre Bover muore santamente a Sant Cugat del Vallès, in Catalogna, lasciando una corposa mole di studi e meditazioni sulla Mediazione e sulla Corredenzione di Maria, approfonditi nello studio dei Padri della Chiesa, nella Sacra Scrittura e nella liturgia. Il piccolo ma denso volume riproposto dalle Edizioni Fiducia costituisce una sintesi esemplare del pensiero del «patriarca dei mariologi spagnoli», il quale dimostra che la Mediazione universale di Maria non sia un’aggiunta accessoria alla fede cattolica, ma una conseguenza necessaria della sua maternità divina. Maria è Mediatrice perché è Madre di Dio, del Redentore e, in Lui, di tutta l’umanità redenta. La cooperazione della Vergine all’opera della redenzione umana e, di conseguenza, la sua mediazione universale comprende tre momenti principali: l’Incarnazione, la Passione del Calvario, la gloria nel cielo. Si tratta di tre fasi che integrano una sola cooperazione, la quale forma, per così dire, nel pensiero di Dio un blocco unico o un’indivisibile unità. Questa, dunque, la tesi di fondo di padre Bover: «Maria cooperò efficacemente e liberamente all’opera della redenzione umana; questa cooperazione nell’economia della grazia contiene in sé la mediazione universale: quindi Maria è Mediatrice universale».





























