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Scienza forense ed arti visive al Lake Como Design festival

Che cosa accade quando immagini nate per osservare, identificare e documentare entrano nello spazio dell’arte e acquisiscono una nuova presenza pubblica? Quali responsabilità comporta lavorare con materiali legati ai corpi, all’identità e alla storia delle persone? E, in definitiva, cosa succede a un’immagine quando estende il suo significato, oltre il motivo per cui è stata prodotta?

 E’ intorno a questo passaggio che si costruisce la partecipazione di IED e Accademia di Como Aldo Galli – che fa parte del Network IED – al Lake Como Design Festival, fino al 20 settembre 2026, attraverso un programma che esplora il tema del confine mettendo in relazione ricerca, restauro, archivi e progetto.

Cuore della partecipazione è la mostra After Evidence: from forensic purpose to public resonance, che esplora il confine tra ricerca forense e arti visive, prova e risonanza, passato e presente, esposta negli spazi dell’Accademia di Como. L’esposizione è l’esito di una sinergia aperta tra IED Milano (Scuola di Arti Visive) e LABANOF–MUSA, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano e il suo Museo.

Durante il Lake Como Design Festival sarà possibile, inoltre, accedere ai laboratori di Restauro dell’Accademia attraverso Studio Visit che permettono di entrare in contatto con i luoghi e le pratiche attraverso cui la conservazione diventa uno strumento per mantenere attiva la relazione con il passato.

Il programma si completa con due talk negli spazi dell’Accademia di Como (via Petrarca 9): 19 settembre, ore 17.00 – Consistere. Un dialogo tra Cristina Cattaneo, Direttrice del LABANOF–MUSA, e Carlotta Cattaneo, Creative Director e Head of Scuola Arti Visive IED Milano, dedicato al rapporto tra scienza forense, arti visive, percezione, identità, memoria e materia.

La mostra After Evidence: immagini forensi come archivio attivo: la mostra, un’esplorazione condotta nell’ambito del progetto europeo SISS – Sounding Images, Screening Sounds – nasce dall’incontro con l’archivio immagini della CAL – Collezione Antropologica Labanof – una delle più vaste collezioni scheletriche d’Europa che conserva i resti di circa 20.000 individui attraverso quasi 2000 anni di storia. Attraverso lo studio dei resti umani, la collezione consente di provare a ricostruire non soltanto singole identità e storie di vita, ma anche fenomeni che hanno segnato la società nel tempo, dalla violenza alle migrazioni, dalle condizioni di salute alle disuguaglianze, fino al tema della cura.

L’immersione in questo contesto scientifico e l’accesso alle fonti d’archivio – messi a disposizione da Cristina Cattaneo, direttrice del LABANOF–MUSA – ha fatto nascere sei opere che abitano uno spazio condiviso. Immagini, suoni, voci, dettagli e tracce appena percepibili vengono sottratti a una lettura immediata per costruire una modalità di osservazione e ascolto più lenta e consapevole.

Le opere non trasformano la materia forense in un racconto lineare e non cercano di rendere spettacolare ciò che mostrano. Interrogano, piuttosto, la possibilità di accompagnare il documento oltre il suo scopo originario, senza cancellarne il peso storico, sociale ed etico. Il gesto dell’artista si avvicina così a quello della ricerca forense: entrambi richiedono attenzione per ciò che è parziale, capacità di isolare una traccia e cura nel lasciarne emergere il significato.

 Durante il Lake Como Design Festival sarà presentata una selezione di tre opere: ‘Dissolving Touch’ di Jacinta Bosch, ‘Evidence of Beauty’ di Defne Akin e Ahmet Berk Özmutaf ed ‘He Left in a Grey Ford Fiesta’ di Rocco Amati, Davide Consonni e Giulia Pirri. Il progetto è stato sviluppato sotto la guida dell’artista Erik Kessels, mentre concept, curatela e testi sono di Carlotta Cattaneo, Head of Scuola di Arti Visive IED Milano.

La partecipazione si inserisce nel tema scelto per questa edizione della Lake Como Design Festival, ‘The Border’, dedicato al confine non come linea di separazione, ma come territorio di relazione. Sotto il titolo ‘Future Memories’, IED invita a riflettere sul rapporto tra ciò che abbiamo ereditato, quello che viviamo nel presente e ciò che scegliamo di trasmettere al futuro.

La presenza di IED Milano e Accademia di Como al Lake Como Design Festival diventa così un percorso attraverso diversi significati del confine: un percorso in cui il passato non viene semplicemente preservato, ma torna a essere materia per nuove domande sul presente e sul futuro.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero e gratuito.

(Foto: DDlStudio)

10 anni dopo Mitis Iudex Dominus Iesus: colloquio con Emanuele Tupputi e Rosario Vitale

Martedì 24 febbraio si svolgerà presso la Pontificia Università Antonianum, la Giornata di studio Giuridico-Pastorale organizzata dalla Facoltà di diritto canonico della stessa Facoltà, dal titolo: ‘Discernere e accompagnare nella verità, la fragilità matrimoniale tra procedura giuridica e cura pastorale’. La Giornata si svolgerà in due modalità: in presenza o online per la sessione mattutina e solo in presenza per la sessione pomeridiana, ove sono previsti due laboratori da scegliere al momento dell’iscrizione all’indirizzo antdiritto@gmail.com inserendo come oggetto ‘24 febbraio 2026 – PUA’, specificando non solo la modalità di partecipazione, ma possibilmente anche la propria provenienza e attività ecclesiale che si svolge (religioso, sacerdote, operatore pastorale, avvocato, giudice).

Nel frattempo è stato pubblicato il volume ‘La riforma del processo matrimoniale canonico a dieci anni dal motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus dimensione giuridica e pastorale tra bilanci e prospettive’, curato dall’avv. Rosario Vitale, membro dell’Associazione Canonistica Italiana (ASCAI) e direttore di ‘Vox Canonica, periodico online di scienze canonistiche, e don Emanuele Tupputi, dottore in Diritto Canonico, vicario giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Trani-Barletta-Bisceglie, responsabile del Servizio Diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati, membro del Servizio Diocesano per la Tutela dei minori e delle persone vulnerabili, giudice al Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Pugliese e membro di ASCAI.

Il volume vuole celebrare il decimo anniversario della pubblicazione del Motu Proprio di papa Francesco, ‘Mitis Iudex Dominus Iesus’, e raccoglie tutti i contributi che Vox Canonica (la rivista on line specializzata in diritto canonico, ha pubblicato sul tema. La collettanea, nell’intento degli Autori,  nasce dall’intento di offrire una riflessione organica e multidisciplinare sul significato, sull’impatto e sulle prospettive aperte dalla riforma voluta da papa Francesco.

Agli autori,don Emanuele Tupputi e Rosario Vitale, abbiamo chiesto di raccontare l’intento di questa collettanea: “Il volume intende festeggiare i 10 anni dalla promulgazione del MIDI e raccoglie tutti i contributi che Vox Canonica ha pubblicato in questi primi 5 anni di attività sull’argomento. È stato un lavoro poderoso e di squadra, che contribuisce a far conoscere sempre più e sempre meglio la riforma di papa Francesco. Lo stesso report sui Tribunali ecclesiastici italiani ha contribuito a dare uno spaccato e far comprendere meglio ‘a quale punto siamo’ con la riforma e cosa ancora si deve fare. Mi auguro che questo piccolo contributo, che voglio sottolinearlo, è frutto di una grande squadra che è la famiglia di Vox Canonica, possa aiutare tutti i fedeli ad accostarsi con sempre maggiore consapevolezza al sacramento del matrimonio”.

Quali sono i punti fondamentali del Motu Proprio?

“Tra i punti fondamentali del MIDI si può serenamente riconoscere che esso ha contribuito molto a rendere la giustizia e l’accertamento della verità più efficace e più vicino alla realtà dei fedeli.

Leggendo il MIDI con attenzione si evince chiaramente come il Legislatore ribadisca che deve esserci sempre sinergia tra diritto e azione pastorale nella Chiesa, cosi come l’importanza di recuperare uno stile di prossimità e di reciprocità che ponga al centro la persona e la sua salus nella condizione umana che la vede come creatura.

L’accompagnamento, l’ascolto e il discernimento sono la cifra emblematica della riforma voluta da papa Francesco ma richiede una sempre maggiore attuazione onde fugare pastoralismi sterili a discapito della verità. Un altro punto di forza del MIDI è aver avviato dei processi di conversione delle strutture giudiziarie, anche se non sono mancate e non mancano delle resistenza da superare, come, ad esempio, una maggiore attenzione ad avere più operatori del diritto che siano preparati e quindi di investire anche e soprattutto sui laici affinché possano contribuire nell’amministrazione della giustizia a vari livelli.

E’ difficile per un vescovo di una diocesi dove vi è carenza di sacerdoti, affidare il ruolo di vicario giudiziale ad esempio ad un prete e che questi possa dedicarsi esclusivamente a quello. Questo accade poiché nell’immaginario ecclesiale, certi uffici sembrano essere meno importanti di altri o si pensa che possano occupare meno tempo di altri”.

Cosa è ‘cambiato’ in questo decennio nel processo matrimoniale canonico?

“In questo decennio il processo matrimoniale canonico è stato sicuramente più valorizzato nel suo valore ecclesiale, giuridico e pastorale, ma mai a discapito della verità. Tuttavia, non sono mancate, e ancora persistono, difficoltà di natura culturale, organizzativa o formativa.

Infatti, da una piccola ricerca sui tribunali ecclesiastici in Italia a 10 anni dal MIDI e annesso report compiuto (pubblicati sul sito di Vox Canonica lo scorso 7 gennaio) si è rilevato che il processo matrimoniale canonico è cambiato a macchia di leopardo, nel senso che  da un lato si è rilevata la positività della normativa per aver apportato significativi benefici in termini di economia processuale per l’abolizione dell’obbligatorietà della doppia decisione conforme, come requisito per l’esecutività della sentenza, dall’altro lato diversi Tribunali ecclesiastici (la maggioranza) hanno cercato di accogliere la riforma favorendo un’applicazione ponderata e ragionevole tenendo in debito conto le varie conformazioni territoriali e le competenze.

Nel report, inoltre, alla positività del MIDI sono seguite alcune criticità da superare tra alcune si evidenzia una che è la scomparsa degli appelli contro sentenze affermative che induce a una legittima e saggia riflessione sul se e sul come la difesa del vincolo sia in realtà assicurata e su come la figura del Difensore del vincolo debba essere sostenuta e apprezzata nel serio svolgimento del proprio ruolo processuale in difesa del vincolo”.

Quale pastorale della vicinanza è possibile?

“La prima pastorale della vicinanza è quella di un cambio di mentalità per un autentico servizio alle famiglie che coinvolge direttamente la pastorale giudiziale. Favorire servizi ecclesiali in cui la dimensione giuridica e quella pastorale entrino veramente in dialogo, cosi come previsto, ad esempio, dall’istituto canonico dell’indagine pregiudiziale o pastorale (cfr. RP art. 1-5 del MIDI) che in molte diocesi è ancora disatteso. E questo vale sia per quelle che fanno parte di un tribunale interdiocesano sia per quelle che hanno deciso di istituite un tribunale diocesano.

In un contesto culturale ed antropologico in continua evoluzione anche per la famiglia ed in special modo per le sue fragilità urge andare più incontro ai fedeli feriti aiutandoli a ‘conoscere’ la possibilità della dichiarazione di nullità, e ove possibile invitandoli a percorrerla o in caso contrario accompagnarli pastoralmente per un maggiore integrazione nella comunità ecclesiale e far riscoprire i desiderio di famiglia. Urge una maggiore sinergia tra tribunali ecclesiastici e ambito pastorale della famiglia, della catechesi, dei giovani e della formazione del clero.

Questo al fine di saper leggere le singole situazioni dei fedeli e aprire un più articolato discernimento che favorisca una pastorale unitaria affinché le dinamiche, pastorali prima e processuali poi, corrispondano ad un impegno ecclesiale, in primis dei Vescovi, verso un attenzione concreta delle crisi matrimoniali nella via di alcune parole chiavi: prossimità, accompagnamento, discernimento ed integrazione”.

Papa Leone XIV ha sottolineato la natura pastorale del Diritto Canonico: quali sono le prospettive?

“Le prospettive sono alquanto positive in quanto papa Leone essendo un canonista di formazione e avendo un senso altrettanto spiccato della pastorale sarà capace di far avanzare le finalità del diritto canonico per il bene delle anime. A tal riguardo lo scorso novembre ha ribadito come ‘Nella potestà giudiziaria opera un aspetto fondamentale del servizio pastorale: la diaconia della verità. Ogni fedele, ogni famiglia, ogni comunità ha bisogno di verità circa la propria situazione ecclesiale, in ordine a compiere bene il cammino di fede e di carità. In questa cornice si situa la verità sui diritti personali e comunitari: la verità giuridica dichiarata nei processi ecclesiastici è un aspetto della verità esistenziale nell’ambito della Chiesa’.

Recentemente il 26 gennaio, parlando ai prelati della Rota Romana dopo averli esortati ad essere cooperatori della verità ed operatori di pace ha ribadito l’importanza di coniugare nell’azione giuridica la verità della giustizia e la virtù della carità fugando che una malintesa compassione offuschi la verità. In questi primi discorsi del papa canonista, dunque, si evince il suo desiderio e la sua volontà di far comprendere che il diritto canonico è al servizio della Chiesa e della salus animarum. La sua missione non è un uso positivistico dei canoni per cercare soluzioni di comodo ai problemi giuridici o tentare certi ‘equilibrismi’, ma quella di applicarlo nelle situazioni concrete della pastorale coniugando misericordia e giustizia”.

Valle d’Aosta e Trento gemellate nel segno della solidarietà

 La Valle d’Aosta e Trento non sono mai state così vicine. Due località da sempre accomunate dalla montagna e dall’autonomia sono da oggi gemellate nel segno della solidarietà. In occasione del primo dei tanti appuntamenti che porteranno al Giorno del Dono del 4 ottobre, è stato siglato il gemellaggio tra la Valle d’Aosta, Capitale italiana del Dono, e Trento, Capitale europea del volontariato, nella cornice ideale di Skyway Monte Bianco con la natura che ha donato una giornata stupenda al cospetto della montagna più alta d’Europa.

“Nei territori di montagna, quelli più ‘difficili’, come la Valle d’Aosta e Trento, è necessario rafforzare la vicinanza e la solidarietà, è una lezione che da sempre caratterizza la comunità valdostana – ha dichiarato ai 2.173 metri della stazione del Pavillon Renzo Testolin, Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta. Questo è possibile grazie all’attività delle associazioni, che fanno la differenza in luoghi come i nostri, e al sostegno delle istituzioni, che deve tradursi in atti concreti. Il volontariato, in tutti i settori, fa parte della nostra cultura, del nostro DNA. E di questo siamo orgogliosi”.

“Il tessuto sociale è in forte cambiamento, con grandi complessità e sfide da affrontare. Alle complessità sociali si aggiungono le difficoltà dei territori come i nostri, periferici e con condizioni difficili – ha detto Francesca Gerosa, Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento. È fondamentale lavorare alle sinergie tra la rete delle associazioni di volontariato e le istituzioni, e questo permette di arrivare a dei risultati: le istituzioni da sole non possono dare le risposte che i cittadini chiedono e meritano, senza volontari non potremmo farcela”.

La giornata, condotta da Annamaria Baccarelli, Vicedirettrice di RAI Parlamento, si era aperta con i saluti istituzionali da parte di Alessia Di Addario, Assessora alla Cultura, Istruzione e Politiche sociali del Comune di Courmayeur, Claudio Latino, Presidente del CSV VDA ODV, Ivan Nissoli, Presidente dell’Istituto Italiano della Donazione, Alberto Bertin, Presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, e Renzo Testolin, Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Dopo il momento del gemellaggio, che ha visto anche la presenza di Chiara Tommasini, presidente di CSVnet, e Alberto Pedrotti, Assessore alle politiche sociali e welfare del Comune di Trento, si è parlato di sport e disabilità con le testimonianze di due esempi locali. Andrea Borney, presidente di Lymph Foundation e di Aspert, Associazione sport per tutti, ha raccontato la storia dell’associazione, che ha come mission quella di aiutare le persone che vivono problematiche sociali ad emergere dal loro disagio attraverso lo sport e la sua funzione formativa ed educativa.

Daniele Boero, ideatore del progetto Alpinisti InSuperAbili insieme a Roberto Ferraro, ha illustrato l’importante progetto che ha visto la luce da pochi mesi e che, tramite l’ausilio di un monosci e squadre di persone addette al traino e alla sicurezza ed alcune Guide Alpine, ha portato sulla cima del Breithorn a 4.165 metri Raffaele, Chiara ed Egidio, tre persone con disabilità. A chiudere gli interventi è stata Federica Brignone, la sciatrice italiana più vincente di sempre nonché unica ad aver vinto la Coppa del Mondo generale, oltre a tre coppe di specialità, tre medaglie olimpiche e tre medaglie mondiali.

La giornata si è conclusa con il “Dono della Musica”, con l’esibizione del coro Ali Ali, composto da persone colpite da ictus, Parkinson e Alzheimer, nato da un’idea dell’associazione A.L.I.Ce Valle d’Aosta e sostenuta dall’associazione Parkinson Valle d’Aosta e Tamtando. Infine c’è stato il suggestivo concerto di Ray Lema & Partage Ensemble, composto dal pianista e compositore congolese Ray Lema (voce e pianoforte), Massimiliano Gilli, Sylvie Blanc (violini), Gerardo Vitale (viola), Claudia Ravetto (violoncello), Manuel Pramotton (sax), Marco Giovinazzo (percussioni).

La Valle d’Aosta Capitale del Dono torna il 2 ottobre alle 16.30 al Forte di Bard con la presentazione, da parte di Cinzia Di Stasio, Segretario Generale dell’Istituto Italiano della Donazione, del 7° rapporto nazionale “Noi doniamo” con focus su Piemonte e Valle d’Aosta. A seguire si terrà la tavola rotonda “L’Italia che dona, dal nazionale al territorio” con Marco Demarie, Fondazione Compagnia di San Paolo, Davide Merlino, Fondazione CRC Donare ETS, Franca Maino, Percorsi di secondo welfare e Beatrice Verri, Fondazione della Comunità Chierese.

Roberto Grasso, Consigliere della Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta, Marco Sarboraria, medico della Croce Rossa Italiana, Alesandro Collura di Aosta Iacta Esta, e Fabio Bolzoni, Direttore Generale della BCC Valdostana, porteranno le loro testimonianze dal territorio di una “Valle d’Aosta che dona”.

A moderare la giornata saranno Patrik Vesan, Università della Valle d’Aosta e Assifero, e Giulio Sensi, giornalista e comunicatore sociale. L’evento si chiuderà con un aperitivo in musica con il Coro Mont-Cervin A.N.A. e in collaborazione con il progetto “Il cielo in una pentola”.

Il Presidente della Repubblica ha concesso il suo Alto Patronato alla X edizione del Giorno del Dono. Gli eventi di Valle d’Aosta Capitale del Dono 2024 hanno ricevuto il sostegno da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta, del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, dei Comuni di Aosta e Courmayeur e del CELVA, oltre al supporto di BCC Valdostana, CVA, Skyway Monte Bianco, Forte di Bard, Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans e Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta, oltre al supporto di numerosi partner nazionali.

Papa Francesco lancia il ‘Family Global Compact’

“Nell’Esortazione apostolica ‘Amoris laetitia’ ho sottolineato che ‘il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa’. Con questo convincimento desidero sostenere il Family Global Compact, un programma condiviso di azioni volto a mettere in dialogo la pastorale familiare con i centri di studio e ricerca sulla famiglia presenti nelle Università cattoliche di tutto il mondo. Si tratta di un’iniziativa del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e della Pontificia Accademia per le Scienze Sociali, nata a partire da studi e ricerche sulla rilevanza culturale e antropologica della famiglia e sulle nuove sfide che essa si trova a fronteggiare”.

Missione di solidarietà della delegazione di Napoli e Campania a Casamicciola Terme

Quando il 28 novembre scorso il terribile disastro idro-geologico ha colpito il comune di Casamicciola Terme sull’Isola di Ischia, il Delegato e il Consiglio della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si sono messi subito in contatto con don Gino Ballirano, Cappellano di Merito, che si era immediatamente attivato come coordinatore dei soccorsi di prima necessità.

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