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Le reliquie del beato Giovanni Merlini presso il Santuario della Madonna della Misericordia a Rimini
Il Santuario della Madonna della Misericordia a Rimini si prepara a vivere quattro giornate di spiritualità in occasione del 175° anniversario della sua dedicazione e della peregrinatio delle reliquie del beato Giovanni Merlini, primo beato del Giubileo.
Sabato 15 novembre alle 18.00 è prevista la Messa solenne con l’accoglienza delle reliquie del beato, presieduta da don Benedetto Labate, direttore della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Seguirà, alle 19.00, la presentazione del nuovo quadro dedicato al Merlini e dell’opera Il Beato Giovanni Merlini, con l’intervento dell’autore Stefano Lazzari della Bottega Tifernate.
Domenica 16 novembre alle 18.00 si terrà la Messa con il rito dell’Unzione degli infermi e la preghiera di intercessione guidata da don Giovanni Francilia, vice Provinciale. In serata, alle 20.45, si terrà una veglia di preghiera presieduta dal vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi, durante la quale la famiglia Cefalo offrirà la propria testimonianza sul miracolo che ha condotto alla beatificazione del Merlini.
Lunedì 17 novembre, nel giorno del 175° anniversario della dedicazione del Santuario, alle 11.00 sarà celebrata la Santa Messa presieduta da don Benedetto Labate, con la Supplica alla Madonna della Misericordia. Nel pomeriggio, alle 18.00, avrà luogo una celebrazione guidata da don Giuseppe Pandolfo, rettore del Santuario, in occasione del 15° anniversario della fondazione del gruppo di preghiera Mater Misericordiae.
Il programma si concluderà martedì 18 novembre alle ore 18.00. Don Giovanni Francilia presiederà la Messa conclusiva, al termine della quale le reliquie ripartiranno alla volta di Cesena.
Il 12 gennaio 2025, nell’Arcibasilica Papale di San Giovanni in Laterano e davanti a circa tremila fedeli, il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha proclamato beato il Servo di Dio Giovanni Merlini, terzo Moderatore Generale dei Missionari del Preziosissimo Sangue e guida spirituale di santa Maria De Mattias, fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo.
«L’evento è stato emozionante, significativo e incoraggiante», afferma don Benedetto Labate, Direttore della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue. «Per questo la Postulazione ha proposto alle varie realtà delle Province italiane dei Missionari e delle Suore Adoratrici di accogliere le reliquie del beato, così da promuoverne la venerazione e far conoscere la figura di quest’uomo santo nei luoghi in cui i consacrati servono il popolo di Dio».
La peregrinatio è iniziata il 26 gennaio nella Cattedrale di Benevento, città natale dell’uomo miracolato. È poi proseguita a Spoleto, città natale del beato, e ad Albano Laziale, dove Merlini svolse a lungo il ministero di formatore e consigliere generale dell’Istituto, raggiungendo durante il corso di quest’anno tutte le comunità della Provincia Italiana.
A Roma la peregrinatio delle reliquie del primo beato del Giubileo
Il 12 gennaio scorso nell’Arcibasilica Papale di San Giovanni in Laterano, alla presenza di circa 3.000 fedeli, il card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha proclamato beato il Servo di Dio don Giovanni Merlini, terzo Moderatore Generale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue e guida spirituale di santa Maria de Mattias, fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo.
“L’evento è stato emozionante, significativo e incoraggiante, afferma don Benedetto Labate, direttore della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue, al punto che la Postulazione della causa ha proposto alle varie realtà delle Province Italiane dei Missionari e delle Suore Adoratrici di accogliere le reliquie del beato per promuoverne la venerazione e così far conoscere la figura di quest’uomo santo lì dove i consacrati servono il popolo di Dio.
E’ così che il 26 gennaio scorso, nella cattedrale di Benevento, città natale dell’uomo miracolato che ha messo in moto la macchina della beatificazione, è cominciata la peregrinatio delle reliquie del beato Giovanni, itinerario che ha previsto anche le tappe di Spoleto, città natale del beato, e Albano Laziale, luogo dove per oltre vent’anni lui ha svolto il ministero di formatore e consigliere generale dell’Istituto.
Qual è il senso di questa peregrinatio e perché la Chiesa permette che le ossa di un santo siano spostate dal luogo del loro culto? Partiamo dalla considerazione che la venerazione dei santi non è una forma di superstizione o di idolatria. Noi adoriamo l’unico Dio in Tre Persone, la cui gloria però risplende come in uno specchio nella vita dei santi. Questi, appunto, ci stimolano a percorrere la via del Vangelo perché è la proposta di fede e salvezza offerta a noi dal Figlio di Dio fatto uomo, Lui che si è presentato come Via per giungere alla felicità, Verità che porta alla comunione con Dio e Vita piena di senso e gioia per chi cammina tra le tenebre del mondo.
La preghiera rivolta ai santi è richiesta di intercessione rivolta a loro, che vedono il volto di Dio e in virtù dell’offerta del Sangue dell’Agnello sono entrati al cospetto della gloria del Padre. E’ lo stesso motivo per cui ci rivolgiamo alla Vergine Maria come segno di consolazione e sicura speranza”.
Pertanto, da giovedì 27 marzo a domenica 30 marzo, l’urna contenente le reliquie del beato Giovanni Merlini sarà accolta presso la Parrocchia San Gaspare del Bufalo a Roma. Tutte le sere, alle ore 18:30, si terrà la Santa Messa con predicazione di don Matteo Merla, Missionario del Preziosissimo Sangue, preceduta dalla recita della coroncina del Preziosissimo Sangue. Sabato 29 marzo alle ore 18:00 si terrà un incontro con Feliciano Cefalo, figlio del miracolato.
Ad Arezzo la reliquia del beato Livatino: la peregrinatio fino al 19 aprile
‘Sub tutela Dei. Sotto la protezione di Dio’: è questo il titolo della mostra sul giudice Rosario Angelo Livatino, assassinato dalla mafia nel 1990 e proclamato beato nel 2021, che è possibile visitare fino al 23 aprile ad Arezzo nel Loggiato di San Donato. La mostra, presentata per la prima volta al Meeting di Rimini, nasce per far conoscere la figura attualissima del beato Livatino, ed è articolata su pannelli con foto e documenti in cui vengono rappresentati i vari momenti della vita del giovane magistrato, incluso il giorno dell’agguato e della sua uccisione.
Il taglio del nastro dell’esposizione, realizzata in collaborazione tra Diocesi, Acli della provincia di Arezzo e Comunione e Liberazione di Arezzo, è stato effettuato dal vescovo Andrea Migliavacca: “La peregrinatio delle reliquie del beato Livatino nella nostra diocesi è occasione per richiamarci sui temi della giustizia, dell’equità, della ricerca del bene comune e della testimonianza del Vangelo anche nella cosa pubblica. È un’importante testimonianza che vogliamo raccogliere soprattutto per i giovani e pensando a un mondo migliore”.
L’inaugurazione della mostra (modalità di a/ccesso e orari nel volantino allegato) precede e accompagna la peregrinatio della reliquia del beato Rosario Angelo Livatino che verrà accolta dal 17 al 19 aprile nella Cattedrale di Arezzo. Il pensiero del giovane magistrato infatti oggi raggiunge scuole, parrocchie, enti grazie anche alla peregrinatio di una reliquia.
La camicia che Livatino indossava il giorno del suo assassinio, consunta dal sangue del martirio, che per 32 anni è stata un reperto processuale conservato negli armadi blindati del Tribunale di Caltanissetta, chiesta in affidamento dalla Curia di Agrigento e conservata in una teca d’argento e che dal 19 settembre 2021 viaggia per l’Italia:
“Questa iniziativa è stata voluta per avvicinare la cittadinanza, specialmente i giovani, a una figura positiva del nostro tempo – dice il prof. Luca Vanni, direttore dell’Ufficio Scuola della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro -. Non è giusto chiamarlo eroe, ma una persona giusta, non solo perché amministrava la giustizia, ma perché lo faceva con equità, mosso da un grande senso civico.
Una grande figura quindi dal punto di vista civile e della storia della Repubblica Italiana, ma anche dal punto di vista della fede. Diceva che il giudice giusto non può valutare solo l’errore, ma deve farsi guidare anche dal non svalutare mai la persona che si ha di fronte. Per evitare questo diceva che la fede gli era stata di grande aiuto. Per questo andava tutte le mattine alla Messa nella parrocchia vicina al tribunale. Lo faceva in incognito, senza dire chi fosse. lo stesso parroco scoprirà solo dopo la morte che si trattava del giudice Livatino”.
Il pellegrinaggio della reliquia in terra aretina prevede vari momenti liturgici e culturali (programma dettagliato in allegato). In particolare si segnalano il convegno di giovedì 18 aprile alle ore 10 nel Palazzo Vescovile dedicato al tema ‘La giustizia riparativa’ che vede intervenire, dopo i saluti del vescovo Andrea Migliavacca e mons. Giuseppe Cumbo, Vicario Generale di Agrigento, Sebastiano Mignemi, presidente della Corte d’Assise di Catania, Linda Gambassi, Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Pistoia, Maria Grazia Giampiccolo, Direttrice della Casa di reclusione a San Gimignano; il convegno è moderato da mons. Alessandro Conti, Vicario Generale della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.
Alle ore 16, in Seminario si svolgerà il convegno pensato soprattutto per gli insegnanti di religione dal titolo ‘Giustizia riparativa, ascolto….accoglienza’ con interventi di don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, Marco Pappalardo, autore del libro ‘Non chiamatelo ragazzino’, Virginia Drago, studentessa di giurisprudenza e il canonico don Andrzej Zalewski, Rettore del Seminario di Arezzo; modera l’incontro Luca Vanni, direttore dell’Ufficio Scuola diocesano. Un terzo convegno si svolge venerdì 19 aprile alle ore 10 in Cattedrale ed è intitolato ‘Chiesa cristiana e contrasto alle mafie’ con interventi di mons. Giuseppe Cumbo, Vicario Generale di Agrigento e don Andrea Bigalli, referente regionale Libera Toscana.
(Foto: diocesi di Arezzo-Cortona-SanSepolcro)




























