Tag Archives: Battesimo
I catechisti corresponsabili della vita ecclesiale
Lunedì 13 dicembre è stato pubblicato il Rito di Istituzione dei Catechisti attraverso una lettera di presentazione del Rito in latino del Prefetto Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, mons. Arture Roche, in cui si ribadisce che quello del catechista è un ministero laicale e stabile:
Papa Francesco: la Chiesa è koinonia
Papa Francesco ha aperto stamane in Vaticano il momento di riflessione per l’inizio del Processo Sinodale ‘Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione’, che ha dato il via al Sinodo dei Vescovi, specificando che il Sinodo non è un ‘parlamento’. Infatti il protagonista del Sinodo deve essere lo Spirito Santo, se non ci sarà lo Spirito non ci sarà Sinodo:
Papa Francesco: il battesimo genera uguaglianza in Cristo
Al termine dell’Udienza generale nell’aula ‘Paolo VI’ papa Francesco ha ricordato la festa odierna: “In questo giorno in cui celebriamo la Natività della Vergine Maria, chiediamo alla nostra Madre di aiutarci a riscoprire la bellezza di essere figli di Dio e, superando differenze e conflitti, di aiutarci a vivere come fratelli”. Eppoi in lingua polacca ha ricordato due personalità polacchi, che tra pochi giorni saranno beatificate: “Esprimo la mia gioia per la prossima beatificazione del card. Stefano Wyszyński e madre Elisabetta Rosa Czacka. Che il testamento spirituale del Primate del Millennio: ‘Tutto affido a Maria’ e la confidenza della madre Elisabetta Rosa nella Croce di Cristo siano sempre la forza della vostra nazione”.
XXIII domenica: ‘Effatà, apriti !’ Gesù e il sordomuto
L’episodio è assai semplice e pregno di insegnamenti; riporta un miracolo operato da Gesù in favore di un sordomuto. Gesù si è incarnato per salvare l’uomo, tutti gli uomini. Dio è amore e non vuole imporre obblighi e pesi a nessuno; la legge divina non è un peso che mira a schiacciare l’uomo o a schiavizzarlo, ma è come l’argine di un fiume: l’acqua in esso scorre serena ed arriva al mare.
Il papa ha ricordato i martiri in Libia
I 21 martiri di Libia trucidati dai jihadisti di Daesh su una spiaggia non lontana da Sirte “morivano dicendo: ‘Signore Gesù!’, confessando il nome di Gesù” mentre venivano sgozzati: con queste parole papa Francesco ha fatto memoria dei 21 emigrati cristiani (20 egiziani copti ortodossi e un loro compagno di lavoro ghanese) decapitati dagli affiliati dello Stato Islamico nel febbraio del 2015.
Papa Francesco conferma la tradizione delle donne nei ministeri del lettorato e dell’accolitato
“Lo Spirito del Signore Gesù, sorgente perenne della vita e della missione della Chiesa, distribuisce ai membri del popolo di Dio i doni che permettono a ciascuno, in modo diverso, di contribuire all’edificazione della Chiesa e all’annuncio del Vangelo. Questi carismi, chiamati ministeri in quanto sono pubblicamente riconosciuti e istituiti dalla Chiesa, sono messi a disposizione della comunità e della sua missione in forma stabile”.
Papa Francesco: la salvezza è per tutti
“Rivolgo un affettuoso saluto al popolo degli Stati Uniti d’America, scosso dal recente assedio al Congresso. Prego per coloro che hanno perso la vita, cinque, l’hanno persa in quei drammatici momenti. Ribadisco che la violenza è autodistruttiva sempre. Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde. Esorto le Autorità dello Stato e l’intera popolazione a mantenere un alto senso di responsabilità, al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella società americana. La Vergine Immacolata, Patrona degli Stati Uniti d’America, aiuti a tenere viva la cultura dell’incontro, la cultura della cura, come via maestra per costruire insieme il bene comune; e lo faccia con tutti coloro che abitano in quella terra”.
Papa Francesco invita a pregare come Gesù
“Mi unisco al dolore delle famiglie dei giovani studenti barbaramente uccisi sabato scorso a Kumba, in Camerun. Provo grande sconcerto per un atto tanto crudele e insensato, che ha strappato alla vita i piccoli innocenti mentre seguivano le lezioni a scuola. Che Dio illumini i cuori, perché gesti simili non siano mai più ripetuti e perché le martoriate regioni del Nord-Ovest e Sud-Ovest del Paese possano finalmente ritrovare la pace! Auspico che le armi tacciano e che possa essere garantita la sicurezza di tutti e il diritto di ciascun giovane all’educazione e al futuro. Esprimo alle famiglie, alla città di Kumba e a tutto il Camerun il mio affetto e invoco il conforto che solo Dio può dare”: così si èespresso papa Francesco al termine dell’udienza generale nel condannare l’episodio.
Infatti nei giorni scorsi a Kumba, città nella Regione del Sudovest del Camerun, almeno 8 bambini sono morti e altri dodici sono stati feriti nel corso di un attacco in una scuola, da parte di un gruppo di uomini armati.
Nella continuazione della catechesi sulla preghiera papa Francesco ha incentrato la meditazione sul tema ‘Gesù, uomo di preghiera’: “Nel nostro itinerario di catechesi sulla preghiera, dopo aver percorso l’Antico Testamento, arriviamo ora a Gesù. E Gesù pregava. L’esordio della sua missione pubblica avviene con il battesimo nel fiume Giordano. Gli Evangelisti concordano nell’attribuire importanza fondamentale a questo episodio. Narrano di come tutto il popolo si fosse raccolto in preghiera, e specificano come questo radunarsi avesse un chiaro carattere penitenziale. Il popolo andava da Giovanni a farsi battezzare per il perdono dei peccati: c’è un carattere penitenziale, di conversione”.
Papa Francesco ha sottolineato che Gesù partecipa alle preghiere comunitarie: “Il primo atto pubblico di Gesù è dunque la partecipazione a una preghiera corale del popolo, una preghiera del popolo che va a farsi battezzare, una preghiera penitenziale, dove tutti si riconoscevano peccatori… Ma Lui ha voluto scendere fino a noi, peccatori, e Lui prega con noi, e quando noi preghiamo Lui è con noi pregando; Lui è con noi perché è in cielo pregando per noi. Gesù sempre prega con il suo popolo, sempre prega con noi: sempre”.
L’invito è pregare come ha fatto Gesù: “ Mai preghiamo da soli, sempre preghiamo con Gesù. Non rimane sulla sponda opposta del fiume (‘Io sono giusto, voi peccatori’) per marcare la sua diversità e distanza dal popolo disobbediente, ma immerge i suoi piedi nelle stesse acque di purificazione. Si fa come un peccatore. E questa è la grandezza di Dio che inviò il suo Figlio che annientò sé stesso e apparve come un peccatore.
Gesù non è un Dio lontano, e non può esserlo. L’incarnazione lo ha rivelato in modo compiuto e umanamente impensabile. Così, inaugurando la sua missione, Gesù si mette a capofila di un popolo di penitenti, come incaricandosi di aprire una breccia attraverso la quale tutti quanti noi, dopo di Lui, dobbiamo avere il coraggio di passare”.
In conclusione ha evidenziato la grandezza della preghiera di Gesù: “In quel giorno, sulle sponde del fiume Giordano, c’è dunque tutta l’umanità, con i suoi aneliti inespressi di preghiera. C’è soprattutto il popolo dei peccatori: quelli che pensavano di non poter essere amati da Dio, quelli che non osavano andare al di là della soglia del tempio, quelli che non pregavano perché non se ne sentivano degni. Gesù è venuto per tutti, anche per loro, e comincia proprio unendosi a loro, capofila…
Nel turbinio della vita e del mondo che arriverà a condannarlo, anche nelle esperienze più dure e tristi che dovrà sopportare, anche quando sperimenta di non avere un posto dove posare il capo, anche quando attorno a Lui si scatenano l’odio e la persecuzione, Gesù non è mai senza il rifugio di una dimora: abita eternamente nel Padre”.
(Foto: Santa Sede)
La Chiesa conferma le formule battesimali
“Primo: E’ valido il Battesimo conferito con la formula: ‘Noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo’? Secondo: Coloro per i quali è stato celebrato il Battesimo con la suddetta formula devono essere battezzati in forma assoluta? RISPOSTE Al primo: Negativamente. Al secondo: Affermativamente”. Così la nota della Congregazione per la dottrina della fede risponde a un vescovo, affermando che nessuno può modificare a piacimento la Tradizione.





























