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Indagine Caritas: aumentano i poveri per il coronavirus
P. Moschetti racconta il coronavirus a Castel Volturno
L’emergenza sanitaria per la pandemia di Coronavirus rende particolarmente difficile la vita nella comunità di immigrati di Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove le persone contagiate finora sono 6 e una è deceduta. Le condizioni già precarie per gli oltre 10.000 africani, su una popolazione totale di 26.000, sono aggravate dalla quarantena e dalla povertà, come ha raccontato p. Daniele Moschetti, missionario comboniano:
Lorenzo Cerquetella racconta la situazione della diocesi di Macerata
Nella visita pastorale delle vicarie della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, immediatamente sospesa a causa del coronavirus, mons. Nazareno Marconi aveva chiesto di ‘mettere a fuoco’ il significato della parola ‘sinodo’:
“In definitiva la sua funzione fondamentale si può riassumere accostandola alla pia pratica dell’esame di coscienza. E’ un esame della coscienza ecclesiale dettato dal Vescovo ad un comunità locale, parrocchia o unità pastorale, che potrebbe partire dall’esortazione di Ireneo da Lione (+ 202): ‘Cristiano, diventa ciò che sei’, da rileggere in maniera comunitaria ‘Parrocchia, unità Pastorale, Chiesa locale, diventa ciò che sei’.
Il primo passo è perciò una rinnovata presa di coscienza di ciò che siamo come Chiesa. Della nostra coscienza ecclesiale che deve crescere. Infatti siamo spesso delle comunità affettive, dei gruppi di amici, delle specie di pro-loco con sensibilità religiosa più spiccata, delle onlus più o meno organizzate, ma quanto manca ancora ad una vera e piena coscienza ecclesiale? Il percorso biblico che abbiamo fatto credo ci aiuti a mettere a fuoco alcuni elementi”.
Però poi è arrivato anche nella regione il coronavirus e dall’inizio dell’epidemia sono morte 599 persone, di cui 398 maschi e 201 femmine e nel 95,6% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e l’età media è di 80 anni. La situazione è difficile soprattutto nelle case di riposo, come è successo a Cingoli.
Per comprendere meglio la situazione nella diocesi di Macerata abbiamo contattato il diacono Lorenzo Cerquetella, direttore della Caritas diocesana: “Anche il territorio della nostra Diocesi sta vivendo il dramma e il dolore per la perdita di tanti amici e conoscenti, anche nostri collaboratori e cristiani impegnati. La situazione della Casa di riposo di Cingoli è stata portata dai media a livello nazionale. Ma abbiamo perdite a Macerata, Treia, Tolentino…”.
In tale situazione in quale modo la diocesi è vicina alla gente?
“La diocesi è vicina alle persone in tanti modi: il Vescovo ha scritto una preghiera di affidamento alla Madonna della Salute e a p. Matteo Ricci, apostolo della Cina, che viene recitata ogni giorno. EmmetV, il canale della diocesi, trasmette ogni giorno la messa che il vescovo celebra ogni giorno dall’episcopio come pure tante parrocchie si sono organizzate per trasmettere momenti di preghiera e di riflessione. I sacerdoti stanno vicino, come possono, a chi è nel dolore. E’ stato molto apprezzato il gesto del vescovo che si è recato in pellegrinaggio al cimitero di Macerata a benedire tutti i defunti.
La Caritas diocesana è impegnata su più fronti: preparazione e consegna pacchi alimentari a chi è in difficoltà, mediante l’Emporio della solidarietà. Costante contatto con tutti i comuni per coordinare insieme gli interventi da fare a favore dei più deboli utilizzando i fondi straordinari messici a disposizione di Caritas Italiana”.
In questo tempo quaresimale come prepararsi a vivere la Pasqua?
“Prepararsi a vivere la Pasqua nel modo tradizionale è impossibile, tuttavia stiamo assistendo ad un rinnovato interesse delle persone verso il sacro e le iniziative della Chiesa. La diocesi sta predisponendo un ausilio per mettere i nostri cristiani in condizione di vivere e celebrare i riti della Settimana Santa pur rimanendo a casa”.
Lo scorso anno mons. Marconi ha scritto una lettera sulla speranza, ‘Celebrare la speranza’, a proposito di un territorio colpito dal sisma: “Si tratta di ricentrare correttamente la nostra azione pastorale su ciò che è davvero fondamentale per la crescita dalla fede del popolo di Dio, in modo particolare di quello che vive nelle nostre parrocchie e che incontriamo nelle nostre chiese, ferite, ma non distrutte dal terremoto, oppure nelle soluzioni di fortuna con cui stiamo cercando di testimoniare l’amore alla liturgia domenicale”. In questo periodo cosa significa celebrare la speranza?
“Celebrare la speranza in questo tempo è andare oltre ogni speranza rimanendo attaccati a Gesù che ci dice, come agli Apostoli impauriti per la tempesta, ‘Non temete IO sono con voi’.
Papa Francesco prega per chi è spaventato dalla pandemia e non reagisce
La settimana, che precede quella Santa, è aperta dalla Messa in streaming da Santa Marta, in cui papa Francesco ha pregato per chi è spaventato dal coronavirus e non è capace di reagire: “Preghiamo oggi per tanta gente che non riesce a reagire, rimane spaventata per questa pandemia, che il Signore li aiuti a alzarci a reagire per il bene di tutta la società e comunità”.
La diocesi di Milano istituisce il fondo per i disoccupati
Papa Francesco prega ed aiuta chi è in difficoltà economiche
Coronavirus: a Roma per aiutare i ‘senza fissa dimora’
Iniziando l’Angelus di domenica scorsa papa Francesco ha ringraziato i sacerdoti che non ‘abbandonano’ il popolo: “Vorrei ringraziare anche tutti i sacerdoti, la creatività dei sacerdoti… Sacerdoti che pensano mille modi di essere vicino al popolo, perché il popolo non si senta abbandonato; sacerdoti con lo zelo apostolico, che hanno capito bene che in tempi di pandemia non si deve fare il ‘don Abbondio’. Grazie tante a voi sacerdoti”.
Appello per i profughi siriani
Mosca accusa Ankara di aver schierato una divisione nella provincia di Idlib, rischiando l’escalation militare, come ha riferito il ministero della Difesa russo: “Nessuno in Occidente nota le azioni di Ankara, che ha dispiegato in violazione del diritto internazionale un gruppo offensivo grande quanto una divisione meccanizzata al fine di garantire con tutti i mezzi l’adempimento dell’accordo di Sochi”.
La Chiesa si mobilita per i terremotati in Albania
Mentre la terra continua a tremare nuovo aggiornamento sul bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito l’Albania nelle prime ore del mattino di mercoledì 25 novembre: il numero dei morti è salito a 41 e a 15 i dispersi ufficiali. I feriti sono circa 650, mentre non è precisato il numero dei dispersi.
Intanto papa Francesco, attraverso il dicastero vaticano per lo Sviluppo Umano Integrale, ha inviato un contributo di € 100.000 per aiutare la popolazione nella fase emergenziale: “Il Santo Padre vuole in tal modo esprimere la sua vicinanza spirituale e il suo paterno sostegno nei confronti delle persone e dei territori colpiti. La somma sarà impiegata nelle diocesi coinvolte dal sisma in opere di soccorso e assistenza, d’intesa con la Nunziatura Apostolica in Albania”.
Infatti nell’Udienza Generale di mercoledì 27 novembre, papa Francesco aveva invitato a pregare per le persone colpite dal terremoto: “Vorrei inviare un saluto e la mia vicinanza al caro popolo albanese, che ha sofferto tanto in questi giorni. L’Albania è stato il primo Paese dell’Europa che ho voluto visitare. Sono vicino alle vittime, prego per i morti, per i feriti, per le famiglie. Che il Signore benedica questo popolo a cui voglio tanto bene”.
Anche la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha destinato € 500.000, provenienti dai fondi dell’8xmille, alle vittime del devastante terremoto che il 26 novembre ha colpito l’Albania, con epicentro tra Shijak e Durazzo. Lo stanziamento avverrà tramite Caritas Italiana, che ne renderà conto al Servizio per gli Interventi Caritativi a favore del Terzo Mondo.
Nel frattempo i vescovi albanesi hanno rivolto un messaggio di condoglianze alle famiglie colpite dal sisma: “Alle loro famiglie esprimiamo le condoglianze sincere e la preghiera continua per i loro cari. Siamo vicini alle persone che da questa tragedia naturale sono rimaste ferite, sia nel fisico che nello spirito. Preghiamo per la speranza e per il recupero, perché usciremo più forti da questo dolore. Stiamo vicino e sosteniamo tutte le strutture di soccorso e ricerca impegnate per la salvezza delle persone”.
Ed hanno annunciato anche che “come Chiesa abbiamo attivato le nostre strutture caritative e di aiuto concreto per venire incontro alla popolazione maggiormente colpita dalla ondata distruttiva del sisma”.
All’agenzia Sir mons. Gjergj Meta, vescovo di Reshen e segretario della Conferenza episcopale albanese, ha spiegato l’aiuto offerto dalla Chiesa in questi momenti: “Come Chiesa locale e con la rete della Caritas ci stiamo attivando per andare in aiuto della popolazione, ciò è possibile anche attraverso i nostri partner internazionali fra cui Caritas Europa e altri organismi ecclesiali. Partecipiamo a questo momento così triste nella vita del nostro Paese.
La nostra preghiera e la nostra concreta vicinanza è per tutte le vittime e le loro famiglie. Esprimiamo dolore per le vite perse, cerchiamo di portare conforto e aiuto a tutti coloro che sono stati colpiti da questa disgrazia. Che Dio ci aiuti”.
Subito la Caritas albanese si è attivata con la propria rete delle Caritas diocesane e sta raccogliendo le prime informazioni dalle parrocchie e missioni per andare incontro alle esigenze delle persone colpite e ai numerosi sfollati che nel corso delle prossime ore non potranno rientrare nelle loro case. Sono stati segnalati danni anche a chiese ed edifici parrocchiali.
La Caritas italiana ha espresso vicinanza e solidarietà alla Caritas albanese con cui collabora dal 1993 per dare risposta ai tanti bisogni della popolazione locale, segnata da una povertà diffusa, un alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile e una forte emigrazione. Caritas Italiana resta in contatto costante con Caritas Albania ed è pronta a sostenerne gli sforzi per far fronte a questa nuova emergenza e venire incontro ai bisogni della popolazione.
E’ possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana (Via Aurelia 796 – 00165 Roma), utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario (causale Albania/Terremoto novembre 2019) tramite:
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119






























