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Dibattito sui presunti fenomeni ‘soprannaturali’ e di plagio: giurisprudenza e magistero della Chiesa cattolica   

Quanto finora enunciato è confermato anche dal menzionato  Vescovo monsignor Riboldi  in ordine all’esistenza del demonio, nell’omelia da Lui proclamata, annunciata pubblicamente:  Lc 4,1-13 e Mt 4,1-11

                            Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo”:

“ La terza tentazione è davvero incredibile al solo sentirla, se non la si vedesse attuata in tanti, che pensano che da lì venga il successo. “Se sei davvero Figlio di Dio, adorami e sarà tuo tutto il mondo!”. Ma di quale mondo parlava Satana? Quando tutto, ma proprio tutto, appartiene a Dio, il solo Creatore che ha creato anche satana e i suoi angeli ribelli? Voleva dare a Dio ciò che era di Dio!  In cambio chiedeva un atto di sottomissione che spetta solo a Dio. Era satana che, se fosse stato sincero, avrebbe dovuto prostrarsi e adorare il Figlio dell’uomo. Quante volte si sente affermare: “Darei la mia anima al demonio per avere…”, senza pensare che satana può dare solo la farina del suo sacco, ossia il male, magari con l’aspetto di bene, di finta felicità nel piacere, di soddisfazione nel potere, di ingordigia nella ricchezza. E tutti sappiamo che questi cosiddetti “beni”, che il demonio ci dà se ci vendiamo a lui, sono l’inferno del male, che non solo si crea nell’anima, ma nel mondo…con tanti nomi che grondano sangue e lacrime. Che triste anche solo il pensiero di “vendersi a satana”!

 Eppure, esistono qui riti satanici!! Ed esiste chi è posseduto dal diavolo ( tale omelia non è stata mai qualificata un “procurato allarme” avendo dimostrato la sussistenza dei casi di possessione )!! I cosiddetti indemoniati, che sono davvero uno spettacolo orribile. E tutti sappiamo che l’indemoniato è uno che satana sceglie e non sappiamo perché, prendendo dimora nell’uomo, privandolo della sua identità e dandogli quelle manifestazioni che davvero sono l’immagine di satana “   ( cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=http://www.parrocchiasanvitale.it/index.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D329:gesu-nel-deserto-tentato-dal-diavolo%26catid%3D42%26Itemid%3D218&ved=2ahUKEwixx5rG1ZGFAxV6YPEDHV7_D144FBAWegQIEBAB&usg=AOvVaw3cBKsNfx-oBcTUg0uSpu6_ ).

 Aggiungo che il 16 gennaio 2023 fu anche presentata una biografia del Vescovo monsignor Riboldi (Venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1951. Inviato nel 1958 in una parrocchia di Santa Ninfa, nella Valle del Belice e Diocesi di Mazara del Vallo, Collaborò con il generale Alberto Dalla Chiesa e con l’allora presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella. Il 25 gennaio 1978 papa Paolo VI lo nominò vescovo di Acerra. Ricevette l’ordinazione episcopale l’11 marzo 1978 dall’arcivescovo di Palermo cardinale Salvatore Pappalardo…) scritta da Padre Silvano Bracci ed intitolataUna strada nel deserto”.

In merito è illuminante anche la proclamazione del celeberrimo Teologo S. Em.za Cardinale G. Ravasi il quale in questo commento, pubblicizzato anche su internet, della pericope evangelica ( Marco 5,1-20 “. Un uomo dalla forza sovrumana urla e si percuote con pietre. Improvvisamente, visto Gesù da lontano corre verso di Lui. Immaginate lo spavento dei presenti. Qualcuno scappa, altri incitano a scappare. Gesù invece rimane fermo. Da subito non vede in questo energumeno una minaccia per la sua vita, anzi legge la fragilità di un uomo solo e solitario vittima di un abbandono della comunità e in preda ad una rabbia disperata che scaglia contro se stesso condannandosi all’autodistruzione. Così la corsa si arresta ai piedi del maestro. Gesù non perde la serenità e lo minaccia: esci da quell’uomo! Arriva così il secondo atto: la liberazione dal demonio! Vi è un messaggio, in questo vangelo, che è incentrato sull’azione risanatrice e liberatrice di Gesù a favore dell’uomo, contro la potenza del diavolo.  Marco visualizza la potenza dello spirito del male. Uno spirito del male che spinge l’uomo a vivere in terra di morte, nei sepolcri. Un male che è irrefrenabile, sfugge al controllo dell’individuo, la comunità umana non riesce a controllarlo neppure con le sue forze e le sue catene: lui le strappa. Si evidenzia come la persona sia travolta dal male. Gesù si avvicina a quest’uomo che non ha nome, cerca di sapere il nome del demone che lo possiede. Vuole liberare l’uomo dalla schiavitù che lo porta a vivere lontano dalla sua famiglia e dalla comunità umana: “Esci spirito immondo da quest’uomo”. Spirito immondo è il male, è tutto ciò che non è vita e offendendo la vita ci spinge a vivere nei sepolcri.

È interessante cogliere come il demone definisca Gesù Figlio dell’altissimo e lo prega di non tormentarlo. Gesù instaura un dialogo con il male, cerca di conoscerlo, cerca di carpire il suo nome per avere potere su di lui. Nel momento in cui il male viene riconosciuto come tale, Gesù scaccia lontano questo male, lo tratta da male non da bene.   cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://scuolaapostolica.com/parola-del-giorno/marco-5-1-20/&ved=2ahUKEwjp8M_Am9iFAxWUxgIHHW0vBwwQFnoECBUQAQ&usg=AOvVaw0CcfyLCARyimO2rAIuAtzz -Commenti di don Franco Mastrolonardo e del Teologo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia Prof.  Giovanni Nicoli | 30 Gennaio 2023 ).

 Spiegano, pertanto, quando si è in presenza di un indemoniato ( indotto anche a commettere delitti) o di un folle ( se veramente tale, non imputabile). ”Sembra, quindi, di essere in presenza di una sorta di compendio del male del mondo, del demoniaco che avvelena la storia ma anche dell’idolatria, perché Isaia descrive così gli idolatri: «Abitano nei sepolcri, passano la notte in nascondigli, mangiano carne suina e cibi impuri… bruciano incenso sui morti e sui colli insultano il Signore (65,4.7). Qual è, allora, il significato da assegnare a questa narrazione, sia nella sua realtà storica sia nel suo valore esemplare? Innanzitutto il ritratto, offerto dall’evangelista,  lo delinea come un pazzo furioso: non si può legarlo perché reagisce brutalmente, è autolesionista perché si percuote con pietre, urla in modo sconclusionato giorno e notte. Una volta sanato da Gesù è, invece, tratteggiato come «seduto, vestito e sano di mente»  ( cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.famigliacristiana.it/blogpost/indemoniato-o-folle.aspx&ved=2ahUKEwiHxa_xzpGFAxWqBNsEHfRMCmM4ChAWegQIEBAB&usg=AOvVaw02jb0h-LQgx6jc5Ga8f9lT ).                                          

Pertanto,  dobbiamo chiederci conseguentemente se tutti i cattolici conoscono quali tipi di rapporti legano le norme giuridiche ( che sanciscono  i vari reati comuni e canonici) alla Teologia (le specifiche materie che trattano dei vari peccati), la differenza fra  il bene ed il male, dobbiamo inoltre riconoscere la provenienza (da Dio onnipotente ed onnisciente o dal diavolo) della nostra “voce interiore” (su cui  ho elaborato una pubblicazione, molto formativa anche sul piano trinitario, cristologico, dogmatico, antropologico, escatologico, ecc., nonchè, sul peccato contro lo Spirito Santo, opposto allo spirito del male che porta alla perdizione eterna, cfr. https://gloria.tv/post/x29DBQkVEucp2HQfiHkc9omvQ ).

 Le esposte riflessioni mi inducono razionalmente  ad enunciare ulteriori insegnamenti ( specialmente per coloro che si dichiarano atei, ma spesso, i loro comportamenti sono esemplari sul piano morale e giuridico, migliori di tanti sedicenti cristiani) di carattere giuridico/escatologico (Confessione/Riconciliazione, comunione con Dio, Paradiso, Inferno, Purgatorio, ecc.) che nei Vangeli Sinottici (in precedenza  ho spiegato in un articolo qui pubblicato come si sono formati, transitando dalla “Didachè” cioè il primigenio Catechismo recepito dal “logos”) Gesù   tratta con riferimento alla situazione futura, che investe anche i non credenti, utilizzando le espressioni “Regno, Regno di Dio, Regno dei cieli, gloria, cielo, visione di Dio, ecc..

Nelle parabole emergono infatti dei simboli come “banchetto messianico-convito nuziale- città celeste-nuova Gerusalemme” (Mt 22,1-10; Lc 12,35-38; Ap 21,9ss.). In Mt 5,8 si legge: ”Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”, quale beatitudine che riprende il tema presente in alcuni Salmi della ricerca di Dio e del suo volto (1C13,12; Gv 3,2). Il verbo “vedere” per il semita significa “partecipare della vita della persona vista, vivere in sua presenza”, per Paolo (1Cor 13,12) all’attuale conoscenza imperfetta, nella fase escatologica si sostituirà una conoscenza perfetta, determinando una dinamica di somiglianza e d’immedesimazione e ideale di Dio (Gv 3,2), in riferimento al tema della “divinizzazione” sulla linea della “figliolanza”, come sempre più perfetta immedesimazione al figlio di Dio che si compirà nella fase escatologica, che sarà essenzialmente “cristocentrica”.

Per quando riguarda la “vita eterna” nella narrazione del giudizio finale (Mt 25,31ss.) corrisponde al “Regno preparato fin dalla fondazione del mondo, tema approfondito da Giovanni (3,36, 5,24; 1 Gv 3,14) il quale afferma che  essa è l’unica verità già “posseduta” attualmente da chi vive nella fede e che la sua fonte è Cristo  da sempre essendo il Verbo che si è fatto carne, venuto nel mondo per dare la vita, consistente nel conoscere il vero Dio e colui che è stato mandato in intima comunione e non manca il senso della presenza attuale della vita ad opera dello Spirito Santo (Rm 8,2; Gal 5,25).

 La perfetta beatitudine corrisponde quindi alla comunione soltanto con Cristo come nelle parabole delle nozze (Mt 22,1-14), delle vergini (Mt 25,1-13), dei talenti (Mt 25,21) del buon ladrone (Lc 23,42ss.), nel martirio di Stefano (At 7,54-60). Tale cristocentrismo lo si trova ampliamente nelle “Lettere di  Paolo” nella formula “essere con-in Cristo” (Ts 4,17, 2Cor 5,8, Fil 1,23), in Giovanni (Gv 17,24; Ap 3,20): là dove è Cristo, là è il Regno di Dio.

Il Magistero della Chiesa cattolica inoltre nel testo della Costituzione apostolica “Benedictus Deus” fa riferimento  alla “visione di Dio quale costitutivo della vita eterna”, cioè i beati vedono l’essenza di Dio, faccia a faccia, senza alcuna mediazione, tuttavia l’elemento cristologico appare secondario, non appare la realtà comunionale della vita eterna ed il rapporto specifico con le Tre Persone divine ( cfr. Costituzione apostolica del 1336  “Benedictus Deus “ di Papa Benedetto XII in cui si afferma, fra l’altro,  che le anime dei beati dopo la purificazione del purgatorio secondo il loro caso godranno della visione dell’essenza divina a partire dalla loro morte, come anche che i condannati vanno subito all’inferno, cfr. whttps://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.pul.it/cattedra/upload_files/14562/Dispense%2520Antropologia%2520Teologica.doc&ved=2ahUKEwiIse6Bq4qFAxUXBNsEHSxIBdg4ChAWegQIBxAB&usg=AOvVaw0Q1_–QPO7JKe9eSNach4e ).

Pertanto, pur non negando la validità di tale documento oggi si cerca di recuperare  gli aspetti in esso assenti, infatti nel citato documento magisteriale “Lumen Gentium” (n. 48,49,51) si sottolinea la visione di Dio,, l’essere con Cristo, regnare con Cristo glorioso, l’indole sociale della vita eterna: la relazione immediata col Figlio di Dio è relazione con il Padre e con lo Spirito Santo.

Com’è noto ai teologi ed ai canonisti essa è una delle 4 Costituzioni del   Concilio Ecum. Vatic. Secondo del 1965, tuttora vigente  “Indossiamo l’armatura di Dio per potere star saldi contro gli agguati del diavolo” (https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&sca_esv=39bd196d7b057ff4&q=Lumen+Gentium+testo&sa=X&ved=2ahUKEwjAzaae64eFAxWMgf0HHXR-C5cQ1QJ6BAhDEAE ).

Inoltre i documenti magisteriali del  Concilio Fiorentino del 1439 affermano “i beati vedono Dio uno e trino”, l’amore è espressione massima dell’essere personale ed è ciò che avviene nella vita trinitaria ed è ciò che accade nel rapporto escatologico tra Dio e l’uomo, questo rapporto è contemporaneamente integrato dalla densità vitale  che viene accresciuta nella linea della crescita del processo di divinizzazione e dell’intensità dell’amore; l’indole sociale emerge anche dalla considerazione che la persona è inserita anche nella fase escatologica, nella Chiesa, il popolo glorioso di Dio. cioè il soggetto primo della beatitudine eterna.

Esaminando la “morte eterna” si evidenzia che Gesù non è venuto per condannare, ma per salvare il mondo (Gv 12,47; 3,17), infatti nel Vangelo non si afferma una dottrina della “morte eterna”, ma non è assente la citazione di un fallimento assoluto dell’uomo, così destinato ad una situazione escatologica di rovina se non entra dalla porta di Cristo (cfr. il video da me pubblicato “Disamina di un sacerdote sulle tipologie di morti “ https://gloria.tv/share/Vaot8JjRantp62NnuSiFACo66 “).

 Infatti nell’A.T. in Is 66,24 si prefigura la “geenna , in Dn 12,2 si parla di “obbrobrio” , in Sap. 5,14-23 di “orrore eterno”; il N.T. conosce le espressioni “perdere la vita in Mc 8,35; “ perdere anima e corpo nella geenna in Mt 10,28; non essere conosciuto in Mt 7,23; essere cacciato o rimanere fuori in Lc 13,23; non ereditare il Regno in 1Cor 6,9 e in Gal 5,21; non vedere la vita in Gv 3,36” .

A tal proposito, con uno sguardo all’epoca attuale riporto un link sconvolgente che in buona sostanza conferma i vari gradi di rigetto dell’essere umano  divenuto  figlio di Dio onnipotente con il Battesimo (equiparato all’ accettazione progressiva del plagio del diavolo? Cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://it.quora.com/Come-sbattezzarsi-avendo-anche-la-comunione&ved=2ahUKEwjH2bSJsN-FAxUURuUKHc43CNw4FBAWegQIGBAB&usg=AOvVaw3-mQKUm3ZMwKYbc8yE_DgL costituente peccato contro lo Spirito Santo, in eterno imperdonabile “L’APOSTASIA-lo sbattezzo, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa). Se da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale, per il diritto penale della Chiesa ( comparazione effettuata dal Presidente emerito della Cassazione dello Stato Città del Vaticano, citata nel prossimo paragrafo, applicabile a tutti i battezzati, rappresenta invece un «delitto» previsto dal Codice di diritto canonico, can. 1041, cfr. https://www.difesapopolo.it/Media/OpenMagazine/Il-giornale-della-settimana/ARTICOLI-IN-ARRIVO/Quel-rifiuto-ostinato.-Cos-e-il-peccato-contro-lo-Spirito-Santo-e-in-che-senso-non-puo-essere-perdonato ).

Ne consegue che, per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo/eretico e/o si fa ispirare da Satana, anche se non si sbattezza, è da considerarsi un apostata (https://www.amicidomenicani.it/cosa-intende-gesu-per-peccato-contro-lo-spirito-santo/#:~:text=Secondo%20la%20classificazione%20catechistica%20i,peccato%20e%20l%27impenitenza%20finale ) , pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can.  CIC 1364), un tipo di provvedimento canonico automatico…. ( cfr.https://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/ ).

 L’inferno allora consiste nell’esclusione dall’accesso immediato a Dio ed a Cristo, nella impossibilità della salvezza, ormai eternamente perduta, cioè situazione escatologica di totale allontanamento da Cristo; la morte è il contrario della vita eterna (Lc 13,3; Gv 5,24; 1Gv 3,14); questi due stati si presentano definitivi ed irrevocabili, cioè eterni (fornace ardente, fuoco inestinguibile, pianto e stridore di denti, stagno di fuoco e zolfo, verme che non muore).

Secondo queste immagini  alla perdita eterna di Dio consegue una situazione di estrema sofferenza, ma queste immagini dei Sinottici ( com’è noto i 3 Vangeli, quello di Giovanni è prettamente teologico, Lui ha conosciuto bene Gesù storico  ed il Cristo, l’unto da Dio Padre) e dell’Apocalisse scompaiono nel resto del Nuovo testamento in cui si evidenzia in modo più sobrio che nell’Antico Testamento (insussistente  teoria punitiva che ho già spiegato) i reprobi sono condannati perché si sono posti in una situazione di condanna (operano nel male, ispirati dal diavolo). Invito gli studiosi credenti ed atei  ad approfondire questo testo su Cristo, da me pubblicato nel sito cattolico on line https://gloria.tv/post/kRsx7Yncdakv3f8GRhL8Hw21w .

La dottrina dell’inferno è presente negli antichi documenti magisteriali dell’epoca patristica, ma Origene mette in dubbio il carattere eterno della dannazione con l’idea della “apocatastasi” ( concetto respinto dall’attuale Magistero), al quale risponde il sinodo Endemusa ( anno 543) confermando la durata eterna dell’inferno.

 Tuttavia a questo autore si deve l’inizio del superamento di una concezione materiale del fuoco dell’inferno in quanto per lui è il  simbolo del tormento interiore che prova il dannato a seguito del suo totale disordine interiore, conseguente alla perdita di Dio; la sua esistenza viene riaffermata anche dalla citata costituzione “Benedictus Deus” del 1336 e dalla menzionata Costituzione  Lumen Gentium al n. 48”.

Sul piano teologico, quindi, la morte eterna non è frutto della volontà di Dio, è invece la conseguenza della colpa del rifiuto di Dio (la volontaria accettazione del male proveniente da satana), la conseguenza irreversibile di  una situazione di peccato, la causa è l’uomo con la sua irreversibile decisione contro Dio, il giudizio di condanna è la conseguenza di un auto giudizio, di chi liberamente e volutamente ha rovinato la sua vita, decidendo di vivere per sempre lontano da Dio, nel male, compiacendo il demonio che inganna l’essere umano, nel delitto per sistema di vita diciamo noi giuristi, identificato con il peccato mortale, come ho già spiegato in un articolo qui  pubblicato ( sul femminicidio). Situazione di totale irrelazionalità, non di comunione e di solidarietà tra i beati come in Paradiso.

Proprio perché Dio rispetta la volontà dell’individuo ( libero arbitrio), così, non si può accettare la teoria della “apocatastasi(arbitraria unificazione di tutti in una salvezza universale ad opera di Dio al di là della volontà dell’uomo) e nemmeno la teoria dell’annichilimento del peccatore; l’empio esperimenterà il mondo come una realtà nemica, inospitale, la materia lo schiavizzerà

 (termine usato  dalla  sentenza costituzionale e dalle norme del  C.P. già citate).

Tuttavia Mt 19,28 parla di una “restaurazione di tutte le cose”, Paolo presenta Cristo come mediatore della salvezza e della creazione, che riconcilia e ricapitola (Ef 1,10; Col 1,20), per cui la cosmologia, la filosofia, la scienza, la psicologia, la sociologia, l’antropologia e perfino la giurisprudenza si ritrovano unificate nella Cristologia e la Costituzione apostolica “ LG 48 “ parla della perfetta instaurazione in Cristo dell’universo mondo per la solidarietà escatologica uomo-cosmo ( in tale prospettiva uniamoci in preghiera per i 2 bambini morti, soggiogati approfittando della loro età innocente, in balia di fenomeni a loro ignoti).

Dibattito sui presunti fenomeni ‘soprannaturali’ e di plagio: giurisprudenza e magistero della Chiesa cattolica   

Condivido l’opinione del citato magistrato in base alla quale si tratta di un contorno  assai inquietante di situazioni criminali che fanno perno sulla mente organizzativa di un soggetto che è stato definito variamente  come  santone, guida spirituale, gran sacerdote, maestro, mago, stregone, tutte figure manipolatrici degli  affetti e delle emozioni degli aderenti,   normalmente assai vulnerabili per la loro  fragilità ed emotività caratteriale, spesso dediti all’uso di droga e sovente portatori di sindrome psicopatologiche non conclamate.

Siffatta manipolazione consiste principalmente nel far perdere agli adepti della setta satanica il loro contatto con la realtà  e con la quotidianità delle consolidate relazioni affettive  e a radicalizzarli nell’esclusivo rapporto con il dio satana , generatore di ogni delizia umana  in cambio della loro assoluta devozione nei suoi confronti. Indubitabilmente il “santone” della setta ha un pericoloso carisma umano di grande portata e notevoli conoscenze psicologiche con le quali riesce a condizionare la mente dei singoli asservendoli alla sua volontà di capo investito di tale funzione direttamente dal dio demonio ( una specie  di papa del male), distruggendo progressivamente le convinzioni  e le sicurezze precedenti dell’individuo  e soprattutto la sua capacità decisionale.

Il menzionato magistrato puntualizza, come già da me ipotizzato, che si potrebbe imputare  a tale losco individuo il delitto previsto dall’art. 600 del codice penale e cioè la  riduzione in schiavitù nei confronti  degli adepti della setta , secondo il quale. “Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa , costringendolo a prestazioni lavorative, o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque a prestazioni che ne comportino lo sfruttamento, è  punito  con la reclusione da otto a venti anni” .

Tale imputazione sarebbe facilmente utilizzabile qualora nel gruppo satanico partecipassero dei minorenni. Invero essi  sovente  sono fragili psicologicamente, sentendosi inadeguati a gestire la loro vita per tutti i problemi esistenziali di rapporto conflittuale con la famiglia, spesso già di per sé disgregata, e la scuola, che sembrano sommergerli  drammaticamente. Spesso sono affascinati dalla magia nera e dal potere dell’occulto che trovano sui social informatici, i quali sovente vengono utilizzati per il loro adescamento e arruolamento nel proselitismo satanico (nessuno ha segnalato in questo testo un “procurato allarme”)  Ed è  allora che  nel loro orizzonte compare questa spregevole figura di  “gran sacerdote” che, approfittando della loro debolezza, li  plagia facendoli sentire importanti  nella setta  in cui vengono introdotti in quanto portatori di un messaggio verso una entità suprema, satana, il presunto donatore di potenza e immortalità (????).

E  dal gruppo di adepti, già previamente manipolati dal “santone”, trovano sostegno e incoraggiamento, si sentono completamente accettati per quello che sono, anche per i loro difetti che consistono spesso in situazioni di aggressività alternate talora a lunghi silenzi. Sicuramente le droghe, l’alcool  e  il sesso smodato, e sovente violento, offerti dal capo e dagli altri aderenti convertiti alla setta finiscono per convincerli di aver fatto la scelta giusta: pare loro quasi di essere in un paradiso terrestre del male! ( sic!!!!)

Molti adepti , una volta scoperti dall’autorità di Polizia, hanno ammesso di essere stati psicologicamente costretti ad aderire al gruppo satanico per la loro fragilità dovuta a depressioni per vari eventi traumatici della vita (quali lutti familiari,  malattie, delusioni amorose). Molti hanno dichiarato di aver abbracciato il satanismo volte dopo essersi allontanati dal cristianesimo per protesta per il mancato miracolo non concesso loro dal Dio Padre buono. Su questa umana fragilità il capo carismatico della setta satanica ha operato con grande furbizia   creando  una subdola rete di supporto  e di controllo relazionata sempre alla figura esoterica del demone che dona subito, di gran lunga prima della morte, l’accesso alla felicità eterna. Su questo ingannevole e drammatico equivoco  vive lo stigma del satanismo!

Il controllo principale della personalità del nuovo adepto da parte del santone viene corroborato da quello degli aderenti più anziani che partecipano attivamente al completo plagio del novizio che deve dimostrare di essere all’altezza di questa sua appartenenza, venendo spesso messo alla prova o con la commissione anche  di reati, ma soprattutto facendogli praticare l’esercizio di una sessualità violenta e orgiastica,  talora con il rischio della sua stessa vita, nel caso di sette che propugnano come fine ultimo il suicidio nell’abbraccio immortale di un onnipotente satana.

Il nuovo adepto alla setta riceve in tal maniera, spesso senza rendersene conto, un gravissimo abuso emotivo  mediante richieste di condotte malvagie che di fatto lo legano completamente al potere assoluto  della setta che opera su di lui un vero e proprio lavaggio del  suo cervello. In particolare siffatto abuso lede gravemente i partecipanti minori ai gruppi satanici  in cui essi vengono utilizzati come strumenti all’interno della setta , veicolati in cimiteri nottetempo per profanare tombe distruggendo i crocefissi simboli dell’odiato Dio, costretti all’uso di alcool e stupefacenti, alla partecipazione di violenze sessuali di gruppo e talora di  sacrifici umani .

 Molti giovanissimi hanno ritenuto di risolvere i loro problemi esistenziali conflittuali con se stessi e con il mondo circostante mediante la magia nera e il satanismo,  anche tramite la musica aggressiva, denominata metal (in particolare il rock satanico del cantante Marylin Manson , cantante trasgressivo, cinico e violento nei suoi testi musicali), divenendo così dipendenti da una specie di folle entusiasmo  finalizzato  all’esercizio del male.

 Ma sicuramente il gioco dell’esoterismo, appreso attraverso  i social, può affascinare e ingannare gli adolescenti  pervasi da depressione o da rabbia e ribellione nei confronti della loro quotidianità, facendoli talora ritrovarsi in balia di crimini satanici, per curiosità di un “gioco mortale”, come ha sottolineato la cronaca nera dei mass media, ingannevole gioco che li ha resi inconsciamente dipendenti dagli altri adepti, tanto da essersi perfettamente adattati e integrati con questi, anche nel commettere gravissimi reati quali lo stupro di gruppo o l’omicidio.

Significativo è il famoso caso giudiziario dell’omicidio della suora Laura Mainetti, di anni 61, madre superiora di un istituto religioso che alloggiava giovani sbandati, uccisa il 7 giugno del 2000, martoriata da  diciassette coltellate nel parco delle marmitte giganti alla periferia di Chiavenna, piccola località montana di villeggiatura in provincia di Sondrio da tre ragazze minorenni: Ambra di sedici anni,  Milena e Veronica di diciassette anni. Nel processo – che portò alla condanna di Ambra a dodici anni e quattro mesi in quanto riconosciuta come l’ideatrice e la regista dell’efferato crimine, mentre alle sue due complici venne irrogata una pena di otto anni e mezzo di reclusione per il riconoscimento della seminfermità mentale – si accertò che la motivazione scatenante che aveva indotto le tre minorenni (imbevute di conoscenze e ritualità di stile satanista)  ad uccidere una persona buona, che non avevano mai conosciuto prima del fatto, era stato soltanto un puro gioco macabro e satanico in quanto la povera suora rappresentava in terra l’odiatissimo Dio Padre, un simbolo pertanto da abbattere in quanto tale perché odiato dal gran signore delle tenebre, l’unico che, a loro dire, concedesse l’immortalità agli umani e per il quale era giusto sacrificare una vittima umana sua nemica. Di fronte ad inquietanti casi come questo  occorre  sempre di più  prevenire nei limiti del possibile i legami dei nostri giovanissimi con le malevole sirene delle sette in generale e sataniche in particolare ( affermazioni analoghe formulate da Mons. Priola).

 Ovviamente bisogna attuare un programma serio di rivisitazione dei principali concetti educativi  da parte della famiglia , della scuola e delle altre istituzioni ( penso/spero  che si riferisca alla Chiesa cattolica ) aggregative del territorio alla luce della “concorrenza sleale” da parte della chatto -(disin)formazione informatica dei giovani. Siffatta educazione deve soprattutto tendere a controllare l’uso informativo  della rete e dei suoi siti dedicati purtroppo al fenomeno delle sette sataniche (facenti parte della cosiddetta “black list” cioè lista nera, insieme a tanti altri in tema di pedofolia , droga, pedopornografia ecc.), mediante una responsabile indicazione da parte degli adulti di riferimento della estrema pericolosità di siffatti siti e un dialogo aperto all’ascolto fra  genitori e figli sui fondamentali temi del vivere umano quali la libertà, la responsabilità, la giustizia, la solidarietà e la felicità”).

Di conseguenza (evidenzia il citato relatore del menzionato  simposio alla  Penitenzieria apostolica), è moralmente necessario che ogni Sacerdote conosca ciò che potrà servirgli per un primo discernimento sulla reale situazione del fedele circa possibili azioni demoniache straordinarie, ribadendo ancora una volta che il discernimento del Sacerdote in cura d’anime non ha come fine quello di acquisire la certezza morale dell’azione diabolica straordinaria, cosa che – come già detto- compete al solo Sacerdote Esorcista, ma ha lo scopo di verificare se ci sono le condizioni per consigliare, o addirittura sollecitare una persona a rivolgersi ad un Sacerdote Esorcista autorizzato dal Vescovo. Su questo punto è davvero importante avere le idee chiare.Tutto pubblicamente acclarato ed annunciato recentemente anche da Papa Francesco  (cfr. https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-francesco-il-diavolo-attacca-tutti-e-semina-zizzania-libro  “Il volume ospita la testimonianza di una suora indemoniata che ha ricevuto un esorcismo. In essa  si legge che il demonio parlando di lei avrebbe detto: La odio, parla sempre male di me…” ).Sulla base di quanto finora illustrato, per comprendere meglio queste vicende umane, pur considerandomi io meno di niente, ritengo necessario ispirarci nelle nostre riflessioni in merito agli insegnamenti del nostro unico  Maestro  “ Pietro abbandoni, dunque, la sua illusoria concezione di un messianismo fatto solo di gloria e di successo, e si metta umilmente dietro al suo Signore, salendo la strada erta e irta di prove del Golgota. È questo il vero discepolato, altrimenti si è avversari “satanici” di Cristo. La via della croce comincia, perciò, già in quel momento e Pietro ( il primo Pontefice) è invitato a essere il seguace del suo Maestro, “andando dietro a lui”, pronto anche a «perdere la propria vita per causa mia», come dirà ancora Gesù, così da “trovarla” in un altro modo più alto e intenso…( cfr.  https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://cisf.famigliacristiana.it/chiesa/blog/la-bibbia-in-un-frammento_1/vade-retro.aspx&ved=2ahUKEwiUtqS5_JaFAxXtgP0HHQ5fAU44FBAWegQIAxAB&usg=AOvVaw321iyHI3mjTlen5gW-K8xe ),  cioè  nel figlio unigenito di Dio.

 Se non recepiamo questi concetti capiremo fischi per fiaschi (operando come i farisei ipocriti che sanno tutto di tutto, probabilmente simili a scettici/atei/agnostici/eretici esistenti ieri, oggi e domani, come alcuni “tuttologi” che esprimono senza approfondimenti necessari, in ordine ai presunti casi di “possessione”, le loro convinzioni oppositive all’esistenza del diavolo, ma approvative di “delirio mistico” od altre ipotesi simili, come le  affermazioni della loro  identificazione ai “fratelli di Dio” (Il Signore onnipotente ed onnisciente  ha dei parenti collaterali ???  cfr. https://youtu.be/5L03hrtLjM0?t=1041 ).

Molte sono le contrastanti  opinioni di studiosi della materia, un noto sociologo ha sottolineato in questi ultimi giorni “Plagiati, manipolati psicologicamente, abusati, ridotti in schiavitù da truffatori, adesso l’epilogo è stato ancora più grave con un triplice omicidio che ha scosso gli italiani. In Sicilia non esiste una stima precisa delle vittime, anche se sarebbero migliaia coloro i quali sono caduti nella trappola dei tanti guru che popolano un mondo ancora oscuro, nascosto dietro all’idea di una falsa religione. «Siamo davanti all’esplosione del sacro che si frammenta in mille rivoli – continua il direttore del Cesnur -. Il presunto assassino non frequentava più la chiesa pentecostale.. (cfr. https://palermo.gds.it/articoli/societa/2024/02/13/la-strage-di-altavilla-il-sociologo-direttore-del-cesnur-in-questo-caso-il-satanismo-non-centra-599d31d9-f5ed-44d2-8197-7b9837be7e8d/ ).

Tuttavia, rammentiamo sempre che “In tutto questo c’è, come sottolineava Charles Baudelaire, l’invisibile azione del diavolo  ( tali affermazioni non furono mai qualificate “procurato allarme”) che ha fatto perdere con il tempo la percezione della sua esistenza….”  ( cfr. https://www.lalucedimaria.it/capolavoro-del-diavolo-aver-convinto-tutti-non-esiste/ ).

In tali contesti, se siamo veramente cattolici cristiani e crediamo realisticamente alle opere miracolose di Gesù Cristo, figlio dell’Altissimo, vero Dio e vero uomo, della stessa sostanza del Padre,  è rilevante recepire la figura concreta del diavolo ed in particolare quando trasforma un essere umano in un “indemoniato”, posizione spesso richiesta dall’individuo stesso che suppone di essere titolare di un potere decisionale assoluto che gli consente di alienare la propria anima come corrispettivo per ottenere, successo, potere, benefici, risorse, vantaggi illeciti e perfino inverosimili (immortalità? Ricordate “ Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde?) e soprattutto tradendo il Signore, suo creatore.

Tale impostazione ( da nessuno qualificata “procurato allarme”) viene delineata anche da questo alto Prelato ( il Vescovo Mons. Antonio Riboldi che ha scritto il libro ”  Tempo di coraggio – Oggi come ieri” raccoglie riflessioni e discorsi sulle sue esperienze riguardanti le cause e gli effetti derivanti  da determinati  comportamenti delittuosi e maligni,  cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.famigliacristiana.it/articolo/dal-belice-ad-acerra-contro-soprusi-e-mafie-monsignor-antonio-riboldi-il-vescovo-scomodo.aspx&ved=2ahUKEwiBhNrJ45GFAxXf9LsIHbS4B_4QFnoECBwQAQ&usg=AOvVaw0YC57bMVXu-KbKA3n6svEa ) nel commentare la pericope evangelica sulle “ tentazioni di Gesù nel deserto “. Essa è collegata a quella, a proposito di satana, su cui è stato imperniato il commento del Vangelo Mt 16,21-27  “In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso.

Conseguentemente vi invito a leggere l’autorevole commento sulla  citata pericope evangelica Mt 16,21-27 in cui si evoca la condanna e la  crocifissione di Gesù  “  Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma Gesù, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà” (https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2023/09/03).  

 Sul piano giuridico, ad ulteriore conferma del nostro assunto si sottolinea che  “la sanzione applicata, la morte per crocifissione, corrisponde a una pratica romana e in particolare alla previsione della lex Julia maiestatis del 46 a.C. in riferimento al crimen lesae maiestatis; tuttavia la legge era applicabile solo nei riguardi di cittadini romani, e quindi Ponzio Pilato nei confronti di Gesù poteva esercitare semmai una forma di coercitio e non certo di jurisdictio. Da ultimo, si dubita che si sia trattato di un vero e proprio processo in ragione della riscontrata assenza del suo esito necessario secondo il rito: non viene pronunciata una sentenza di condanna nei confronti di Gesù, ma questi è semplicemente consegnato alla morte in croce.

 Proprio l’assenza di una sentenza di condanna condensa in sé il tratto di “mistero” a esso attribuibile, almeno se si conviene con gli esiti della pregevole indagine sulle finalità del processo  ( tematica che  stiamo analizzando su 2 piani) tracciata dal noto Prof.  Salvatore Satta ( sui cui libri ho studiato alla Facoltà di Giurisprudenza), giurista e al contempo raffinato letterato, che ne individua l’essenza appunto nel giudizio: «Se uno scopo al processo si vuole assegnare questo non può essere che il giudizio; e processus judicii era l’antica formula, contrattasi poi, quasi per antonomasia, in processo».Come pure nel giudizio si annida il mistero della vita, come spiegava sempre Satta: «Se noi contempliamo il corso della nostra esistenza – il breve corso della nostra vita individuale, il lungo corso della vita dell’umanità – esso ci appare come un susseguirsi, un intrecciarsi, un accavallarsi di azioni, belle o brutte, buone o cattive, sante o diaboliche (anche questo celeberrimo mio Maestro del Diritto conferma l’esistenza del diavolo!): la vita stessa anzi non è altro che l’immenso fiume dell’azione umana, che sembra procedere e svolgersi senza una sosta (cfr.  https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.avvenire.it%2Fagora%2Fpagine%2Fil-processo-de-gesu-secondo-il-diritto-romano%3Ffbclid%3DIwAR1-qZUllYoCuO2QAzFJuwMtj93f3E82xLDqZxBDyV7snP4OOj7v95e31uo_aem_AQJRK5lDCA8AsNEyn_X7a2XnnvnJltFbHOs4IIeg65Ff_Wnkbx0MvC8CQVDOD99o1lhjIj0Ti20TVkLlNPWZaNiB&h=AT3HrBhQMec0VL-JNPAmTYlD7Xfu6tpKJZgdSlpqS0Ijq-AEcggltYuFTYbBP9Et3xjY-TkWHdCE2WKQsg3Z2zMy46NsY0GSoVfC2whhN-kI9VrYQcyCyMuV2dARzTMVF4Yv&__tn__=%2CmH-R&c[0]=AT03zxW9Hvm_byAFDLkNW5lG5L8kLHSEFhzRnzDSauf3SffvDbrLQesnwJ32iNwiolbXFUHLssOvT8YXoYV4QcdN0h6mQmG22kRdL0CBnqk0_EsYFdIvYfMNhXUWCPw7NWRccFiaD7sCvV0tYNv9J0tzLlQTeGCvUhbI75c ).

Dibattito sui presunti fenomeni ‘soprannaturali’ e di plagio: giurisprudenza e magistero della Chiesa cattolica   

La mia disamina sarà imperniata, in linea di massima, sulla dimostrazione della legittimità in scienza e coscienza, di un’ intenzione di preghiera a Dio ed alla Madonna, fondata sul presupposto della veridicità spirituale e pastorale della proclamazione evangelica esternata in questo video (focalizzata nel paragrafo n. 6, cfr. https://www.facebook.com/madonnamilicia/posts/pfbid0bmu7JKzFVz5uv5Rr6qmr5AqzSFoV3XbYGQEcsCVyZKxBsAvRrFkBeskDzANPnNY3l?__cft__[0]=AZX4rUrmuF3ezidlh0qcZpHIziyxaYufnqWoFsguZZF7A-b571gxBbWec_3PiHUAwIl1HOJEuxKuq1PrYOAuSChvngIx_9_IcxVae-nEJ9C6xOvuDLP6IEfEoxXZKZ4k8MpBl4MPjCHJT1hkRoIBAoryv35-MYIwO9-flKy3lM2zYOoiaVxYRbGPdzOT6ROSCe1D7DxGExhgeO4jBfdfeggH&__tn__=%2CO%2CP-R ) formulata da un noto presbitero/teologo/filosofo/docente durante una celebrazione liturgica sulla base del Vangelo  ( Mt 4,1-11/ Mt 16,21-27 / Lc 4, 1-13 /Mc 1,12-13 “Gesù nel deserto, tentato da satana– «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».  ”) il 3 Settembre 2023 rivolta ai fedeli cattolici di Altavilla Milicia (PA), con la quale venivano esortati ad evitare di soggiacere alle tentazioni del maligno perpetrate tramite soggetti impuri e malvagi orientati a praticare plagi, manipolazioni e condizionamenti di carattere psico-fisico nei confronti di adulti fragili e di bambini indifesi, riducibili in stato di servitù/schiavitù, attenzionando il fatto che  questi fenomeni, presuntivamente “soprannaturali”  (su cui il Dicastero per la Dottrina della Fede- DDF- ha elaborato un Documento magisteriale il 17 Maggio 2024 e la Conferenza episcopale della Sicilia – CESI- ha predisposto le linee guida in materia il 24 Maggio 2024, atti da me enunciati nell’ultimo paragrafo, il n. 7) stavano dilagando anche nello stesso territorio della Basilica, Santuario mariano diocesano (oggetto di un importante meeting del 30 Maggio 2024  fra chierici, religiosi  e diaconi specializzati in materia, c/o la Diocesi di Mazara del Vallo, la cui comunicazione è qui allegata).

La suddetta tematica evangelica, tornò di attualità nei successivi 5 mesi, dopo una mostruosa vicenda, non connessa con l’omelia del citato sacerdote, in cui furono coinvolti soggetti non cristiani cattolici,  diffusa ed  avversata immotivatamente dai media ( video sulla c.d. “strage” di Altavilla con opinioni di  magistrati, avvocati, sacerdoti, psichiatri, criminologi, giornalisti, cfr.: https://youtu.be/5L03hrtLjM0?t=1041 ).

Pertanto,  esaminerò la fattispecie sulla base del postulato “de iure condito et de iure condendo”, come sempre, con la collaborazione di mia moglie Marcella Varia ( Cult. Di Sacra Scrittura e di Teologia biblica), sul piano giuridico-teologico, avvalendomi delle  rispettive competenze ermeneutiche del Magistero della Chiesa cattolica (Il soggetto della funzione magisteriale è il Collegio episcopale in comunione con il suo Capo, il Romano Pontefice. In tale funzione interpretativa il Magistero gode di una speciale «assistenza dello Spirito Santo», cfr. Costituz. Dogmatica DV 8 -10 che comunica ai Vescovi, con la successione episcopale, «un carisma sicuro di verità». Per questo motivo è l’unico interprete autentico della Rivelazione https://www.operavillatroili.it/ritiri-e-catechesi/il-magistero-della-chiesa-1366 ) e della Giurisprudenza (https://www.altalex.com/documents/news/2022/06/13/interpretazione-legge-lezione-sezioni-unite-su-analogia – Artt. 101 e ss. Costituz. ital. sugli organi giurisdizionali-Sentenza n. 38596 del 6.12.2021 le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione  “l’attività interpretativa della legge, propria del giurista, magistrato e non, seguendo i criteri interpretativi positivizzati nel nostro ordinamento dall’art. 12 Preleggi” ).

Io, da cattolico credente, preferisco comprendere tali accadimenti nel loro complesso  anche attraverso il supporto di questa reale, stupefacente figura evocativa “esclusivamente” della Croce ( foto scattata da me) che nel periodo di Pasqua ( 21 Aprile  2016 ) mi “apparve” sull’oceano (durante il nostro primo giro del mondo), la cui visione non era recepita in alcun modo da altri, come dimostra questo  prodigioso, misterioso video, da me pubblicato nel mio gruppo giur./teol. di facebook appena rientrato nella nostra residenza https://www.facebook.com/share/v/opUyXME1oHH31HsM/  .

 Sul piano giuridico, la suddetta vicenda criminosa  è prevista oggettivamente a mio avviso, prescindendo da eventuali scriminanti, circostanze attenuanti, imputabilità..  dagli artt. 575–577- 110-117 Codice Penale (concorso di persone nella consumazione  di omicidio plurimo aggravato realizzabile con azioni/omissioni da parte anche  di soggetti dominati da manipolazioni altrui indirizzate  ad inculcare presunte forme di possessione/possessività/schiavitù/servitù, cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-i/art575.html&ved=2ahUKEwj4tqmX3oeGAxW4g_0HHdA_DTkQFnoECC4QAQ&usg=AOvVaw08-C1iUUQ2RsDLyKCemCuQ , Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 39762 del 21 settembre 2021) e dalle norme di seguito specificate, tenendo presenti le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale n. 96/1981 con cui, tuttavia, fu dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 603 del Codice penale ( delitto di plagio ) in riferimento all’art. 25 della Costituzione italiana (la fattispecie deve essere determinata nei suoi elementi essenziali: solo così si consente ai singoli di conoscere quali condotte siano lecite e quali non lo siano e si evita che i giudici possano usare discrezionalità nell’applicare la legge; a livello comunitario il principio di legalità è sancito dall’art. 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea).

 Tale  fattispecie, come in appresso illustrato, potrebbe essere inquadrata, in base all’istruttoria del P.M., nell’ambito e/o in connessione  con gli artt. 416 (Associazione per delinquere “Quando tre o piu’ persone si associano allo scopo di commettere piu’ delitti, coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l’associazione sono puniti, per cio’ solo, con la reclusione da tre a sette anni” ) 600   (maltrattamenti-in-famiglia-e-riduzione-in-schiavitu:Cass., sez. VI, sentenza 12.12.2006 – 17.01.2007, n. 1090  “  chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque a prestazioni che ne comportino lo sfruttamento, è punito con la reclusione da otto a venti anni.

La riduzione o il mantenimento nella stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona”) e 572 ( “Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da 12 a 20 anni) del Codice penale.

 Conseguentemente effettuerò un primo approfondimento

personale/professionale/dottrinale/spirituale, acquisendo anche, come è avvenuto per altri articoli qui pubblicati, rappresentazioni concrete di esperienze vissute e talune riportate nel web,  in attesa delle  prossime decisioni dei giudici di merito ( Corte d’ Assise di Palermo) secondo le risultanze finali della competente Procura della Repubblica di Termini Imerese (https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.diritto.it/natura-e-competenze-della-corte-d-assise/&ved=2ahUKEwjvmpDRr9CFAxXL_rsIHTEhCgAQFnoECCIQAQ&usg=AOvVaw2gTTf5BW2VpxyYiWDs84-d ).

 Grato, emozionato  e stupito, questa “luce” qui riportata, mi ha indotto, da studioso di Diritto e di Teologia, intravedendo forse una parvenza di  “messaggio soprannaturale”, a confermare la mia fede in Dio ed al suo figlio unigenito Gesù Cristo, illuminato, in riferimento alla fattispecie “ de qua”, con scienza e coscienza, anche  dai precetti fondamentali  delle altre Religioni (le cui strutture esistenti in tutto il mondo abbiamo visitato nel 2016 e nel 2018, cfr. “Commissione Dialogo Interreligioso: Cristo e le altre religioni-Michael L. Fitzgerald:

Tradizione Ebraica/ Islamismo/ Induismo /Buddismo /Religione Tradizionale Africana

 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.vatican.va/jubilee_2000/magazine/documents/ju_mag_01031997_p-29_it.html&ved=2ahUKEwiN77q7-a-GAxU5S_EDHfydAa8QFnoECDcQAQ&usg=AOvVaw0RABjbE7SAU_TB4v1rmfJG “)

 ed analiticamente dagli insegnamenti  del Cattolicesimo, relativi in particolare alle virtù ed ai doni della terza Persona della SS. Trinità, lo  Spirito Santo ( evidenziati anche nel mio precedente articolo del 10/4/2024 qui pubblicato, grazie al v. Direttore di Korazim.org Dr. Simone Baroncia, giornalista vaticanista ( cfr. https://www.korazym.org/100674/dichiarazione-fiducia-supplicans-meditazioni-giuridico-teologiche-sullo-stupore-suscitato-in-tutto-il-mondo-8/  

“ Lo Spirito è presente nella vita dei Battezzati, a pieno titolo figli di Dio, la sua legge che dà vita in Cristo ci ha liberato dalla legge del peccato -RM 8,2- questo ruolo il Paraclito, cioè il  soccorritore, lo svolge accrescendo la fede del credente e guidandolo nella lettura delle Scritture per fargli scoprire la funzione di Gesù …) che, spero, guidino i presbiteri e dovrebbero guidare per la loro salvezza taluni fedeli dominati da singolari esseri …..impuri”).

Prestiamo allora la nostra attenzione, come evidenzia questa nota studiosa Prof.ssa Luisella Scrosati , alle tipologie della legge: la legge eterna, la legge divina, la legge umana, la legge naturale, cercando di comprendere che cos’è la legge; in particolare, la legge come principio delle azioni umane: principio, occorre precisare, esterno delle azioni umane, dove “esterno” non significa “estraneo”, altrimenti non sarebbe un principio delle azioni umane, ma sarebbe tutt’altro. È un principio esterno, ma è un principio costitutivo delle azioni umane ( seguite, per meglio individuare la natura del “ bene e del male” la mia disamina in quest’ottica).

Vi sono altri due principi, questa volta interni, dell’azione umana, cioè le virtù (Gv 6,44-51 – Giovedì della III settimana di Pasqua -18 aprile 2024 –  “La forza di cui abbiamo bisogno per vivere autenticamente la vita cristiana è una forza che viene dall’alto e che prende il nome di virtù teologale. Nello specifico questa forza è tripartitica: la fede, la speranza e la carità, cfr.https://www.famigliacristiana.it/blogpost/don-epicoco-commento-vangelo-18-aprile-2024.aspx ) e la Grazia. Dunque, vedete che ogni atto umano ha questi tre principi che lo costituiscono: uno esterno e due interni. La legge, nelle sue differenziazioni che abbiamo visto; le virtù, la grazia ( cfr. https://lanuovabq.it/it/introduzione-alle-virtu-il-testo-del-video ).

Pertanto, come ci hanno insegnato i docenti dei nostri corsi accademici di Teologia e di Diritto canonico (materia della Facoltà di Giurisprudenza, unitamente al Diritto ecclesiastico), frequentati dal 2011 al 2019 presso il Centro accademico diocesano S. Luca Evangelista di Palermo ( Direttore Mons. Salvo Priola il quale mi  ha espresso in anteprima  il suo plauso per questo articolo “Hai fatto un buon lavoro carissimo Francesco. Grazie di vero cuore. Un abbraccio benedicente” ), possiamo evidenziare che per Pelagio Dio non è l’autore del male (p. 108 vol. 2° anno  del libro di Testo: Cristo Rivelatore del Padre: 1° Volume; Risorti con Cristo: 2° Volume; Nell’attesa del suo ritorno: 3° Volume, da me già recensiti (cfr. la mia pubblicazione in  https://gloria.tv/post/x29DBQkVEucp2HQfiHkc9omvQ ) e l’uomo è libero, mediante la legge prima e l’esempio di Gesù Cristo l’uomo è aiutato a fare la volontà di Dio, questo si chiama  “grazia”, cioè il fatto che Dio incoraggia ed educa l’uomo a fare la sua volontà; essa sarebbe anche la stessa intelligenza e la stessa libertà umana, aventi la capacità di orientarsi verso Dio. La grazia che viene da Cristo è qualcosa di esteriore, un aiuto, essa eleva l’uomo che acquisisce un di più rispetto ai pagani ed agli atei, perché compiono il bene con più facilità, intesa come dono di Dio dato all’uomo stesso all’atto della creazione e permane nonostante il peccato di Adamo, soggiogato dalle tentazioni del diavolo.

Questa configurazione non accoglie la prospettiva di San Paolo riguardante la “compenetrazione dello Spirito nell’uomo che lo trasforma radicalmente”, inoltre sembra che l’uomo possa realizzarsi “al di là” di Cristo, pone l’alternativa o Dio o l’uomo in quanto se c’è la grazia di Dio non c’è più la libertà dell’uomo. Tuttavia tale eresia fu utile  a chiarire il concetto di “grazia e peccato”. Sant’Agostino elaborò la teologia sulla grazia nel relativo trattato che concepisce strettamente connessa a Cristo “Christus totus” che comprende l’ecclesiologia e l’antropologia, cioè la Chiesa- corpo di Cristo- è data dall’unione di tutti i battezzati, in questa unione con Cristo nella Chiesa che si realizza la salvezza dell’uomo in quanto la chiesa non è una realtà sociale, ma una “realtà mistica” nella quale, attraverso i sacramenti agisce lo Spirito che conforma i credenti in “Cristo capo” (a cui fa riferimento anche la catechista della Basilica Rosanna G. che mi ha fornito un gradito contributo in merito e dalla quale ho ricevuto previamente un sms “Io ti ringrazio perché hai arricchito il mio parere con tutte quelle integrazioni, dovute alle tue profonde conoscenze e al tuo bagaglio culturale e spero che possa essere d’aiuto al nostro caro padre Salvo”).

 Pertanto l’uomo, creato con il libero arbitrio, è capace non solo di conoscere ma anche di fare sia il male che il bene, anche insegnare a fare il male ( attenzione..), è una colpa uguale a quella di fare il male, Dio non ha insegnato il male, ma ha lasciato la possibilità e la responsabilità all’uomo di conoscerlo.

A tal proposito, in prima battuta, ai fini della presunta configurazione della fattispecie giuridica in oggetto, è rilevante comprendere la motivazione della Corte Costituzionale in cui si legge  “Il primo codice penale italiano unitario pubblicato il 22 novembre 1888, in vigore il 30 giugno 1889, nel libro II, titolo II, “dei delitti contro la libertà”, capo III sotto il titolo “dei delitti contro la libertà individuale” disponeva all’art. 145:

 “Chiunque riduce una persona in schiavitù o in altra condizione analoga è punito con la reclusione da dodici a venti anni”. La fattispecie prevista “riduzione in schiavitù o in altra situazione analoga” era denominata nelle rubriche ufficiali del progetto e figurava in varie edizioni del codice come “plagio”.

La citata  sentenza sottolinea, fra l’altro, che tra il colpevole e la vittima si stabilisce, in sostanza, un rapporto tale che il primo (possiamo ipotizzare  che possa identificarsi con qualsiasi “essere” ?) acquista sulla seconda completa padronanza e dominio, annientandone la libertà nel suo contenuto integrale, impadronendosi completamente della sua personalità”.

 In questo delitto il consenso della vittima non può escludere il reato, condizione analoga alla schiavitù deve interpretarsi come condizione in cui sia socialmente possibile per prassi, tradizione e circostanze ambientali ipotizzare anche una conculcazione dell’interno volere, costringendo una persona al proprio esclusivo servizio.

Quasi tutti gli autori nei primi anni di vita del codice indicano, sulle orme del Carrara, quale elemento distintivo, soprattutto rispetto al sequestro di persona, lo scopo di porre la vittima al servizio del plagiante e di ricavare dall’attività di tale servizio un lucro o comunque un profitto.  Per la prima volta nel 1961 la Corte di cassazione in una sentenza, con la quale accoglieva un ricorso per mancanza di motivazione sull’affermazione della responsabilità dell’imputato, dichiarava esplicitamente la natura psichica di questo reato e dei suoi elementi costitutivi.

 Il plagio, affermava il Supremo Collegio, “consiste appunto nella instaurazione di un rapporto psichico di assoluta soggezione del soggetto passivo al soggetto attivo, in modo che il primo viene sottoposto al potere del secondo con completa o quasi integrale soppressione della libertà del proprio determinismo” I concetti espressi nella sentenza del 1961 sono stati applicati nell’unica pronunzia di condanna per il reato di plagio della Corte di Assise di Roma 14 luglio 1968, confermata dalla Corte di Assise in appello con sentenza 28 novembre 1969 e dalla Corte di cassazione con sentenza 30 settembre 1971.

È espressamente affermato che per la consumazione del plagio “non è richiesta una padronanza fisica sulla persona, ma un dominio psichico, al quale può eventualmente accompagnarsi, ma non necessariamente, una signoria in senso materiale e corporale; per effetto di questo dominio psichico dell’agente lo status libertatis della vittima, inteso come stato di diritto, rimane inalterato, ma è la sua libertà individuale quale entità concreta di fatto che viene soppressa“. Si ribadisce ancora questa concezione, aggiungendo che per effettuare questo reato, non occorre che il colpevole si impadronisca materialmente del soggetto passivo e ripetendo quanto affermato nella precedente sentenza del 1961, che, a differenza del sequestro di persona, le condizioni materiali della vittima non hanno altro valore che quello di mero riscontro indiziario, contando invece le condizioni psichiche (cfr.https://gloria.tv/post/JMF7Ai1bJfY21JYFn331ZQGAz “ Francesco Trombetta-anno accademico 1985-1986 :Riflessioni giuridiche, antropologiche, morali e teologiche sugli illeciti penali, civili ed erariali. Gli illeciti messi a confronto con questioni morali e teologiche, con il peccato ed il reato, la capacità in ambito penale e civile rapportata alle responsabilità ed all’ imputabilità, le procedure per l’accertamento del quoziente intellettivo ai fini della verifica della sanità mentale in riferimento alle diverse turbe psichiche. Libro di testo della cattedra di Antropologia criminale, titolare Prof. G. Ingrassia c/o la Facoltà di Giurisprudenza dal 1985).

 Si precisa inoltre che “sul piano penale, il delitto di plagio si concretizza nella cosciente e volontaria instaurazione, con qualunque mezzo attuata, di un assoluto dominio psichico e eventualmente fisico, su di una persona, nella negazione della sua personalità per effetto della soppressione della libertà nelle essenziali sue manifestazioni“. 

Nella sentenza si descrive l’azione psichica del plagiante, affermando che: “L’art. 603 c.p. tutela la libertà nella sua stessa originaria essenza, nei fattori dinamici, nel potere di influsso, nella facoltà di critica e di scelta, di ricerca e di decisione, di coscienza e di volontà ( termini usati anche dalla Teologia). Tali facoltà, che ineriscono all’attività psichica, possono venire lese non solo mediante mezzi fisici che determinino conseguenze organiche, ma anche mediante mezzi psichici che inducano situazioni particolari ed eccezionali, analoghe in certo modo alle neurosi e dipendenti da meccanismi meramente psichici, provocati da un’azione psichica esterna“.

 Nella sentenza di appello si precisa ancora che “il delitto di plagio si realizza anche quando l’agente aggredisce la sfera psichica di altra persona in modo da annullare la di lei personalità, sostituendovi la propria, sottraendole ideali, propositi, e imponendole i propri, disgregando ogni consapevolezza della propria individualità, facendone un cieco seguace (forse di un essere non umano?) del proprio volere, delle proprie idee, un automa privo di ogni facoltà di critica, soggiogato dalla più forte volontà di chi lo guida in un mondo non suo ( forse quello delle “tenebre”?), in cui le idee sono accettate come l’unica possibilità di espandere la propria personalità“. 

L’effetto dell’attività psichica del plagiante dovrebbe essere non già quello di ridurre un individuo in stato d’incapacità d’intendere o di volere (art. 85 Codice penale “1. Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. 2. E’ imputabile chi ha la capacità d’intendere e di volere. “), bensì quello di ridurre la vittima da persona capace a persona in totale stato di soggezione.   L’accertamento  dell’attività psichica se possa essere qualificata come persuasione o suggestione (od ossessione ??) con gli eventuali effetti giuridici a questa connessi, nel caso del plagio non potrà che essere del tutto incerto e affidato all’arbitrio del giudice. Infatti in applicazione dell’art. 603 qualunque normale rapporto sia amoroso, sia di professione religiosa, sia di partecipazione a movimenti ideologici, sia di altra natura (ipotesi trascendente?), se sorretto da un’aderenza “cieca e totale” di un soggetto ad un altro soggetto e sia considerato socialmente deviante, potrebbe essere perseguito penalmente come plagio. Non esistono però elementi o modalità per potere accertare queste particolari ed eccezionali qualità né è possibile ricorrere ad accertamenti di cui all’art. 314 c.p.p., non essendo ammesse nel nostro ordinamento perizie sulle qualità psichiche indipendenti da cause patologiche (potrebbero sussistere provenienze soprannaturali?  Cfr. https://www.puntofamiglia.net/puntofamiglia/2024/02/20/quelle-sette-falsamente-cristiane-che-conducono-alla-morte-la-storia-di-alice-e-pietro/  “Precisiamo subito che di esorcistico quegli assurdi e crudeli atti omicidi non avevano proprio nulla: il ministero dell’esorcismo è stato lasciato da Cristo ai suoi apostoli per portare pace nelle vite delle persone, non certo per massacrarle! A parlare, una coppia che era finita dentro ad una setta che si presentava come cristiana, ma che, di fatto, conduceva molto lontano dal Dio di Gesù. “). Né è dimostrabile, in base alle attuali conoscenze ed esperienze, che possano esistere esseri   capaci di ottenere con soli mezzi psichici l’asservimento totale di una persona

 (cfr. la  citata sentenza Corte Costit. n. 96/1981).

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