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Papa Leone XIV ricorda alle scalabriniane le loro radici
“Appartenete a due Congregazioni nate, pur in circostanze diverse, dallo stesso amore per i poveri: verso le giovani in condizioni di disagio, da parte di Santa Claudine Thévenet e delle Religiose di Gesù-Maria; verso i migranti, da parte di san Giovanni Battista Scalabrini, della Beata Assunta Marchetti e del Venerabile don Giuseppe Marchetti, fondatori delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, Scalabriniane”: con queste parole ieri papa Leone XIV ha ricevuto circa 100 partecipanti ai Capitoli Generali delle Religiose di Gesù-Maria e delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, le Scalabriniane.
Il papa ha incentrato l’intervento sui temi dei rispettivi Capitoli: “I temi-guida che avete scelto per i vostri rispettivi Capitoli (‘Gesù in persona si avvicinò’ e ‘Dove andrai tu, andrò anch’io’) sono complementari nell’esprimere le dinamiche delle vostre fondazioni. In essi infatti, sono accostate l’iniziativa di Dio e la risposta dell’uomo. In San Luca vediamo Gesù che si affianca ai discepoli di Emmaus e cammina con loro, per portarli a riconoscerlo nello Spezzare il Pane e fare di loro degli apostoli della sua Risurrezione; nel Libro di Rut vediamo la giovane moabita che, pur potendolo fare, non abbandona la vecchia suocera Noemi, rimasta sola, ma la segue in terra straniera, per assisterla fino alla fine”.
Quindi ha ricordato le loro ‘origini’: “Le circostanze dei vostri inizi non sono state facili. Pensiamo al dramma della Rivoluzione Francese per santa Claudine e alla tragedia dell’emigrazione di massa per mons. Scalabrini, don Giuseppe e Madre Assunta. Nessuno di loro, però, si è tirato indietro, né si è scoraggiato, anche di fronte alle difficoltà sorte dopo le fondazioni. E il segreto di tanta fedeltà è da ricercare proprio nell’incontro con Gesù Risorto. Da lì tutto è cominciato per loro e anche per voi. Da lì si comincia e da lì si riparte, quando necessario, per continuare con coraggio e tenacia a spendersi nella carità”.
Inoltre un invito a pregare: “E se questo è vero sempre, lo è in modo del tutto speciale nel corso del Capitolo Generale, dove Gesù vi si affianca e cammina con voi per aiutarvi a rileggere, nella luce della sua Pasqua, la vostra storia. In questi giorni, Lui sia sempre al centro: date molto spazio alla preghiera e al silenzio, nel corso di tutto l’iter dei vostri lavori. In un Capitolo le illuminazioni più importanti si colgono ‘in ginocchio’, e ciò che matura nelle aule capitolari ha bisogno di essere seminato e vagliato davanti al Tabernacolo e nell’ascolto della Parola. E’ solo ascoltando il Signore che si impara ad ascoltarsi veramente a vicenda”.
Per questo è importante l’esempio di Rut: “Ed è solo così che, sull’esempio di Rut, si diventa sempre più capaci di ‘cercare il volto di Dio nel fratello e nella sorella bisognosi’, anzi, di vedere in loro ‘una promessa, una speranza, un’epifania della presenza divina, un gesto di Dio di cui l’uomo vivente è la gloria’. Ciò richiede coraggio, per lasciarsi provocare dalla presenza di chi soffre, senza temere di abbandonare le proprie sicurezze, avventurandosi, se il Signore lo chiede, in sentieri nuovi.
Inoltre papa Leone XIV ha concesso la conferma all’elezione canonica di Sua Beatitudine Claudiu-Lucian Pop, che succede al card. Lucian Muresan, morto lo scorso 25 settembre: “Sono lieto di esprimerLe fraterne felicitazioni in Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio. Prego affinché, seguendo l’esempio dei Suoi venerati predecessori, Vostra Beatitudine, in qualità di Padre e Capo di codesta amata Chiesa sui iuris, sia Pastore che, secondo il Cuore di Cristo, si prende cura del gregge affidatoLe.
Lo Spirito Santo La guidi nel ministero al quale il Signore L’ha chiamata per promuovere la comunione e la missione della Chiesa Greco-Cattolica Romena, perché possa crescere e prosperare, memore dei numerosi martiri e confessori che hanno scritto con la testimonianza della vita pagine indelebili e gloriose di fede”.
(Foto: Santa Sede)




























