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Papa Francesco: ‘Il denaro deve servire’

Papa Francesco ha incontrato il Comitato del Consiglio d’Europa Moneyval durante la visita in Vaticano ed ha  ribadito l’impegno della Santa Sede per la trasparenza finanziaria, ringraziandoli per il loro servizio ‘a tutela di una finanza pulita, nell’ambito della quale ai ‘mercanti’ è impedito di speculare in quel sacro tempio che è l’umanità, secondo il disegno d’amore del Creatore’.

Per una nuova economia c’è bisogno di Europa

Parole come Natale, Maria o Giovanni fuori dall'Unione europea

Il Forum Ambrosetti si è concluso con un confronto tra i sindaci di Milano e Berlino  sull’Europa e la resilienza delle città nell’era del Covid ed in un’intervista il commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, ha spiegato il piano di rilancio europeo:

Per il patriarca Moraglia le priorità sono la scuola e i poveri

Il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, ha preso la citazione più lunga della sua ultima lettera pastorale, ‘La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì’, da un classico della letteratura cristiana del ’900, ‘Resistenza e resa’ di Dietrich Bonhoeffer: “L’essenza dell’ottimismo non è guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, ma lo rivendica per sé”.

Dal Meeting di Rimini: la ‘ripartenza’ tenga conto della famiglia

Il Meeting dell’Amicizia fra i popoli, che si sta concludendo a Rimini, ha lanciato una sfida per un’economia sostenibile per ripartire, come ha detto Guido Bardelli, presidente Cdo: “Siamo usciti dalla fase uno, stiamo vivendo la transizione verso la fase due dell’emergenza Covid, l’emergenza ha accelerato i processi di cambiamento: quali sono le azioni da mettere in campo?”, con la presenza del ministro dell’economia Roberto Gualtieri.

Dal Meeting di Rimini inizi per la ripartenza dell’Italia

In questa settimana il Meeting dell’Amicizia fra i popoli, in svolgimento a Rimini, affronta il tema della ‘rinascita’ socio economica dell’Italia dopo il Covid 19, come ha affermato il presidente di ‘Symbola’, Ermete Realacci, durante l’incontro ‘Pandemia 2020: da dove si ricomincia?’, con Enrico Giovannini, l’economista Mariana Mazzucato, la sociologa Chiara Saraceno, la politologa Nadia Urbinati ed Elisabetta Soglio:

Da Rimini Draghi indica la strada della ripresa economica

Un’analisi sulla crisi attuale e le possibilità di ripresa economica dopo il periodo segnato dalla pandemia di Coronavirus: la relazione di Mario Draghi ha così inaugurato la XLI edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, mettendo a tema ed affrontando i più urgenti problemi internazionali. Negli scorsi mesi l’emergenza sanitaria si è drammaticamente sommata a quella economico-finanziaria esplosa nel 2008, determinando una delle peggiori cadute nella storia del PIL mondiale, analoga a quella del secondo dopoguerra.

Il day after l’esposione a Beirut, parla il card. Rai (Patriarca maronita): ‘Gli altri Stati non ci lascino soli, siamo sull’orlo della bancarotta. Si crei un fondo gestito dall’Onu’

Il giorno dopo l’esplosione che ha devastato Beirut, la capitale del Libano, sono tanti gli interrogativi che circolano, specie perché a referto ci sono oltre cento morti e quattro mila feriti, anche se il bollettino è in costante crescita. Il cardinale Béchara Boutros Rai, patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, presidente dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano, nel frattempo lancia un appello a tutti gli Stati del mondo, affinché ciò che è successo ieri, la devastante onda d’urto scatenata dalla detonazione, sia trattata come una calamità che non avrà solo conseguenze sociali, ma soprattutto economiche.

La Chiesa toscana chiede attenzione per famiglia e giovani

Attenzione alla vita in ogni sua condizione, soprattutto quando è nella debolezza e nella fragilità, riconoscendo la dignità di ogni persona come bene irrinunciabile, è stato uno dei temi su cui la Conferenza episcopale toscana ha richiamato l’attenzione nel messaggio ‘Vita, famiglia, solidarietà, bene comune i valori da cui ripartire’:

Sussidiarietà: la finanza d’impatto per un nuovo sviluppo sostenibile

Lo choc economico causato dalla pandemia ha rafforzato la consapevolezza che la sostenibilità è il vero fulcro attraverso cui costruire un nuovo modello di sviluppo: è uno dei messaggi chiave emerso dal Rapporto sulla sussidiarietà 2019/2020, a cura della Fondazione per la Sussidiarietà (di Alberto Brugnoli, Luca Erzegovesi, Giorgio Vittadini), in cui si sottolinea come tale processo vada portato avanti anche grazie a un aumento del livello di cultura sussidiaria, alla valorizzazione dei soggetti della ‘biodiversità’ (dal Terzo settore alle imprese sociali) e coinvolgendo attori finanziatori quali le Fondazioni, i Confidi, il credito cooperativo.

Chiesa: il covid si sconfigge con il multilateralismo

Il Covid-19 ancora non è sconfitto, anzi sembra che in alcuni Paesi stia di nuovo aumentando; per questo la Santa Sede ha promosso un incontro per preparare il futuro e costruire la pace in questo tempo, perchè “mentre il mondo adotta misure di emergenza per affrontare una pandemia globale e una recessione economica globale, entrambe sostenute da un’emergenza climatica globale, dobbiamo anche considerare le implicazioni per la pace di queste crisi interconnesse”.

Così hanno affermato il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e Presidente della Commissione Vaticana per il Covid-19; suor Alessandra Smerilli, coordinatore della Task-force Economia della Commissione Vaticana per il Covid-19 e professoressa di economia politica presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium; Alessio Pecorario, coordinatore della Task-force Sicurezza della Commissione Vaticana per il Covid-19 ed officiale del dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Il card. Turkson ha sottolineato le eccessive spese per le armi: “Mentre oggi si destinano somme senza precedenti alle spese militari (compresi i più grandi programmi di modernizzazione nucleare), i malati, i poveri, gli emarginati e le vittime dei conflitti sono colpiti in modo sproporzionato dalla crisi attuale. Finora, le crisi interconnesse (sanitaria, socio-economica ed ecologica) stanno allargando il divario non solo tra ricchi e poveri, ma anche tra le zone di pace, di prosperità e di giustizia ambientale e le zone di conflitto, di privazione e di devastazione ecologica”.

Il prefetto ha accolto con favore l’approvazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU di un cessate il fuoco globale “Non ci può essere guarigione senza pace. La riduzione dei conflitti è l’unica possibilità di ridurre le ingiustizie e le disuguaglianze. La violenza armata, i conflitti e la povertà sono infatti collegati in un ciclo che impedisce la pace, favorisce le violazioni dei diritti umani e ostacola lo sviluppo…

Purtroppo, invece di essere uniti per il bene comune contro una minaccia comune che non conosce confini, molti leader stanno approfondendo le divisioni internazionali e interne. In questo senso, la pandemia, attraverso morti e complicazioni sanitarie, recessione economica e conflitti, rappresenta la tempesta perfetta!”

E, richiamando l’enciclica sulla pace di san Giovanni XXIII, il prefetto ha ribadito l’impegno della Chiesa: “La Chiesa sostiene con forza i progetti di costruzione della pace che sono essenziali per le comunità in conflitto e post-conflitto per rispondere al COVID-19. Senza il controllo delle armi, è impossibile garantire la sicurezza. Senza sicurezza, le risposte alla pandemia non sono complete…

Ora più che mai è giunto il momento che le nazioni del mondo passino dalla sicurezza nazionale con mezzi militari alla sicurezza umana come preoccupazione primaria della politica e delle relazioni internazionali. Ora è il momento che la comunità internazionale e la Chiesa sviluppino piani audaci e fantasiosi per un’azione collettiva commisurata alla portata di questa crisi. Ora è il momento di costruire un mondo che rifletta meglio un approccio veramente integrale alla pace, allo sviluppo umano e all’ecologia”.

Suor Smerilli ha sottolineato l’importanza del bene comune: “La pandemia, che è un male comune, ha fatto emergere in modo esperienziale l’importanza del bene comune. Come ci ha ricordato Papa Francesco, nessuno potrà farcela da solo. Un male comune e globale si affronta solo se comprendiamo di essere tutti legati: umanità dal destino comune. Se ne esce solo con l’impegno di tutti”.

Ha rilevato che occorre investire nella sanità:  “La pandemia ha rivelato le nostre fragilità, a partire dai sistemi sanitari: le dimensioni e la gravità della pandemia ha messo in difficoltà anche sistemi sanitari ben finanziati… Abbiamo capito che i sistemi sanitari in tutto il mondo hanno bisogno di maggiori investimenti di qualità.

Abbiamo bisogno di protezione nei confronti delle malattie trasmissibili, e di investire in prevenzione: il COVID-19 ha rivelato l’insufficiente finanziamento delle cure per le malattie trasmissibili nel cuore di molti sistemi sanitari. In questo momento abbiamo bisogno di un vaccino”.

Infine ha tracciato alcune vie per uscire dalla crisi: “Le vie di uscita ci sono, ma richiedono capacità di visione, coraggio e collaborazione internazionale. Nessuno Stato potrà farcela da solo. Investimenti in sanità e cura, transizione ecologica, riqualificazione dei lavoratori e aiuto alle imprese che subiranno inizialmente danni dalla transizione. Di tutto questo abbiamo bisogno, e per farlo sono indispensabili ingenti investimenti pubblici…

Abbiamo bisogno di leaders coraggiosi che dimostrino di credere al bene comune, che si impegnino per garantire quello di cui oggi c’è maggior bisogno. Abbiamo bisogno di un patto collettivo per indirizzare le risorse per la sicurezza nella salute e per il benessere (well-being)”.

Infine Alessio Pecorario ha evidenziato la visione del magistero della Chiesa sul concetto di sviluppo umano integrale: “Insieme ai membri della nostra Task Force per la sicurezza ricordiamo che le istituzioni internazionali del secondo dopoguerra sono state create per portare e sostenere lo sviluppo e la pace.

Alla luce dell’emergenza, della complessità e delle sfide interconnesse emerse dalla pandemia, potremmo concludere che le risorse umane e finanziarie e la tecnologia dovrebbero essere usate per creare e stimolare strategie, alleanze e sistemi per proteggere le vite e il pianeta, non per uccidere le persone e gli ecosistemi. Per noi, dunque, il multilateralismo e l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) sono fondamentali in questo processo”.

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