Costantino, la testimonianza della fede attraverso l’urbanistica. Aperto a Roma il XVI Congresso internazionale di Archeologia Cristiana.

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“Millesettecento anni sono trascorsi dalla vittoria di Costantino su Massenzio a Ponte Milvio a Roma, nel 312, e dal c.d. Editto di Milano del 313, con il quale Costantino pose ufficialmente termine a tutte le persecuzioni religiose e permise al cristianesimo di potersi sviluppare liberamente nella società romana e di diventare così una delle sorgenti principali dell’attuale civiltà occidentale. A me fa impressione il fatto che in quel tempo sono state costruite imponenti basiliche cristiane di grandi dimensioni, che quindi testimoniano come forte doveva essere la Chiesa durante le feroci persecuzioni. Speriamo che anche le odierne persecuzioni dei cristiani, attuate in diverse maniere, contribuiscano a rafforzare e maturare la fede.” Con queste parole il cardinale Zenon Grocholewski Prefetto della Congregazione per l’ Educazione cattolica e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana ha aperto il XVI Congresso internazionale di Archeologia Cristiana che si svolge a Roma nella prestigiosa sede dell’ Augustinianum a pochi passi da Piazza San Pietro. L’assise, che riunisce più di 300 studiosi da 31 paesi, è dedicata proprio a Costantino, nell’ anno del 1700 anniversario dell’ Editto sulla libertà religiosa: “Costantino e i Costantinidi: l’innovazione costantiniana, le sue radici e i suoi sviluppi”. “La figura dell’imperatore Costantino ha inciso profondamente sulla storia di Roma- ha scritto il Sindaco di Roma Ignazio Marino nel saluto inviato al Congresso- sancendo il passaggio dalla Roma Imperiale alla Roma Cristiana. E’ stato l’ultimo grande costruttore della Roma Imperiale e il primo artefice della Roma Cristiana. Costantino ha trasformato e allargato il paesaggio monumentale della città, edificando nuovi spazi destinati alla cristianità e interpretando l’esigenza di creare nelle periferie della metropoli antica un tessuto urbano policentrico. Cito per tutte la meravigliosa basilica di San Giovanni in Laterano e la prima basilica in Vaticano. Il vostro Congresso, dunque, svolge un prezioso lavoro di valorizzazione e approfondimento, proprio evidenziando quanto la “svolta costantiniana” abbia inciso profondamente su una nuova visione degli spazi cittadini, con i suoi luoghi di culto e le sue vie di collegamento, e sul fondamentale gemellaggio tra Oriente e Occidente. Una caratteristica che tutto il mondo ci invidia.”

Nella sua prolusione “Progress in Scholarship. The Interpretation of Constantine since the Reformation”, il Prof. Timothy D. Barnes dell’Università di Edinburgo ha esaminato nuove scoperte e analisi che cambiano l’opinione prevalente su Costantino cioè che egli non ha mai abbandonato la politica di tolleranza religiosa dei primi anni del suo regno. Esaminando la credibilità degli scrittori cristiani Lattanzio ed Eusebio e la recente ridatazione del poeta anticristiano Palladas, Barnes ha sottolineato che molte fonti contemporanee affermano che dopo il 324, quando dopo la morte di Licinio, Costantino diventa unico imperatore, Costantino attacca il paganesimo. Eusebio afferma infatti che proibisce il sacrificio di animali e l’erezione di nuove statue di culto, abbandonando quindi la linea di tolleranza di tutte le fedi.

Saluto iniziale anche del cardinale Gianfranco Ravasi Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, che ha ricordato i suoi studi personali di archeologia biblica. In particolare il cardinale ha ricordato come la sfida culturale oggi sia proprio nel mettere a confronto arte e fede, una sfida simile a quella che si viveva nel mondo di Costantino dove l’arte cristiana era una testimonianza visibile della fede in un mondo pagano. Parlando specificamente del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana il cardinale Grocholewski ha detto : “Oggi il PIAC fa parte del mondo grande e variegato di istituzioni accademiche collegate alla Santa Sede. Mentre la maggioranza sono facoltà di teologia, il PIAC fa parte di un gruppo più piccolo ma importante di istituzioni che si occupano di materie e discipline che si trovano almeno in parte anche nelle università laiche. In questo senso, questi istituti costituiscono un’interfaccia importante della Chiesa cattolica con il mondo accademico non teologico, e la loro missione, oltre l’eccellenza, è quella di dedicarsi a collaborazioni con le università laiche dei diversi paesi nel mondo, in “un atteggiamento di ricerca sincera della verità”, per dirlo con Giovanni Paolo II, oppure, con le parole di Benedetto XVI, “lasciarsi conquistare dalla verità ricercata nelle sue autentiche fonti, con un animo sgombro da passioni e pregiudizi, essendo l’archeologia cristiana una scienza storica, e come tale basata sullo studio metodico delle fonti.” (discorso ai docenti e agli studenti del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana 20 dicembre 2008).”

Il Presidente del Congresso, Prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai, che è anche Rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, ha sottolineato che “l’utilizzo coordinato di fonti letterarie e documentazione materiale è uno dei tratti connotanti” dell’archeologia cristiana. La disciplina, ha spiegato, unisce nella stessa ricerca lo studio di testi, della liturgia, della letteratura, all’analisi dei monumenti e degli oggetti. In messaggio ai congressisti, a firma del Segretario di Stato Card. Tarcisio Bertone, Papa Francesco “ringrazia vivamente per il contributo di studio che verrà offerto su quella tematica di grande rilevanza storica e culturale, in particolare per il fondamentale valore della libertà religiosa”.

Il programma e altre informazioni sul Congresso si trovano sul sito del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana www.piac.it sulla pagine:

http://www.piac.it/?p=202 Il Congresso è anche su Facebook su

https://www.facebook.com/xviciac

Contatti: Il Segretario Generale del Congresso Prof. Olof Brandt brandt@piac.it / 328 3115494

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