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I giornalisti cattolici di Palermo ricordano Biagio Conte con una Messa, nella memoria liturgica di San Biagio

Fratel Biagio si definiva un fan di tutti i santi e li amava tutti, ma quando si festeggiava San Biagio era particolarmente contento. Partecipava alla messa del 3 febbraio dedicata al Santo con molta devozione; durante la celebrazione due candele incrociate venivano appoggiate alla gola di ogni partecipante in segno di benedizione. San Biagio è patrono anche della gola, gli viene attribuito un miracolo ad un bambino salvato da una lisca conficcata nella gola.

Fratel Biagio, in quella particolare giornata, era come se potesse riposarsi, non era più lui il centro dell’attenzione, ma lo era San Biagio da cui tutti si aspettavano questo o quel miracolo. In certi momenti gli pesava molto, a Fratel Biagio, essere continuamente cercato per fare foto con lui.

La figura di San Biagio lo affascinava molto e quella giornata era motivo di gioia. Tutti noi dovremmo guardare al nostro nome e conoscere il relativo santo, la cui testimonianza ci può dare coraggio. Sono tutte persone che nella loro vita hanno cercato Dio e il prossimo, compiendo opere che hanno permesso loro di condurre la buona battaglia e di raggiungere il vero nostro obiettivo sulla terra: arrivare alla santità.

Tutti noi nella vita siamo in cammino, un cammino non fisico; il nostro compito è di vivere con amore e di non farci sopraffare dalle vicende della vita, anche le più brutte: le persecuzioni, le malattie, le guerre, le separazioni coniugali, gli incidenti gravi. Noi dobbiamo rimanere saldi nella fede e avere sempre la Speranza di una vita in cui ci sarà L’Avvento del Regno di Dio, con la fine di tutti i mali e l’inizio di tutti i beni. Questi sono tempi difficili, Fratel Biagio parlava di Apocalisse, ma dobbiamo viverli con la consolazione e la speranza certa della nuova venuta di Cristo.

Lasciamoci aiutare in questo dai volumi di Libro di Cielo, in cui sono riportati i dialoghi che Gesù ha con la Serva di Dio Luisa Piccarreta, che ci donano nuovi eccessi d’amore di Cristo per affrontare e vincere il male.

Tutti siete invitati alla Santa Messa nella Parrocchia Sant’Alberto Magno (viale Regione Siciliana, Nord Ovest, 3414 a Palermo), oggi alle ore 17.00 per pregare insieme ai giornalisti cattolici dell’Ucsi Palermo che vogliono ricordare Fratel Biagio Conte nel giorno della memoria liturgica di ‘San Biagio’. La Celebrazione Eucaristica sarà presieduta da don Dario Chimenti, consulente ecclesiastico dell’Ucsi Palermo.

(Tratto da Porta di Servizio)

Simone Riccioni racconta una storia di bullismo con ‘Neve’

Una bambina di 10 anni vittima di bullismo. Un attore in piena crisi artistica. Nasce dal loro incontro ‘Neve’ (prodotto da Linfa Crowd 2.0. NVP), ultimo film (dal 7 marzo nelle sale cinematografiche) del regista ed attore marchigiano Simone Riccioni, nato in Uganda ma cresciuto a Corridonia, in provincia di Macerata nelle Marche. La protagonista, Neve, è Azzurra Lo Pipero, 12 anni, di Lido di Fermo, al suo primo film, ‘che spero non sarà l’ultimo’, ha affermato con un sorriso.

Il film, interpretato dallo stesso Simone Riccioni, con Azzurra Lo Pipero, Margherita Tiesi, Simone Montedoro, Alessandro Sanguigni, è girato tra Treia, Sefro, Sarnano, Macerata, Civitanova Marche e Moresco, come racconta Simone Riccioni: “E’ il sesto film che ambiento nelle Marche, ma a questo tengo particolarmente perché viene da una mia storia personale. Quando tornai dall’Africa in Italia, fui vittima di bullismo. E’ una storia che pensavo di aver dimenticato e che invece è riaffiorata durante la pandemia. Da lì la necessità di portarla al cinema”.

Quindi Neve deve affrontare i compagni di scuola che la prendono in giro e la isolano per motivazioni stupide, si chiude in se stessa finché la madre Marta (Margherita Tiesi) decide di iscriverla ad un workshop teatrale tenuto dall’attore Leonardo Morino (Simone Riccioni). Leonardo ha 35 anni, ha sempre solo pensato a se stesso e si trova in un momento discendente della sua carriera: durante il workshop, affrontando Neve e nel rapportarsi con lei, dà il via ad una storia emozionante che trasformerà entrambi. A fare da mediatore, don Carlo (Simone Montedoro), un sacerdote umano che gestisce una casa famiglia e che saprà accompagnare Simone nella sua crescita.

Al termine delle anteprime al multiplex ‘Giometti’ di Tolentino, a conclusione di una giornata ‘sold out’, che ha visto la presenza di 980 spettatori, mentre nelle sale cinematografiche il film sta riscuotendo successo da parte delle giovani generazioni, abbiamo chiesto al regista Simone Riccioni di raccontarci il significato del film: “Neve è un film del rapporto bellissimo che ha questa bambina con sua mamma Marta. Invece Leo è un ragazzo abbastanza egoista, che fa l’attore, ma è caduto un po’ in disgrazia e quindi si arrabatta a fare il presentatore. ‘Neve’ è un film che affronta la tematica del bullismo e del rapporto tra genitori e figli”.

Perché è stato affrontato proprio il tema del bullismo?

“Questo tema nasce da una mia storia personale, perché sono stato bullizzato dall’età di 8 anni fino a 12 anni. Questa ferita è riemersa nel periodo del Covid. Da qui ho deciso di intraprendere questa strada e di portare al cinema un film che potesse toccare il cuore delle persone attraverso una storia, che con semplicità toccasse questo tema”.

Quindi il film è una tua storia personale?

“Io sono nato e cresciuto, come i miei due fratelli, in Uganda da due genitori missionari, mio padre faceva parte dell’Avsi. Quando tornammo in Italia, a Macerata, a scuola mi chiamavano ‘brutto negro’ e ‘mangiabanane’. Essere considerato diverso in Italia mi fece rimanere molto male”.

Come se ne viene fuori dal bullismo?

“Si viene fuori dal bullismo, per la mia esperienza, perché si è circondato da persone che ti vogliono bene, dove ci sono amici ed una famiglia che ti sostiene. Quindi occorre spostare la propria attenzione sulla bellezza della vita”.

In sintesi quale è il ‘messaggio’ del film?

“Nella realtà ci sarà sempre chi ti tratta male; noi dobbiamo essere bravi a cambiare prospettiva! Siamo responsabili non solo per quello che facciamo, ma per quello che non facciamo, il bullismo finirà quando non ci gireremo dall’altra parte. Con il film vogliamo dare occasione ai genitori ed ai ragazzi di mettersi in discussione, ed invitare gli insegnanti ad una maggiore attenzione nelle scuole per non soprassedere sulle cose apparentemente insignificanti”.

Ad Azzurra Lo Pipero (‘Neve’), la più piccola del cast, invece abbiamo chiesto di raccontarci le sue sensazioni di protagonista nel film di Simone Riccioni: “Bellissimo! E’ stata un’esperienza unica e spettacolare. Dietro le ‘quinte’ ho fatto amicizia con tutti gli attori: è stata un po’ un’altra famiglia. Poi ho scoperto tutto il lavoro, che c’è dietro ad un film, dal trucco e parrucco alle luci, alla scenografia, alla segreteria di produzione”.

Come hai coniugato il tuo impegno scolastico con quello cinematografico?

“Abbiamo ‘girato’ il film nel periodo estivo; quindi non ho avuto la scuola. Per quanto riguarda la promozione del film ho ottenuto un permesso scolastico dalla preside, che rientra nelle norme della legge scolastica?

Infine a Margherita Tiesi, madre ‘filmica’ di Neve, abbiamo chiesto di raccontarci questo rapporto tra madre e figlia: “E’ un rapporto che sembra quasi alla pari, in quanto c’è anche poca differenza di età tra i due personaggi (ed anche tra noi attrici interpreti dei ruoli femminili), perché Marta è una ragazza madre che scopre di essere incinta da una relazione, che non era molto stabile. Nonostante ciò decide di partorire e di crescerla da sola. Così è e si vede che si crea un rapporto anche di gioco, vista la poca differenza di età tra le due protagoniste.

Però Neve è costretta dalle difficoltà in cui vivono a crescere velocemente, diventando molto indipendente. Nonostante questo, gli episodi di bullismo che riceve la abbattono moralmente e lei si chiude in un silenzio, smettendo di parlare anche con la madre. Ma la madre cerca di entrare nel suo silenzio e di far emergere i suoi problemi, ascoltandola non solo attraverso le sue parole non dette, ma anche attraverso i suoi atteggiamenti ed i suoi comportamenti, invitando i genitori di ascoltare attentamente i propri figli”.     

Papa Francesco invita i giovani ad andare in fretta

Dal 1 al 6 agosto 2023 Lisbona ospiterà la Giornata Mondiale della Gioventù, l’incontro del papa con i giovani di tutto il mondo: in questa settimana i giovani saranno invitati a partecipare ad incontri di preghiera, condivisione e svago. Al mattino, la catechesi in più lingue consentirà momenti di formazione di gruppo. E per tutta la giornata, il Festival della Gioventù offrirà una serie di concerti, musical, conferenze, mostre.

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