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Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo
Sommessamente cercherò di indicare le principali critiche formulate in merito da chierici e laici. Oltre ad enunciare, come sempre in tutti i miei articoli qui pubblicati, le fonti riguardanti la Sacra Scrittura, il Magistero e la Tradizione ecclesiale, desidero evidenziare (ritenendolo rilevante in quanto in alcune interviste effettuate, di seguito specificate in forma anonima, si pone tale quesito) il significato e la ratio della denominazione specifica (posta in discussione) del documento.
Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo
Proseguendo ad esaminare il testo, leggiamo nella “Dichiarazione” in commento “ Tale riflessione teologica, basata sulla visione pastorale di Papa Francesco, implica un vero sviluppo rispetto a quanto è stato detto sulle benedizioni nel Magistero e nei testi ufficiali della Chiesa. Questo rende ragione del fatto che il testo abbia assunto la tipologia di “Dichiarazione”.
Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo
Com’è noto, Il Concilio Ecum. Vat. II in una delle 4 Costituzioni “ Gaudium et Spes n.10-22” puntualizza che è Cristo incarnato che spiega Adamo, la sequela di Cristo restituisce all’uomo la somiglianza divina, il cristiano diviene sua immagine, realizzazione del disegno divino.
Tale principio (analizzato dall ‘Antropologia) ruota intorno a 4 strutture:
la relazionalità dell’uomo con Dio, con l’altro/se stesso, col mondo e con la libertà (situata,in base ai contesti familiari, religiosi; teologale, in base al tipo di rapporto vissuto con Dio; definitiva, in base al proprio progetto di vita, vocazione, fedeltà morale; inglobante, dimensione che include gli ambiti della vita, sociali, economici, umanistici, storici, cfr. “.
“Il valore di questo documento ( riporto testualmente il terzo capoverso della “Presentazione” di Fiducia Suppicans per chi lo ignora, della “Dichiarazione” oggetto della nostra disamina), tuttavia, è quello di offrire un contributo specifico e innovativo al significato pastorale delle benedizioni.
Vorrei capire se viene modificato automaticamente il Catechismo della Chiesa Cattolica per quanto riguarda “ I tratti caratteristici dei sacramentali “ per i quali sono sanciti attualmente i seguenti principi:
N. 1668 -Essi sono istituiti dalla Chiesa per la santificazione di alcuni ministeri ecclesiastici, di alcuni stati di vita, di circostanze molto varie della vita cristiana, così come dell’uso di cose utili all’uomo. Secondo le decisioni pastorali dei Vescovi, possono anche rispondere ai bisogni, alla cultura e alla storia propri del popolo cristiano di una regione o di un’epoca. Comportano sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come l’imposizione della mano, il segno della croce, l’aspersione con l’acqua benedetta che richiama il Battesimo.
N.1669 -Essi derivano dal sacerdozio battesimale: ogni battezzato è chiamato ad essere una benedizione e a benedire. Per questo anche i laici possono presiedere alcune benedizioni; più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza è riservata al ministro ordinato, Vescovo, presbiteri o diaconi.
N. 1670- I sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa. « Ai fedeli ben disposti è dato di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia divina che fluisce dal mistero pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, mistero dal quale derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i sacramentali; e così ogni uso onesto delle cose materiali può essere indirizzato alla santificazione dell’uomo e alla lode di Dio ». Non avendo trovato un testo di carattere sistematico per la coerenza dei vai atti, non ho capito se sono state variate anche“Le varie forme di sacramentali” per le quali questi insegnamenti sembrano tuttora vigenti:
N. 1671- Fra i sacramentali ci sono innanzi tutto le benedizioni di persone, della mensa, di oggetti, di luoghi. Ogni benedizione è lode di Dio e preghiera per ottenere i suoi doni. In Cristo, i cristiani sono benedetti da Dio Padre « con ogni benedizione spirituale » –Ef 1,3-. Per questo la Chiesa impartisce la benedizione invocando il nome di Gesù, e facendo normalmente il santo segno della croce di Cristo. N.1672- Alcune benedizioni hanno una portata duratura: hanno per effetto di consacrare persone a Dio e di riservare oggetti e luoghi all’uso liturgico, che permette di ampliarne e arricchirne la comprensione classica strettamente legata a una prospettiva liturgica).
Adesso mi chiedo….. cosa significa sul piano magisteriale “Dichiarazione” ???
Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo
Come già sottolineato nelle parti precedenti, desidero specificare alcuni concetti di cognizione universale ( una delle mie tesine del Corso di Teologia: Bioetica). Per “procreazione assistita” si intendono le diverse procedure tecniche volte ad ottenere un concepimento umano in maniera diversa dall’unione sessuale dell’uomo e della donna dalle quali derivano delle valutazioni morali fondate sul rispetto dovuto all’embrione umano in quanto tali tecniche richiedono innumerevoli fecondazioni e la consequenziale distruzione di tali embrioni.
Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo
Proseguendo con la seconda fonte (Magistero) rileviamo che la CEI il 28 AGOSTO 1977 pubblicò “Evangelizzazione e ministeri- Documento pastorale”che sancisce i seguenti ruoli ed obblighi per Vescovi, Sacerdoti, Diaconi e ministri istituiti ( da me commentati negli articoli pubblicati da KORAZYM): I MINISTERI (Costituzione Conc. Vat. 2° S.C. n.10 e 28- NELLA CHIESA DI CRISTO OGGI) 49. Il ministero della Chiesa ripropone sacramentalmente il ministero di Cristo (“Quod Redemptoris nostri perspicuum fuit in sacramenta transivit”: S. Leone M., Serm. 74,2).





























