Ulteriore tegola sulla testa del Promotore di Giustizia Vaticano, Alessandro Diddi: fuori dal processo Becciu

Cardinale Angelo Becciu
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 12.01.2026 – Ivo Pincara] – La Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano – composta dai Cardinali Kevin Farrel (Presidente), Matteo Zuppi e Angel Artime (Giudici), Chiara Minelli e Patrizia Piccialli (Giudici applicate) – si è pronunciata oggi sugli appelli presentati nell’ambito del processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato pendente davanti alla Corte d’Appello. La Cassazione oggi si era riunita per decidere sulla ricusazione del Promotore di (in)Giustizia vaticano, Alessandro Diddi. Invece, il Promotore di Giustizia ha fatto pervenire nella Cancelleria della Corte di Cassazione copia della dichiarazione di astensione nell’ambito del procedimento: ha aspettato l’ultimo giorno per fare un passo indietro dal processo, avendo nel frattempo ritardato di ulteriori tre mesi l’iter giudiziario. Quindi, la ricusazione è superata, ha dichiarato la Cassazione. «Diddi si astiene per non farsi cacciare», conclude Felice Manti su Il Giornale.

Inoltre, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in appello dello stesso Promotore di Giustizia contro la sentenza di condanna del Cardinale Angelo Becciu e degli altri imputati, e ha dichiarato “la definitività della sentenza pronunciata” dal Tribunale il 16 dicembre 2023, “nella parte in cui non ha riconosciuto la penale responsabilità degli imputati, persone fisiche e persone giuridiche”. La prossima udienza della Corte d’Appello si terrà il 3 febbraio, ha comunicato la Sala Stampa della Santa Sede. Resta in piedi l’appello delle difese. L’accusa sarà rappresentata in Aula dal Promotore di Giustizia aggiunto, Roberto Zannotti.

«La decisione assunta dalla Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano il 9 gennaio 2026 segna un passaggio di particolare rilievo non solo per il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, ma per l’intero sistema di giustizia vaticano. E soprattutto segna un punto molto importante a favore del Card. Giovanni Angelo Becciu che più facilmente ora potrà vedere riconosciuta la sua peraltro del tutto evidente innocenza e buona fede, senza più l’incombente presenza in aula del suo persecutore», osserva Sante Cavalleri su Faro di Roma.

Holy See Press Office Press Release, 12.01.2026

Today, the Court of Cassation issued two rulings on the appeals lodged by the Prosecutor, in one case taking note of Professor Alessandro Diddi’s declaration of abstention from the proceedings and in the other confirming the inadmissibility of the Prosecutor’s appeal as ruled by the Court of Appeal. The Court of Appeal will hold its next hearing on 3 February.

Comunicato dei difensori di S.E. Rev.ma il Cardinale Giovanni Angelo Becciu

La Corte di Cassazione oggi ha confermato l’inammissibilità dell’appello presentato dal Promotore di Giustizia. Ha altresì preso atto della dichiarazione di astensione di quest’ultimo nell’ambito del procedimento relativo alla sua ricusazione. Accogliamo con soddisfazione la decisione della Corte, che rende ora definitive le assoluzioni per quelle accuse già ritenute infondate dalla sentenza di primo grado. Confidiamo che il giudizio di appello possa affermare l’innocenza del Cardinale in modo completo, anche per le residue contestazioni (Avv.ti Maria Concetta Marzo e Fabio Viglione).

Il Promotore di Giustizia Diddi fuori dal processo Becciu
Coraggiosa decisione della Cassazione Vaticana che ha respinto i suo appello
Sante Cavalleri
Faro di Roma, 12 gennaio 2026

La decisione assunta dalla Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano il 9 gennaio 2026 segna un passaggio di particolare rilievo non solo per il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, ma per l’intero sistema di giustizia vaticano. E soprattutto segna un punto molto importante a favore del Card. Giovanni Angelo Becciu che più facilmente ora potrà vedere riconosciuta la sua peraltro del tutto evidente innocenza e buona fede, senza più l’incombente presenza in aula del suo persecutore.

(…) la Suprema Corte – presieduta dal cardinale Kevin Farrell e composta dai cardinali Matteo Zuppi e Ángel Fernández Artime, affiancati dai giudici applicati Chiara Minelli e Patrizia Piccialli – ha dichiarato inammissibile il ricorso del Promotore di Giustizia e ha sancito la definitività della sentenza del Tribunale vaticano del 16 dicembre 2023 nella parte in cui non riconosce la responsabilità penale degli imputati, persone fisiche e giuridiche.

Si tratta di una decisione di grande peso giuridico e simbolico. La Corte, infatti, ha ribadito con chiarezza che l’azione penale, pur necessaria e doverosa, non può mai prevalere sulle regole del processo, né può forzare i limiti posti dall’ordinamento e dalle garanzie fondamentali. Il richiamo all’articolo 520 del Codice di procedura penale e l’esclusione di qualsiasi “abnormità” nella decisione della Corte di Appello mostrano una Cassazione attenta al diritto, non alle pressioni.

(…) In un contesto mediatico spesso incline a leggere i processi vaticani in chiave politica o simbolica, la Cassazione ha invece scelto la strada più difficile: quella dell’autonomia e del rigore giuridico. Dichiarare inammissibile il ricorso dell’accusa e rendere definitiva una decisione assolutoria parziale non è mai un atto comodo, soprattutto in procedimenti così esposti all’attenzione pubblica e internazionale. Proprio per questo la pronuncia va letta come un atto di coraggio istituzionale. I giudici supremi hanno dimostrato che nello Stato della Città del Vaticano la giustizia non è orientata al risultato, ma al rispetto delle regole; non al consenso, ma alla legalità; non alla forza dell’accusa, ma all’equilibrio tra accusa e difesa. (…)

Processo a Becciu, Diddi si astiene per non farsi cacciare
La Cassazione vaticana doveva decidere sulla sua ricusazione per le chat con la Chaouqui e la Ciferri, il Promotore di Giustizia decide di astenersi dall’appello
di Felice Manti
Il Giornale, 12 gennaio 2026

Meglio un passo di lato che una sconfessione definitiva. Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi non rappresenterà più l’accusa nel processo d’appello a monsignor Angelo Becciu: lo ha deciso lui stesso offrendo alla Cassazione vaticana la sua astensione. Una scelta last minute inaspettata alla vigilia del verdetto atteso per venerdì scorso, che ha sollevato la Corte dall’onere di doverlo dichiarare incompatibile, dopo la mole di conversazioni avute con la “Papessa” Francesca Chaouqui – nemica di Becciu dopo la sua condanna nel caso Vatileaks – e Genevieve Ciferri, amica del superteste Alberto Perlasca, vero regista nella Segreteria di Stato dell’operazione immobiliare a Sloane Avenue che ha causato un buco da 200 milioni nelle casse vaticane.

Becciu è stato condannato a 5 anni e sei mesi per peculato senza essersi messo in tasca un euro anche a causa di un memoriale che, stando a 3mila pagine di chat tra Diddi, la Ciferri, la Chaouqui e alcuni gendarmi vaticani, sarebbe stato concordato per scagionare Perlasca e incastrare al suo posto Becciu, che per questa condanna è stato costretto ad auto escludersi dal Conclave che ha eletto Papa Leone XIV. La difesa di Becciu, rappresentata da Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, chiede che le chat in larga parte secretate vengano acquisite e che Diddi si faccia da parte, come è successo oggi.

Alessandro Diddi prende un’altra porta in faccia in Cassazione – Silere non possum, 12 gennaio 2026

Via il Promotore di Giustizia: Diddi fa marcia indietro e si «astiene» dal processo Becciu, era ormai incompatibile di Franca Giansoldati – Il Messaggero, 12 gennaio 2026

Ordinanza della Corte di Cassazione

IN NOME DI SUA SANTITÀ
PAPA LEONE XIV
LA CORTE DI CASSAZIONE

Composta da:
S. E. R. il Card. Kevin Farrell – Presidente
S. E. R. il Card. Matteo Zuppi – Giudice
S. E. R. il Card. Ángel Fernández Artime, S.D.B. – Giudice
Prof.ssa Chiara Minelli – Giudice applicato
Dott.ssa Patrizia Piccialli – Giudice applicato
riunita in camera di consiglio, invocato il SS.mo nome di Dio per essere illuminata sulle proprie decisioni ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

nel procedimento Prot. N. 24/25 Ruolo Generale Penale Corte di Cassazione, avente ad oggetto la ricusazione del Promotore di Giustizia Prof. Alessandro Diddi, nel procedimento penale N. 26/23 R.G.P.C.A.

LA CORTE DI CASSAZIONE

Rilevato che in data odierna il Promotore di Giustizia Prof. Avv. Alessandro Diddi ha fatto pervenire nella Cancelleria di questa Corte copia della dichiarazione di astensione nell’ambito del procedimento Prot. n. 26/23 RGPC A attualmente pendente dinanzi alla Corte di Appello;
ritenuto che tale dichiarazione esime questa Corte, allo stato, dall’assumere ogni decisione in ordine alla ricusazione, per la quale era stato fissato in data odierna il procedimento per la decisione;
[parte motivazionale sulla correttezza della decisione della Corte di Appello e sull’assenza di “abnormità” del provvedimento, con richiamo alle norme di riferimento]

PQM

La Corte di Cassazione visto l’art. 520 c.p.p., riunita in Camera di Consiglio, nella causa in epigrafe ha deliberato la seguente ordinanza:

Dichiara inammissibile il ricorso proposto dal Promotore di giustizia e dichiara la definitività della sentenza pronunciata dal Tribunale dello Stato, in data 16 dicembre 2023, nella parte in cui non ha riconosciuto la penale responsabilità degli imputati, persone fisiche e persone giuridiche.

Così deciso nello Stato della Città del Vaticano, 9 gennaio 2026.

Postscriptum

Condivido dalla pagina Facebook dell’amico Fari Pad, un’osservazione che colpisce nel centro dello scandalo della (in)giustizia dello Stato della Città del Vaticano:

«Il Promotore di Giustizia vaticano: l’acrobata della procedura che si rifugia nel cavillo per salvare si stesso?
C’è chi la chiama strategia e chi, più propriamente, la vede come una manovra per nascondere possibili responsabilità dietro il paravento dell’architettura giudiziaria.
Il Promotore di Giustizia Diddi è riuscito a evitare la ricusazione con un’acrobazia procedurale degna di nota: prima si rivolge alla Cassazione, poi fa marcia indietro, togliendo di fatto alla Corte di Cassazione il potere di decidere sulla sua “ricusazione”.
Perché questa fuga? La risposta è semplice: una ricusazione confermata sarebbe stata fatale. Avrebbe demolito l’intera accusa contro il Cardinale Becciu, rendendola invalida non solo nella forma, ma anche nella sostanza.
Rifugiarsi dietro i tempi e i tecnicismi può servire a salvare la propria posizione nel breve periodo, ma non cancella le ombre:
– L’uso del tempo a danno dell’imputato e della verità – pur anche allontanata – con aggravio di credibilità e spese per la Santa Sede.
– L’evitamento del giudizio sulla propria imparzialità.
– Il sospetto di una complicità o di responsabilità personali che la procedura può posticipare, ma non cancellare.
La giustizia dovrebbe essere una casa di vetro, non un labirinto di specchi dove l’accusa gioca a nascondino con la verità».

«A volte, annunciare che la speranza non delude significa andare controcorrente, persino contro l’evidenza di situazioni dolorose che sembrano senza via d’uscita. Ma è proprio in quei momenti che può meglio manifestarsi come il nostro credere e il nostro sperare non vengano da noi, ma da Dio» (Papa Leone XIV).

«Ci sono momenti in cui raggiungere la verità è doloroso, ma necessario» (Papa Leone XIV).

Per approfondire

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