Tag Archives: irc
Religione cattolica, servizio educativo e laboratorio di cultura
“A quarant’anni dalla firma dell’Intesa che dava attuazione all’Accordo di revisione del Concordato lateranense in materia di insegnamento della religione cattolica (Irc), la Conferenza Episcopale Italiana ha ritenuto opportuno fare il punto della situazione e richiamare l’attenzione sull’Irc, volendo evidenziare e rilanciare il suo servizio alla scuola”: così inizia la nota dei vescovi italiani, ‘L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo’, in occasione della prima Nota pastorale, pubblicata nel 1991.
La conclusione di tale Nota ha fatto proprio la sollecitazione di papa Leone XIV in apertura del Giubileo del mondo educativo: “Chi studia si eleva, allarga i propri orizzonti e le proprie prospettive, per recuperare uno sguardo che non si fissa solo in basso, ma è capace di guardare in alto: verso Dio, verso gli altri, verso il mistero della vita. Questa è la grazia dello studente, del ricercatore, dello studioso: ricevere uno sguardo ampio, che sa andare lontano, che non semplifica le questioni, che non teme le domande, che vince la pigrizia intellettuale e, così, sconfigge anche l’atrofia spirituale”.
Partendo da queste sollecitazioni abbiamo intervistato il prof. Stefano Della Ceca, vicedirettore dell’Ufficio Scuola e Servizio IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) della diocesi di Macerata: “Anche quest’anno, per circa 7.000.000 bambini/e e ragazzi/e, si apriranno le porte delle scuole che inizieranno a settembre ma la cui scelta, compresa quella per l’Irc, andrà effettuata entro il 14 febbraio, proprio il giorno di san Valentino e dei santi Cirillo e Metodio… Storie di maestri di vita di tutti i tempi che hanno incontrato un Amore che ha cambiato la loro vita e quella dell’intera Europa! Ecco che anche da questo semplice spunto può iniziare una ricerca e riflessione in classe”.
La nota dei vescovi sottolinea l’importanza del dialogo con le altre fedi: ‘Fedele a tale impostazione e all’interno dello specifico quadro normativo, l’Irc ha saputo trasformarsi e rinnovarsi, rispondendo negli anni alle domande della scuola e della società italiana’. Per quale motivo l’insegnamento della religione cattolica è un laboratorio di cultura e dialogo?
“L’Irc è definito ‘laboratorio’ perché non si limita a far scoprire precisi contenuti dottrinali, ma si apre al confronto costante con la società multietnica e multireligiosa in cui siamo immersi. In un contesto segnato da fenomeni migratori, l’Irc valorizza la propria identità cattolica proprio per aprirsi al dialogo con altre culture e fedi, come dimostrato dalle nuove schede CEI per la conoscenza dell’Ebraismo e dell’Islam. E’ per questo un luogo di sintesi dove la conoscenza della tradizione cristiana diventa uno strumento per interpretare la realtà contemporanea e favorire il dialogo sincero con tutte le realtà culturali e spirituali presenti in classe”.
In quale modo la religione cattolica è un servizio educativo?
“L’Irc assicura un servizio educativo fondamentale perché risponde alla domanda di senso e di spiritualità delle nuove generazioni, offrendo strumenti per riflettere sui valori fondamentali dell’esistenza. Si pone al servizio della scuola condividendone le finalità di pieno sviluppo della persona, promozione dell’uguaglianza e formazione della coscienza civile. In un’epoca di ‘cambiamento d’epoca’, l’Irc aiuta gli studenti a non essere ridotti a sistemi di algoritmi, promuovendo una visione antropologica che riconosce la persona come creatura, relazione, mistero”.
Qual è l’offerta dell’Irc per gli studenti?
“L’offerta formativa dell’Irc è integrata e integrale: mira a far crescere lo studente nel ‘sapere’, nel ‘saper essere’ e nel ‘saper fare’. Propone l’approfondimento della Bibbia e delle fonti del cattolicesimo come chiavi di lettura del patrimonio storico, culturale e sociale italiano ed europeo. Offre inoltre percorsi per affrontare le grandi sfide umane: la questione della cura della nostra casa comune, la giustizia sociale, l’accoglienza e la convivenza pacifica, aiutando i giovani a superare l’isolamento e la solitudine attraverso relazioni vere e profonde, con i compagni e con l’insegnante”.
In quale modo il docente di Irc può offrire agli studenti uno sguardo ampio?
“Il docente di Irc offre uno sguardo ampio quando aiuta gli studenti a non fissarsi solo verso il basso, ma a guardare verso l’alto, verso gli altri e verso il mistero della vita. Attraverso una ‘creatività educativa’, il docente si fa interprete delle risorse interiori degli alunni, vincendo la pigrizia intellettuale e il cinismo triste di chi non ha più nessuna speranza. Ponendo invece in dialogo il Vangelo con la cultura e con i diversi saperi del curricolo, offre una lettura sapiente e responsabile del proprio tempo ed allarga in ogni senso il sapere degli studenti per renderli sempre più capaci di accogliere il mistero della realtà e della vita”.
Quale è il compito del docente di religione nella formazione degli studenti?
“Occorre sottolineare che l’Irc è una materia curricolare! La scuola è obbligata a offrire questo insegnamento, che è facoltativo per lo studente; se lo studente sceglie di avvalersene, l’Irc entra a pieno titolo e di diritto nel suo curricolo. L’Irc ha quindi una dignità scolastica piena ed il compito del docente è quello di essere ‘testimone e competente’. Il suo ruolo è accompagnare gli studenti nella maturazione di un giudizio critico e di uno sguardo di sintesi sulla vita. Egli partecipa pienamente alla corresponsabilità educativa della scuola, contribuendo alla formazione dell’uomo e del cittadino e alimentando quel senso di appartenenza e partecipazione necessario, tanto più oggi, per una cittadinanza attiva e consapevole”.
(Tratto da Aci Stampa)
Cei. l’insegnamento della religione cattolica è parte della formazione dello studente
“A quarant’anni dalla firma dell’Intesa che dava attuazione all’Accordo di revisione del Concordato lateranense in materia di insegnamento della religione cattolica (Irc), la Conferenza Episcopale Italiana ha ritenuto opportuno fare il punto della situazione e richiamare l’attenzione sull’Irc, volendo evidenziare e rilanciare il suo servizio alla scuola. Sono del resto passati trentaquattro anni dalla prima e unica Nota pastorale che era stata pubblicata sull’argomento nel 1991, poco dopo la prima revisione della stessa Intesa, in una stagione ancora segnata da un vivace confronto culturale e giudiziario-amministrativo”: a 40 dall’Intesa del 1985 ed a 35 anni dalla precedente nota del 1991, la CEI ha pubblicato una nota sull’insegnamento della religione cattolica, ‘L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo’, approvata dalla 81^ Assemblea Generale tenutasi ad Assisi nel novembre scorso.
L’obiettivo è quello di aggiornare il quadro di riferimento alla luce dei cambiamenti sociali, culturali e scolastici per rilanciare il valore educativo e culturale di questo insegnamento nella scuola italiana e provare, Chiesa e Stato insieme, a collaborare per la promozione dell’uomo: “A distanza di tempo, si conferma la validità di una presenza scolastica che rispetta la libertà di coscienza di tutti e assicura un fondamentale servizio educativo. In questi anni la società italiana è cambiata, confrontandosi soprattutto con il fenomeno migratorio e la conseguente presenza di culture e religioni diverse sul territorio e nelle aule scolastiche. L’Irc ha saputo aprirsi al confronto e al dialogo proprio grazie all’identità che la contraddistingue, che ne valorizza la portata culturale e formativa”.
Un confronto avvenuto con le altre confessioni religiose presenti in Italia: “Fedele a tale impostazione e all’interno dello specifico quadro normativo, l’Irc ha saputo trasformarsi e rinnovarsi, rispondendo negli anni alle domande della scuola e della società italiana. Un esempio di tale apertura è offerto dalle schede per conoscere l’Ebraismo e l’Islam, predisposte dagli uffici della Segreteria Generale della CEI rispettivamente con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica, in vista della redazione dei libri scolastici e della formazione degli insegnanti di religione”.
Nel presentare la nota il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, ha sottolineato che non è possibile escludere gli studenti dalla possibilità di questa formazione: “Continua a far pensare la possibilità offerta agli alunni più grandi di poter uscire da scuola privandosi di un’occasione formativa quale l’Irc o l’attività alternativa. Superiori alle criticità sono comunque i segnali di vitalità, da cui emerge come l’Irc si confermi uno strumento di arricchimento culturale, di attenzione educativa, di dialogo sincero con tutte le istanze provenienti dal mondo contemporaneo, avviandosi a proseguire con convinzione il suo servizio alla scuola”.
La nota si conclude con la ripresa del pensiero di papa Leone XVI al Giubileo del mondo educativo: “…chi studia si eleva, allarga i propri orizzonti e le proprie prospettive, per recuperare uno sguardo che non si fissa solo in basso, ma è capace di guardare in alto: verso Dio, verso gli altri, verso il mistero della vita. Questa è la grazia dello studente, del ricercatore, dello studioso: ricevere uno sguardo ampio, che sa andare lontano, che non semplifica le questioni, che non teme le domande, che vince la pigrizia intellettuale e, così, sconfigge anche l’atrofia spirituale”.




























