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Padre Gabriele Amorth a cento anni dalla nascita: cosa resta del suo insegnamento
Cento anni fa nasceva a Modena padre Gabriele Amorth (1925-2016), il famoso esorcista appartenente alla Società San Paolo fondata dal Beato Giacomo Alberione che, per tanti anni, ha combattuto al servizio della Chiesa contro le forze del Male lanciando un chiaro messaggio di denuncia degli effetti malvagi della «modernità posseduta dal Maligno».
Il fenomeno delle possessioni diaboliche, infatti, come ci ha ripetuto tante volte il religioso, non riguarda solo i singoli, ma anche le società e i popoli. I piani terroristici dell’islamismo o di altra natura e le barbare uccisioni compiute di vittime innocenti così come la “cultura della morte” promossa dalle élite dell’Occidente postcristiano sono con tutta evidenza ispirate in ultima analisi da Satana. Ma sono diabolici anche gli abusi sessuali sui minori, la tolleranza o legalizzazione delle droghe, lo sfruttamento della prostituzione, la riduzione in schiavitù di tanti poveri costretti a lavorare per paghe miserabili, i giochi finanziari dei potenti senza scrupoli etc.
Padre Amorth ci manca molto perché non le mandava a dire, sia a potenti sia ad ecclesiastici mondani, sulle esigenze e responsabilità della lotta contro il demonio. Nel suo ultimo libro, pubblicato postumo, ha scritto tra l’altro: «Il demonio ha una forza immensa. Anche se oggi si cerca di cancellare perfino il ricordo di questo potere. Papa Francesco, invece, ha cominciato fin dai primi discorsi a parlare anche del demonio: e pure Gesù ha iniziato la sua missione pubblica lottando contro il Maligno. L’ha annientato, l’ha superato» [Gabriele Amorth, Il diavolo, oggi. Le ultime parole di un esorcista, Piemme, Casale Monferrato 2017].
Non a caso l’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), che il religioso paolino ha fondato nel 1994 assieme all’esorcista francese p. René Chenesseau (1924-2010), nel messaggio di cordoglio per la morte del Santo Padre, ne ha voluto ricordare in particolare il «coraggio e amore verso i più poveri, gli emarginati e, in particolare, i tribolati ad opera del maligno» (AIE, Messaggio di cordoglio per la morte di Papa Francesco, 21 aprile 2025, www.aieinternational.it). Proprio all’inizio del pontificato di Bergoglio, in effetti, l’AIE è stata finalmente riconosciuta dalla Chiesa, sia pure come ‘associazione privata di fedeli’ (2014).
Oltre alla necessità di evitare qualsiasi tipo di compromissione con il mondo dell’occulto, padre Amorth ha sempre trasmesso ai fedeli e alle persone che incontrava che il Male e il diavolo esistano realmente ma, soprattutto, esiste il Bene, ovvero l’immenso amore di Dio per gli uomini. Nel suo “testamento spirituale” ci ha lasciato in merito il chiaro messaggio: «se esiste un modo per distogliere il diavolo da noi, esso consiste nel lasciarci attrarre dalla bontà e dalla bellezza che promanano dal bene e dal nostro Dio e Padre» (Dio più bello del diavolo. Testamento spirituale, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2015).
Allo stesso tempo quella prestata da padre Amorth e dell’AIE è stata una costante opera di servizio alla Chiesa nella lotta contro il demonio ed i fenomeni malefici di cui rimangono tanto più vittime sia credenti sia non credenti in una società scristianizzata come la nostra. In un’intervista del 2001 alla rivista 30Giorni, ad esempio, si lamentava del fatto che molti, anche nel clero, non credano «più nel demonio e negli esorcismi, e nemmeno nel potere che Gesù ha concesso di scacciare i demoni». E questo era tanto più grave in un’epoca nella quale era ed è crescente l’attrazione per la magia, l’occulto, il satanismo: «Lo spaventoso calo della fede in tutta l’Europa cattolica fa sì che la gente si getti tra le mani di maghi e cartomanti, mentre prosperano le sette sataniche», non si stancava di denunciare.
Padre Amorth entrò giovanissimo nella Società San Paolo e venne consacrato sacerdote a Roma nel 1951. Fu formatore di religiosi paolini, insegnante, animatore spirituale, scrittore, giornalista. Nel 1985 il cardinale Ugo Poletti (1914-1997) lo nominò esorcista della diocesi di Roma, ruolo che lo rese celebre e a cui ha dedicato con serietà e impegno gli ultimi trent’anni della sua vita.
Nel momento della morte l’allora Superiore generale della Società San Paolo don Valdir José De Castro, assieme al superiore provinciale dell’Italia don Eustacchio Imperato, ne hanno attestato non solo il meritorio servizio alla Chiesa ma anche «l’intenso ministero paolino»con il quale padre Amorth «ha testimoniato tutto il suo amore a Gesù Maestro e a sua Madre Maria, Regina degli Apostoli» (L’Osservatore Romano, 18 settembre 2016, p. 6).
Padre Amorth ha lavorato come esorcista nella diocesi di Roma dal 1986 fino alla morte, avvenuta nell’Urbe il 16 settembre 2016. Inizialmente assistette il passionista Candido Amantini (1914-1992), che aveva ricoperto l’incarico per trentasei anni, prima di prenderne il posto. In questo periodo p. Amorth “ha salvato” migliaia di anime “in perdizione” (60.000 secondo le sue stesse affermazioni). I suoi libri continuano ad essere letti, tradotti e rieditati anche all’estero (si veda l’ultima ristampa Lutter contre les forces du mal pubblicata dalla casa editrice francese Presses du Châtelet, Parigi 2024, pp. 276). Il best-seller mondiale Un esorcista racconta (Presentazione di p. Candido Amantini, Edizioni Dehoniane, Bologna 1990, pp. 232), tradotto in 23 lingue, è giunto quest’anno alla 21° ristampa in Italia.
Dell’insegnamento del grande religioso paolino resta oggi il monito contro le pratiche occultistiche che, oltre a provocare danni psichici alla persona, come ansia, stress e apprensione, rischiano non di rado di provocare gravi rischi di natura spirituale a causa dell’intervento diretto del demonio. Denunciando l’inadeguata formazione sulla materia dello spiritismo da parte di molti sacerdoti e talvolta anche vescovi, la missione di padre Amorth servirebbe ancora nel nostro Paese a causa del progressivo venir meno del ruolo delle agenzie educative, pubbliche e private. Un esempio di tale situazione?
L’irresponsabilità recentemente manifestata dai vertici politici di alcune Amministrazioni locali che, nelle manifestazioni di socializzazione finanziate per la cittadinanza, «promuovono sempre più iniziative legate al tema della stregoneria e dell’occulto, considerandole un’attrazione che garantisce introiti ai Comuni e benefici al cosiddetto settore secondario» (Benevento e la Festa delle Streghe, Il Mattino, 29 marzo 2025).
L’ha denunciato da ultimo (non ripresa da quasi nessuno dei grandi media e, cosa ancor più grave, dalle testate cattoliche) l’Associazione internazionale degli esorcisti, stigmatizzando in particolare l’evento che si è svolto lo scorso mese a Benevento, dove il cui sindaco è Clemente Mastella, con una lunga carriera politica iniziata con la Democrazia Cristiana. Ebbene, proprio l’amministrazione da lui guidata – ha sottolineato l’AIE -ha promosso nei giorni coincidenti con l’equinozio di primavera (21-23 marzo), l’evento denominato “Janara – Le streghe di Benevento“, aperto da una conferenza con tutti i sindaci delle “città delle streghe” (Rifreddo, Triora, Castel del Monte, Uggiano, compresa la città di Salem, in Massachusetts).
«Pensare di intrattenere la popolazione, compresi i bambini e gli adolescenti, con temi appartenenti al mondo del male, del maleficio, dell’orribile e del macabro, come la stregoneria, denota un gravissimo malessere interiore e un’assenza di coscienza civile – ha affermato in un comunicato l’Associazione oggi presieduta da mons. Karel Orlita, esorcista della diocesi di Brno, Repubblica Ceca -, soprattutto in coloro che occupano ruoli politici o istituzionali e che promuovono con enfasi tali insensate iniziative. Favorire il mondo delle tenebre anziché quello della luce non può che portare prima o poi inevitabilmente a conseguenze tragiche».
Farsi felici nella divina volontà
Tutti noi vogliamo essere felici, stare in salute; desideriamo un mondo senza guerre, vivere più a lungo. Non siamo mai pronti per la morte. Non troviamo mai la nostra strada, ci manca sempre qualcosa. I più “fortunati” trovano la via, ma anche in questo caso sono tante e tante le tribolazioni.
Dio nel Siracide 2,1-3 dice: ‘Figlio se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni’.
Siamo nel tempo della prova, lo vediamo intorno a noi: cambiamenti climatici, malattie, guerre, famiglie che si separano, aberrazioni di ogni tipo. Fratel Biagio, profeta dei nostri tempi, ci diceva che eravamo in piena Apocalisse (il significato etimologico di Apocalisse è “rivelazione”, che esprime bene l’azione di chi rimuove il velo per mostrare ciò che era nascosto): essa è il grande annuncio della Salvezza operata da Cristo, dell’intervento definitivo di Dio nella storia umana.
Il nostro compito è perciò quello di invocare con forza il Regno di Dio, con l’attuazione del Padre Nostro ‘Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra’ e con il versetto del Vangelo di Matteo 6,31-33: ‘Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste, infatti, sa di che cosa avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta’.
Fra Pio Maria Ciampi, esorcista della diocesi di Isernia-Venafro e responsabile della comunità ‘Fiat Totus Tuus!’, ci dice che non vi è carità più grande che affrettare il Regno di Dio; quindi, abbiamo il compito di resistere innestati in Gesù (Gv 15,5 ‘Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla’) con la speranza certa dell’Avvento del Regno di Dio anche sulla terra.
Il nostro caro Papa Francesco in questo mondo in subbuglio si affida solo a Dio con una bellissima preghiera giubilare: ‘…nell’attesa fiduciosa dei cieli nuovi e della terra nuova, quando vinte le potenze del Male, si manifesterà per sempre la Tua gloria’.
Il 10 agosto del 2024, è avvenuto un fatto importante: è stato rilasciato il nulla osta alla causa di beatificazione della Serva di Dio Luisa Piccarreta, la donna che è stata scelta da Gesù per farci conoscere la ‘Santità delle santità’ cioè il vivere nel Divin Volere. Luisa nacque a Corato, in terra pugliese, il 23 aprile del 1865 e morì il 4 marzo 1947. Crebbe in una numerosa e buona famiglia. Fin da piccola manifestò una particolare devozione a Gesù, e sempre durante la tenera età sognava il demonio. Come risposta alle sue minacce, la bambina si concentrava nella preghiera.
Già a 12 anni iniziò a sentire la voce di Gesù, e ventiduenne si offrì vittima perpetua. Questa donna, terziaria domenicana, ha così vissuto, per volere di Gesù, 62 anni in un letto (senza avere mai piaghe di decubito) vivendo solo con l’Eucarestia e vergando 36 volumi ai quali Gesù stesso, come spiegò Luisa, diede il titolo: ‘Il Regno della mia Divina Volontà in mezzo alle creature – LIBRO di CIELO – il richiamo della creatura nell’ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio’.
Già queste poche parole del titolo ci fanno capire che troveremo subito la nostra felicità stando nel posto pensato da Dio per noi dall’eternità. In questi volumi Luisa ha trascritto, solo per obbedienza a più confessori, i dialoghi e le verità che Gesù stesso le ha rivelato affinché potessero essere divulgati a tutti.
Queste le parole di Gesù: ‘(…) questi scritti saranno per la mia Chiesa come un nuovo sole che sorgerà in mezzo di essa, e che gli uomini, attratti dalla sua Luce sfolgorante, si applicheranno per trasformarsi in questa Luce e uscire spiritualizzati e divinizzati, per cui rinnovandosi la Chiesa, trasformeranno la faccia della terra’. (Volume 16 – Libro di Cielo – 10 febbraio 1924).
Padre Sergio Pellegrini, assistente ecclesiastico dell’Associazione ‘Luisa Picarreta – Piccoli Figli della Divina Volontà’ e vicario generale della Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, nel suo testo ‘Santi nel Divin Volere’ tiene a precisare: ‘Inequivocabilmente in questi testi Gesù dichiara di compiere in Luisa qualcosa di nuovo che prima non c’era mai stato. È Gesù che, nella testimonianza della mistica pugliese, lo dichiara: “Questo è un dono che voglio fare in questi tempi così tristi: che non solo facciano la mia Volontà ma che la posseggano’ (Volume 17 – Libro di Cielo- 18 settembre 1924).
Ma che vuol dire vivere nella Divina Volontà? Gesù stesso, spiega a Luisa questo ‘Vivere’ così: ‘Figlia diletta mia, (…) voglio te, tutta unita e stretta con Me; e questo non ti credere che lo devi fare quando soffri o preghi solo, ma sempre, sempre: se ti muovi, se respiri, se lavori, se mangi, se dormi, tutto, tutto come se lo facessi nella mia Umanità ed uscisse da Me il tuo operato, in modo che non dovresti essere tu altro che la scorza, e rotta la scorza della tua opera si dovrebbe trovare il frutto dell’opera divina; e questo devi farlo a bene di tutta quanta è l’umanità, in modo che la mia Umanità si deve trovare come vivente in mezzo alle genti’.(Volume 7 – Libro di Cielo – 28 novembre 1906)
E quali sono i mezzi per vivere nella Divina Volontà? Dice Gesù: ‘Figlia mia, i mezzi principali per far regnare sulla terra il mio Fiat Divino sono le conoscenze di Esso. Le conoscenze formeranno le vie, disporranno la terra per essere Regno suo, formeranno le città, faranno da telegrafi, da telefono, da poste, da trombettieri, per comunicare tra città e città, tra creature e creature, tra nazioni e nazioni, le notizie, le conoscenze importanti sulla mia Divina Volontà; e le conoscenze di Essa getteranno nei cuori la speranza, il desiderio di ricevere un tanto bene. Da qui non si può sfuggire: un bene non si può volere né ricevere se non si conosce’. (Volume 26 – Libro di Cielo – 7 agosto 1929).
Personalmente posso testimoniare che per me tutto è cominciato con la lettura del libro ‘Le 24 Ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo’ (sempre vergato da Luisa Piccarreta) in cui Gesù promette vari doni, tra cui di sanare le ferite spirituali. Ho sperimentato questa guarigione: in un momento di preghiera con i ‘Piccoli figli di Palermo’ (dopo vari mesi di letture del libro scritto dalla Serva di Dio) mi è tornato alla mente il ricordo di quando ero piccolo e mio padre mi picchiava duramente.
Non ho provato solo dolore, ma per la prima volta ho sentito anche tanta gioia, perché ho avvertito accanto a me Gesù, ed ho capito che questo vissuto avrei potuto donarlo soprattutto ai giovani che vivono situazioni difficili in famiglia. In questo libro Gesù ci svela infatti come operava la Sua Divinità durante tutta la passione, cosa mai rivelata prima; ci racconta come nel Getsemani ha patito per ognuno di noi, in maniera Divina, con dolori molto più grandi di quelli patiti nel Calvario e sulla Croce.
Concludendo, consiglio di leggere anche il testo ‘La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà’ (sempre scritto da Luisa Picarreta). Esso un testo che raccoglie una serie di ‘lezioni di cielo’ che ‘formeranno la vostra fortuna spirituale e la vostra felicità anche terrena’, secondo le stesse parole della Madonna, rivelate a Luisa e riportate nel libro in questione: ‘leggendolo imparerai a vivere di cielo e non più di terra…e non sarai più sola poiché la tua Mamma…con ogni sua cura materna prenderà l’impegno di farti felice’.
La Madonna in questi tempi è la deputata a parlare in tante apparizioni, Lei, Madre della Chiesa, ‘…assunta in cielo non ha deposto questa missione di salvezza, ma…continua ad ottenerci i doni della salvezza eterna’ (CCC 969). La Madonna rivela a Luisa: ‘Sappi che io percorrerò tutto il mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione, presso tutti i popoli e, se occorrerà, girerò per secoli interi, sino a quando non avrò formato come Regina il mio popolo e, come madre, i figli miei, i quali CONOSCANO E FACCIANO REGNARE ovunque la DIVINA VOLONTÀ’.
È lei, la nostra Mamma Celeste che fa crescere Gesù in noi, per vivere sempre di più ‘fusi’ nel mare immenso del Divin Volere. Ogni verità che capiremo e metteremo in pratica sarà Spirito Santo che prenderà il posto dei vizi, delle passioni, del nostro io egoista. San Paolo in Rm 7,18-19: ‘Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio’.
La nostra lotta per entrare nel Regno di Dio è quella di combattere contro noi stessi e contro gli spiriti del male. Gesù dice: ‘Se Il mio Volere potesse regnare sulla terra, il nemico, lui stesso, si rintanerebbe nei più cupi abissi’. (Volume 17 – Libro di Cielo- 22 settembre 1924). Facciamo dunque scappare Satana a gambe levate e riprendiamo possesso della terra per tornare ‘fusi’ in Dio come eravamo in principio, nella creazione, simili ai nostri progenitori Adamo ed Eva prima del peccato originale.
(Tratto da Associazione Internazionale Esorcisti)
La Chiesa siciliana chiarisce sugli esorcismi
Poche ore prima della nota del dicastero della Dottrina della fede sul discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali dalla conferenza episcopale siciliana è giunto un decreto che fa chiarezza su esorcismi e preghiere di guarigione e di liberazione, chiarendo alcune indicazioni destinate a sacerdoti e laici, dopo un’analisi di quanto avviene nelle diocesi siciliane, con il continuo aumento di fedeli che si recano da sacerdoti, e a volte anche da laici, per chiedere di essere liberati da presunte azioni straordinarie del demonio:
“La forza salvifica di Gesù esprime la massima potenza nei sacramenti; da essi derivano i sacramentali, ‘segni sacri per mezzo dei quali … sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali … I sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa’.
Tra i sacramentali si annovera l’esorcismo, ‘quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del maligno e sottratto al suo dominio’. L’influsso del demonio è bloccato coltivando una sana vita spirituale, con l’assidua frequenza ai sacramenti, la preghiera fervorosa e incessante, l’ascolto docile della Parola di Dio. In alcuni casi particolari la Chiesa è chiamata a liberare gli oppressi mediante le preghiere di liberazione e anche la pratica dell’esorcismo”.
E’ un invito al discernimento, che in queste occasioni può essere compiuto anche con la collaborazione di medici: “Bisogna attentamente discernere se si tratti di una reale presenza diabolica oppure di un disturbo fisico o di una malattia psichica. In questi ultimi casi la preghiera di esorcismo è da evitare perché arrecherebbe ulteriori danni alla salute dei fedeli. A tal fine è sempre bene ricercare la collaborazione di medici e specialisti capaci di affiancare il sacerdote in un sano ed equilibrato discernimento”.
Il documento è stato emanato per il motivo di una situazione di dubbie possessioni in aumento: “E’ in continuo aumento il numero di fedeli che si recano da sacerdoti, e a volte anche da laici, per chiedere di essere liberati da presunte possessioni e/o infestazioni diaboliche causate, a loro dire, da malefici e fatture”.
Però di fronte a tali situazioni ci sono sacerdoti che intervengono non proprio in modo corretto: “A questa crescente richiesta tentano di rispondere dei sacerdoti, animati da slancio pastorale nel recare conforto e aiuto alle persone bisognose. Essi le accolgono, ascoltano e benedicono. Alcuni sacerdoti, tuttavia, non agiscono in maniera uniforme e coordinata, intervenendo in vari modi con la celebrazione di Sante Messe, recitando preghiere di liberazione e di guarigione e, in qualche caso, praticando preghiere di esorcismo”.
Inoltre il documento invita a non ‘spettacolarizzare’ l’evento: “Talvolta le preghiere di liberazione sono recitate nelle chiese davanti all’Eucarestia solennemente esposta, in adunanze pubbliche, con il rischio di alta spettacolarizzazione e con il pericolo di grave disorientamento dei presenti. Durante queste celebrazioni qualche sacerdote passa persino tra i fedeli benedicendoli uno per uno con il Santissimo Sacramento, verificandosi spesso urla, parolacce, bestemmie e cose del genere che turbano non poco i fedeli presenti e specialmente i bambini e i più deboli. Altre volte tali preghiere avvengono in case private guidate da laici, qualche volta anche assistiti da sacerdoti”.
Per questo la Conferenza episcopale siciliana ha emanato 18 punti per fare chiarezza sull’insegnamento della Chiesa riguardante gli esorcismi con un particolare ammonimento a laici e religiosi su tale esercizio: “I laici e i religiosi senza ordini sacri in nessun modo e in nessun caso possono pronunciarsi su eventuali possessioni, vessazioni, ossessioni o infestazioni diaboliche, senza aver ricevuto esplicito permesso per iscritto da parte del Vescovo diocesano, cui spetta in modo esclusivo il discernimento sull’esistenza e l’autenticità di eventuali carismi.
A nessuno, fosse pure esorcista nominato dal Vescovo diocesano con peculiare ed espressa licenza, è lecito in maniera assoluta dire a qualcuno di aver ricevuto un maleficio e soprattutto di indicare la persona che lo avrebbe fatto, perché ciò può scatenare nelle persone sentimenti di odio”.
La preghiera di ‘liberazione’ dal ‘maligno’ deve essere compiuta sempre da un sacerdote: “Ogni fedele può elevare a Dio preghiere non liturgiche per ottenere la guarigione. Quando tuttavia queste si svolgono in chiesa o in altro luogo sacro, è conveniente che esse siano guidate da un ministro ordinato. Le preghiere di liberazione comunitarie dovranno essere fatte sotto la guida di un sacerdote, utilizzando a questo scopo l’Appendice I del Rito degli esorcismi, con esclusione delle formule esorcistiche ivi contenute.
Mai è lecito ai laici e ai religiosi senza ordini sacri organizzare e guidare celebrazioni di preghiere di guarigione liturgiche contenute nel Benedizionale, neanche alla presenza di ministri ordinati. Si fa divieto ai presbiteri nell’intero territorio della Sicilia di organizzare celebrazioni comunitarie di preghiere di guarigione liturgiche senza l’esplicito permesso scritto da parte del rispettivo Vescovo diocesano”.
Eppoi tale esercizio è consentito solamente a chi è stato espressamente autorizzato: “E’ vietato ai laici, come pure ai sacerdoti non muniti della debita licenza, pronunciare sia preghiere di esorcismo solenne sia qualsiasi altra preghiera che abbia il carattere imperativo allo spirito maligno.
Ai sacerdoti non autorizzati dal Vescovo di eseguire esorcismi e ai laici non è lecito utilizzare la formula dell’esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli, estratta da quella pubblicata per ordine del sommo Pontefice Leone XIII, e in particolare il testo integrale di questo esorcismo, dal momento che può essere utilizzata solamente da tutti coloro che a norma del diritto sono ministri dell’esorcismo solenne”.
Inoltre ogni esorcismo non deve essere retribuito: “E’ necessario che le preghiere di guarigione e di liberazione, come pure l’azione pastorale dell’esorcismo siano svincolate da ogni forma di legame con offerte in denaro, in modo che emerga con assoluta chiarezza la gratuità dei doni del Signore. Soprattutto in questi momenti di disagio e di sofferenza, nessun fedele deve avere ostacoli per accedere ai benefici della grazia, né tanto meno sentirsi in dovere di corrispondere un ‘compenso’ per l’accoglienza ricevuta… E’ vietato passare tra i fedeli benedicendoli uno per uno con il Santissimo Sacramento per qualsiasi motivo. Non sono ammessi esorcismi solenni o preghiere di guarigione e di liberazione che abbiano come oggetto la liberazione dell’albero genealogico”.
Libera nos: un film per comprendere bene l’esorcismo
Un lavoro lungo 10 anni per mostrare la verità sul rito dell’esorcismo: è questa la storia alle spalle del film ‘Libera nos – Il trionfo sul male’, distribuito dalla casa di produzione ‘Sine Sole Cinema’, sotto la regia dei coniugi Giovanni Ziberna e Valeria Baldan, formatisi alla ‘scuola’ di Ermanno Olmi, autori di un film su Veronica Giuliani, ‘Il risveglio di un gigante’.



























