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“Chiedilo al Don”: risposte di un sacerdote alle domande che avresti sempre voluto fare…

Il libro appena uscito per l’Editrice Punto Famiglia “Chiedilo al Don! Le risposte di un sacerdote alle domande che avresti sempre voluto fare” [Angri (SA) 2025, pp. 116, € 13], raccoglie 20 risposte su temi di fede, vita quotidiana, famiglia, liturgia e morale, offerte da «un sacerdote vero -annota Anna Porchetti, scrittrice e blogger, nella Prefazione -, in carne, ossa e intelligenza naturale, in un mondo sempre più controllato da quella artificiale» (p. 6).

Stiamo parlando di Enzo Vitale, sacerdote e religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, segretario della Società Internazionale Tom­maso d’Aquino (SITA) e dottorando in Teologia Morale presso la Pontificia Università della Santa Croce (PUSC). Ospite frequente della trasmissione Cristianità (RAI Italia) e giornalista pubblicista, padre Enzo è già autore di due interessanti libri: L’assistente sessuale per le persone disabili. Analisi dei profili bioetici (Armando Editore, Roma 2021, pp. 128) e “Dammi dei figli se no io muoio” (Gn. 30,1). Dal desiderio di maternità alla maternità surrogata [Tau Editrice, Todi (Perugia) 2022, pp. 134].

Le risposte contenute in questo nuovo lavoro, di taglio divulgativo ma scientificamente e dottrinalmente approfondito, sono suddivise in cinque aree tematiche: 1) Formazione cristiana; 2) Vita spirituale; 3) Matrimonio & morale; 4) Preghiera & vita sacramentale e 5) Curiosità ecclesiali. Domande come, per fare solo alcuni esempi, Le religioni sono tutte uguali?, Che senso ha il digiuno eucaristico?, Che cos’è la devozione al Sacro Cuore?, Se si aspetta un bambino, bisogna sposarsi?, È peccato tradire la fidanzata?, Come si vive la castità nel matrimonio? e Come scegliere padrini e madrine?

Tutte sono il frutto della rubrica settimanale “Chiedi al sacerdote”, curata per il blog https://annaporchetti.it/ che, dall’inizio di quest’anno, è diventata un cult per i naviganti, credenti o meno, della Rete e dei Social Network. I testi sono adatti a lettori di ogni estrazione e, pur non rendendo naturalmente teologi o moralisti esperti, chiariscono però dubbi e/o soddisfano curiosità.

Come scrive lo stesso p. Vitale nell’Introduzione, questo suo ultimo libro «non è, senz’altro, un trattato accademico e neanche un manuale catechetico di consultazione stricto sensu. È pur vero che in passato – e chi ha qualche anno in più dovrebbe ricordarlo – il catechismo si faceva con domande e risposte: si era costretti a mandar tutto a memoria per esser certi di avere la risposta pronta per ogni occasione. La dialettica che, invece, contraddistingue il nostro mondo e che ha in animo di stimolare il ragionamento, complice un appiattimento diffuso nella ricerca del vero, ha annacquato tutto abbassando la qualità delle risposte dalle sublimi altezze della ragione al livello del desiderio personale che si dimostra molte volte disordinato: il rischio, alla fine, che sotto gli occhi di tutti si è avverato, non è tanto quello di avere la verità quanto di imporre il proprio egoistico punto di vista.

Qui le risposte non permettono di certo la memorizzazione, ma come uno strumento a metà strada tra un catechismo e una chiacchierata, si è cercato, man mano, di metter nero su bianco, quello che si direbbe a chi, davanti ad un caffè, porrebbe qualche domanda» (p. 11). Il desiderio di voler essere utile ha spinto l’Autore ad aggiungere un minimo di bibliografia per ciascuna delle domande che, seppur originate da un blog, di fatto sono state integralmente riviste. Pertanto, in tale veste, le singole risposte permettono di approfondire quanto basta i temi trattati per una prima conoscenza di ordine generale dei vari argomenti che, senz’altro, catturano l’attenzione di molti.

 Papa Leone XIV alla Cop30: con la custodia del creato si coltiva la pace

“Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. C’è un chiaro legame tra la costruzione di pace e la gestione del creato: ‘La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà sarà senz’altro facilitata dal comune riconoscimento del rapporto inscindibile che esiste tra Dio, gli esseri umani e l’intero creato’.

Se da un lato, in questi tempi difficili, l’attenzione e la preoccupazione della comunità internazionale sembrano concentrarsi principalmente su conflitti tra nazioni, dall’altro c’è pure una crescente consapevolezza che la pace è minacciata anche dalla mancanza del dovuto rispetto per il creato, dal saccheggio delle risorse naturali e dal progressivo peggioramento della qualità della vita a causa del cambiamento climatico”: è questo l’inizio del testo del messaggio di papa Leone XIV, pronunciato dal Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, in occasione della 30^ Sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione Quadro Delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP30), che si apre oggi a Belém, in Brasile, citando il messaggio per la pace scritto nel 2010 da papa Benedetto XVI.

Nel messaggio si sottolinea il pericolo per il creato a causa delle guerre: “Data la loro natura globale, queste sfide mettono in pericolo la vita di tutti su questo pianeta e, pertanto, esigono cooperazione internazionale e un multilateralismo coeso e capace di guardare avanti che ponga al centro la sacralità della vita, la dignità di ogni essere umano donata da Dio e il bene comune. Purtroppo, osserviamo approcci politici e comportamenti umani che vanno nella direzione opposta, caratterizzati da egoismo collettivo, non considerazione dell’altro e miopia”.

Evidenziando che ‘in un mondo che brucia, sia per il surriscaldamento terrestre sia per i conflitti armati’ il papa ha sottolineato che “questa Conferenza deve diventare un segno di speranza, attraverso il rispetto mostrato alle idee altrui nel tentativo collettivo di cercare un linguaggio comune e un consenso mettendo da parte interessi egoistici, tenendo presente la responsabilità gli uni per gli altri e per le generazioni future”.

Infatti papa san Giovanni Paolo II negli anni ’90 aveva già sottolineato la crisi ecologica è ‘un problema morale’: “Tragicamente, coloro che si trovano nelle situazioni di maggiore vulnerabilità sono i primi a subire gli effetti devastanti del cambiamento climatico, della deforestazione e dell’inquinamento. Prendersi cura del creato, pertanto, diventa un’espressione di umanità e solidarietà. Da questo punto di vista, è essenziale tradurre le parole e le riflessioni in scelte e azioni basate sulla responsabilità, la giustizia e l’equità al fine di raggiungere una pace duratura prendendoci cura del creato e del nostro prossimo”.

Inoltre nella lettera papa Leone XIV ha esortato gli Stati al rispetto dell’Accordo di Parigi: “Un decennio fa, la comunità internazionale ha adottato l’Accordo di Parigi, riconoscendo il bisogno di una risposta efficace e progressiva all’urgente minaccia del cambiamento climatico4. Purtroppo dobbiamo ammettere che il cammino verso il raggiungimento degli obiettivi fissati in quell’Accordo rimane lungo e complesso. Su questo sfondo, si esortano gli Stati Parte ad accelerare con coraggio l’attuazione dell’Accordo di Parigi e della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici”.

Ed ecco l’esortazione alla conversione ecologica sollecitata da papa Francesco: “Possano tutti i partecipanti a questa COP30, come anche coloro che ne seguono attivamente i lavori, essere ispirati ad abbracciare con coraggio questa conversione ecologica con il pensiero e con le azioni, tenendo presente il volto umano della crisi climatica.

Possa questa conversione ecologica ispirare lo sviluppo di una nuova architettura finanziaria internazionale incentrata sull’uomo che assicuri che tutti i Paesi, specialmente quelli più poveri e quelli più vulnerabili ai disastri climatici, riescano a raggiungere il loro pieno potenziale e vedere rispettata la dignità dei propri cittadini. Questa architettura deve tener conto anche del legame tra debito ecologico e debito estero”.

E’ stata una sollecitazione a sviluppare un’educazione all’ecologia integrale: “Possa essere promossa una educazione sull’ecologia integrale che spieghi perché le decisioni a livello personale, familiare, comunitario e politico plasmano il nostro futuro comune, sensibilizzando al tempo stesso sulla crisi climatica e incoraggiando mentalità e stili di vita volti a rispettare meglio il creato e a salvaguardare la dignità della persona e l’inviolabilità della vita umana. Possano tutti i partecipanti a questa COP30 impegnarsi a proteggere e a prendersi cura del creato che ci è stato affidato da Dio al fine di costruire un mondo pacifico”.

Commentando il messaggio ai media vaticani il card. Parolin ha spiegato le preoccupazioni del papa e le priorità delle Chiese locali: “Effettivamente, è un fenomeno che coinvolge sempre più persone, naturalmente in senso negativo, e coinvolge le persone più vulnerabili. Abbiamo avuto in questi mesi degli incontri con le autorità delle isole del Pacifico dove ci mettevano di fronte alla realtà tragica di una prossima scomparsa: possiamo prevedere che cosa questo possa significare per la popolazione, no? E, da quello che ho letto, oggi il numero di sfollati è più alto per quanto riguarda i cambiamenti climatici che non per i conflitti che sono in atto nel mondo. Quindi è una situazione davvero di emergenza. La Chiesa si è impegnata a livello di Santa Sede. Abbiamo ricordato il grande contributo che ha dato papa Francesco con ‘Laudato sì’ e poi con ‘Laudate Deum’. E naturalmente anche le Chiese locali ci sono allineate su questo impegno”.

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