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Riapre la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria: le editrici cattoliche presenti
Torna a Roma Più libri più liberi (4-8 dicembre, c/o La Nuvola – viale Asia, 40/44), la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che anche quest’anno coinvolgerà moltissimi editori (quasi seicento) da tutta Italia, con 700 appuntamenti con scrittori da tutto il mondo.
Più libri più liberi, presieduta da Annamaria Malato e diretta da Fabio Del Giudice, è promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori, con il sostegno del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, la Regione Lazio, il Comune e la Camera di Commercio di Roma e l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Ancor più che negli scorsi anni, la Fiera si propone come un’occasione di incontro e di approfondimento per gli amanti dei libri, sia quelli costanti sia quelli occasionali. Il costo del biglietto di ingresso sarà di 10 euro e, per favorire la partecipazione di bambini e ragazzi, saranno attive la “Tariffa Family”, che consentirà al secondo figlio di entrare gratuitamente e il Buono Libro, che consentirà ai più giovani di avere a disposizione dieci euro per scegliere tra i titoli degli editori che espongono in Fiera quali portare a casa. Il voucher sarà disponibile per gli studenti delle scuole laziali e per gli under30 residenti nella regione.
Il fine essenziale della Fiera è quello dare voce e spazio alla piccola e media editoria che in Italia nel 2024 ha pubblicato 51.915 novità, in crescita rispetto all’anno precedente (+0,9%) e pari al 60,4% dell’offerta editoriale complessiva. Le case editrici attive in Italia, micro, piccole e medie, sono 5.349, in linea rispetto al 2023 (-0,2%).
Il tema della manifestazione di quest’anno è molto evocativo ed è racchiuso nel titolo “Ragioni e sentimenti”, rappresentando anche un modo per celebrare il 250° anniversario della nascita della scrittrice britannica Jane Austen (1775-1817) con un riferimento esplicito al romanzo che ha aperto la strada alla narrativa moderna.
All’interno della Nuvola di Fuksas saranno proposti momenti di incontro con tanti personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione che si alterneranno sul palco dell’Auditorium: da Alessandro Barbero, che ci porterà dentro le tante versioni della vita di Francesco d’Assisi, passando per il giornalista Marco Travaglio, che tratterà la tensione contemporanea tra guerra, pace e trasformazioni globali, per concludere con il neuroscienziato Stefano Mancuso che presenterà Il cantico della terra, il libro in cui racconta la vita sulla terra attraverso il Cantico delle creature di San Francesco.
Gli appuntamenti in Auditorium dedicati ai più piccoli vedranno sul palco Jeff Kinney, autore bestseller del «New York Times» per la prima volta ospite di Più libri più liberi, con un incontro per ragazzi in occasione dell’uscita di Diario di una Schiappa: Cotto a Puntino!, presentato con Valentina De Poli. Tra gli ospiti della fiera anche Pera Toons fumettista e youtuber, che con il suo Missione risata si ritrova coinvolto in una missione segreta per salvare l’Universo.
Sarà un viaggio alla scoperta di squali, balene e capodogli l’incontro dal titolo I giganti del Mediterraneo con Alberto Luca Recchi e la conduzione di Pino Strabioli. E poi Piero Dorfles con Ritorno a un pugno di libri, un evento ispirato allo storico programma televisivo da lui condotto, per riflettere con Ilaria Gaspari e gli studenti in platea su come si raccontano i libri in TV e su come i media influenzano i consumi culturali. Sempre in Auditorium si terrà la Finale della decima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.
Anche quest’anno la Fiera accoglierà una piccola ma significativa presenza di editori d’ispirazione cattolica come Àncora editrice (Stand P19-P21), la D’Ettoris Editori (Stand P19-P21), Edizioni Paoline (Stand E01), EDB (Stand G29), Effatà Editrice (Stand D01), Libreria Editrice Vaticana (Stand E72) e Il pozzo di Giacobbe (Stand P19-P21).
Per ulteriori informazioni sulla Fiera e sui singoli eventi: www.plpl.it – Ufficio stampa Più libri più liberi: cell. 339 8261077 – posta elettronica: ufficiostampa@plpl.it.
Padre Maurizio Botta: “L’inferno… che tristezza!”
Padre Maurizio Botta, piemontese classe 1975, prima di scoprire la vocazione religiosa nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, ha frequentato i migliori istituti di formazione superiore, dal Liceo Classico “Giuseppe e Quintino Sella” di Biella, nel quale ha conseguito il diploma nel 1994 all’Università Bocconi di Milano dove si è laureato in Economia Aziendale nel 1999.
Nel 2000 è entrato a far parte come novizio della Congregazione fondata a Roma ed eretta canonicamente da Papa Gregorio XIII nel 1575, iniziando contestualmente gli studi in Filosofia e Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Ha ricevuto il Baccellierato in Teologia nel 2006 e, nello stesso anno, è stato ordinato sacerdote a Biella dal Vescovo della diocesi (oggi emerito) mons. Gabriele Mana.
Da circa vent’anni esercita il suo ministero nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Roma, attualmente come viceparroco della Parrocchia di Santa Maria in Vallicella (via della Chiesa Nuova, 3). In questa storica chiesa del centro della Capitale, fra l’altro, guida brillantemente un ciclo di catechesi destinato ai giovani dal titolo I Cinque passi.
È collaboratore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Roma e conduce periodicamente catechesi e meditazioni per il movimento di preghiera e formazione cattolica ideato da Costanza Miriano “Monastero Wi-Fi”.
Oggi pomeriggio padre Botta presenta a Bologna, assieme a Giovanni Lindo Ferretti, noto soprattutto per essere stato il cantante e paroliere della band CCCP – Fedeli alla linea e delle sue successive “incarnazioni” (CSI e P.G.R.) il suo ultimo libro L’inferno… che tristezza! Su fede e buonumore (Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2025, pp. 288, €19), arricchito da una Prefazione dello stesso cantautore e amico.
Nel libro padre Botta risponde con stile semplice e accattivante ad alcune provocazioni e polemiche che spesso sono scagliate contro la fede cristiana, da quella di essere una religione “dei divieti”, e quindi schiacciante, terribile, a quella di essere “nemica” dei legittimi piaceri della vita.
L’appuntamento per approfondire tutto ciò è quindi per oggi, nella sala conferenze del Convento di San Domenico (piazza San Domenico 13, Bologna) alle ore 17.00. L’ingresso è libero e, per ulteriori informazioni si può scrivere alla casella di posta elettronica esdmultimedia@gmail.com oppure telefonare al numero 331/92.41.537.
L’eredità di Margaret Thatcher (1925-2013), a cento anni dalla nascita
Per commemorare il centenario della nascita (13 ottobre 1925-2025) della premier conservatrice britannica Margaret Thatcher, la casa editrice Liberilibri, fondata nel 1986 a Macerata dall’editore Aldo Canovari (1946-2023) e dallo “storico” Sindaco della cittadina marchigiana (dal 1981 al 1987 e dal 1992 al 1993) Carlo Cingolani, ha pubblicato il libro La donna che ha cambiato il mondo. Margaret Thatcher e la sua eredità (a cura di Luca Bellardini, Macerata 2025, pp. 176, € 16).
Il saggio, con prefazione (pp. 15-24) di Federico Carli, Presidente dell’Associazione di cultura economica e politica “Guido Carli” e professore straordinario di Politica economica presso l’Università Guglielmo Marconi, propone una discussione sulla figura e sull’eredità politica di una delle leader più influenti del Novecento.
Con i cinque autori che, oltre a Bellardini, mettono a disposizione di questo progetto editoriale i loro scritti (Elvira Cerritelli, Domenico Maria Bruni, Daniele Meloni, Lorenzo Castellani e Cosimo Magazzino), è analizzato l’impatto delle riforme liberali promosse dalla “Lady di Ferro” (liberalizzazioni, privatizzazioni e un nuovo rapporto tra Stato, mercato e individuo che ridisegnarono il volto del Regno Unito e ne rilanciarono la competitività) ma, soprattutto, il coraggio, la determinazione e la fiducia nella libertà economica che le hanno consentito di trasformare un’epoca e continuano a offrire spunti di riflessione sul presente.
Ma perché ricordare Margaret Thatcher a un secolo dalla nascita? Non solo per le sue politiche, capaci di guarire un Regno Unito che era “il grande malato d’Europa”, ridando forza all’orgoglio britannico dopo decenni di stagnazione, ma anche per la validità delle sue opinioni, sintesi efficace e originale di etica vittoriana, liberalismo classico e conservatorismo anglosassone.
«L’economia è soltanto il mezzo», ebbe a dire in una celebre circostanza la Lady di Ferro, «l’obiettivo è cambiare la mente e l’anima», difendendo le democrazie e le società di mercato minacciate dal socialismo.
I sei saggi contenuti nel libro vanno del resto alla radice della visione thatcheriana, del suo impatto contingente e della sua eredità nel tempo, ispiratrice per la soluzione di molti problemi contemporanei, dall’oppressione di uno Stato onnipotente all’atomismo provocato dall’assenza di un ethos nazionale e dalla fragilità di un individuo senza-famiglia e massificato.
Ne emerge, contro le frequenti semplificazioni e demonizzazioni del personaggio, il profilo di una donna del popolo della provincia inglese – la “figlia del droghiere” divenuta primo ministro grazie al suo intelletto, al suo carisma, alla sua determinazione –, capace quasi sola (a livello politico) di difendere il bene più prezioso di tutti nel suo Paese: la libertà.
Da segnalare fra gli altri il capitolo firmato dal giornalista esperto di politica estera e, in particolare, britannica Daniele Meloni, dal titolo La Fede e Mrs. Thatcher (pp. 59-75). Inizia, infatti, ricordando una circostanza poco conosciuta, ovvero le parole che la Thatcher pronunciò nel momento in cui varcò per la prima volta, il 4 maggio 1979, la porta del numero 10 di Downing Street: «Vorrei citare le parole di san Francesco d’Assisi: “Dove c’è la discordia, che io possa portare l’armonia. Dove c’è errore, che io possa portare la verità. Dove c’è il dubbio, che io possa portare la fede. E dove c’è la disperazione, che io possa portare la speranza», disse. E non fu quella la sola occasione in cui la Lady di Ferro ebbe modo di testimoniare, nel successivo lungo periodo della premiership (1979-1990), «la sua fede evangelico metodista», che «la aiutò a forgiare quello che poi diventò il thatcherismo» (p. 61).
Nonostante la rottura del rapporto plurisecolare del partito Tory con l’Alta Chiesa d’Inghilterra, l’Established Church, la chiesa bicefala che ha come capo temporale il monarca del Regno Unito e come capo spirituale l’arcivescovo di Canterbury, la premier non smise infatti di considerarsi appartenente a tutti gli effetti alla Church of England. Accusata dalla Thatcher e dai suoi più stretti collaboratori di emanare «pura teologia marxista» (almeno nei suoi esponenti più “sociali”), la crisi della Chiesa anglicana portò comunque con sé la crisi del senso religioso e dei valori spirituali tout court. Tanto che alla fine dei 12 anni di Governo, come rileva Meloni, «la predicazione dei suoi valori evangelici subì quella che si può definire eterogenesi dei fini. Thatcher non creò un Paese più industrioso e devoto ma, al contrario, un’epoca marcata dall’edonismo, dal consumismo sul modello americano e dagli yuppies» (pp. 73-74).



























