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Papa Leone XIV invita a portare il Vangelo nella quotidianità

“Carissimi, la pace è un desiderio di tutti i popoli, ed è il grido doloroso di quelli straziati dalla guerra. Chiediamo al Signore di toccare i cuori e ispirare le menti dei governanti, affinché alla violenza delle armi sostituiscano la ricerca del dialogo. Oggi pomeriggio mi recherò a Castel Gandolfo, dove conto di rimanere per un breve periodo di riposo. Auguro a tutti di poter trascorrere un tempo di vacanza per ritemprare il corpo e lo spirito: prima di partire per il riposo estivo a Castel Gandolfo papa Leone XIV ha rivolto un appello affinché ‘i governanti’ ascoltino il grido di chi è colpito dalla guerra ed ha espresso condoglianze per le vittime di Camp Mystic “a tutte le famiglie che hanno perso i loro cari, in particolare le figlie, che erano al campo estivo durante il disastro causato dall’alluvione del fiume Guadalupe in Texas”, chiedendo preghiere per loro.

Mentre prima della recita dell’Angelus papa Leone XIV ha ricordato l’importanza della missione: “Gesù invia settantadue discepoli. Questo numero simbolico indica come la speranza del Vangelo sia destinata a tutti i popoli: proprio questa è la larghezza del cuore di Dio, la sua messe abbondante, cioè l’opera che Egli compie nel mondo perché tutti i suoi figli siano raggiunti dal suo amore e siano salvati”.

Al contempo Gesù chiede di pregare per gli ‘operai’ che sono pochi: “Da una parte Dio, come un seminatore, con generosità è uscito nel mondo a seminare e ha messo nel cuore dell’uomo e della storia il desiderio dell’infinito, di una vita piena, di una salvezza che lo liberi. E perciò la messe è molta, il Regno di Dio come un seme germoglia nel terreno e le donne e gli uomini di oggi, anche quando sembrano travolti da tante altre cose, attendono una verità più grande, sono alla ricerca di un significato più pieno per la loro vita, desiderano la giustizia, si portano dentro un anelito di vita eterna”.

Insomma, l’invito del papa è quello di portare il Vangelo nella quotidianità: “Cari fratelli e sorelle, la Chiesa e il mondo non hanno bisogno di persone che assolvono i doveri religiosi mostrando la loro fede come un’etichetta esteriore; hanno bisogno invece di operai desiderosi di lavorare il campo della missione, di discepoli innamorati che testimoniano il Regno di Dio ovunque si trovano”.

Per il papa non servono i ‘cristiani delle occasioni’: “Forse non mancano i ‘cristiani delle occasioni’, che ogni tanto danno spazio a qualche buon sentimento religioso o partecipano a qualche evento; ma pochi sono quelli pronti a lavorare ogni giorno nel campo di Dio, coltivando nel proprio cuore il seme del Vangelo per poi portarlo nella vita quotidiana, in famiglia, nei luoghi di lavoro e di studio, nei vari ambienti sociali e a chi si trova nel bisogno”.

E’ stato un invito alla preghiera: “Per fare questo non servono troppe idee teoriche su concetti pastorali; serve soprattutto pregare il padrone della messe. Al primo posto, cioè, sta la relazione col Signore, coltivare il dialogo con Lui. Allora Egli ci renderà suoi operai e ci invierà nel campo del mondo come testimoni del suo Regno”.

Mentre ieri ha ricordato i tre anni dalla nascita del mensile de ‘L’Osservatore di strada’, la cui prima uscita è avvenuta il 29 giugno 2022: “Siete voi che con i vostri talenti contribuite alla realizzazione di questo giornale così unico, e siete sempre voi che ogni domenica lo distribuite gratuitamente tra i pellegrini presenti in piazza, accompagnando così con la vostra presenza discreta il papa; prima e dopo il momento della recita dell’Angelus”.

Nel messaggio ha ricordato questo importante momento, che consente una diversa visione: “Il vostro lavoro è importante, perché ci aiuta a ricordare che il mondo va visto anche dalla strada, avendo il coraggio di cambiare la prospettiva, facendo saltare gli schemi e le convenzioni che spesso ci impediscono di vedere veramente e più profondamente e di ascoltare la voce di chi non ha voce. Auguri quindi e coraggio! Andiamo avanti, insieme, con fiducia, continuando a portare nella città degli uomini, anche dei momenti della città di Dio, grazie!”

Inoltre attraverso tali racconti è possibile  riconoscere Dio: “E che noi possiamo sempre riconoscere Lui in voi. La mano di Dio nelle vostre storie, testimonianza più viva di come ogni cosa è redenta e nessuna storia è senza speranza se crediamo nell’amore di Dio”.

XI Domenica: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!

Gesù, che ha assunto la natura umana pur essendo Dio, si è incarnato, ha voluto diventare anche uomo per costituire il Regno di Dio tra gli uomini; un Regno eterno ed universale dove non c’è discriminazione tra ebreo e pagano, schiavo e uomo libero, ignorante o dotto, ma c’è l’uomo creato a sua immagine e somiglianza, c’è l’uomo creato per la vita eterna.

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