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Un augurio alla scuola dalla diocesi di Monreale
Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha inviato un breve videomessaggio con un appello ai ragazzi: “Lunedì si torna a scuola. Rivolgo un augurio a studenti, insegnanti, personale scolastico. Sarà un momento di intensa emozione come è stato per me ogni primo giorno di scuola… Voi dovrete fare la vostra parte, dovete impegnarvi a rispettare le regole di cautela che vi consentiranno di tutelare la vostra salute e la salute delle persone che amate e che vi amano”.
L’augurio dei vescovi delle Marche per il nuovo anno scolastico
A settembre iniziano le scuole e quest’anno è un inizio molto atteso da tutti, in quanto sono trascorsi sei mesi dalla loro chiusura forzata e studenti ed insegnanti sono stati costretti a lezioni a distanza a causa del Covid 19. Per questo motivo si attende con un po’ di trepidazione l’inizio, come hanno scritto i vescovi marchigiani in lettera al mondo scolastico, agli studenti ed alle loro famiglie:
Scuola: a Torino un accordo tra diocesi e comune
Mancano alcuni giorni all’inizio del nuovo anno scolastico e molti Provveditorato stanno cercando di reperire aule per consentire agli studenti il regolare svolgimento delle lezioni nelle norme anti covid. In questa situazione molte diocesi stanno mettendo a disposizione i locali delle parrocchie, come nella diocesi di Torino.
Per il patriarca Moraglia le priorità sono la scuola e i poveri
Il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, ha preso la citazione più lunga della sua ultima lettera pastorale, ‘La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì’, da un classico della letteratura cristiana del ’900, ‘Resistenza e resa’ di Dietrich Bonhoeffer: “L’essenza dell’ottimismo non è guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, ma lo rivendica per sé”.
Italia penultima per laureati ma ‘campione’ tra i Neet
L’Italia resta saldamente agli ultimi posti in Europa per livelli di istruzione della popolazione. L’amara conferma arriva dal report dell’Istat, diffuso ieri, che segnala come soltanto il 62,2% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha almeno il diploma di scuola superiore, contro il 78,7% della media dell’Unione Europea. Va anche peggio sul versante dei laureati: il 19,6% contro il 33,2% dell’Ue.
Fratel Biagio chiede un impegno per il bene
Gli studenti hanno già mostrato maturità
In una situazione strana e ‘silenziosa’ gli esami di maturità; una maturità diversa e strana per molti italiani. Ma per gli studenti quest’anno la maturità è sempre la maturità. Certo, sono mancati quei riti (come i famosi ‘100 giorni’), che servivano a scongiurare certe paure ed ad amalgamare forse ancora meglio la coesione della classe.
Dalla Sardegna una Parola per consolare il popolo
Alcuni giorni fa nella basilica di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari, si è svolta la celebrazione eucaristica concelebrata dai vescovi della Sardegna per ricordare il primo approdo, 650 anni fa, del simulacro della Madonna di Bonaria sulle coste cagliaritana ma anche per un rinnovato affidamento del popolo sardo alla sua Patrona Massima in un tempo di prova come quello attuale, segnato dalla pandemia.
Dal Patriarcato di Gerusalemme un appello per il sostegno degli studenti
Domenica scorsa ha riaperto ai fedeli la basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, i cui battenti erano stati chiusi il 25 marzo scorso, su disposizione delle autorità civili israeliane. Nella nota congiunta dei capi delle Tre Comunità, custodi della Basilica del Santo Sepolcro e della Resurrezione, i patriarchi greco ortodosso e armeno di Gerusalemme, Teofilo III e Nourhan Manougian, e il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, si leggono le modalità di ingresso:
Lattanzi: nell’era digitale il papa invita a raccontare storie
“Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri. L’uomo è un essere narrante. Fin da piccoli abbiamo fame di storie come abbiamo fame di cibo”: così inizia il messaggio di papa Francesco per la 54ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra oggi, tratto da un passo del libro dell’Esodo, ‘Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria. La vita si fa storia’.





























