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XXXII domenica del Tempo Ordinario: dedicazione della Basilica lateranense  

La Chiesa oggi ricorda in tutto il mondo l’erezione della Basilica Lateranense  fatta erigere a Roma da Costantino “San Giovanni in Laterano”, dopo tanti anni di persecuzione. Questa Basilica oggi è la Cattedrale del Papa, come vescovo di Roma. Il termine ‘Chiesa’ significa Assemblea e ci ricorda che l’assemblea dei Fedeli cristiani è la grande famiglia, che si riunisce la Domenica per ascoltare la Parola di Dio e spezzare il pane eucaristico. Si riuniscono alla mensa in comunione con Cristo Gesù tutti i i fratelli nella fede, che costituiscono  insieme la famiglia  di Dio, che si nutre con il corpo e il sangue  di Gesù e dove vige una sola legge: l’amore.

‘Vi do’ un comandamento’, dice Gesù. Dio è amore; amatevi come io vi ho amato. Mi chiamate Signore e Maestro e dite bene perché io lo sono; ‘vi ho dato l’esempio: come ho fatto io , fate voi’!  Dopo l’istituzione dell’Eucaristia, Gesù, condannato alla morte di croce,  ha vinto la morte con la sua risurrezione. Risuscitato dopo tre giorni,Gesù  ha assicurato la sua Chiesa nascente: ‘vado a prepararvi un posto’: come, perciò, Cristo è risorto; la Madonna è stata assunta in cielo anima e corpo; anche noi risorgeremo  ed il ‘cimitero’ è per noi ‘camposanto’: il luogo da dove i Santi, gli amici veri di Gesù, aspettano la risurrezione finale. MadLa Chiesa, questo luogo dove l’assemblea dei figli di Dio si riunisce,  è per tutti un invito alla preghiera, all’incontro con Dio.  

Il Signore è presente in ogni luogo ma l’edificio sacro ci ricorda   le parole di Cristo Gesù: ‘Dove sono due o più riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro’. L’atteggiamento di chi crede e ama Dio non è quello dell’esibizione , quello piuttosto di sentirsi veramente fratelli e sorelle, bussare al cuore di Dio  con la disponibilità  al servizio e all’amore in nome di Dio, che invochiamo: ‘Padre nostro, che sei nei cieli’. 

La Chiesa, tempio di Dio, è lo specchio dell’anima, l’edificio di pietra dedicato alla preghiera liturgica, all’adorazione e al conferimento  dei sacramenti; la Chiesa di pietra è il segno visibile dell’anima: tempio spirituale. Esso costituisce e richiama la vita stessa del cristiano vero e della fede che professa. Veri cristiani sono quanti, vivificati dall’acqua spirituale che sgorga  dal cuore di Cristo Signore, vivono da fratelli e da figli di Dio. Vero tempio di Dio è tutta la Chiesa animata dallo Spirito santo.

Da qui l’armonia architettonica e la bellezza  artistica delle nostre Chiese, che costituiscono un richiamo e un ammonimento per tutta la comunità dei credenti, che sono chiamati a rispecchiare con la bellezza interiore la bellezza del tempio, casa di Dio. La festa della cattedrale del Vicario di Cristo Gesù, la cattedrale del papa, è simbolo della potestà di insegnamento, che è obbedienza e servizio alla Verità, alla Chiesa, a Cristo Gesù.

La Madonna, Madre di Gesù e nostra, ci aiuti ad essere solleciti nella purificazione del cuore e degli affetti interiori perché la nostra anima possa sempre meglio rispecchiare la bellezza del tempio materiale.  Rivolgi a noi, Madre,  gli occhi tuoi misericordiosi. La bellezza della Chiesa ispiri sempre meglio in noi  la bellezza della nostra anima, chiamata anche essa ad essere sede di Dio.

La Basilica di san Pietro è più sicura per dare maggior bellezza

“La Fabbrica di San Pietro proverbialmente non si ferma mai e cerca di ricambiare la fede e l’amore dei pellegrini e dei visitatori che entrano in Basilica. Vogliamo restituire quello che ci viene dato e quello che ci ha lasciato nei secoli questo luogo dello spirito. Anche e soprattutto nell’Anno Giubilare”: con queste parole iniziali è stata fatta dal card. Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, insieme ad Alberto Capitanucci, responsabile dell’Area Tecnica e beni Culturali della Fabbrica di San Pietro, Pietro Zander, responsabile della Sezione Necropoli e Beni Artistici della Fabbrica di San Pietro e Stefano Marsella, direttore centrale per l’innovazione tecnologica e risorse logistiche del Dipartimento dei Vigili del Fuoco italiano, la presentazione dei restauri dei monumenti funebri dei pontefici Paolo III e Urbano VIII e la riqualificazione illuminotecnica della Necropoli, delle Sale archeologiche e delle Grotte Vaticane.

Tale restauro è stato reso necessario per dare più visibilità alle opere d’arte per una maggiore consapevolezza dell’arte sacra: “Vogliamo consentire ai visitatori di ammirare la Gloria di Gian Lorenzo Bernini insieme ai due grandiosi monumenti sepolcrali collocati a destra e a sinistra della Cattedra, uno di Papa Farnese, opera di Guglielmo della Porta, e l’altro di Papa Barberini, realizzato dallo stesso Bernini.

Vogliamo altresì offrire un’immersione nella storia e l’esperienza profonda del sacro. Vedremo gli spazi archeologici come li hanno visti i primi cristiani, i Papi di secoli addietro, nello splendore di chiaroscuri che rimandano alla luce delle fiaccole che illuminarono la nascita della Chiesa e la nostra strada”.

Dopo aver ringraziato coloro che hanno consentito tale restauro il card. Gambetti ha illustrato il nuovo piano della sicurezza: “La Basilica è aperta al mondo. Visitata da 12.000.000 persone ogni anno, probabilmente il doppio durante il Giubileo, ha bisogno anche di sicurezza, di far sentire tutti protetti. Anche il nuovo piano di esodo della Basilica di San Pietro, che illustreremo brevemente, è espressione concreta di quella sollecitudine pastorale che si prende cura del benessere di ogni fedele e visitatore.

Migliore gestione e velocizzazione dei flussi d’uscita garantiscono più agio e più sicurezza. Per questo lavoro non saremo mai grati abbastanza al Corpo dei Vigli del Fuoco italiano che, d’intesa con Comando dei Vigili del Fuoco del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, hanno sviluppato uno studio e un progetto che potrebbe diventare esemplare per i luoghi di culto”.

Tale restauro è stato reso necessario per ‘mostrare’ una Chiesa ‘viva’: “Sollecitati da papa Francesco ad essere ‘artigiani di speranza e restauratori di un’umanità spesso distratta e infelice’ consideriamo questi lavori non solo come necessari interventi tecnici, ma come segni di una Chiesa viva, accogliente e attenta alle ‘cose di Dio’, agli uomini e alle donne del nostro tempo assetati di amore, di pace e di gioia, assetati di spiritualità autentica”.

Mentre l’ing. Stefano Marsella, direttore centrale per l’innovazione tecnologica e risorse logistiche del Dipartimento dei Vigili del Fuoco italiano, ha sottolineato gli interventi effettuati: “Il lavoro è iniziato con l’impiego da parte di personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco di sistemi Laser Scanner ad alte prestazioni per effettuare il rilievo 3D con accuratezza millimetrica della quasi totalità della Basilica, sia nelle parti accessibili al pubblico, che nei potenziali percorsi di esodo. Tale attività ha consentito di riprodurre la geometria dei luoghi in modo accurato e di verificare alcuni dettagli fondamentali per la simulazione senza ricorrere a continui sopralluoghi”.

Ed ha chiarito in cosa consista il nuovo piano della sicurezza: “La valutazione della sicurezza dell’esodo, inoltre, si è basata su simulazioni realistiche che riproducono l’afflusso di persone in due scenari principali: durante le funzioni liturgiche con circa 5.000 partecipanti e in periodi di visita turistica e di pellegrini, dove il numero scende leggermente a 4.000 visitatori. E’ stato impiegato un software particolarmente adatto a simulare gli aspetti di dettaglio delle persone e dei luoghi, che ha permesso di analizzare la fluidità del movimento delle persone verso le uscite, identificando i nodi critici che potrebbero rallentare l’evacuazione in caso di emergenza”.

Grazie a tali ammodernamenti sono state eliminate le barriere architettoniche: “Tra gli elementi chiave emersi dallo studio c’è l’eliminazione di barriere fisiche e informali, che ha portato alla sostituzione di gradini ripidi con rampe, utili a ridurre i rischi e a rendere la Basilica maggiormente accessibile a tutti, compresi i disabili o persone con difficoltà motorie. Il software di simulazione dell’esodo ha permesso inoltre di visualizzare i flussi pedonali e di individuare le aree dove si formano ingorghi pericolosi”.

In conclusione è stato sottolineato che ora la Basilica di san Pietro ha maggiore sicurezza: “Le modifiche proposte riducono anche significativamente i tempi necessari ad evacuare la basilica, migliorando notevolmente le procedure precedenti. In sintesi, l’obiettivo è stato quello di trasformare uno spazio storico ma complesso in un luogo ancora più sicuro per milioni di visitatori annuali e fedeli, utilizzando innovazione tecnologica e piani progettati al dettaglio. Un esempio del come patrimoni culturali possono adattarsi alle esigenze moderne della sicurezza senza perdere la loro essenza”.

Papa Francesco: le chiese siano per la preghiera

Oggi papa Francesco ha incontrato la Junta Constructora della Basilica della Sagrada Familia in questo anno dedicato alla preghiera, che prepara al Giubileo: “in quest’anno che, come ho ripetuto in più occasioni, desidero dedicarmi alla preghiera, preparando così il Giubileo del 2025. Un intero anno di preghiera per questo. E’ importante che il clima della preghiera non si perda nei templi; deve essere una priorità per coloro che, come voi, hanno ricevuto la responsabilità della cura dei templi”.

Nel breve saluto ha proposto una riflessione sulla struttura della basilica, fondata sulla preghiera: “Avete certamente notato che la Basilica della Sagrada Familia è strutturata in modo tale che ogni portico abbia un tema, illustrato da brani della Scrittura e inquadrato da una preghiera. Così, la prima porta, quella della fede, dietro l’immagine di Gesù che predica ai dottori, ci mostra la santa Trisgione. La fede predicata deve diventare preghiera. Sempre, da sempre”.

Poi la sua attenzione si è appuntata sulla porta centrale: “La porta centrale della carità, la cui figura principale è proprio quella della Sacra Famiglia, ci invita ad alzare gli occhi al mistero dell’Incarnazione e da lì, a pregare le perle del rosario che scende lungo le vetrate, incorniciando la stella di Betlemme, quasi a dire: ‘qui è la nostra luce’. Ed è proprio nell’adorazione, nella preghiera contemplativa dei misteri, che ci apriamo a quella luce, come la grande vetrata del vostro tempio”.

Infine ha rivolto loro u invito all’accoglienza dei pellegrini: “Vi invito pertanto ad accogliere nella Basilica i pellegrini che si avvicinano, per presentarli con un atteggiamento orante per contemplare il progetto iconografico del servo di Dio Antoni Gaudì nella sua interezza, affinché, come i pinnacoli e i campanchi, i loro sguardi si alzino e le loro voci proclamino con gli angeli: ‘Il nostro Santo Dio è immortale’. Grazie per tutto quello che fate, grazie”.

Il Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia è una basilica minore spagnola di culto cattolico che si trova a Barcellona, capitale della Catalogna, opera architettonica di Antoni Gaudí, che nel 1883 subentrò ai lavori di costruzione iniziati un anno prima e ne cambiò lo stile da neogotico a liberty, movimento che a Barcellona e dintorni era noto come modernismo catalano. La vastità del progetto e il suo stile caratteristico ne hanno fatto uno dei principali simboli della città.

I lavori iniziarono nel 1882, senza una procedura logistica, sotto il regno di Alfonso XII di Spagna. L’edificio venne iniziato in stile neogotico, ma quando Gaudi subentrò come progettista dell’opera nel 1883, all’età di 31 anni, fu ridisegnato completamente. Gaudì lavorò alla chiesa dedicandovi interamente gli ultimi 15 anni della sua vita. Secondo gli auspici del comitato promotore, l’opera potrebbe essere completata, nella migliore delle ipotesi, per il 2026, a 144 anni dalla posa della prima pietra e a 100 anni dalla morte di Gaudì. La chiesa è stata consacrata il 7 novembre 2010 da papa Benedetto XVI, che l’ha elevata al rango di basilica minore.

Inoltre a nome di papa Francesco il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, ha inviato al card. Giuseppe Betori, arcivescovo metropolita di Firenze un telegramma per esprimere ‘vicinanza’ ai familiari dei morti a seguito dell’incidente avvenuto in un supermercato in cui sono morti quattro operai per il cedimento di una struttura in cemento armato si cui era in corso la costruzione:

“Informato del tragico incidente nel cantiere di un supermercato avvenuto ieri mattina a Firenze, che ha provocato la morte di alcuni operai ferendone altri, il Santo Padre incarica vostra eminenza di esprimere ai familiari delle vittime sentimenti di vicinanza e cordoglio insieme alla sua più viva partecipazione al dolore dell’intera cittadina… Papa Francesco desidera rinnovare l’appello alla sicurezza sui luoghi di lavoro auspicando un maggiore impegno di quanti hanno la responsabilità di tutelare i lavoratori”.

(Foto: Santa Sede)

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