Tag Archives: Vittorio Bachelet
Vittorio Bachelet: ricordo a Roma di un giurista e servitore dello Stato secondo lo stile cristiano
«Bachelet: uomo del presente, costruttore di futuro. L’impegno civile ed ecclesiale di Vittorio: seme di speranza a 100 anni dalla sua nascita» è il titolo del 46° Convegno dedicato al giurista cattolico e vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura (1976-1980) Vittorio Bachelet (1926-1980) che si terrà oggi e domani a Roma.
La due giorni di studi, che darà avvio alle celebrazioni per il centenario, vedrà la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sarà aperta alle ore 15.30 nell’Aula magna dell’Università “La Sapienza” (piazzale Aldo Moro 5), a pochi metri dal luogo in cui, il 12 febbraio 1980, Bachelet venne assassinato al termine di una lezione, da un nucleo armato delle Brigate Rosse sul mezzanino della scalinata che porta alle aule professori della facoltà di Scienze politiche de ‘La Sapienza’. Colpito con sette proiettili calibro 32 Winchester da due noti esponenti della colonna romana dell’organizzazione terroristica [Anna Laura Braghetti (1953-2025) e Bruno Seghetti, membro del Comitato esecutivo delle Brigate Rosse], il giurista morì sul colpo lasciando la moglie e due figlie di 23 e 25 anni.
La relazione conclusiva del convegno, che continuerà sabato mattina (ore 9) alla Domus Mariae (via Aurelia 481), è affidata al presidente nazionale di Azione cattolica Giuseppe Notarstefano, associazione al vertice della quale Bachelet rimase fino al 1973, ricoprendo il suo incarico per ben tre mandati (dal 1964), affiancando però l’impegno ecclesiale con un intenso operato di studio e docenza universitaria, in virtù del quale fu eletto dal Parlamento con larghissima maggioranza come membro “laico” del Csm e nel 1976 ne diverrà vice presidente.
Il Convegno avrà come fine anche la consegna del “Premio Vittorio Bachelet” all’autore della tesi di laurea presentata nel 2025 che meglio ha saputo mettere a fuoco l’attualità del pensiero e della testimonianza del giurista e servitore dello Stato che tra i migliori ha saputo incarnare nel nostro Paese lo stile cristiano. Lo ha riconosciuto, da ultimo, anche papa Francesco che, incontrando in Vaticano il 17 giugno 2014 i componenti del Csm, ebbe a definire il prof. Bachelet «luminosa figura» che «guidò il Consiglio Superiore della Magistratura in tempi di grandi difficoltà e cadde vittima della violenza dei cosiddetti “anni di piombo”».
Sono stati tanti, in effetti, gli innocenti che hanno trovato una morte ingiusta e crudele in quella folle stagione italiana di violenza passata alla storia come “anni di piombo” (1972-1988) e che, per molti aspetti, è “figlia” del Sessantotto. Quello di cui si parlerà oggi e domani a Roma è ancora posto a nostro esempio quale studioso e servitore dello Stato di inimitabile integrità e, contemporaneamente, cattolico dichiarato e coerente. Così come nello stesso torno di tempo meritano di essere ricordati, fra gli altri, il Commissario di polizia Luigi Calabresi (1937-1972), il presidente democristiano della Regione Sicilia Piersanti Mattarella (1935-1980), il giudice Emilio Alessandrini (1942-1979), per finire con lo storico cattolico e senatore Dc Roberto Ruffilli (1937-1988).
In quegli anni per ‘piombo’, però, oltre che quello delle armi, le famigerate P38 utilizzate così di frequente dalle Brigate Rosse, si dovrebbe intendere anche quello che scorreva sotto le rotative dei giornali, delle riviste e dei media ‘fiancheggiatori’. Che hanno preparato il brutale assassinio, il 17 maggio del 1972, data di ‘avvio cruento’ della stagione del terrorismo in Italia, di Luigi Calabresi, il cui ritratto oggi, dopo decenni di calunnie e disinformazione, è ‘un ritratto in piedi’, come ha scritto Marcello Veneziani.
Di questa figura di Italiano, così come di quella di Bachelet e tanti altri, può occuparsi solo una memorialistica e storiografia attenta ai valori dello spirito, quella che Giorgio La Pira soleva chiamare la ‘storiografia del profondo’, in grado di capire il significato e il ruolo che hanno giocato la morte e il ‘martirio’ di questi Cristiani che, grazie alla loro testimonianza e al loro sacrificio, hanno contribuito in modo determinante alla sconfitta morale del terrorismo.





























