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Papa Leone XIV: il centro della vita parrocchiale è l’Eucarestia

“E come siamo radunati noi qui questo pomeriggio, così Gesù vuole arrivare da noi, a casa nostra, in famiglia, tra gli amici, anche quando ci troviamo insieme in parrocchia, nei gruppi, nelle diverse attività (attività di carità) e soprattutto nella preghiera. E quanto è importante che tutti impariamo a pregare. Ad ascoltare Dio, ma anche a parlare con Dio, con le preghiere che abbiamo memorizzato e che diciamo sempre, ma anche con le nostre parole: parlare con Gesù, portare a Gesù le nostre preoccupazioni, le difficoltà, i dolori che viviamo tutti i giorni. Gesù è vicino a noi. Apriamo gli occhi.

Riconosciamo che anche nella persona accanto a noi, o nella persona che soffre, la persona che non ha dove vivere, dove dormire, che si trova per strada, la persona malata”: nel pomeriggio di oggi papa Leone XIV è arrivato nella parrocchia di ‘Santa Maria della Presentazione’ a Torrevecchia, penultima visita quaresimale nelle chiese della diocesi di Roma, e prima della celebrazione eucaristica ha incontrato bambini del catechismo e gruppi giovanili, esortandoli a rifiutare la violenza e ad accogliere Gesù, aprendosi agli altri.

Ed agli anziani ed alle anziane ha ricordato la figliolanza di Dio: “Allo stesso tempo, però, vorrei sottolineare una cosa: ognuno di voi, anche la persona più anziana, la persona più malata, la persona più debole, ognuno di voi ha tantissimo valore, perché tutti siamo creati a immagine di Dio, tutti condividiamo questa dignità di essere figli e figlie di Dio. E tante volte il mondo di oggi vorrebbe farci dimenticare questo fatto, ma non è così.

E quindi la vostra presenza anche qui, questo pomeriggio, parla tantissimo: è una testimonianza bellissima del fatto che tutti noi, uniti come in una famiglia, abbiamo un grandissimo valore, perché siamo figli di Dio, creati a Sua immagine, amati da Dio, e allora chiamati, anche noi, a condividere questo amore con gli altri. E quindi la vostra voce, la vostra presenza, le vostre preghiere, anche la vostra sofferenza: tutto questo ha un valore grandissimo nel mondo di oggi”.

Nell’omelia della celebrazione eucaristica ha ricordato l’importanza di questa domenica quaresimale: “E’ una tappa importante nella nostra sequela di Gesù, fino alla sua Pasqua di passione, morte e risurrezione. In questo itinerario si intrecciano profondamente la vicinanza di Dio e la nostra vita di fede: rinnovando in ciascuno la grazia del Battesimo, il Signore ci chiama a convertirci, proprio mentre purifica il nostro cuore col suo amore e con le opere di carità che ci propone di compiere. A questo proposito, l’incontro tra Gesù e la donna samaritana ci coinvolge con grande intensità. Il Vangelo di oggi, infatti, oltre che parlare a noi, parla di noi e ci aiuta a rivedere il nostro rapporto con Dio”.

La sete di ricerca della Samaritana è la nostra: “La sete di vita e di amore della samaritana è la nostra sete: quella della Chiesa e dell’umanità intera, ferita dal peccato ma ancor più intimamente abitata dal desiderio di Dio. Lo cerchiamo come l’acqua, anche quando non ce ne rendiamo conto, ogni volta che ci chiediamo il senso degli avvenimenti, ogni volta che avvertiamo quanto ci manca il bene che vogliamo per noi e per chi ci sta accanto”.

Nella ricerca si trova Gesù: “Egli è già lì, al pozzo, dove la samaritana lo trova solo, sotto il sole di mezzogiorno, stanco del viaggio. La donna va al pozzo a quell’ora insolita forse per evitare gli sguardi carichi di pregiudizi delle altre donne. Gesù le legge nel cuore il motivo di questa emarginazione: i suoi matrimoni falliti e l’attuale convivenza la rendono indegna di accompagnarsi alle figlie, alle mogli e alle madri del villaggio.

Eppure, Gesù siede presso il pozzo come ad aspettarla. Questo appuntamento sorprendente è uno dei modi con cui, come amava ripetere papa Francesco, Cristo rivela il Dio delle sorprese: le più belle, quelle che cambiano la vita, dovunque la incontrino e comunque essa si presenti davanti al Signore”.

Ed è Gesù che prende l’iniziativa: “Sì, proprio per te, che non lo conoscevi, che ti ritenevi lontana e condannata. Questo dono ti trasformerà: diventerai tu stessa sorgente che zampilla per la vita eterna. In cambio della sete di prima, colma di amarezza e di aridità spirituale, il Figlio di Dio offre in dono una vita rinnovata dall’acqua che sgorga dalla misericordia del Padre. Tutto si trasforma nell’incontro con il Signore: la donna assetata diventa sorgente, l’esclusa diventa confidente”.

Da questo incontro nasce la missione della samaritana: “La donna piena di vergogna ora è ricolmata di gioia; colei che stava muta nel villaggio diventa missionaria per tutti i suoi abitanti. Mai avrebbe immaginato che proprio lei, così disorientata e sconfitta dalla vita, avrebbe potuto un giorno gustare l’acqua fresca, puro dono di Dio, diventando a sua volta dono per gli altri. Come accade questo? Incontrando Gesù, dialogando con Lui, Verbo vivente di Dio fatto uomo per la nostra salvezza”.

Ed ecco il riferimento alla parrocchia: “Come al pozzo del Vangelo, in questa parrocchia arrivano uomini e donne feriti nell’animo, offesi nella dignità e assetati di speranza. A voi il compito, urgente e liberante, di mostrare la prossimità di Gesù, la sua volontà di riscattare la nostra esistenza dai mali che la minacciano con una proposta di vita giusta, vera, piena”.

Però tutte le attività parrocchiali hanno la fonte nell’Eucarestia: “Partendo dall’Eucaristia, cuore pulsante di ogni comunità cristiana, vi incoraggio a fare in modo che le attività parrocchiali siano segno di una Chiesa che – come una madre – si prende cura dei propri figli, senza condannarli, anzi accogliendoli, ascoltandoli e sostenendoli di fronte al pericolo. La parola del Vangelo, che zampilla in noi come fonte di verità, aiuti ciascuno ad aprire gli occhi, per saper valutare con saggezza ciò che è bene e ciò che è male, formando così coscienze libere e adulte”.

(Foto: Santa Sede)

Papa Francesco: il battesimo genera uguaglianza in Cristo

Al termine dell’Udienza generale nell’aula ‘Paolo VI’ papa Francesco ha ricordato la festa odierna: “In questo giorno in cui celebriamo la Natività della Vergine Maria, chiediamo alla nostra Madre di aiutarci a riscoprire la bellezza di essere figli di Dio e, superando differenze e conflitti, di aiutarci a vivere come fratelli”. Eppoi in lingua polacca ha ricordato due personalità polacchi, che tra pochi giorni saranno beatificate: “Esprimo la mia gioia per la prossima beatificazione del card. Stefano Wyszyński e madre Elisabetta Rosa Czacka. Che il testamento spirituale del Primate del Millennio: ‘Tutto affido a Maria’ e la confidenza della madre Elisabetta Rosa nella Croce di Cristo siano sempre la forza della vostra nazione”.

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