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II Domenica di Pasqua: la domenica della divina misericordia
Gesù è veramente risorto! Quest’annuncio ancora oggi ci coinvolge tutti come singoli e come società. E’ un annuncio che conferisce pace e gioia ma non cessa di essere un mistero d’accogliere con fede e amore. Siamo cristiani perché Cristo è veramente risorto; Egli è il Dio con noi. Gesù aveva dato l’annuncio della sua risurrezione attraverso le pie donne, che si erano recate al suo sepolcro, e sono divenute ambasciatrici di Cristo.
La Chiesa nordica invita al dialogo sulla sessualità
Nelle settimane precedenti la Pasqua la Conferenza episcopale dei Paesi nordici ha diffuso una lettera pastorale sulla sessualità umana in cui si precisa la posizione della Chiesa sulle questioni che ruotano attorno a quel movimento ‘politico e culturale’ che assume come proprio simbolo l’arcobaleno, riprendendo il racconto della Genesi del patto che Dio fece con Noè, confutando le tesi dell’ideologia ‘gender’, che vuole annullare il corpo sessuato:
“Quando Noè e i suoi parenti tornarono in un mondo ripulito dall’acqua, Dio fece il suo primo patto con ‘ogni carne’. Promise che mai più il diluvio avrebbe distrutto la terra. Agli uomini chiese giustizia: onorare Dio, costruire la pace, essere fecondi. Siamo chiamati a vivere beati sulla terra, a trovare gioia gli uni negli altri.
Il nostro potenziale è meraviglioso finché ricordiamo chi siamo: ‘perché a immagine di Dio, Egli ha fatto l’uomo’. Siamo chiamati a dare compimento a questa immagine attraverso le scelte di vita che facciamo”.
E per ratificare tale ‘patto’ fece l’arcobaleno: “Il segno dell’alleanza, l’arcobaleno, oggi è rivendicato come simbolo di un movimento allo stesso tempo politico e culturale. Riconosciamo quanto c’è di nobile nelle aspirazioni di questo movimento. Le condividiamo nella misura in cui parlano della dignità di tutti gli esseri umani e del loro desiderio di visibilità. La Chiesa condanna ogni ingiusta discriminazione, qualunque sia, anche quella che si fonda sul genere o sull’orientamento sessuale”.
Però la Chiesa nordica invita a non travisare la realtà della natura attraverso il rifiuto del corpo, specialmente nei bambini: “Dissentiamo da esso, tuttavia, quando il movimento propone una visione della natura umana che astrae dall’integrità incarnata della persona, come se il sesso fosse qualcosa di accidentale.
E ci opponiamo quando tale visione viene imposta ai bambini come una verità provata e non un’ipotesi ardita, e imposta ai minori come un pesante carico di autodeterminazione al quale non sono preparati.
E’ curioso: la nostra società tanto preoccupata per il corpo, di fatto lo prende alla leggera, rifiutando di vedere il corpo come segno di identità, e supponendo di conseguenza che l’unica individualità sia quella prodotta dall’autopercezione soggettiva, costruendo noi stessi a nostra immagine”.
Per questo l’immagine divina del corpo non riguarda solo l’anima: “Quando professiamo che Dio ci ha fatti a sua immagine, questa non si riferisce solo all’anima. Appartiene misteriosamente anche al corpo. Per noi cristiani il corpo è legato intrinsecamente alla personalità. Noi crediamo alla risurrezione del corpo.
Naturalmente, ‘saremo tutti trasformati’. Cosa sarà il nostro corpo nell’eternità è difficile immaginarlo. Crediamo nell’affermazione biblica, fondata sulla tradizione, che l’unità di mente, anima e corpo durerà per sempre. Nell’eternità saremo riconoscibili per quello che già ora siamo, però gli aspetti conflittuali che ancora impediscono lo sviluppo armonioso del nostro vero sé saranno stati risolti”.
L’accettazione di se stesso è una lotta, come ha affermato san Paolo: “San Paolo ha dovuto lottare con se stesso per fare in fede questa affermazione. Così, abbastanza spesso, anche noi. Siamo consapevoli di tutto ciò che non siamo; ci concentriamo sui doni che non abbiamo ricevuto, sull’affetto o sull’affermazione che manca nella nostra vita.
Queste cose ci rattristano. Vogliamo rimediare. A volte è ragionevole. Spesso è inutile. Il cammino dell’accettazione di noi stessi passa attraverso il nostro impegno con ciò che è reale. La realtà della nostra vita abbraccia le nostre contraddizioni e ferite. La Bibbia e le vite dei santi mostrano che le nostre ferite possono, per grazia, diventare fonti di guarigione per noi stessi e per gli altri”.
E Dio si manifesta sia nel maschile che nel femminile; importante è accettarsi: “San Paolo ha dovuto lottare con se stesso per fare in fede questa affermazione. Così, abbastanza spesso, anche noi. Siamo consapevoli di tutto ciò che non siamo; ci concentriamo sui doni che non abbiamo ricevuto, sull’affetto o sull’affermazione che manca nella nostra vita. Queste cose ci rattristano.
Vogliamo rimediare. A volte è ragionevole. Spesso è inutile. Il cammino dell’accettazione di noi stessi passa attraverso il nostro impegno con ciò che è reale. La realtà della nostra vita abbraccia le nostre contraddizioni e ferite. La Bibbia e le vite dei santi mostrano che le nostre ferite possono, per grazia, diventare fonti di guarigione per noi stessi e per gli altri”.
Ma la Chiesa non esclude nessuno ed accompagna tutti lungo il cammino della vita, perché è misericordiosa: “Nell’ospitale fraternità della Chiesa c’è posto per tutti… Questa misericordia non esclude nessuno, ma stabilisce un alto ideale. L’ideale è enunciato nei comandamenti, che ci aiutano a crescere rispetto a concezioni di sé troppo anguste.
Siamo chiamati a diventare donne e uomini nuovi. In tutti noi ci sono elementi caotici che vanno messi in ordine. La comunione sacramentale presuppone un consenso coerentemente vissuto alle condizioni poste dall’alleanza sigillata nel sangue di Cristo. Può accadere che le circostanze rendano impossibile a un cattolico ricevere i sacramenti per un certo periodo.
Non è per questo che cessa di essere membro della Chiesa. L’esperienza d’esilio interiore abbracciato nella fede può portare a un più profondo senso di appartenenza. Nelle Scritture gli esili spesso ci rivelano questo. Ognuno di noi ha un esodo da fare, ma non camminiamo soli”.
Ed a chi nutre perplessità sull’insegnamento cristiano riguardo la sessualità la Chiesa nordica invita al dialogo ed alla partecipazione della vita ecclesiale: “A questi offriamo un’amichevole parola di consiglio. Innanzitutto: cercate di familiarizzare con la chiamata e la promessa di Cristo, di conoscerlo meglio attraverso le Scritture e nella preghiera, attraverso la liturgia e lo studio di tutto l’insegnamento della Chiesa, non solo attraverso frammenti presi qua e là. Partecipate alla vita della Chiesa.
Così si amplierà l’orizzonte delle domande dalle quali siete partiti, e anche la vostra mente e il vostro cuore. In secondo luogo, consideriamo i limiti di un discorso puramente laico sulla sessualità. Ha bisogno di essere arricchito.
Abbiamo bisogno di termini adeguati per parlare di queste cose importanti. Avremo un contributo prezioso da offrire se recupereremo la natura sacramentale della sessualità nel disegno di Dio, la bellezza della castità cristiana e la gioia dell’amicizia, che mostra quale grande intimità liberatrice si può trovare anche nelle relazioni non sessuali”.
Infatti l’insegnamento della Chiesa è la realizzazione dell’amore, che si realizza nel periodo pasquale: “Da questo amore è stato fatto il mondo, e ha preso forma la nostra natura. Questo amore si è reso manifesto nell’esemplarità di Cristo, nel suo insegnamento, nella sua passione salvifica e nella sua morte.
L’amore ha trionfato nella sua gloriosa risurrezione, che celebreremo con gioia durante i cinquanta giorni della Pasqua. La nostra comunità cattolica, dalle molte sfaccettature e dai tanti colori, possa testimoniare questo amore nella verità”.
Paolo De Martino racconta l’amore gratuito di Dio
Luca è il vangelo dei lontani, dei dubbiosi, degli smarriti. E’ il vangelo della relazione con Dio. Per il lettore il significato del vangelo di Luca può essere sorprendente: perché è rivolto alla persona per come essa è, con la sua storia, con le sue fragilità, i suoi sbagli. L’autore del volume ‘Dio ama gratis. In cammino con Luca’, prof. Paolo De Martino, responsabile dell’Apostolato Biblico nella diocesi di Torino, magistralmente mostra quanto l’evangelista Luca assomigli all’uomo e alla donna contemporanei: Luca proviene e vive in un ambiente lontano dalla spiritualità.
Parolin a Tolentino per la festa dei ‘panini benedetti’ senza pazienza non c’è diplomazia
Domenica 19 marzo nella basilica di san Nicola da Tolentino si è conclusa la festa dei ‘panini benedetti’, alla presenza dei sindaci della comunità montana ‘Monti Azzurri’, con una concelebrazione eucaristica presieduta dal segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, che nell’omelia al vangelo del ‘cieco nato’ ha sottolineato che Dio salva attraverso la fede di colui che cerca la guarigione, come avvenne a san Nicola, che pregando intensamente ottenne la grazia della guarigione per intervento della Vergine Maria, che, apparsa in visione, gli aveva assicurato: ‘Chiedi in carità, in nome di mio Figlio, un pane. Quando lo avrai ricevuto, tu lo mangerai dopo averlo intinto nell’acqua, e grazie alla mia intercessione riacquisterai la salute’.
Quinta domenica di Quaresima: ‘Io sono la risurrezione e la vita’
I brani del Vangelo delle domeniche di Quaresima sono immagini vive con le quali Gesù indica il Battesimo: il sacramento che ci conferisce la luce vera, il sacramento che disseta per la vita eterna, il sacramento che conferisce la vera vita (la vita eterna). Davanti a Dio esiste la vita, l’uomo vivo: gli uomini vivi, prima della morte del corpo, gli uomini vivi, dopo la morte del corpo. La nostra vita ha due momenti: uno terreno, l’altro celeste; ma l’uomo è sempre vivo davanti a Dio, che ci ha creati e redenti per possedere la vita eterna.
Papa Francesco: la sfida della misericordia è la pace
Giovedì intenso per papa Francesco che, ricevendo la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, organismo nato nel 1980 per accompagnare il processo europeo, che ha come presidente mons. Mariano Crociata, ha chiesto di mantenere l’unità nella diversità, e guardare alla pace, al di là di ogni reciproco interesse:
Papa Francesco invita ad essere abbracciati da Dio
Ieri papa Francesco ha sottolineato che il Signore si può avvicinare solo se ‘prendiamo le distanze dal nostro io presuntuoso’, se andiamo oltre le nostre presunzioni personali, commentando la parabola del fariseo e del pubblicano, letta durante la celebrazione che si tiene in Santa Maria al Trionfale, a Roma, per le ‘24 Ore per il Signore’, iniziativa lanciata nel 2014, che si svolgono nella quarta domenica di Quaresima, chiamata ‘domenica in Laetare’:
Gli auguri a papa Francesco
Questa mattina papa Francesco ha presieduto nella cappella di Casa Santa Marta una concelebrazione eucaristica con i cardinali presenti a Roma. In un tweet dal suo account @Pontifex, Francesco ha poi ringraziato per le preghiere ricevute: ‘Grazie di avermi accompagnato con le vostre preghiere. Per favore, continuate a farlo’, si legge sull’account social in nove lingue.
Massimo Borghesi racconta il papa da Bergoglio a Francesco
Raccontare i dieci anni intensi, talvolta drammatici, del pontificato di papa Francesco a partire dalla sua esperienza a Buenos Aires fino ad immaginare il futuro della Chiesa, è quanto si propongono 14 specialisti e studiosi (don Ezio Bolis e don Angelo Maffeis, prof. Francesco Bonini, prof. Rocco Buttiglione, prof. Giorgio Chiosso, prof. Massimo Faggioli, prof. Rodrigo Guerra Lopez, prof. Matteo Negro, prof. Fabio Pierangeli, prof. Andrea Riccardi, Austen Ivereigh, Alver Metalli, Javier Restan, Andrea Tornielli) nei loro saggi raccolti nel volume ‘Da Bergoglio a Francesco. Un pontificato nella storia’, curato dal prof. Massimo Borghesi, ordinario di filosofia morale all’Università di Perugia, che ha specificato durante la presentazione del volume:
Seconda domenica di Quaresima: Questi è mio Figlio, l’amato; ascoltatelo
E’ iniziata la Quaresima. Tempo forte, che conduce alla Pasqua di risurrezione; non è un itinerario da scoprire, è un cammino da percorrere, passo dopo passo, perché l’uomo è oggetto dell’azione misericordiosa di Dio Padre. Aiutati dalla Parola di Dio, non bastano solo i quaranta giorni che vanno dal ‘mercoledì della ceneri al giovedì santo’, ma sono necessari il pentimento dei peccati e il servizio: una vita nuova caratterizzata dall’amore verso Dio e verso i fratelli; è necessario riscoprire il nostro Battesimo, che ci ha costituiti figli di Dio, e vivere da veri figli di Dio.




























