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Papa Leone XIV ad Acerra per sentire le sofferenze della gente causate dall’inquinamento
Ad 11 anni dall’enciclica ‘Laudato sì’ sulla cura della casa comune, papa Leone XIV celebra l’anniversario sabato 23 maggio ad Acerra, al centro dei territori inquinati tra Napoli e Caserta, realizzando un desiderio di papa Francesco che nel 2014 aveva sorvolato quelle terre (detto in un libro intervista) commuovendosi ‘e da allora fu un crescendo attraverso le notizie, una presa di coscienza lenta’.
Nella lettera il vescovo della diocesi, mons. Antonio Di Donna, ha sottolineato che tale visita del papa è una ‘grazia speciale’, perché “il Papa viene ad ascoltare insieme ai vescovi, soprattutto delle diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della nostra gente, e a ricordare le altre Terre dei fuochi d’Italia”.
E di sicuro “darà nuova linfa al cammino che le diocesi della Conferenza episcopale campana stanno già facendo da anni per educare i cristiani, adulti e bambini, alla giustizia, alla pace e alla salvaguardia del creato… Ancora di più alla luce anche del pellegrinaggio giubilare della speranza che l’anno scorso le diocesi più colpite dall’inquinamento tra Caserta e Napoli hanno vissuto attraversando a piedi in preghiera quei territori e ricordando insieme nell’ultimo del cammino di sei giorni, dal 16 al 24 maggio 2025, i 10 anni dalla pubblicazione dell’enciclica sulla cura della casa comune”.
Infine la visita di papa Leone XIV è anche “un appello alle Istituzioni perché finalmente venga fatta verità e soprattutto garantito uno sviluppo vero alle nostre terre, con al centro l’uomo integrale e compatibile con la originaria vocazione agricola archeologica e turistica”.
Quindi a mons. Di Donna abbiano chiesto di raccontare il sentimento della popolazione: “Il Pontefice viene ad ascoltare, insieme ai vescovi soprattutto delle diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della gente: come pastori abbiamo accolto in questi anni il grido di dolore spesso inascoltato delle persone, da qui l’impegno delle Chiese campane su questo ‘dramma umanitario’. La visita è una grazia speciale, ci riempie di gioia, dona fiducia e speranza alle famiglie, in modo speciale ai bambini e ragazzi colpiti dalla malattia”.
Ad un anno dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo c’è qualche segnale di cambiamento?
“Il pronunciamento dell’Europa nel 2025 ed il rapporto dell’Istituto superiore di sanità del 2021 sulla causalità tra inquinamento e tumori nelle nostre terre sono una grave sconfitta per i ‘negazionisti’. Ma anche un monito per chi si è girato dall’altra parte, e soprattutto obbligano tutti a correre ai ripari. E’ nato un Comitato di cittadini per l’attuazione di quella sentenza ma c’è ancora frammentazione tra le associazioni, e rimpalli di responsabilità tra le istituzioni, con il risultato di rallentare i provvedimenti per le bonifiche, per cui servono tempi lunghi, continuità e sostegno economico”.
Cosa significa vivere nella terra dei fuochi?
“Nelle nostre città ai problemi comuni ad altri territori della Campania e del Meridione d’Italia (disoccupazione, povertà materiale e culturale, fuga dei giovani) si aggiungono quelli relativi all’ambiente e ad un inadeguato, se non fallimentare negli anni, modello di sviluppo industriale. La piaga dell’inquinamento genera tra la gente una crescente frustrazione per le notizie, vere e false, che circolano continuamente in merito a temi quali terra, acqua, aria e salute: basti pensare al mai prodotto registro dei tumori! Da tempo invoco chiarezza e verità, perché non c’è condizione peggiore di un ammalato che non conosce la propria malattia e come curarsi.
Ma ci sono anche motivi concreti di speranza: la presa di coscienza che bisogna ripartire da una moderna agricoltura, antica e sempre nuova vocazione del territorio per garantire un futuro alle nostre città; ed il sano orgoglio di avere dato cittadinanza pubblica ad un dramma, quello ambientale, che è di tutti. Terra dei fuochi, espressione che comprendo ma non preferisco, non è un luogo circoscritto ma un fenomeno di tutta l’Italia, e anche direi planetario”.
Il giorno dopo la visita papale ad Acerra cade l’anniversario di pubblicazione dell’enciclica ‘Laudato sì’: cosa significa prendersi cura della casa comune?
“Custodire e proteggere il creato è un atto di giustizia che impegna la fede dei credenti, chiamati da Dio a ‘coltivare’ e non distruggere la terra. Leone XIV realizza un desiderio di papa Francesco, il quale in una intervista aveva confessato di avere maturato l’idea di un’enciclica su questo tema sorvolando le nostre terre. Le Chiese della Campania stanno compiendo da anni un cammino di educazione delle comunità alla cura del creato, alla giustizia e alla pace, a partire dal catechismo dei fanciulli e un apposito sussidio.
L’enciclica ‘Laudato sì’ il 24 maggio 2015 ha confermato e rilanciato il nostro impegno. L’anno scorso, nel decimo anniversario, abbiamo vissuto un pellegrinaggio giubilare della speranza per una settimana a piedi e in preghiera nei territori delle diocesi tra Napoli e Caserta. La visita di papa Leone XIV darà nuova linfa al nostro cammino e sarà l’occasione per verificare lo stato di accoglienza di quel profetico documento”.


























