I miei dubia
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 15.10.2023 – Aurelio Porfiri] – Negli ultimi tempi è molto in voga la parola “dubia”. Recentemente cinque Cardinali hanno sottoposto i loro dubia al Santo Padre per avere chiarimenti in vista del presente Sinodo sulla Sinodalità. Io ovviamente non ho la pretesa di rivolgermi a Sua Santità, ma mi rivolgo a tutti gli uomini di buona volontà con i miei dubia (forse una pretesa ancora più grande!).
Essi naturalmente interrogano anche me e non intendono minimamente giudicare le buone intenzioni di ognuno. In questo caso ognuno risponderà alla sua coscienza, non a me.
Nelle nostre azioni nella Chiesa, quando ci affanniamo tanto e ci diamo da fare, quanto è per Dio e quanto è per “io”? Non è che forse mascheriamo con buoni propositi i nostri turpi intendimenti?
Quanto ci interessa ancora veramente la questione fondamentale, quella di Gesù e di dare ragione della speranza che è in noi? Sappiamo che la questione fondamentale, molto più in alto di ogni chiacchiericcio ecclesiale, è rispondere alla domanda: voi chi dite che io sia?
Siamo sicuri che la ricetta giusta per un mondo che si getta nel precipizio è di assecondarlo e di gettarci con lui come i porci del racconto evangelico?
La nostra è fede o superstizione? Crediamo veramente o crediamo di credere? Quanto c’è nel nostro animo di libera adesione a Gesù e quanto c’è di auto suggestione?
Un bravo autore aveva parlato tempo fa di cambio di paradigma nel Pontificato di Papa Francesco [QUI]. Riusciamo ad accettare che in realtà il cambio di paradigma riguarda l’umanità intera e la situazione attuale della Chiesa è solo una parte di questo sconvolgimento?
Come detto, ognuno si metta di fronte alla propria coscienza e, anche se può essere penoso, risponda onestamente.
Questa riflessione è stata pubblicata oggi dall’autore sul suo sito Traditio, per conoscere tutto su tradizione e tradizionalismo [QUI].
Foto di copertina di Emily Morter.





























