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Venezia attende il papa

Domenica 28 aprile papa Francesco si recherà in visita a Venezia, a distanza di 13 anni da quella compiuta da papa Benedetto XVI, per visitare il Padiglione della Santa Sede alla 60^ Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia presso il Carcere Femminile della Giudecca, incontrando la comunità del patriarcato di Venezia, suscitando un moto di gratitudine da parte del patriarca, mons. Francesco Moraglia, che a Vatican News aveva spiegato la giornata, a grandi linee:

“Il pontefice sarà al padiglione della 60^ edizione della Mostra internazionale d’arte. Visitare i carcerati è la seconda opera di misericordia corporale. Poi pensiamo di costruire un evento in cui i giovani siano protagonisti. Quindi verrà celebrata l’Eucarestia, momento culminante di tutta la visita. Prepariamoci bene spiritualmente, personalmente, come comunità. E’ un evento di grazia, significativo, che deve rilanciare il nostro cammino di fede e la nostra testimonianza cristiana nelle nostre terre e nella nostra città”.

Ed a meno di due mesi dall’evento mons. Moraglia ha inviato una lettera, fornendo i dettagli della visita papale: “Nei giorni scorsi abbiamo accolto con grande gioia la notizia della prossima venuta di Papa Francesco a Venezia, domenica 28 aprile; sarà la prima di tre tappe che lo vedranno pellegrino nelle Chiese del Triveneto nei prossimi quattro mesi.

La visita sarà significativa quanto desiderata e si caratterizzerà per gesti eloquenti: l’incontro con le ospiti del carcere femminile della Giudecca, durante la visita al padiglione della Santa Sede, presso il carcere della Giudecca (Biennale Arte 2024), poi, l’incontro con la nostra Chiesa che avrà come momento culminante la celebrazione della Santa Messa in piazza San Marco; si vanno definendo altri eventuali momenti di cui appena possibile si darà riscontro”.

Ed in questo periodo di attesa il patriarca ha invitato a pregare per preparare l’atteso incontro: “Queste settimane sono tempo prezioso per la preparazione spirituale, personale e comunitaria, che ci consentirà, come Chiesa, di vivere al meglio l’incontro col Santo Padre, per giungervi preparati diamo più spazio alla preghiera, affidando al Signore la persona di Francesco e il Suo ministero di Vescovo di Roma e Pontefice della Chiesa universale.

Non si tratta di inserire nuove iniziative, piuttosto di valorizzare le occasioni di preghiera: le orazioni universali dei fedeli, nelle celebrazioni eucaristiche, l’adorazione eucaristica quotidiana o settimanale, la recita del santo rosario, così da rendere vivi i sentimenti d’affetto e comunione”.

Inoltre la visita può essere anche un’ulteriore opportunità per approfondire il cammino sinodale: “La visita del Successore di Pietro nella Chiesa che ha per Patrono l’evangelista Marco (collaboratore di Pietro), ci offre, anche l’opportunità di approfondire ulteriormente il cammino sinodale nella consapevolezza che la Chiesa universale è presente nella Chiesa particolare (rendendola tale), nella quale siamo inseriti, grazie al battesimo, con i nostri doni e carismi personali”.

Però la visita pastorale del papa può essere occasione di testimoniare la misericordia di Dio: “Il cammino di Quaresima ci spinga all’amore e alla verità, ossia al Signore Gesù, così da testimoniare il Dio della misericordia e della pace; potremo così rallegrarci dell’incontro con papa Francesco ed essere da lui confermati, come Chiesa, nella fede e nella carità”.

Mentre nei giorni scorsi il patriarca di Venezia, in qualità di presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, ha raccontato la visita ‘ad limina’ dei vescovi del Triveneto: “Abbiamo sentito il Papa veramente vicino e gli abbiamo parlato a lungo delle nostre terre e delle nostre Chiese, delle nostre sofferenze e difficoltà ma anche dei progetti che portiamo avanti.

Siamo rimasti colpiti perché il papa ci conosce veramente bene e questo ci ha fatto molto piacere. Abbiamo potuto trascorrere con lui un paio d’ore che rimangono nella vita pastorale delle nostre Chiese come qualcosa che le segnerà per il futuro; una bella premessa per ritornare poi nelle nostre terre dopo questa Visita ad limina che ci ha regalato oggi la perla preziosa dell’incontro con papa Francesco”.

(Foto: Patriarcato di Venezia)

A Cascia premio ‘Madre Fasce’ per un’economia civile e sostenibile a Luciana Delle Donne

Oggi pomeriggio alle ore 17.00 a Cascia, presso la Basilica Inferiore, in occasione del 26° anniversario della beatificazione di Madre Maria Teresa Fasce, Suor Maria Rosa Bernardinis, Priora del Monastero Santa Rita da Cascia consegnerà a Luciana Delle Donne, a nome della comunità delle monache agostiniane, il primo Premio intitolato alla storica Badessa, voluto per sostenere l’imprenditoria ispirata alla carità evangelica, ai fini del bene comune e della sostenibilità.

Sotto la punta dell’iceberg

Tra vacanze, tempi di sosta e relax, la notizia di due donne e un uomo che si uccidono in carcere nel giro di due giorni, alle soglie del ferragosto, non possono essere ‘passate’ tra i tanti fatti di cronaca: meritano attenzione, rispetto, e preghiera.

I reati compiuti dai minori si combattono con il ‘vangelo di strada’ e l’ascolto

Chi sono i giovani? Ma soprattutto esistono giovani ‘cattivi’? Domande che sorgono dopo aver ascoltato don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, che racconta la ‘fatica’ dei giovani a vivere, perché gli adulti basano tutto sull’emergenza educativa:

Fratel Biagio: un appello affinché i carcerati e gli ex detenuti non vengano giudicati come la causa di tutti i mali

“E’ doveroso capire e comprendere i carcerati e chiedersi perché abbiano commesso degli errori, perché sono precipitati nel male? Perché si sono immersi in una via sbagliata?”: a parlare è il missionario laico fratel Biagio che ha avuto diagnosticato un tumore al colon e martedì scorso ha fatto il sesto ciclo di chemioterapia.

Alle Figlie di Santa Macrina il card. Sandri chiede di pregare per l’unità della Chiesa

Sono state fondate 100 anni fa e sono presenti in Sicilia, Albania, Kosovo e India, con il compito di educare e professano il rito bizantino: le Figlie di Santa Macrina festeggiano il Giubileo, aperto da una messa del card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, che nell’omelia ha ricordato che ‘Gesù è stata una presenza viva e reale nel cuore e nell’esistenza della Venerabile Macrina’, battezzata nell’abbazia di Grottaferrata, sotto la direzione spirituale di p. Nilo Borgia, che la invitò anche ad aspettare per la fondazione della congregazione:

Carmelo Musumeci: dalla vendetta alla redenzione

“Poche parole, e si aprono abissi in un vortice di dolore, morte, speranza, passione, amore. Vendetta. ‘La vendetta dell’Acitano’ strappa il cuore. Crudele, infame, dolcissimo com’è la vita. E’ la storia di Michele, nato come Carmelo ad Aci Sant’Antonio, sulle falde dell’Etna, che da ‘quando è nato non ha fatto altro che sopravvivere’. Un boss rivale gli uccide moglie e figlio. Per sbaglio: nella sua auto, quella mattina maledetta, doveva esserci lui, invece c’erano i suoi affetti più cari, le persone che amava di più. Scatta furiosa la vendetta. Per amore di Rosa e Francesco. Michele rimarrà solo con Azzurra: sarà lei a prendersi cura del padre, anche se ha solo nove anni”.

Concorso Carlo Castelli premia i racconti dei detenuti

Si terrà venerdì 8 ottobre la XIV edizione del Premio ‘Carlo Castelli’ per la solidarietà, concorso letterario destinato ai detenuti delle carceri italiane, promosso dalla Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli,con i patrocini di Camera, Senato, Ministero della Giustizia, Università Europea di Roma e con uno speciale riconoscimento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Carceri: mons. Battaglia si oppone alle violenze

Il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, si sono verificate violenze condotte dagli agenti di polizia penitenziaria della struttura ed esterni contro 300 persone detenute. Il movente sarebbe stato punitivo: all’inizio di aprile del 2020, in alcune sezioni del penitenziario infatti ci furono proteste e manifestazioni da parte dei carcerati, che chiedevano la possibilità di avere mascherine e igienizzanti per le mani per ridurre il rischio di diffusione del coronavirus nella struttura e contestavano la sospensione delle visite. Proteste che si sono intensificate fino al 5 aprile.

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