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Pier Giorgio Frassati: un santo ingegnere

Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – Torino, 4 luglio 1925) fu  uno studente italiano, terziario domenicano, membro di varie associazioni cattoliche e ne creò  una. È stato beatificato nel 1990 e canonizzato nel 2025. È patrono di: confraternite d’Italia e giovani di azione cattolica e della Gioventù Vincenziana Mondiale.

Pier Giorgio Frassati nacque il 6 aprile 1901,  primo figlio  di Alfredo, giurista e direttore del quotidiano La Stampa, e di Adelaide Ametis (pittrice). La famiglia Frassati era giolittiana e liberale, ma anche  neutralista così, allo scoppio della prima  guerra mondiale, il giovanissimo Pier Giorgio si impegnò per rendersi utile. Tra ciò che fece, risaltò l’invio regolare ai soldati e alle loro famiglie dei suoi piccoli risparmi. Pier Giorgio, come era usanza nelle famiglie signorili dell’epoca, ricevette l’istruzione elementare  in casa.

Poi frequentarono le scuole statali, ma non dimostrò molto interesse per lo studio, tanto da essere bocciato.  Dopo aver conseguito la licenza media, frequentò il Liceo classico Massimo d’Azeglio di  Torino, pur non essendo portato per il latino. Venne iscritto dai genitori all’Istituto Sociale di Torino, un ginnasio-liceo retto dai Gesuiti. Qui  si avvicinò  alla spiritualità cristiana. Pier Giorgio conseguì la maturità classica nell’ottobre del 1918. Il mese successivo si iscrisse alla facoltà di Ingegneria meccanica con specializzazione in mineraria, presso il Regio Politecnico di Torino, in quanto desiderava lavorare al fianco dei minatori (la classe operaia più disagiata a quel tempo) per aiutarli a migliorare le loro condizioni lavorative.

Durante gli anni dell’università, partecipò alle attività di varie associazioni  cattoliche, quali la Gioventù Italiana di Azione Cattolica,  la Fuci e il Circolo ‘Cesare Balbo’, connesso alla stessa  Fuci e  la  Società di San Vincenzo de’ Paoli del ‘Cesare Balbo’. Nel 1920 si iscrisse al Partito Popolare Italiano di don Sturzo. Pier Giorgio studiò con molto impegno durante gli anni in università, ma morì improvvisamente a due soli esami dalla laurea, tuttavia fu insignito della laurea ad honorem nel 2001.

Nella sua vita, praticò diversi sport, ma  le escursioni in montagna furono la sua più grande passione. Si iscrisse anche a varie associazioni alpinistiche, partecipando a circa una quarantina di gite ed escursioni. La sua più notevole scalata fu la difficile vetta della Grivola (tuttora riservata ad alpinisti esperti) dove ora c’è buna sua immaginetta per ricordarlo. In montagna conobbe Laura Hidalgo (1898-1976) di cui si innamorò. La sua famiglia, però, non avrebbe mai accettato una ragazza orfana e di modeste origini sociali. Pier Giorgio non le confessò mai il proprio sentimento ‘per non turbarla’, come scrisse ad un amico.

Rinunciò anche per non  incrinare ulteriormente il rapporto tra i propri genitori, che già in quel momento versava in gravi difficoltà. Il 18 maggio 1924, durante una gita al Pian della Mussa insieme ai suoi più cari amici, fondò la ‘Compagnia o Società dei Tipi Loschi’, un’associazione caratterizzata da un sano spirito d’amicizia fondata sul vincolo della preghiera e della fede. Pier Giorgio continuò ad aiutare i poveri, anche se i soldi che la famiglia dava ai figli erano pochi e, aiutando gli altri, spesso era lui a non poter prendere il tram per tornare a casa, tanti da dover tornare a  casa a piedi.

La mattina del 30 giugno 1925, Pier Giorgio accusò una strana emicrania e anche un’insolita inappetenza. Nessuno  vi diede molto peso, pensando ad una influenza. Inoltre, in quegli stessi giorni, l’anziana nonna materna era morente. Passò  a miglior vita  l’1 luglio. La notte prima della morte della nonna,  non potendo prendere sonno per l’assillante dolore, Pier Giorgio tentò di alzarsi per camminare un po’, ma cadde più volte in corridoio e si rialzò sempre da solo. Nessuno, a parte i domestici, se ne accorse. I genitori compresero la gravità delle condizioni del figlio proprio il giorno della morte della nonna, quando egli non riuscì ad alzarsi dal letto per partecipare al funerale.  Quando il medico accertò le condizioni disperate in cui versava il futuro santo era troppo tardi per qualsiasi rimedio. Si tentò  di fare il possibile: il padre fece arrivare direttamente da Parigi un siero sperimenta le, ma fu tutto inutile; Pier Giorgio morì il 4 luglio, a soli 24 anni.

Aveva avuto una fulminante meningite virale causata dalla poliomielite, probabilmente, contratta facendo visita ai bisognosi che vivevano nei quartieri più poveri della città. Ai suoi funerali partecipano  molti amici,  personalità di spicco e i poveri che il giovane aveva aiutato. Tanti furono i partecipanti alle esequie che qualcuno dei presenti paragonò quei funerali a quelli di san Giovanni Bosco (santo torinese popolarissimo). Proprio per questa partecipazione ai funerali, per la prima volta i  familiari capirono la verità su come Pier Giorgio avesse vissuto. Il padre, con amarezza, disse: ‘Io non conosco mio figlio!’, ma proprio da quel momento iniziò a convertirsi’ dall’ateo che era divenne un  cattolico.

La guarigione miracolosa di Domenico Sellan, un friulano che aveva contrattil morbo di Pott, portò alla beatificazione di Pier Giorgio. Il giovane, quasi in fin di vita, era guarito improvvisamente e senza una spiegazione medica, dopo che un suo amico sacerdote gli aveva donato un’immagine con una piccola reliquia di Pier Giorgio Frassati che il friulano pregò con fervore. Nel 2024 venne annunciata l’apertura della causa di canonizzazione di Pier Giorgio e, nonostante dei rallentamenti avvenuti dopo la beatificazione, che comprendevano anche dicerie false sul suo atteggiamento nei confronti delle ragazze, sarà proclamato santo a settembre.

Nel 1935, gli fu dedicata la  montagna patagonica Cerro Piergiorgio. A seguito della  sua beatificazione, il Club Alpino Italiano ha dedicato a Pier Giorgio una rete di sentieri, detti appunto Sentieri Frassati, estesa in tutte le regioni italiane. La città di Torino ha intitolato al giovane santo una via in Borgata Sassi. L’Operazione Mato Grosso ha dedicato a Pier Giorgio Frassati un rifugio situato in Valle d’Aosta. In molti altri  luoghi, personalità di spicco, dedicarono a Pier Giorgio qualcosa in ricordo della sua bontà.

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