Papa Francesco: la Chiesa ci guida alla santità con i sacramenti

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Cita l’amato scrittore francese Léon Bloy Papa Francesco per spiegare la bellezza della santità: “negli ultimi momenti della sua vita diceva: «C’è una sola tristezza nella vita, quella di non essere santi». Non perdiamo la speranza nella santità, percorriamo tutti questa strada.”

Nella catechesi dell’ udienza generale di oggi Bergoglio ha proseguito la riflessione sulla Chiesa con una attenzione particolare al tema della santità: “Come può essere santa una Chiesa fatta di esseri umani, di peccatori?” Domanda il Papa e risponde con le parole del Vangelo: “E’ santa perché Gesù Cristo, il Santo di Dio, è unito in modo indissolubile ad essa ; è santa perché è guidata dallo Spirito Santo che purifica, trasforma, rinnova. Non è santa per i nostri meriti, ma perché Dio la rende santa, è frutto dello Spirito Santo e dei suoi doni.”

E anche se formata da peccatori, perché “noi peccatori siamo chiamati a lasciarci trasformare, rinnovare, santificare da Dio.”

Parla dell’eresia dei catari, dei puri, e dice: “La Chiesa, che è santa, non rifiuta i peccatori  al contrario li accoglie, è aperta anche ai più lontani, chiama tutti a lasciarsi avvolgere dalla misericordia, dalla tenerezza e dal perdono del Padre, che offre a tutti la possibilità di incontrarlo, di camminare verso la santità.”

Ricorda ancora una volta la parabola del Padre misericordioso: “Quando hai la forza di dire: voglio tornare in casa, troverai la porta aperta, Dio ti viene incontro perché ti aspetta sempre, Dio ti abbraccia, ti bacia e fa festa.”

E la strada della santità,  la strada del cristiano è l’incontro con Gesù Cristo “nei Sacramenti, specialmente nella Confessione e nell’Eucaristia; ci comunica la Parola di Dio, ci fa vivere nella carità, nell’amore di Dio verso tutti. Chiediamoci, allora: ci lasciamo santificare? Siamo una Chiesa che chiama e accoglie a braccia aperte i peccatori, che dona coraggio, speranza, o siamo una Chiesa chiusa in se stessa? Siamo una Chiesa in cui si vive l’amore di Dio, in cui si ha attenzione verso l’altro, in cui si prega gli uni per gli altri?”

La santità deve essere contagiosa, conclude il Papa anche se ci sentiamo deboli: “la santità non consiste anzitutto nel fare cose straordinarie, ma nel lasciare agire Dio. E’ l’incontro della nostra debolezza con la forza della sua grazia, è avere fiducia nella sua azione che ci permette di vivere nella carità, di fare tutto con gioia e umiltà, per la gloria di Dio e nel servizio al prossimo.”

E il Papa conclude con la frase di Léon Bloy e una incitazione: “Vogliamo essere santi? Tutti? (…)Viviamo con gioia la nostra fede, lasciamoci amare dal Signore… chiediamo questo dono a Dio nella preghiera, per noi e per gli altri.”

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