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Scegliamo la vita… nel nome di Leone!
«Papa Leone, Papa Leone»: questo coro si è alzato molte volte tra i partecipanti alla manifestazione Scegliamo la Vita, che sabato pomeriggio ha visto sfilare 10.000 persone per le vie del centro di Roma (dato fornito dagli organizzatori), arrivando per i Fori Imperiali fino all’Altare della Patria. Qui era allestito il palco dal quale si sono alternati gli interventi prolife di Emanuel Cosmin Stoica, giovane venticinquenne con Sla nato in Romania e cresciuto a Torino autore del libro ‘Scomodo come la verità’ (stampato in proprio, 2025, pp. 190), Livia Tossici-Bolt, attivista condannata lo scorso aprile in Inghilterra a due anni di carcere con sospensione condizionale della pena e 20.000 sterline di multa per aver sostato in silenzio davanti ad una “clinica” abortiva mostrando un cartello con scritto ‘Sono qui per parlare, se vuoi’, Maurizio Marrone, assessore di Fratelli d’Italia della Regione Piemonte, noto per aver promosso il Fondo ‘Vita Nascente’ destinato al sostegno di donne in difficoltà economica durante la gravidanza e, infine, del prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra, presidente dell’Associazione Family DAY.
Anche il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana (Lega per Salvini Premier), ha inviato un messaggio istituzionale esprimendo il suo «cordiale saluto» e riconoscendo nell’evento «un’opportunità per riflettere sul valore della vita e sulla necessità di assicurarne la tutela in ogni sua fase». L’Onorevole Fontana ha quindi sottolineato che la protezione dell’essere umano, fin dal grembo materno, è «il primo dei diritti inviolabili» garantiti dalla Repubblica, come stabilito nell’articolo 2 della Costituzione, e che la vita è «presupposto indispensabile per l’esercizio di tutti gli altri diritti».
Nel suo messaggio, il presidente ha infine evidenziato la gravità della crisi demografica che colpisce l’Italia affermando che «il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione rendono sempre più insostenibile il sistema pensionistico e sanitario», invitando tutte le Istituzioni ad agire con decisione per «favorire le condizioni politiche e culturali in grado di arrestare il declino demografico».
Dal palco la portavoce della manifestazione Maria Rachele Ruiu ha salutato a nome dei manifestanti Papa Leone XIV «perché siamo certi che alzerà forte la voce per la dignità umana in ogni fase della sua esistenza e contro tutte le forme di offese della dignità umana. Ne siamo certi perché Leone XIV, prima di diventare Papa, da cardinale ha partecipato alla marcia per la vita in Perù. Speriamo anche che l’anno prossimo possa stare, in qualche modo, qui con noi in questa piazza».
Dopo il Regina Caeli recitato questa mattina dalla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro, Papa Prevost ha intanto iniziato a rivolgere un pensiero agli organizzatori e partecipanti di “Scegliamo la vita 2025” rivolgendo loro queste parole: «saluto i partecipanti alla manifestazione ‘Scegliamo la vita’ […]. Oggi in Italia e in altri Paesi si celebra la festa della mamma. Mando un caro saluto a tutte le mamme, con una preghiera per loro e per quelle che sono già in Cielo. Buona festa a tutte le mamme! Grazie a tutti voi!».
Molti dei manifestanti hanno esposto durante tutta la ‘marcia’ centinaia di cartelli con l’immagine del nuovo Pontefice e una sua citazione risalente al periodo nel quale è stato Vescovo della diocesi peruviana di Chiclayo (2015-2023), ovvero «Difendiamo la vita sempre!», incoraggiamento ai promotori della ‘Marcia per la Vita’ che ogni anno si tiene in Perù. Fra un intervento e l’altro è stato proiettato dal palco anche un contributo video di Eduardo Verastegui, attore, modello e cantante messicano, noto per essere un convinto attivista per i diritti dei nascituri.
Al termine della manifestazione è salita sul palco la rock band italiana The Marcos per una esibizione live offerta gratuitamente a tutti coloro che, con la loro presenza, hanno dimostrato nei fatti di combattere per il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale.
Milano: mons. Delpini invita a rinnovare la vita nella Quaresima
“Avviandoci sul nostro cammino quaresimale, con questo antico e semplice Rito delle ceneri, vorremmo anche noi iscriverci tra gli amici di Dio che percorrono la vita rinnovandosi ogni giorno: coloro che sono pieni di fiducia, che attingono alla gioia, che fanno l’esame di coscienza quotidianamente, che sono allergici a giudicare gli altri secondo una qualche etichetta, quelli della speranza che fissano lo sguardo sulle cose invisibili”: con queste parole di mons. Mario Delpini domenica scorsa anche l’arcidiocesi di Milano ha iniziato il cammino quaresimale.
In effetti il rito ambrosiano non ha mai conosciuto il ‘mercoledì delle ceneri’ come inizio del tempo quaresimale, ma ha sempre fatto iniziare questo periodo liturgico dalla sesta domenica prima di Pasqua, o prima domenica di Quaresima, nella quale si legge la pagina di Vangelo che ci presenta il digiuno di Gesù nel deserto e le tre tentazioni da parte del demonio.
Nei Secondi Vespri solenni della prima domenica della Quaresima ambrosiana, da lui presieduti in Duomo e concelebrati dai Canonici del Capitolo metropolitano, l’Arcivescovo ha delineato il profilo delle donne e degli uomini che, nei 40 giorni del tempo penitenziale, possono rendere nuovi un mondo e una Chiesa che paiono irrimediabilmente invecchiati, come ha sottolineato la seconda lettera di san Paolo ai Corinti:
“E’ come se il mondo fosse invecchiato. Sembra di abitare in una di quelle case abbandonate al degrado. Il mondo invecchiato cade a pezzi e si aggirano bande di disperati, di vandali, di delinquenti che si accaniscono a rovinarlo, come quelli che si divertono a tagliare il ramo su cui sono appoggiati. Nel mondo invecchiato i discorsi sono deprimenti”.
Ma in questo invecchiamento, cui la Chiesa non è esente, si possono riconoscere persone capaci di rinnovamento: “Qualche volta si ha l’impressione che anche la Chiesa sia invecchiata, che sia circondata dal disinteresse, che abbia perso attrattiva per la gente del nostro tempo, che sia rattristata perché la sua parola è accolta con scetticismo e, talora, con disprezzo». Eppure, «in questo spettacolo desolante, si riconoscono uomini e donne che custodiscono il principio del rinnovarsi di giorno in giorno e che, perciò, non si scoraggiano”.
Da queste persone nasce la fiducia: “Uomini e donne che leggono le statistiche, decretanti l’inevitabile declino con il linguaggio perentorio e un po’ stupido dei numeri, che ascoltano i discorsi catastrofici, che raccolgono dalla cronaca racconti di fatti assurdi e tremendi, ma che sono pieni di fiducia, perché conoscono il principio del rinnovarsi ogni giorno”.
(Foto: Arcidiocesi di Milano)
In Italia popolazione in calo: Musk propone la maternità surrogata
Al 31 dicembre 2022 la popolazione in Italia conta 58.997.201 residenti. Rispetto al 2021 si registra una flessione pari a -32.932 individui, a sintesi di un calo significativo dovuto a una dinamica demografica ancora negativa pari a -179.416 persone e di un recupero censuario pari a + 146.484 persone.




























