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Nuovo studio su Terzo settore ed economia sociale: resiliente ed essenziale per coesione e welfare
E’ stata presentata nei giorni scorsi a Roma la ricerca Finanza Etica ed economia sociale: sfide e prospettive per il Terzo settore, frutto della collaborazione tra Banca Etica e Forum Nazionale del Terzo Settore, con il contributo scientifico di AICCON research center. Lo studio si propone di comprendere le principali sfide economiche affrontate dalle organizzazioni dell’economia sociale in Italia e le criticità che riscontrano nell’accesso al credito e ad altri servizi finanziari e assicurativi. Oggi in Italia l’economia sociale rappresenta quasi il 9% del Pil, con circa 428.000 organizzazioni, 1.900.000 di occupati (Atlante dell’Economia Sociale di Aiccon) e oltre 5.500.000 volontari.
L’indagine si è articolata in una parte qualitativa basata su una survey condotta su un campione di 1.313 Enti del Terzo settore, e una parte quantitativa, che include l’analisi degli andamenti creditizi di un campione privilegiato di oltre 5.000 clienti persone giuridiche di Banca Etica dal lato della raccolta e mille dal lato degli impieghi.
Dall’Osservatorio emerge un quadro in chiaroscuro: da un lato il Terzo settore è caratterizzato da un’elevatissima bancarizzazione (98,1%), con un significativo 22% di enti che risultano multibancarizzati. Dall’altro lato il rapporto con gli istituti di credito restituisce una soddisfazione solo moderata, con appena 2 organizzazioni su 5 (41,2%) che si dichiarano soddisfatte. La soddisfazione è legata soprattutto a fattori relazionali e risulta maggiore dove si rileva la presenza in banca di personale formato e dedicato sul Terzo settore (51,3%), o in caso di strategie e strutture dedicate (48,0%).
L’utilizzo degli strumenti bancari resta basilare, concentrato su depositi e pagamenti. Solo una piccola quota del campione ricorre al credito a breve termine (9,2%) o a medio-lungo termine (6%). L’accesso al credito è reso complesso anche da limiti normativi ed è calato anche nei periodi in cui il taglio dei tassi iniziava a favorire la ripresa dei finanziamenti. Questo si riflette nel dato macroeconomico: i prestiti bancari alle istituzioni senza scopo di lucro in Italia si sono ridotti di € 1.400.000.000 dalla pandemia del 2019 ad oggi.
L’esposizione al mondo assicurativo è elevata (86,1%) e la soddisfazione è molto più alta (86,6%): il fattore decisivo è la presenza di prodotti specializzati anche se la fruizione dei prodotti assicurativi resta limitata agli obblighi normativi (es. Responsabilità Civile e Infortuni). Gli enti del Terzo settore hanno mostrato resilienza, ma l’aumento dei costi e l’incertezza sul futuro pongono alcune sfide.
Resistenza agli shock: le organizzazioni non-profit hanno risposto agli shock (pandemia, tensioni geopolitiche, inflazione) con resilienza e prudenza. Il settore ha un funding mix equilibrato, con il 68,6% delle entrate da fonti private e il 31,4% da fonti pubbliche, di cui circa un terzo (30,1%) derivante dal mercato.
Aumento dei costi e avanzo di gestione eroso: nell’ultimo biennio, 2 organizzazioni su 3 (66,5%) hanno visto aumentare i costi (materiali ed energia) e oltre la metà ha registrato aumenti del costo del lavoro (57,2%). Il 32% degli ETS si attende che la capacità di produrre avanzo di gestione sarà erosa nel prossimo futuro.
Priorità di investimento: gli investimenti recenti si sono concentrati su immobilizzazioni materiali (39,5%), marketing e comunicazione (36,3%) e formazione del personale (35,9%), restano minoritari gli investimenti in innovazione e sostenibilità.
La sfida più pressante resta la ricerca di nuovi volontari (63,7%) per ODV e APS, seguita dalla difficoltà nel far fronte alla normativa (35,7%) e alla relazione con la PA. Le imprese sociali, invece, temono in primis l’aumento dei costi di produzione e lavoro (48,5%).
In questo scenario, Banca Etica si distingue per il suo focus sul Terzo settore e sull’economia sociale. La quota di finanziamenti erogati alle istituzioni senza scopo di lucro nel suo portafoglio si attesta infatti al 18,1% degli impieghi complessivi a imprese e organizzazioni. Questa quota sale al 44,7% includendo le cooperative sociali.
E raggiunge il 60% se si comprendono tutte le cooperative. Questi numeri rappresentano una netta controtendenza rispetto al panorama bancario nazionale, dove, secondo i dati di Banca d’Italia, le non profit (escludendo le imprese sociali e le cooperative) ricevono solo l’1% dei prestiti totali erogati dal sistema bancario alle imprese (circa € 6.700.000.000 su un totale di € 667.000.000.000). L’analisi sui clienti persone giuridiche di Banca Etica evidenzia inoltre che, nonostante gli shock economici recenti, la qualità del credito nel portafoglio di Banca Etica si mantiene positiva, con bassi tassi di deterioramento, grazie alla diversificazione delle fonti e al forte legame con il territorio che caratterizza gli enti.
Prospettive e raccomandazioni In un contesto segnato dall’incertezza economica e dalle sfide socio-ambientali, gli enti del Terzo settore avranno sempre più esigenza di curare la dimensione finanziaria della propria attività. Questa ricerca conferma il grande valore della diversificazione delle fonti su cui il Terzo settore fa affidamento: autofinanziamenti (tesseramento, prestito sociale); contributi pubblici (bandi, incentivi, 5×1000), donazioni, crowdfunding, sponsorizzazioni. Questo mix è strategico e andrà sviluppato, ma non potrà che rappresentare una parte di un set più ampio di soluzioni alle quali sarà importante accedere in modo più significativo, a cominciare da quelle di credito ordinario.
Lo studio sottolinea la necessità di far evolvere il rapporto tra Terzo settore e finanza attraverso una maggiore conoscenza reciproca, lo sviluppo di criteri di valutazione ad hoc e l’adozione di misure legislative, come il rafforzamento degli schemi di garanzia (es. Fondo Centrale di Garanzia) per gli enti del Terzo settore non commerciali e il superamento stabile dei tetti al 5×1000.
Fondamentale sarà poi l’adozione anche in Italia del Piano Nazionale dell’Economia Sociale, previsto dalla UE, che dovrà sviluppare e stabilizzare politiche, misure di sostegno finanziario e non solo, dal trattamento fiscale agli aiuti di stato dedicati, al potenziamento degli strumenti finanziari e di garanzia, alle risorse pubbliche ed europee a disposizione, fino all’implementazione di strumenti previsti dal Codice del Terzo settore non ancora operativi, come i Titoli di Solidarietà (art. 77 del dlgs 117 del 2017).
Si tratta di obbligazioni, altri titoli di debito o certificati di deposito che possono essere emessi da istituti di credito con l’obiettivo di raccogliere denaro da impiegare esclusivamente per finanziare le attività istituzionali degli Enti del Terzo settore (ETS), e sono in attesa del nulla osta dell’Unione europea.
“Questa ricerca conferma come la finanza etica sia non solo un partner, ma un vero e proprio motore di sviluppo per l’economia sociale. Oltre 25 anni fa Banca Etica è nata dal Terzo settore per il Terzo settore, e la nostra missione è da sempre quella di sintonizzarci con i bisogni reali di queste organizzazioni. Abbiamo sviluppato competenze specifiche e uniche nel panorama bancario su questi temi, accreditando il nostro modello di business quale riferimento strategico per istituzioni internazionali di primo piano (Banca Europea per gli Investimenti -BEI e Fondo Europeo per gli Investimenti – FEI), come pure in Italia, dove Banca Etica è stata ingaggiata dal Ministero dell’economia e delle finanze nella costruzione dell’Action Plan nazionale”, ha affermato Federica Ielasi, vicepresidente di Banca Etica.
“A fronte di un’importante capacità di produrre ricchezza economica, oltre che sociale, il Terzo settore fatica ad accedere a strumenti finanziari e assicurativi che gli consentirebbero di rafforzare il suo impatto sui territori. Questo studio lo dimostra chiaramente e ci dà un’ulteriore spinta sia a proseguire il lavoro che conduciamo da anni(( attraverso l’iniziativa Cantieri ViceVersa e la formazione dedicata, da un lato, agli ETS anche con il progetto FQTS e, dall’altro, agli operatori della finanza), sia a chiedere alle istituzioni di riconoscere appieno le peculiarità del comparto. Da questo punto di vista, il Piano Nazionale sull’Economia Sociale rappresenta un passo cruciale che, ci auguriamo, segni la rotta”, ha concluso Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore.
Rinnovo ai vertici del Forum del Terzo Settore: Giancarlo Moretti eletto portavoce nazionale
Si è svolta martedì 21 ottobre a Roma l’Assemblea elettiva del Forum Nazionale del Terzo Settore, l’ente di rappresentanza unitaria del Terzo settore italiano. I soci hanno eletto i nuovi organi direttivi che resteranno in carica per i prossimi quattro anni.
Giancarlo Moretti, attivo sin da giovane nel Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), è stato eletto nuovo Portavoce Nazionale del Forum. Moretti, figura di lunga esperienza nel mondo associativo e già impegnato su temi culturali e sociali, succede a Vanessa Pallucchi, alla quale va un sincero ringraziamento per il lavoro svolto.
Contestualmente, è stato eletto anche il nuovo Coordinamento Nazionale, l’organo di direzione e indirizzo politico del Forum. Tra i membri eletti che compongono la nuova squadra di vertice vi è anche Roberto Speziale, presidente di Anffas nazionale e vicepresidente vicario della FISH (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie).
“Congratulazioni a Giancarlo Moretti per l’elezione a nuovo Portavoce Nazionale del Forum – ha dichiarato Vincenzo Falabella, presidente della FISH. Le nostre congratulazioni si estendono anche a Roberto Speziale, membro del nuovo Coordinamento Nazionale, che porterà le istanze e le esigenze delle persone con disabilità al Forum.”
La giornata di lavori si è aperta con una sessione pubblica dal titolo “Pace come condizione, giustizia sociale come impegno”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e stakeholder, confermando la centralità dei valori etici e sociali nell’azione del Terzo settore.
Fare sistema: il ruolo del terzo settore nell’integrazione dei servizi verso una governance condivisa delle vulnerabilità sociali
Dalle reti informali alle alleanze strutturate: il terzo settore come interlocutore dei servizi sociali. Questo il tema al centro del seminario in programma nel Palazzo Vescovile di Arezzo giovedì 23 ottobre dalle ore 9 alle ore 13. L’iniziativa promossa da Caritas Toscana è la terza tappa di un percorso itinerante dedicato a costruire uno spazio pubblico di dialogo professionale tra Regione Toscana, il coordinamento delle Caritas della Toscana (TosCaritas), Caritas diocesane, ANCI, Comuni, Asl, Prefetture e altri attori territoriali pubblici e privati.
Negli ultimi anni infatti il bisogno di aiuto ha cambiato volto, linguaggio e soglie di accesso. Non si tratta solamente di nuovi poveri, ma di condizioni nuove della povertà: diffuse, intermittenti, difficili da categorizzare e ancora più difficili da intercettare. Eppure, molti strumenti con cui cerchiamo di rispondervi sono rimasti gli stessi, o frammentati o incomunicanti.
La fragilità delle persone che le Caritas incontrano nel loro servizio di ascolto è sicuramente economica, ma anche e soprattutto relazionale. Una fragilità che si appesantisce se i diversi attori sociali non collaborano e continuano ad operare da soli.
Ecco allora il senso di questo percorso nato dalla collaborazione tra Regione Toscana e le Caritas della Toscana per raccontare meglio ciò che accade e dotarsi di strumenti per affrontare insieme, integrando letture, competenze e capacità operative.
La proposta di tre seminari pubblici rappresenta un dispositivo di governo collaborativo, un’occasione per rileggere criticamente i dati del sistema MIROD (Messa In Rete degli Osservatori Diocesani in Toscana), rafforzare l’alleanza tra Centri di Ascolto e Servizi Sociali pubblici, mettere in discussione – con metodo e visione – come vengono scambiati dati, come vengono protetti e usati per decidere interventi di sostegno alle persone fragili.
Il programma della mattinata prevede alle ore 9 i saluti istituzionali di mons. Alessandro Conti, vicario generale della diocesi; alle ore 9.15 un intervento di Alessandro Salvi, dirigente della Regione Toscana su l’esperienza della co-programmazione e co-progettazione in Toscana e alle ore 10 la relazione di Andrea Salvini dell’Università di Pisa su l’importanza delle ‘reti’ per il welfare territoriale; alle ore 11 un confronto tra i partecipanti sul ‘ruolo del terzo settore nella costruzione del welfare locale’ ed infine, alle ore 12.30 le conclusioni di don Emanuele Morelli, delegato regionale di Caritas Toscana. Il seminario è in corso di accreditamento presso l’Ordine degli assistenti sociali della Toscana con ID 105571.
Terzo Settore: la Società di San Vincenzo De Paoli entra nel Forum del Terzo Settore
‘Siamo felici di poter fare un pezzo di cammino insieme!’: così Luca Stefanini, tesoriere della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, in occasione dell’Assemblea dei soci del Forum del Terzo Settore dal titolo ‘Accendere nuove energie: volontariato e partecipazione nel Terzo Settore, insieme per costruire un futuro di impegno e solidarietà’, durante la quale si è votato l’ingresso della Società di San Vincenzo De Paoli nel Forum del Terzo Settore.
Luca Stefanini ha raccontato l’Associazione partendo dal suo motto ‘Serviens in Spe, al servizio nella speranza’: “Sono 191 anni che ci rivolgiamo alle fasce più deboli. Siamo un’associazione di ispirazione cattolica, ma estremamente laica. Non a caso è stata fondata da un laico, Federico Ozanam. Siamo circa 11.500 circa tra soci e volontari”.
“Fare rete è indispensabile per generare un impatto reale e profondo – dichiara Paola Da Ros, presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV – perché la solidarietà non è solo un gesto, ma un cammino da percorrere insieme, con cuore aperto e mani operose guardando al futuro con speranza”.
La Società di San Vincenzo De Paoli è accanto agli ultimi, ai vulnerabili, agli invisibili. Ogni giorno si fa prossima all’umanità ferita grazie al sostegno di soci e volontari che, in tutta Italia, supportano 30.000 famiglie (più di 100.000 persone). I volontari della Società incontrano i più fragili visitandoli nelle loro case, negli ospedali, nelle residenze per anziani, nelle strade e perfino nelle carceri. L’incontro è stato dedicato al tema del volontariato e della partecipazione, con un focus particolare sui giovani.
Il Forum Nazionale del Terzo Settore ETS è un ente non profit ed è il principale organismo di rappresentanza unitaria del Terzo settore italiano. Ed è risultato essere l’associazione di enti del Terzo settore maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale, in ragione del numero degli enti aderenti.
(Foto: Società San Vincenzo De’ Paoli)
Franco Patrignani: la democrazia è necessaria
Assisto, on-line, a dibattiti di esperti, accademici, giornalisti e politici e, ogni volta il tema democrazia ne esce malconcio. In genere, sinteticamente, mi sembra che si prendano due filoni, o quello ideale in cui si finisce per parlare della democrazia come sinonimo di libertà, o quello storico che parla di un sistema ‘inventato’ dagli ateniesi 300 anni prima di Cristo (che però democratico non era, in quanto escludeva le donne e gli schiavi).
E c’è chi su questo filone mette l’esperienza dei Comuni italiani ed europei dei secoli XI-XIII (dove però potevano votare solo i maschi possidenti e contribuenti) e quindi arriva alla rivoluzione americana (1776) e a quella francese del 1789. Entrambe a diritti limitati.
In tutto questo sguazzano i detrattori di vario genere che si permettono di segnalare le diverse lacune e che si vestono da difensori della democrazia, attualizzando le critiche alle esperienze storiche, per affermare che le democrazie devono garantire le presenze e l’agire di tutti i cittadini, compresi gli antidemocratici. E spesso i nemici o gli ignavi rispetto alla democrazia, da questi dibattiti, escono vincenti caramba! Ed allora, che cosa ho da dire sulla democrazia?
1 – Che è un sistema in continua evoluzione. Quindi instabile, si potrebbe dire che ha bisogno di una manutenzione continua (anche e principalmente da parte dei cittadini associati).
2 – Che non esiste un unico modello democratico, ma che ha comunque alcuni punti fermi quali: il suffragio universale, la divisione dei poteri, l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge (e senza distinzioni di sorta) e che ha come fondamento la solidarietà messa in pratica che fa di ogni cittadino una persona e non un individuo. (Questo valore viene spesso dimenticato, ma va ricordato che le democrazie nascono per difendersi contro i soprusi dei potenti).
Infine, sollecito l’attenzione verso tre grandi soggetti che determinano le democrazie attuali, le rendono dinamiche e permettono di ‘valutarle’. Mi riferisco all’interazione tra Stato, Mercato e Società Civile. E’ dalla dinamica del conflitto permanente di questi tre subsistemi che si afferma un sistema democratico. Ogni volta che uno dei tre grandi soggetti pensa di poter agire e decidere da solo si entra in una situazione di crisi democratica.
La stessa cosa accade quando due dei soggetti si dovessero coalizzare, escludendo il terzo. Crisi grave e gravi disastri all’orizzonte. Quindi ciascuno dei tre soggetti è chiamato a svolgere il proprio ruolo con chiarezza e fedeltà, direi, alla propria missione.
Cosa vedo oggi? Nel mondo intero, avanza un alleanza, sempre più esplicita tra Stati (governi e apparati statali) e mercati (senza confini e finanziari in particolare, liberi e indisturbati speculatori). E la società civile, dov’è? Dove sono i sindacati, le associazioni di categoria, le cooperative, il terzo settore e il volontariato? Ci sono! Eccome se ci sono! Ma non contano, non fanno parte della negoziazione, non sono soggetti di governance…
Infine: un po’ di tempo fa mi stavo convincendo che anche il capitalismo finanziario (o, perlomeno, la sua parte intelligente) si sarebbe reso conto he non poteva governare da solo. Abituato alla speculazione su qualsiasi situazione si realizzasse nei suoi dintorni si sarebbe posto il problema di trovare qualcuno che fosse in grado di ‘mediare’ verso i cittadini, la sua attitudine di rapina…
Avevo pensato (sperato?) che, pragmatico come è il capitale finanziario avrebbe cercato accordi più o meno strategici con i partiti popolari, o perfino, forse, con i sindacati. Ed avevo prefigurato, con la fantasia, nuovi livelli di negoziazione e di risultati per i lavoratori. Ma il sogno è finito bruscamente: il capitale finanziario ha, ormai i suoi interlocutori ben posizionati e non avrebbe bisogno di altri.
Trump negli USA, Milei in Argentina, in modo esplicito, e, tendenzialmente tutta la ‘nuova destra’ che appare e si afferma in Europa (Ungheria, Olanda, Italia, Austria e poi? Germania? Per scaramanzia, mi fermo qui). Un fenomeno che si registra anche qua e là per il resto del pianeta.
Concludo ricordando che nessuno dei tre interlocutori può governare da solo e che neppure due possono coalizzarsi a discapito del terzo. Quindi il nostro terzo, la società civile, ha bisogno di riorganizzarsi e di farsi sentire. Siamo disposti a darci una mano?
In caso contrario la prospettiva è veramente tragica: cresce la disoccupazione tecnologica, diminuisce la massa salariale, aumenta la distruzione dell’ambiente, si abbassano i livelli di sicurezza individuale e collettiva. E non c’è uno straccio di strategia per affrontare la crisi climatica prossima ventura, con conseguenti migrazioni mai viste.
Ma aumentano spaventosamente i profitti e la loro concentrazione, insieme alla concentrazione dei capitali. In questo modo la democrazia non appassisce… scompare.
(La materia è trattata più compiutamente nei due volumi di ‘Democrazia Necessaria, un’agenda per il cambiamento’ – Edizioni Lavoro, Roma 2024).
Giro dell’Italia che Dona 2024: ad Aosta il 4 ottobre per conoscere tutti i vincitori
L’Italia del Dono si dà appuntamento quest’anno per la prima volta in Valle d’Aosta per la più grande festa del dono d’Italia realizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con il CSV VDA ODV – Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 25 anni.
Sarà Aosta, il prossimo 4 ottobre, il teatro delle premiazioni dei diversi contest per festeggiare il mese del dono, ottobre 2024: studenti pronti a raccontare la propria idea di dono, Enti del Terzo Settore del territorio, Comuni, Imprese virtuose e Cittadini. Il Giorno del Dono, arrivato alla sua 10^edizione e forte di una partecipazione corale nazionale in continua crescita, invita tutti a partecipare all’edizione 2024 che colorerà tutto lo stivale con elaborati artistici e iniziative dal 1° settembre al 31 ottobre.
Numerose le iscrizioni già arrivate per il prossimo Giorno del Dono promosso da IID, festa del dono e della donazione prevista per legge il 4 ottobre di ogni anno. Torna infatti l’appuntamento più amato da chi vuole costruire una cultura del dono concreta e condivisa: apre ufficialmente il cantiere #DonoDay2024, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e ANCI, per disegnare la mappa del Giro dell’Italia che Dona 10^ edizione.
Per la prima volta BPER Banca sostiene la decima edizione del Giorno del Dono contribuendo alla realizzazione dell’Osservatorio sul dono, fonte di riferimento per la cultura e la pratica del dono in Italia. “La nostra Banca sostiene con convinzione questo studio perché è un’importante occasione di promozione del valore della solidarietà – commenta Daniele Pedrazzi, Responsabile di BPER Bene Comune -. Oltre al sostegno a questa iniziativa, BPER partecipa a eventi e progetti che favoriscono l’inclusione e il benessere della comunità. Mette a disposizione, inoltre, competenze, servizi e soluzioni finanziarie per il Terzo Settore e la Pubblica Amministrazione, attraverso la divisione BPER Bene Comune, costituita di recente per costruire valore economico e sociale per la comunità”.
Ricchissimo il parterre di patrocini e partner dell’iniziativa già confermati: oltre al sostegno di BPER Banca e Fondazione CRC ricordiamo i partner tecnici che quest’anno regaleranno i premi ai vincitori dei contest: Esse Due S.a.s. che, come da tradizione, donerà supporti tecnologici per la didattica e F.I.L.A. – Fabbrica Italiana Lapis ed Affini – l’azienda icona della creatività italiana nel mondo con i suoi prodotti per colorare, disegnare, dipingere, scrivere e modellare (con brand come GIOTTO, GIOTTO be-bè, Didò, Tratto e le carte Canson) – che donerà kit di materiali creativi alle scuole vincitrici del contest.
Quest’anno Rai rafforza il suo sostegno al Giorno del Dono: alla riconfermata concessione del Patrocinio di Rai Per la Sostenibilità ESG si affianca l’autorizzazione della Media partnership Rai.
Inoltre, dal 22 settembre al 15 ottobre, non solo Rai ma anche Mediaset, La7 e, per la prima volta Discovery+ trasmetteranno gratuitamente lo spot “Donare rende felici” dedicato al Giorno del Dono.
Commenta Ivan Nissoli, neo presidente IID: “Il Giorno del Dono nasce per dare meritata visibilità alle iniziative sul territorio che restituiscono l’immagine di un’Italia viva, sensibile, intelligente: Scuole, Comuni, Associazioni, Imprese, Cittadini, Mezzi d’informazione e Servizi Minorili della Giustizia insieme per formare la mappa dell’Italia che dona, un Paese capace di reagire alle difficoltà facendo della gratuità la propria bandiera. Ad oggi circa 100 Scuole e più di 30 Servizi minorili hanno già aderito, ora lo stesso invito viene rivolto a tutti: grazie infatti alla piattaforma www.giornodeldono.org tutti possono candidare le proprie iniziative per festeggiare insieme il mese del dono, ottobre 2024”.
Anche quest’anno il Giro prevede una partecipazione corale: tutti possono organizzare una o più iniziative dal 1° settembre al 31 ottobre, partecipando così ai contest #DonareMiDona disponibili sul sito www.giornodeldono.org. In settembre tutti potranno cercare l’iniziativa più vicina nella mappa del Giro dell’Italia che Dona e votarla sempre sulla piattaforma www.giornodeldono.org; i vincitori dei diversi contest verranno premiati nel corso delle celebrazioni del Giorno del Dono che si terranno ad Aosta il prossimo 4 ottobre nella più grande festa del dono d’Italia realizzata in collaborazione con il CSV VDA ODV – Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta.
Non si esauriscono qui le possibilità di prendere parte a #DonoDay2024: per tutte le categorie si può optare per l’adesione morale, dichiarando così di sottoscrivere i valori del Giorno del Dono e divenendo testimonial dell’iniziativa.
Il calendario degli appuntamenti si intensificherà in settembre/ottobre con gli eventi targati IID e non solo, ecco quelli già programmati: il 26 settembre a Milano l’evento in collaborazione con BPER Banca, il 29 settembre a Courmayeur presso Skyway Monte Bianco l’evento Montagna e Solidarietà, il 2 ottobre la Presentazione del 7° rapporto sul dono ‘Noi Doniamo’ con focus Piemonte e Valle d’Aosta al Forte di Bard, il 4 ottobre l’evento Giorno del Dono: Valle d’Aosta Capitale del Dono 2024 presso il Teatro Giacosa e in Piazza Chanoux ad Aosta e venerdì 18 ottobre a Cuneo l’evento ll dono, forza creativa e narrativa in collaborazione con la Fondazione CRC che sostiene il Giorno del Dono.
Tutte le informazioni su #DonoDay2024 e sui contest promossi da IID in occasione del Giorno del Dono sono disponibili su www.giornodeldono.org e www.istitutoitalianodonazione.it.
Federico Violo è il nuovo Coordinatore Interregionale Piemonte e Valle d’Aosta della Società San Vincenzo de’ Paoli
Vanessa Palucchi: il Terzo Settore è necessario per il welfare italiano
“L’attuale sistema di welfare risulta essere frammentato e non in grado di garantire la presa in carico tempestiva, globale e continuativa di chi si trova in condizioni di fragilità, marginalità o è a rischio esclusione sociale. E’ un sistema che non riesce a promuovere quella coesione sociale imprescindibile per superare le diseguaglianze e contrastare le crescenti forme di povertà, oltre che per affrontare le emergenze sanitarie, economiche e sociali. E che deve, quindi, essere progressivamente sostituito da un modello inclusivo basato sul riconoscimento dei diritti”:
Marche: un mese dopo l’alluvione quale è la situazione per la questione ambientale?
“Permettete un’ultima parola. Si tratta della parola dell’intenso dolore di chi ha perso persone care, del dolore e dello smarrimento di chi ha trovato la propria casa spogliata di quei beni e dei ricordi che la rendevano bella e sicura ai loro occhi, del dolore di chi ha visto la propria attività economica irrimediabilmente devastata, tanto da temere di non poterla più riavviare. In questi giorni il dolore di queste persone sta ricevendo conforto dalla generosa e infaticabile azione di tantissimi volontari, provenienti da diverse parti d’Italia e da diverse organizzazioni, in gran parte giovani che anche in questa circostanza non hanno perso tempo nel rendersi disponibili”.





























