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Antonio Balsamo, un vero cattolico di grande fede dal 7/3/2026 Presidente della Corte Appello di Palermo: anniversario amicizia e comunanza di valori ed interessi, maturate dagli anni ‘80 fino ad oggi

Prima di assumere gli attuali incarichi internazionali, è stato, ripeto, Sostituto Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione, dove ha trattato numerosi procedimenti in materia di criminalità organizzata, corruzione, terrorismo, reati economici e finanziari, tratta di esseri umani, traffico internazionale di stupefacenti, cooperazione giudiziaria internazionale, svolgendo altresì una intensa attività di risoluzione dei contrasti tra pubblici ministeri.Dal 2011 al 2018 Antonio Balsamo è stato Presidente della Corte di Assise di Caltanissetta, dove ha trattato, e definito in primo grado, i nuovi processi sulla strage di Capaci e sulla strage di Via D’Amelio (c.d. processi “Capaci bis ” e “Borsellino     quater”), nei quali sono state ricostruite la deliberazione e l’attuazione della strategia del “terrorismo mafioso”, le motivazioni degli attentati contro i Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino anche con riferimento alle collusioni tra “Cosa Nostra” e centri di potere esterni, la successiva attività di depistaggio posta in essere da soggetti inseriti in apparati dello Stato.

Ha altresì presieduto la Sezione Misure di Prevenzione, dirigendo attività di indagine e conducendo procedimenti che hanno portato alla confisca di patrimoni illeciti di particolare rilevanza economica. Dal 2007 al 2011 ha prestato servizio come magistrato di tribunale destinato alla Corte di Cassazione, dove ha fatto parte anche del gruppo di lavoro interistituzionale incaricato della implementazione dell’archivio della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo presso il CED. In precedenza, dal 1995 al 2008, è stato giudice del Tribunale di Palermo, dove ha trattato –tra l’altro – il dibattimento nei confronti del …., il processo a carico dei vertici di “Cosa Nostra” per l’omicidio del cronista giudiziario del Giornale di Sicilia Mario Francese, il processo “grande mandamento” relativo alla latitanza di ……, nonché numerosi altri procedimenti relativi a vari delitti di competenza della Corte di Assise.

Il suo primo incarico giudiziario, negli anni 1992-1995, è stato quello di Pretore (figura non più esistente) di Palermo (spesso partecipavo alle sue udienze), dove ha trattato procedimenti per usura, omicidi colposi, infortuni sul lavoro (sulla cui tematica organizzai con il suo supporto giuridico un convegno, cfr. https://gloria.tv/post/th2NDRVvthqA2pCg1zm2V82Fk) diritto penale dell’ambiente (sulle cui basi elaborai, dopo una lezione in merito, una pubblicazione, cfr. https://gloria.tv/post/TBu6ePqoZoM2AhGdFK6YYa8p).

E’ stato altresì Presidente, negli anni 2010-2012, dell’Human Rights Review Panel della Missione EULEX dell’Unione Europea (la più grande missione civile promossa nell’ambito della Politica Europea di Sicurezza e Difesa, con l’obiettivo di assistere e sostenere le autorità del Kosovo nella costruzione di uno Stato di diritto). Ha fatto parte della Commissione ministeriale per la Riforma del Codice Penale, presieduta da Giuliano Pisapia, della Commissione ministeriale per elaborare una proposta di interventi in tema di criminalità organizzata, presieduta da Giovanni Fiandaca ( docente di Diritto penale a Palermo), del Comitato Scientifico del CSM.

È stato incluso nell’elenco di sette membri potenziali del comitato di vigilanza dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) con la Decisione (UE, Euratom) 2016/2011 del Parlamento Europeo, del Consiglio e della Commissione del 13 Luglio 2016 (cfr. la mia lezione in merito pubblicata in rivistahttps://gloria.tv/post/oDekWdndo6Rt3TxVahp8bbpbe). È stato relatore in diversi incontri organizzati da organi del Parlamento europeo a Bruxelles (tra l’altro, su: “Judicial cooperation inthe field of terrorism ” nell’incontro della Commissione Speciale sul terrorismo del 19 Giugno 2018; su “The fight against corruption in the judicial sector: case study of Italy “nell’incontro della ACP-EU Joint Parliamentary Assembly del 22 Marzo 2018; sulla proposta di direttiva sulla lotta alriciclaggio mediante il diritto penale nello shadow meeting della Commissione LIBE del 6 Settembre 2017). Ha preso parte, come esperto, a vari progetti dell’Unione Europea riguardanti la riforma della procedura penale in Bulgaria (2005-2006), la istituzione di un Ufficio del Pubblico Ministero competente per la criminalità organizzata e la corruzione nella Repubblica ex-Jugoslava di Macedonia (2007-2008), la confisca di patrimoni e la riforma della legislazione antimafia in Albania (2015 and 2017), e la Peer Review Mission del programma TAIEX sulla procedura penale e la criminalità organizzata (altro libro di testo di Antropologia criminale in materia redatto con la collaborazione anche degli studenti, compreso Antonio Balsamo, di Giurisprudenza, inoltre svolsi una relazione in anni successivi ad un convegno in merito organizzato dal mio amico Prof. Matteo Croce insieme al Procuratore A. Morvillo, cognato del compianto Giudice Giovanni Falcone il quale saltuariamente svolgeva relazioni presso la nostra cattedra,  (cfr. mia relazione in rivista on line https://gloria.tv/post/ppr8b9RjaRCz1QqF69cKVEvE9) in Bosnia ed Erzegovina (2017).

Ha svolto, altresì, l’attività di Consulente dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) nel quadro del progetto ‘Supporting Turkey’s efforts to combat human trafficking “finanziato dall’Unione Europea”. Infine, non posso non citare il testo del suo elogio rivolto al nuovo Presidente palermitano dell’A.N.M. Giudice dott. Giuseppe Tango (collega di mio figlio Riccardo, il più giovane Consigliere della C. A. Palermo) con cui sono pure in contatto (al quale formulo i miei complimenti, sperando che il suo operato incida presto sugli organi competenti, per migliorare la giustizia a favore dei cittadini onesti, cfr. https://www.facebook.com/share/p/18R8Yi38No/) in cui evidenzia che il primo presidente siciliano fu il compianto Giudice Paolo Borsellino, la cui moglie Dr.ssa Agnese Piraino Leto (figlia del Presidente C.A. emerito che conobbi mentre ero Uff. GDF alla legione di Palermo nel 1976) era “Madrina” dei vigili di Palermo mentre ero Dirigente superiore, “ generale “ della polizia municipale di Palermo dal 1996 al 1999, vincitore di concorso nazionale, posto in posizione di comando dalla Corte dei conti): https://palermo.gds.it/articoli/politica/2026/03/28/palermo-il-presidente-balsamo-la-nomina-di-tango-in-continuita-con-i-grandi-valori-della-giustizia-4eb4ab83-06be-4f4b-86fd-288e42c6c924/? fbclid=IwdGRzaAQ3iKBjbGNrBDeIlmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY 4NTUzMTcyOAABHrBuLdQ6RxWuuYqc0hvBodhAdbdpThopA-yG5kuGzqwfUwn7kO2B3Jcw-O3p_aem_Xv_9mjGcjteFAqpPx2U_Zg&sfnsn=scwspwa.

Da Gerusalemme un appello per Gaza

“Come custodi della fede e della coscienza cristiana in questa terra sacra, alziamo le nostre voci con dolore e ferma determinazione di fronte alla sofferenza in corso a Gaza. La devastazione che si è dispiegata davanti agli occhi del mondo è una profonda tragedia morale e umanitaria. Migliaia di vite innocenti sono state perse e intere comunità sono in rovina, con i più vulnerabili, bambini, anziani e malati, che sopportano difficoltà inimmaginabili”: così hanno scritto in una nota i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme esprimendo dolore di fronte alla sofferenza degli abitanti di Gaza.

Nella nota si è ribadito che chi vive a Gaza non deve essere costretto all’esilio: “In mezzo a questa angoscia, siamo costretti a parlare contro la grave minaccia dello sfollamento di massa, un’ingiustizia che colpisce il cuore stesso della dignità umana. La gente di Gaza, famiglie che hanno vissuto per generazioni nella terra dei loro antenati, non devono essere costrette all’esilio, private di ciò che resta delle loro case, della loro eredità e del loro diritto a rimanere nella terra che costituisce l’essenza della loro identità. Come cristiani, non possiamo essere indifferenti a tale sofferenza, perché il Vangelo ci comanda di sostenere la dignità di ogni essere umano”.

Da qui nasce il sostegno alla posizione ‘chiara e incrollabile’ del re Abdullah II di Giordania e del presidente egiziano Al-Sisi: “In questo momento critico, riconosciamo e sosteniamo la posizione di Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania, del Presidente Al-Sisi d’Egitto e di altri, la cui posizione ferma e di principio è rimasta chiara e incrollabile nel respingere qualsiasi tentativo di sradicare la popolazione di Gaza dalla propria terra. I loro incessanti sforzi per fornire aiuti umanitari, fare appello alla coscienza del mondo e insistere sulla protezione dei civili esemplificano la leadership al suo più alto livello di responsabilità”.

Con tale spirito di responsabilità i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno chiesto il rilascio di tutti i prigionieri: “Con questo stesso spirito, chiediamo anche il rilascio di tutti i prigionieri di entrambe le parti in modo che possano essere riuniti in sicurezza alle loro famiglie. Facciamo inoltre appello a tutte le persone di fede, ai governi e alla comunità internazionale affinché agiscano rapidamente e con decisione per fermare questa catastrofe. Non ci sia alcuna giustificazione per lo sradicamento di un popolo che ha già sofferto oltre misura”.

Questa  è stata una sottolineatura necessaria in quanto ogni vita è sacra: “Lasciamo che la sacralità della vita umana e l’obbligo morale di proteggere gli indifesi superino le forze della distruzione e della disperazione. Chiediamo un accesso umanitario immediato e senza restrizioni a coloro che sono in disperato bisogno. Abbandonarli ora significherebbe abbandonare la nostra comune umanità”.

La nota si conclude con il sostegno a coloro che hanno perso un familiare in questo perenne conflitto con un verso tratto dal salmo 145: “Mentre eleviamo le nostre preghiere per coloro che sono in lutto, per i feriti e per coloro che rimangono saldi nella terra dei loro antenati, ricordiamo la promessa della Scrittura: ‘Il Signore sostiene tutti quelli che cadono e rialza tutti quelli che sono curvi’. Possa il Dio della misericordia rafforzare gli afflitti, ammorbidire i cuori di coloro che detengono il potere e portare una pace che sostenga la giustizia, preservi la dignità umana e salvaguardi la presenza di tutti i popoli nella terra a cui appartengono”.

Tra i firmatari della dichiarazione anche il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino, padre Francesco Patton, custode di Terra Santa, il patriarca greco-ortodosso Teofilo III ed altri rappresentanti delle Chiese cristiane e cattoliche (copta, maronita, melkita, siro-cattolica, episcopale, evangelica luterana, armena).

Ed anche il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in un’intervista al giornale ‘Eco di Bergamo’ ha auspicato auspica che possa essere ‘permanente, che metta fine alla sofferenza del popolo palestinese’ nella Striscia di Gaza e nel resto della Palestina: Ora bisogna dare segni di speranza ad entrambi: sia agli israeliani che ai palestinesi”. L’auspicio del cardinale è che la Comunità internazionale, e in particolare le nazioni vicine, aiutino il Paese a rimanere territorialmente integro, “soccorrendo la popolazione nelle povertà che la guerra ha generato in questi lunghi anni”.

Le difficili realtà socio-politiche nel Medio Oriente portano all’interrogativo sul ruolo che lì possono avere i cristiani, non una minoranza, ma una ‘componente’ essenziale e imprescindibile, che ha ‘sempre contribuito allo sviluppo e al progresso dei loro Paesi’: “Quanto alla Terra Santa, ogni cristiano dovrebbe potervisi recare liberamente e senza restrizioni”.

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