Un rapporto rivela un quadro inquietante sulle dimensioni del fenomeno degli abusi sessuali in Spagna, un vero disastro per le vittime e per la società

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 28.10.2023 – Ivo Pincara] – I dati degli abusi sessuali di Spagna sono impressionanti, giudicando da un rapporto commissionato all’Istituzione del Difensore civico spagnolo, presieduta da Ángel Gabilondo. L’indagine – condotta dalla struttura indipendente che si occupa della tutela dei diritti fondamentali della persona in Spagna, era nata sotto l’impulso di un’inchiesta giornalistica del quotidiano El Pais – è durata 15 mesi. A differenza di Francia, Germania, Irlanda e Stati Uniti, la Spagna – un Paese di forte tradizione cattolica – non aveva mai condotto un’indagine indipendente sul fenomeno. Nel marzo 2022 i deputati spagnoli hanno cercato di rimediare, istituendo una commissione di esperti indipendente, incaricata di «fare luce» sugli «abusi sessuali nei confronti di bambini indifesi», affidando la presidenza a Gabilondo. L’obiettivo dell’indagine era di «determinare responsabilità, offrire risarcimenti e prevenire nuovi casi».

Lo abbiamo definito “oceano dell’orrore”. Dall’abisso emergono verità che il mondo non è ancora in grado di comprendere. Noi siamo nella lotta al crimine dell’abuso sessuale da anni e continueremo ad andare avanti in questa lotta. Non possiamo fare altro che lottare, comunicando.

Il rapporto di Gabilondo non fornisce cifre precise, ma attraverso le interviste di oltre 8.000 persone è emerso un quadro inquietante sulle dimensioni del fenomeno degli abusi sessuali in Spagna: circa l’11,7% degli Spagnoli afferma di aver subito questo tipo di violenza prima di compiere i 18 anni, l’1,13 % le ha subite in ambito religioso, scuole e istituti cattolici, e lo 0,6% afferma di aver subito aggressioni sessuali direttamente da parte di un sacerdote cattolico.

Oltre 100 pagine del rapporto di 777 pagine presentato ieri dal Difensore civico, contengono le testimonianze di 487 vittime, che sono state raccolte attraverso delle interviste dall’Unità di Assistenza alle Vittime, creata  per affrontare il lavoro del Rapporto. Di questi, la stragrande maggioranza (84%) erano uomini. Le vittime hanno sottolineato i problemi emotivi e comportamentali che soffrono a causa dell’abuso. E un terzo di questi ha riferito di aver avuto sintomi di stress post-traumatico e alcuni di loro di aver avuto sintomi depressivi, sentimenti di vergogna e stigmatizzazione, fino a tendenze suicide. Le testimonianze raccolte dall’ascolto delle vittime rivelano l’impatto devastante che l’abuso sessuale ha avuto sulle loro vite.

Oltre alle testimonianze dirette raccolte durante le interviste, sono state prese in considerazione anche dati fornite da organismi ufficiali, tra cui la Chiesa Cattolica in Spagna. Nel rapporto sono confluiti, inoltre, dati provenienti da inchieste mediatiche, in particolare da parte di El País, che ha iniziato la sua inchiesta giornalistica in ottobre 2018.

La Chiesa Cattolica in Spagna sostiene di aver messo in atto protocolli per affrontare le violenze sessuali e di aver creato uffici di “protezione dell’infanzia” all’interno delle diocesi. Ha riconosciuto a giugno di aver ricevuto le testimonianze di 927 vittime. Questa cifra è ben al di sotto delle 2.206 vittime registrate da El País, che nel 2018 ha creato un proprio database, con i primi casi che risalgono al 1927, e che contiene anche i nomi di 1.036 sacerdoti accusati di aver commesso abusi sessuali nei confronti di persone minorenni. E «i nostri dati sono solo la punta dell’iceberg», ha scritto El País ieri.

Presentando ieri, 27 ottobre 2023, il rapporto alle Cortes Generales, il Congresso dei Deputati, la camera bassa del parlamento spagnolo, Ángel Gabilondo ha sottolineato che «in nessun caso il numero delle testimonianze è destinato a determinare la portata quantitativa del problema», perché quando si presenta un certo numero di testimonianze di vittime, è necessario «tenere presente l’unicità personale di ciascuna di esse e l’impossibilità di ridurla a una cifra contabile». Il Difensore civico ha posto l’accento sul fatto che queste testimonianze delle vittime «meritano di essere ascoltate»: «Si tratta di una denuncia necessaria per rispondere ad una situazione di sofferenza e di solitudine che per anni è rimasta, in un modo o nell’altro, coperta da un ingiusto silenzio», ha detto Gabilondo. «Le vittime sono il senso primo, l’ultimo e il senso centrale di questo Rapporto. Ascoltarle è incontrare la voce e l’esperienza del dolore. E quello che è successo è per loro e per la società un vero disastro», ha sottolineato Gabilondo.

Ángel Gabilondo Pujol (San Sebastián, Guipúzcoa, 1° marzo 1949) è un politico e professore universitario spagnolo, attuale Difensore civico dal 2021. Tra il 2009 e il 2011 è stato Ministro dell’Istruzione, prima di essere stato Rettore dell’Università Autonoma di Madrid e membro del Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Filosofia e Lettere di detta università, nonché Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università spagnole. Tra il 2015 e il 2021 è stato deputato e portavoce del Gruppo parlamentare socialista nell’Assemblea di Madrid, candidandosi alla presidenza della Comunità di Madrid per il PSOE-M in tutte e tre le elezioni.

Gabilondo ha denunciato «il silenzio di chi avrebbe potuto fare di più per prevenire» il tragico fenomeno della pedofilia. «Le testimonianze raccolte rivelano l’impatto devastante che gli abusi sessuali hanno avuto sulla vita di determinate persone», per cui vi è stata «la necessità di dare una risposta a tante persone che hanno subito questi abusi durante la loro infanzia». Il rapporto rivela che per molti anni ha prevalso un certo desiderio di negare gli abusi, o di nascondere o proteggere gli autori degli abusi: «Comportamenti come il trasferimento degli abusatori in altri posti o in altri Paesi sono stati un esempio di cattiva pratica in molte istituzioni della Chiesa. Questa pratica non ci ha permesso di rispondere al problema», al punto di creare per le vittime nuovi danni, la vittimizzazione causata dalla risposta della Chiesa Cattolica, della società e della Giustizia. «Dobbiamo chiedere alla Chiesa Cattolica di essere esemplare», ma la risposta «è stata insufficiente, dilatoria, le vittime raramente sono state assistite. (…) Le procedure canoniche hanno spesso avuto un deficit con le vittime. (…) La pura applicazione del diritto canonico non di rado ha portato alla solitudine, al silenzio, al segreto o all’impotenza. (…) I pochi casi che sono stati perseguiti, con condanne, non sempre garantiscono che le vittime abbiano visto soddisfatto il loro diritto alla riparazione con le somme di risarcimento, poiché non sono state soddisfatte. I casi in cui ha condannato le diocesi sono stati una minoranza».

Gabilondo ha riferito: «Abbiamo scritto a tutti i vescovi: alcuni di loro ci hanno risposto, ci hanno aperto i loro archivi. Altri invece ci hanno rimproverato. Direi una bugia se dicessi che nessuno ha collaborato con noi, o se dicessi che c’è stata una collaborazione straordinaria. (…) In molti casi la risposta è stata insufficiente, addirittura dilatoria. (…) La recente istruzione della Conferenza Episcopale Spagnola ha rappresentato un progresso normativo importante, ma è ancora insufficiente, poiché le vittime non rientrano ancora nel processo penale canonico. Detto questo, credo che la Chiesa abbia preso coscienza che lo scandalo maggiore sarebbe quello di non collaborare esplicitamente con una società che vuole sapere la verità».

Un messaggio che è stato subito recepito dalla Conferenza Episcopale Spagnola, che ha annunciato che terrà lunedì 30 ottobre 2023 un’Assemblea plenaria straordinaria, per studiare e valutare il rapporto Gabilondo. Anche se non ha voluto partecipare ai lavori della commissione, a marzo ha accettato di fornire alla commissione informazioni sui casi di pedofilia raccolti dalle diocesi. Dopo aver rifiutato per anni di condurre qualunque indagine sui casi di abusi sessuali, a seguito delle pressioni politiche crescenti e di accuse di ostruzionismo, nel febbraio 2022 aveva fatto un primo passo affidando una valutazione allo studio legale Cremades & Calvo Sotelo. Nonostante le ingiunzioni della Conferenza Episcopale Spagnola, che qualche settimana fa ha ordinato allo studio legale di pubblicare il suo rapporto entro dieci giorni, i risultati non dovrebbero essere annunciati prima della fine dell’anno, anche se una prima sintesi dovrebbe essere disponibile a novembre.

Guadando i tanti dati contenuto nel rapporto Gabilondo, emerge che il 3,36% afferma che l’abuso è avvenuto in ambito familiare, il 72% degli intervistati ritiene che l’abuso sessuale sui minori sia un problema sociale molto grave, il 24,4% lo considera piuttosto grave, ma la maggior parte degli intervistati ritiene che non vengano adottate misure adeguate per contrastarlo. Ad ogni modo, alla luce di questo rapporto, la Spagna diventa il Paese al mondo che ha diffuso la maggiore stima ufficiale delle vittime di abusi sessuali nella società in generale e nella Chiesa Cattolica in particolare.

Gabilondo ha chiarito che il rapporto «non vuole essere l’ultima parola. E ancor meno una soluzione definitiva o un punto finale, di fronte a un danno così grande che ha colpito e continua a colpire così tante persone per così tanto tempo», ma piuttosto aspira «a contribuire alla presa di coscienza iniziata alcuni anni fa da parte della società spagnola, ricordando e richiedendo alla Chiesa Cattolica e ai poteri pubblici che resta aperta la necessità di dare una risposta alle vittime». Concludendo, ha sottolineato che il rapporto «fornisce chiarezza, dati e argomenti su una questione che è difficile per tutti affrontare, ma che è essenziale per farlo. Si tratta di assumersi delle responsabilità, il che significa rispondere, rispondere e rispondere. E questa risposta necessaria richiede che il Rapporto contribuisca a sensibilizzare maggiormente sulla questione e a dare una risposta efficace alle vittime, risposta da loro richiesta con buone ragioni».

Foto di copertina: il Difensore civico spagnolo, Ángel Gabilondo, il 27 ottobre 2023 ha presentato alle Cortes Generales il rapporto sugli abusi sessuali in Spagna.

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