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Papa Leone XIV: trasmettere la Parola di Dio nella Tradizione
“Ieri ricorreva la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto, che ha dato la morte a milioni di ebrei e a numerose altre persone. In questa annuale occasione di doloroso ricordo, chiedo all’Onnipotente il dono di un mondo senza più antisemitismo e senza più pregiudizio, oppressione e persecuzione per alcuna creatura umana. Rinnovo il mio appello alla comunità delle Nazioni affinché sia sempre vigilante, così che l’orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo e si costruisca una società fondata sul rispetto reciproco e sul bene comune”: al termine dell’udienza generale, papa ha ricordato la Giornata della Memoria, celebrata ieri, chiedendo la fine dell’antisemitismo e di ogni persecuzione.
Inoltre ha pregato per gli sfollati a causa delle inondazioni in Mozambico: “Care sorelle e cari fratelli, il mio pensiero va soprattutto all’amato popolo del Mozambico colpito da devastanti inondazioni. Mentre prego per le vittime, esprimo la mia vicinanza agli sfollati e a tutti quelli che offrono loro il sostegno. Il Signore vi aiuti e vi benedica”.
Mentre nell’udienza generale il papa ha proseguito le catechesi sulla Costituzione conciliare ‘Dei Verbum’, in quanto la Sacra Scrittura è connessa alla Tradizione ecclesiale: “Possiamo prendere come sfondo due scene evangeliche. Nella prima, che si svolge nel Cenacolo, Gesù, nel suo grande discorso-testamento rivolto ai discepoli, afferma: ‘…Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità’.
La seconda scena ci conduce, invece, sulle colline della Galilea. Gesù risorto si mostra ai discepoli, che sono sorpresi e dubbiosi, e dà loro una consegna: ‘Andate e fate discepoli tutti i popoli… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato’. In entrambe queste scene è evidente il nesso intimo tra la parola pronunciata da Cristo e la sua diffusione lungo i secoli”.
Questo è affermato anche dal Concilio Vaticano II: “La Tradizione ecclesiale si dirama lungo il percorso della storia attraverso la Chiesa che custodisce, interpreta, incarna la Parola di Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica rimanda, a questo proposito, a un motto dei Padri della Chiesa: ‘La Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali’, cioè nel testo sacro”.
La Tradizione progredisce nella Chiesa attraverso lo Spirito Santo, afferma la Costituzione conciliare: “Questo avviene con la comprensione piena mediante ‘la riflessione e lo studio dei credenti’, attraverso l’esperienza che nasce da ‘una più profonda intelligenza delle cose spirituali’ e, soprattutto, con la predicazione dei successori degli apostoli che hanno ricevuto ‘un carisma sicuro di verità’.
In sintesi, ‘la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa crede’… La Parola di Dio, dunque, non è fossilizzata ma è una realtà vivente e organica che si sviluppa e cresce nella Tradizione. Quest’ultima, grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia”.
Questo si chiama ‘deposito della fede’: “Il ‘deposito’ della Parola di Dio è anche oggi nelle mani della Chiesa e noi tutti, nei diversi ministeri ecclesiali, dobbiamo continuare a custodirlo nella sua integrità, come una stella polare per il nostro cammino nella complessità della storia e dell’esistenza”.
E’ stato un invito all’approfondimento di questa Costituzione conciliare: “In conclusione, carissimi, ascoltiamo ancora la Dei Verbum, che esalta l’intreccio tra la Sacra Scrittura e la Tradizione: esse, afferma, sono talmente connesse e congiunte tra loro da non poter sussistere indipendentemente, e insieme, secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime”.
(Foto: Santa Sede)




























