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Papa Leone XIV indica ai giovani l’amicizia con Gesù
Dopo 25 anni la spianata di Tor Vergata è tornata ad ospitare i giovani che stanno partecipando al Giubileo attraverso il canto e la preghiera in diverse lingue ma con il linguaggio della fede nell’adorazione eucaristica, mentre le note della canzone ‘sotto la stessa luce, sotto la Sua croce, cantando ad una voce’ hanno accompagnato l’ingresso di papa Leone XIV, che non si è sottratto alle domande dei giovani su amicizia, futuro e speranza.
Ha iniziato la ventitreenne messicana Dulce Maria, che ha chiesto al papa in quale modo è possibile una vera amicizia, che li ha invitati a cercare la verità: “Cari giovani, le relazioni umane, le nostre relazioni con gli altri, sono indispensabili per ognuno di noi, a partire dal fatto che ogni uomo e donna al mondo nasce figlio di qualcuno. La nostra vita inizia con un legame, ed è attraverso questi legami che cresciamo”.
Ed ha riportato la cultura al centro delle relazioni: “In questo processo, la cultura gioca un ruolo fondamentale: è il codice con cui comprendiamo noi stessi e interpretiamo il mondo. Come un dizionario, ogni cultura contiene parole nobili e volgari, valori ed errori che dobbiamo imparare a riconoscere. Cercando appassionatamente la verità, non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso le scelte di vita. La verità, infatti, è un legame che unisce le parole alle cose, i nomi ai volti. Le menzogne, invece, separano questi aspetti, generando confusione e incomprensioni”.
Citando papa Francesco, papa Leone XIV ha comunque sottolineato di non farsi ‘dominare’ dagli algoritmi: “A questo proposito, papa Francesco ha ricordato che a volte ‘i meccanismi della comunicazione, della pubblicità e dei social media possono essere usati per renderci esseri assonnati, dipendenti dal consumo’. Le nostre relazioni diventano allora confuse, ansiose o instabili.
Inoltre, come sapete, oggi ci sono algoritmi che ci dicono cosa dovremmo guardare, cosa dovremmo pensare e chi dovrebbero essere i nostri amici. Ed allora le nostre relazioni diventano confuse, a volte ansiose. Perché quando lo strumento domina l’uomo, l’uomo diventa uno strumento: sì, uno strumento del mercato e, a sua volta, una merce. Solo relazioni sincere e legami stabili alimentano storie di vite buone”.
E qui viene in aiuto sant’Agostino, che indica la vita ‘buona’ per un’amicizia autentica: “Secoli fa, Sant’Agostino ha colto il desiderio più profondo del nostro cuore; è il desiderio di ogni cuore umano, anche senza conoscere i progressi tecnologici di oggi. Anche lui ha attraversato una giovinezza tempestosa; ma non si è accontentato, non ha messo a tacere il grido del suo cuore. Agostino cercava la verità, la verità che non delude, la bellezza che non tramonta mai”.
Comunque non poteva mancare un riferimento a Pier Giorgio Frassati: “L’amicizia con Cristo, che è al fondamento della fede, non è solo un aiuto tra tanti per costruire il futuro; è la nostra Stella Polare. Come scrisse il Beato Pier Giorgio Frassati, ‘Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere, ma cavarsela’.
Quando le nostre amicizie riflettono questo intenso legame con Gesù, diventano certamente sincere, generose e vere. Cari giovani, desidero stare bene con voi! Desiderare stare bene con Cristo! Sapere di vedere Gesù senza gli altri. L’amicizia cambierà davvero il mondo. L’amicizia è una strada per la pace. L’amicizia è la via per la pace”.
Mentre alla diciannovenne italiana Gaia ha indicato la strada di scegliere con coraggio: “La scelta è un atto umano fondamentale. Osservandolo con attenzione, capiamo che non si tratta solo di scegliere qualcosa, ma di scegliere qualcuno. Quando scegliamo, in senso forte, decidiamo chi vogliamo diventare. La scelta per eccellenza, infatti, è la decisione per la nostra vita: quale uomo vuoi essere? Quale donna vuoi essere?
Carissimi giovani, a scegliere si impara attraverso le prove della vita, e prima di tutto ricordando che noi siamo stati scelti. Tale memoria va esplorata ed educata. Abbiamo ricevuto la vita gratis, senza sceglierla! All’origine di noi stessi non c’è stata una nostra decisione, ma un amore che ci ha voluti. Nel corso dell’esistenza, si dimostra davvero amico chi ci aiuta a riconoscere e rinnovare questa grazia nelle scelte che siamo chiamati a prendere”.
Tale coraggio deriva dall’amore: “Il coraggio per scegliere viene dall’amore, che Dio ci manifesta in Cristo. E’ Lui che ci ha amato con tutto sé stesso, salvando il mondo e mostrandoci così che il dono della vita è la via per realizzare la nostra persona. Per questo, l’incontro con Gesù corrisponde alle attese più profonde del nostro cuore, perché Gesù è l’Amore di Dio fatto uomo”.
E’ stato un rimando a san Giovanni Paolo II durante la veglia della Giornata mondiale della Gioventù del 2000: “La paura lascia allora spazio alla speranza, perché siamo certi che Dio porta a compimento ciò che inizia… Ecco scelte radicali, scelte piene di significato: il matrimonio, l’ordine sacro, la consacrazione religiosa esprimono il dono di sé, libero e liberante, che ci rende davvero felici. E lì troviamo la felicità, quando impariamo a donare noi stessi. Donare la vita per gli altri”.
Quindi ha rivolto una preghiera per alcune ragazze, che stavano partecipando al Giubileo: “Queste scelte danno senso alla nostra vita, trasformandola a immagine dell’Amore perfetto, che l’ha creata e redenta da ogni male, anche dalla morte. Dico questo stasera pensando a due ragazze, María, ventenne, spagnola, e Pascale, diciottenne, egiziana. Entrambe hanno scelto di venire a Roma per il Giubileo dei Giovani, e la morte le ha colte in questi giorni.
Preghiamo insieme per loro; preghiamo anche per i loro familiari, i loro amici e le loro comunità. Gesù Risorto le accolga nella pace e nella gioia del suo Regno. Ed ancora vorrei chiedere le vostre preghiere per un altro amico, un ragazzo spagnolo, Ignacio Gonzalvez, che è stato ricoverato all’ospedale ‘Bambino Gesù’: preghiamo per lui, per la sua salute”.
L’ultima domanda arriva da un giovane americano, Will, su come si incontra Gesù: “Nella Bibbia, la parola “cuore” si riferisce solitamente all’intimo di una persona, che include la coscienza. La nostra comprensione di ciò che è bene, quindi, riflette il modo in cui la nostra coscienza è stata plasmata dalle persone che ci sono state vicine: coloro che ci hanno trattato con gentilezza, coloro che ci hanno ascoltato con amore, coloro che ci hanno aiutato. Queste persone hanno contribuito a educarvi al bene e, quindi, a formare la vostra coscienza a ricercare il bene nelle vostre scelte quotidiane”.
Il consiglio di papa Leone XIV consiste nell’adorazione eucaristica: “Cari giovani, Gesù è l’amico che ci accompagna sempre nella formazione della nostra coscienza. Se volete veramente incontrare il Signore Risorto, ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza. Riflettete sul vostro modo di vivere, cercate la giustizia per costruire un mondo più umano. Servite i poveri, e così testimoniate il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo. Siate uniti a Gesù Cristo nell’Eucaristia. Adorate Cristo nel Santissimo Sacramento, fonte della vita eterna. Studiate, lavorate e amate secondo l’esempio di Gesù, il buon Maestro che cammina sempre al nostro fianco”.
Citando papa Benedetto XVI, il papa ha invitato i giovani ad incontrare Gesù nella Chiesa: “In altre parole, incontriamo Cristo nella Chiesa, cioè nella comunione di coloro che lo cercano sinceramente. Il Signore stesso ci raduna per formare una comunità, non una comunità qualsiasi, ma una comunità di credenti che si sostengono a vicenda. Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo testimoni di giustizia e di pace! Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne testimoni di speranza! Cari giovani, questo è il compito che il Signore Risorto affida a ciascuno di noi!”
Infine il papa a non abbandonare il dialogo con Cristo, come insegna sant’Agostino: “Seguendo queste parole di Agostino, e in risposta alle vostre domande, vorrei invitare ciascuno di voi a dire al Signore: ‘Grazie, Gesù, per avermi chiamato. Il mio desiderio è di rimanere tuo amico, così che, abbracciandoti, possa essere anche compagno di cammino per chiunque incontri. Fa’, o Signore, che chi mi incontra possa incontrare te, anche attraverso i miei limiti e le mie fragilità’.
Pregando queste parole, il nostro dialogo continuerà ogni volta che guarderemo il Signore crocifisso, perché i nostri cuori saranno uniti in Lui. Ogni volta che adoreremo Cristo nell’Eucaristia, i nostri cuori saranno uniti in Lui. Infine, la mia preghiera per voi è che possiate perseverare nella fede, con gioia e coraggio! E possiamo dire ‘Grazie Gesù che ci ami’. Grazie Gesù per averci amati. Grazie Gesù per averci chiamati. Resta con noi Signore. Resta con noi”.
(Foto: Santa Sede)
I giovani di Azione Cattolica al giubileo con Piergiorgio Frassati
“Il brano del Vangelo che abbiamo ascoltato ci mette di fronte ad un aspetto singolare della vita di Gesù che suscita stupore e lascia perplessi. Come è possibile che proprio i suoi conterranei non riconoscano il Messia vedendo quello che diceva e faceva? Non solo. Si chiedono come sia possibile che uno di loro di cui conoscono bene la famiglia possa agire in modo così straordinario. Una tale asimmetria tra la conoscenza abituale e l’eccezionalità di quanto Gesù compie diventa addirittura motivo di scandalo. Gesù non si meraviglia più di tanto e rispetta anche questa sensibilità dei suoi concittadini ricordando un antico detto sapienziale che vede i profeti sempre poco compresi proprio nel loro ambiente”.
Con queste parole pronunciate dall’assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana, mons. Claudio Giuliodori, nella celebrazione eucaristica di ieri, si sono concluse le catechesi organizzate in collaborazione con il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile, durante il giubileo dei giovani con la presenza di circa 3000 giovani.
Nell’omelia l’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Cei, ha incentrato la riflessione sul beato Piergiorgio Frassati, che sarà canonizzato domenica 7 settembre: “Questa vicenda evangelica è illuminante anche per comprendere un aspetto della figura del beato Frassati di cui tutti percepivano la straordinarietà di vita, senza riuscire però a cogliere fino in fondo la profondità della sua esperienza spirituale e il suo cammino di progressiva santificazione”.
Riprendendo alcune lettere scritte agli amici ed ai familiare mons. Giuliodori ha evidenziato la sua fede: “Sappiamo che anche i suoi familiari, pur cogliendo la particolare sensibilità religiosa di Pier Giorgio, non avevano compreso quale ricchezza spirituale si nascondesse in quella vita apparentemente così normale, vivace e piena di interessi. Anche il padre, intellettuale di primo piano e uomo di grande levatura culturale, sociale e politica, non potrà che ammettere onestamente di aver compreso ben poco di quel suo figlio che pur vivendo a pieno nella Torino borghese del suo tempo, aveva il cuore e la mente rivolte alle cose alte di Dio e alle realtà più povere e umili dove cercava e sapeva di incontrare il volto di Cristo”.
Insomma il beato torinese è stato un ‘normale straordinario’: “Questa ‘straordinaria normalità’ che caratterizza la vita di Frassati ce lo fa sentire particolarmente vicino… La canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e di Carlo Acutis che avremo la gioia di vivere il prossimo 7 settembre, ci consente di riscoprire la preziosa testimonianza e la grande attualità di questi due giovani, differenti per età, periodo storico e contesto socio-culturale, ma accomunati dall’essere riconosciuti dalla Chiesa come modelli di vita cristiana. In particolare, ora siamo qui nel contesto del Giubileo dei Giovani e abbiamo la fortuna di poter avere in mezzo a noi il corpo di Pier Giorgio. Per questo dono siamo grati alla Chiesa di Torino e alla famiglia”.
Il giovane Frassati è stato innanzitutto un giovane che ha vissuto con impegno ed entusiasmo il proprio tempo: “Caro Piergiorgio, il tempo in cui tu hai vissuto non era certamente migliore di quello odierno, differenze sociali, tensioni politiche, scenari in rapida trasformazione negli anni che dal dramma della prima guerra mondiale conducono al secondo e ancor più devastante conflitto. La tua sensibilità spirituale non ti ha allontanato dall’agone socio-politico, anzi ti ha reso ancora più attento e partecipe delle vicende umane dei lavoratori e dei processi culturali del tuo tempo, portandoti a condividere percorsi associativi e anche a prese di posizione forti e spesso controcorrente”.
Ed ha concluso l’omelia con una preghiera per non restare semplici ‘spettatori’: “Aiutaci a non contrapporre vita spirituale e impegno sociale, cammino di fede e passione per il bene comune, ricerca della santità e costruzione concreta di percorsi di pace e di giustizia. Ti preghiamo, aiutaci a non rimanere spettatori inerti davanti ad un mondo che sembra andare in frantumi per il radicalizzarsi e ampliarsi dei conflitti”.
La ‘settimana’ giubilare dei giovani dell’Azione Cattolica si era aperta martedì 29 luglio con la presentazione del libro ‘Di Santa ragione. Con Frassati in cammino verso l’Alto’, scritto da Emanuela Gitto e Lorenzo Zardi (vice presidenti per il settore Giovani di Ac), e da don Michele Martinelli (assistente centrale per il settore Giovani), alla libreria San Paolo, con la presenza del card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, moderata dalla giornalista Annachiara Valle.
Per il card. Semeraro l’importanza di questa canonizzazione è tutta nell’essere stato un fedele laico, citando Giuseppe Lazzati: “Questo serve oggi alla Chiesa. Ed anche a noi preti… Non posso, allora, non citare Giuseppe Lazzati, il quale proprio in questa luce guardò a Pier Giorgio Frassati ricordandolo il 5 aprile 1975, a cinquant’anni dalla morte. Visse (così egli disse) in un periodo per la Chiesa difficile ‘anche per la maturazione di un laicato percorso da un autentico amore di Chiesa, ma diviso nel modo di esattamente definire il proprio ruolo peculiare’.
Per Frassati, questo ruolo (lo si deduce dai suoi progetti di vita) altro non era che contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo, manifestando Cristo agli altri principalmente con la testimonianza della sua stessa vita e con il fulgore della sua fede, della sua speranza e carità”.
Per tale ragione la canonizzazione del beato Frassati può essere una ‘nuova primavera’ per la Chiesa, ha concluso il card. Semeraro: “In questo senso la canonizzazione di Frassati è davvero un segno per tutta la Chiesa, una nuova primavera da vivere con gioia e rinnovata speranza. Frassati ha accostato la ragione alla fede, ha messo insieme allegria e impegno, ha rinnovato l’amicizia con i suoi coetanei non dimenticando la contemplazione e l’adorazione al Santissimo, ha creduto alla politica come la più alta forma di carità. E si è speso per i poveri, gli ultimi, nel silenzio della sua vita ordinaria. Un santo che oggi serve più che mai a tutta la Chiesa. Un santo ‘laico’ di tutti i giorni, della prossimità e della speranza. Un santo ordinario e per questo sicuramente straordinario”.
(Foto: Azione Cattolica Italiana)
‘Davanti a Te’, il nuovo disco di Kantiere Kairòs: un concept-album dedicato all’adorazione eucaristica
E’ uscito domenica 8 giugno, solennità liturgica di Pentecoste, ‘Davanti a Te’: il nuovo disco del Kantiere Kairòs, band cosentina di musica cristiana, è un concept-album interamente dedicato all’adorazione eucaristica con tredici composizioni che accompagnano dalla preghiera più intima all’invocazione comunitaria.
Aperto dal prologo ‘Vertigine dentro (Nel silenzio)’, brano dedicato all’incontro personale nella preghiera con Dio, il disco (il quinto realizzato in studio dopo ‘Il soffio’, ‘Il seme’, ‘Cantate inni’ ed ‘Il sale’) termina con l’epilogo ‘Arde’, effetto e sintesi dell’incontro avuto, che racchiude musicalmente il senso del viaggio compiuto. In mezzo, l’incontro con Gesù, in un crescendo di lode e abbandono, verso un’esplosione di gioia e festa. Nell’album anche 4 brani già editi (‘Il soffio’, ‘Lodeterna’, ‘Tutto va bene’, ‘Non temo niente’), nuovamente arrangiati in una diversa tonalità per renderli più adatti al canto assembleare.
La band è formata da Antonello Armieri (voce e chitarra acustica), Davide Capitano (basso), Gabriele Di Nardo (batteria) e Jo Di Nardo (chitarre). Da sottolineare alcune collaborazioni artistiche di pregio: ‘Tutto va bene’ in duetto con Marta Falcone; ‘Tabor’ con The NuVoices Project, ensemble vocale di Udine diretto dal Maestro Rudy Fantin (hammond); ‘Canto il Tuo nome’ con Jeremy Di Sano(PDG Worship) alle tastiere e la collaborazione del coro dell’Unità pastorale di Rogliano (Cosenza) diretto dal Maestro Luigi Vizza.
Antonello Armieri, voce, chitarra acustica e autore dei brani, racconta l’ispirazione alla base del nuovo concept album, nata durante un’intensa esperienza di adorazione notturna nei boschi della Sila, durante una Giornata diocesana della Gioventù: “Quella notte ci colpì la fede di tanti giovani che, nonostante il freddo, restavano in preghiera ascoltando musica in cuffia. Ci siamo chiesti: può Dio parlare anche attraverso ciò che ascoltiamo? Da questa domanda è nato un lavoro musicale pensato per essere pregato, ascoltato, vissuto come un momento di intimità con Gesù Eucaristia.
L’intento del disco è dare voce a chi resta in silenzio davanti all’Eucaristia, quando non servono più parole, ma solo la presenza. Il disco è concepito come un percorso da ascoltare interamente: dall’invito iniziale al silenzio fino alla conclusiva ‘Arde’, che racchiude il cuore dell’esperienza vissuta. Ogni brano nasce da un profondo confronto tra i membri della band, coniugando sensibilità personali, unità di intenti e una visione musicale condivisa”.
Registrato quasi interamente in presa diretta a Bologna nei prestigiosi studi Fonoprint, il disco è stato prodotto da Andrea Marco Ricci, fondatore de La Gloria, casa discografica ed edizione musicale cristiana, che annovera tra i propri artisti anche The Sun, Reale, Debora Vezzani: “L’atmosfera sonora di questo concept-album è stata pensata per l’obiettivo a cui questa musica è destinata: partendo dalle sonorità rock della band, è caratterizzata da atmosfere dolci, tonde, fra il jazz, l’acustico, il folk e il post-rock, delicatezze rare e incursioni di altre sonorità e voci, singole o corali.
Abbiamo cercato di vestire ogni brano con una sua originalità, pur mantenendo l’omogeneità del progetto. Siamo consapevoli che è decisamente contro corrente realizzare un prodotto della durata di un’ora complessiva di ascolto continuativo, in un mondo in cui la fruizione è veloce, ma vogliamo proporre un’esperienza immersiva”.
Anticipato dai videoclip di ‘Vertigine dentro (Nel silenzio)’ ed ‘Arde’, il disco è disponibile su tutte le piattaforme, gli store e in formato Compact Disc. Sarà presentato ufficialmente in Calabria il 27 giugno alle ore 21.00 nel chiostro del convento di San Francesco di Paola a Pedace in Casali del Manco (Cosenza): un luogo suggestivo dove il canto punteggerà l’adorazione eucaristica e la preghiera comunitaria.
La scelta è dettata dal fatto che da poche settimane la struttura è stata affidata alla Fraternità francescana mariana ‘Amici di Gesù Buon Pastore’. Il co-fondatore di questa famiglia religiosa, padre Domenico Greco, è stato il primo cantante della band dagli esordi, nel 1994, fino al 2009, quando ha iniziato il suo percorso da consacrato: “Ci è sembrato naturale chiedere a lui e al fondatore padre Maurizio Vaccaro di poter presentare nel loro convento il nuovo album, interamente dedicato all’adorazione”.
Nel frattempo il Kantiere Kairòs prosegue il suo tour di concerti in tutta Italia: l’8 giugno a Ceglie Messapica (Brindisi), il 19 a Medicino e il 20 a Vadue di Carolei (Cosenza), il 28 a Roma e il 29 a Praia a Mare (Cosenza), mentre a luglio la band calabrese sarà il 3 a Labico (Roma), il 12 a Montichiari (Brescia), il 29 di nuovo a Roma. Nuove date sono in attesa di conferma e verranno inserite nella pagina dedicata al tour all’interno del sito ufficiale (https://kantierekairos.it/tour/).
Info: www.kantierekairos.it facebook kantierekairos instagram kantiere_kairos Youtube Kantiere Kairòs
Papa Francesco ai consacrati: non dimenticate l’adorazione eucaristica
Al termine della giornata papa Francesco ha incontrato i vescovi, i sacerdoti, i missionari, i consacrati e le consacrate, gli operatori pastorali, che operano in questo grande stato asiatico, salutato dal presidente della Conferenza episcopale dell’Asia centrale, mons. José Luis Mumbiela Sierra, che lo ha ringraziato per questa visita apostolica:





























