Un significativo cambio della guardia in Vaticano è vicino?
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 31.07.2023 – Andrea Gagliarducci] – Durante il mese di luglio, Papa Francesco non avrebbe dovuto avere udienze, con alcune eccezioni. Ma, nell’ultima parte del mese, ha avuto incontri con i giovani pellegrini che passavano per Roma prima di andare alla Giornata Mondiale della Gioventù.
A questi incontri non era presente Monsignor Leonardo Sapienza, Reggente della Casa Pontificia, che in questi anni è sempre stato il fedele custode di ogni incontro di Papa Francesco. Monsignor Sapienza non c’era, perché giustamente era in vacanza, sapendo che il Papa non avrebbe tenuto udienze. Ma ha un senso anche il fatto che Papa Francesco abbia deciso di tenere comunque le udienze, senza comunicarlo. Vuol dire che il Papa sta dicendo che può gestire le cose autonomamente, senza guardiani.
Forse stiamo speculando troppo su questo, eppure ci sono chiare indicazioni negli ultimi tempi. Una è la partenza improvvisa di Monsignor Gonzalo Aemilius, suo Segretario dall’Uruguay, arrivato appena due anni e mezzo fa e sostituito da un sacerdote argentino, che il Papa conosceva da tempo [QUI].
I segretari particolari, per Papa Francesco, non sono indispensabili. Il Papa ha sempre tenuto due agende: quella ufficiale, e quella dei suoi stessi incontri, nascosto a tutti, anche ai segretari. Il Papa non ha fatto visite programmate all’improvviso all’inizio del suo pontificato, perché aveva altri impegni privati, personali di cui nessuno era a conoscenza. Su queste assenze si è costruita anche una leggenda, che parlava di un Papa che snobbava gli eventi mondani. C’era una verità più pratica.
E, certo, proprio per questo, la partenza improvvisa di un segretario non può non essere notata. Questa partenza mostra che il Papa non ha una squadra; non ha un’unità fissa di persone di cui fidarsi, ad eccezione di alcuni amici di lunga data.
Uno di questi amici è il futuro Cardinale Víctor Fernández, che il Papa ha nominato Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede [QUI]. E forse non è un caso che alla fine il Papa lo abbia chiamato a Roma [QUI]. Perché Fernández è una persona fedele al Papa e di cui il Papa si fida, avrà bisogno di averlo vicino in questo periodo che si preannuncia probabilmente il più rivoluzionario del pontificato.
Oltre al cambio di segretari, il Papa ha nominato il Cardinale Matteo Zuppi suo inviato speciale in Ucraina, in Russia, poi negli Stati Uniti e ora probabilmente in Cina. E sebbene gli inviati speciali facciano parte della normale attività diplomatica, Papa Francesco usa l’inviato speciale anche come un segnale [QUI]. Significa che il Papa ha la sua diplomazia e la sua linea diplomatica e che non è necessariamente quella della Segreteria di Stato della Santa Sede. Il Papa ha certamente dei diplomatici che consulta. Ma le sue decisioni sono sue, e vuole che siano eseguite da persone che riportano direttamente a lui.
Questo significa che la Segreteria di Stato potrebbe essere emarginata sempre più? In qualche modo lo sta già accadendo, perché Papa Francesco ha deciso anche di decostruire la Curia così come la conoscevamo. Ha sempre detto che assume la riforma della Curia come un mandato. Ha istituito un Consiglio di cardinali, che inizialmente non comprendeva nemmeno il Segretario di Stato, e ha rimosso il Segretario di Stato dal Consiglio di amministrazione dello IOR, dopo averlo rimosso dalla Presidenza. Infine, tolse alla Segreteria di Stato anche l’amministrazione del patrimonio.
I processi giudiziari in Vaticano hanno mostrato un feroce attacco ai metodi di governo della Segreteria di Stato. Il Promotore di Giustizia vaticano ha addirittura suggerito che la Segreteria di Stato avrebbe dovuto riferirsi alla giustizia vaticana invece di mantenere l’autonomia, come se un organo di governo di qualunque Stato dovesse avere come primo riferimento gli organi di giustizia e come se un organo di governo in qualunque forma dovesse non avere autonomia, budget e discrezione nella gestione dei fondi.
Certo, a volte può esserci stata una gestione troppo personalistica, persino una perpetuazione del potere, come succede. Ma una presunta gestione personalistica non giustifica un attacco diretto all’istituzione. Non sono le istituzioni o le procedure a creare l’occasione, ma le persone che decidono se gestire male. Si possono ricollocare, si può trovare un modo per contenerli, ma il problema non si risolve attaccando le strutture governative.
Anche in questo, il Papa vuole dimostrare di poter fare a meno delle tipiche strutture di governo. C’è un Papa, e il Papa è il governo centrale che prende le decisioni. Non ci sono consiglieri; non ci sono reparti, che possono avere peso. Lo svantaggio è, che se solo una persona è responsabile, questa persona può essere facilmente manipolata. Il Papa non pensa di poter essere strumentalizzato, ma ha bisogno di amici come il futuro Cardinale Fernández che lo aiutino a portare avanti le sue idee. Fernández sarà chiamato a dare un quadro teorico e una spiegazione delle azioni che Papa Francesco compirà d’ora in poi.
Quello che ci aspetta, a quanto pare, è un massiccio cambio della guardia vaticana, facilitato dalle regole della Praedicate Evangelium, che limita la permanenza in carica a soli cinque anni, rinnovabile una sola volta.
Pertanto, assenze e presenze dovranno essere attentamente soppesate mentre il pontificato giunge alla sua fase cruciale. Il processo penale in Vaticano va verso il verdetto, e le decisioni del Presidente del Tribunale, Giuseppe Pignatone, diranno se sarà un verdetto politico o un verdetto giusto. Ma se fosse politica, dimostrerebbe ancora una volta che il Papa vuole dare l’esempio, e decostruire, distruggere e ricostruire a modo suo.
Attualmente, tutto può cambiare in qualsiasi momento. Allo stesso tempo, molti sembrano aver capito ormai il modus operandi del Papa e cercano di disinnescarlo o di lasciar passare il tempo finché le cose non cambiano. Il Papa vuole mettere al sicuro la sua eredità. Non sa se ci riuscirà, ed è un’impresa difficile. La successione teologico-teorica potrebbe essere garantita. Ma per farlo dovrà avere molti dei suoi attivi sul campo, con nuovi capi dipartimento e nuove persone nei posti chiave. Il cambio della guardia sembra essere vicino.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato oggi in inglese dall’autore sul suo blog Monday Vatican [QUI].



























